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mercoledì 3 agosto 2011

Via del Golf 13, diversi anni dopo

Tempo fa paventavo pubblicamente sul blog l'ipotesi di ricongiungermi ai miei genitori in quel della campagna (= golf club del Ponente ligure) e le tremende conseguenze che avrei dovuto affrontare.

Beh, l'ho fatto. Sono andata a Via del Golf 13 per esattamente 24 ore. Con la De, senza marito e senza gatti. Dopo qualcosa come cinque anni che non ci mettevo piede: ma forse sono anche sei.

Come molte cose di quest'anno, anche questa è andata diversamente dal previsto.

Intanto, non avevo l'ansia. Strano. Ma è anche vero che i miei, da quando papà è ufficialmente malato, sono cambiati.

Cazzata. E' cambiata mia madre, che dà meno peso a certe cose.

No, anzi, cazzata. E' cambiato mio padre, che dà meno retta a mia madre su certe cose.

Cazzata ulteriore. Mia madre non è cambiata per niente. Mia madre, comincio a sospettare, non cambierà mai. Mio padre, direi, è cambiato in peggio.

Io, del resto, sono talmente cambiata che, probabilmente, non so neanche esattamente chi è che scrive queste righe in questo momento, quindi quanto siano cambiati loro è irrilevante.

Comunque, l'effetto complessivo non era sgradevole.

Nonostante le mie angosciose previsioni, forse grazie al fatto che era giorno feriale, non c'è stato il rito della presentazione in società della Figlia Che Non Li Viene Mai A Trovare In Campagna. A cena alla clebàus ci siamo stati sì, ma non c'era quasi un'anima che conoscessi, a parte il cuoco e i camerieri storici. E i miei non avevano l'aria di portare in palma un trofeo, stavolta. Devo dire che io mi ero premurata di essere sportivo-elegant-british-albarina quanto basta, ma senza strafare, e che onestamente, da quando sono ingrassata, invecchiata e ho cambiato colore di capelli e montatura di occhiali, non c'è pericolo che mi riconosca nessuno se non mi vede con almeno un genitore.

Ciò non toglie che il reportage giornalistico su un mondo dimenticato che volevo scrivere mi si è un po' abortito, così, per mancanza di dati di confronto. Sostanzialmente siam stati murati in casa a chiacchierare, io e mia madre di buddhismo, io e mio padre di varie ed eventuali. A parte la cena, e l'uscire a far due passi con mia madre che no, non aveva voglia di camminare e no, non aveva nemmeno bisogno di sfogarsi e no, non seguiva più di tanto i discorsi: era depressa, stanca, preoccupata o semplicemente rilassata? Mi sono accorta che non lo sapevo.

Però l'ambiente l'ho osservato bene.

Era tutto piccolissimo. Il giardino. Il parcheggio. La distanza tra la clebàus e la casa. La casa. La mia stanza. I mobili.
I mobili, santo Dio: mi sembrava di avere le mani enormi nel maneggiare le sedie, le maniglie degli armadi, delle porte.
Per un attimo mi sono chiesta se ero entrata nella casa dei puffi, se sono ingrassata così tanto, o se avevo bevuto o mangiato un prodotto della fantasia di Lewis Carroll. Poi ho capito che la mia memoria aveva interamente rimosso l'adolescenza e la giovinezza (in cui a Via del Golf mi annoiavo parecchio) e mantenuto i ricordi di una ragazzina smilza che correva per le colline, infrattandosi sotto i cespugli in mezzo alla macchia mediterranea, seguita a ruota da una gatta a tre colori. Di una bambina che vedeva nei sedici metri quadri di giardino un intero mondo, per la quale la piscina della clebàus era più o meno grande come il Mar Nero e la distanza piscina-casa, fatta a piedi all'ora di pranzo dopo aver nuotato e corso per ore, era la traversata dell'Asia centrale.

Poi ho notato altre cose. I SUV che rendono le strade del comprensorio ridicolmente strette. I nuovi condomini e le nuove villette costruite, sempre più fichi, con sempre più piscine private, sempre più cancellate, sempre più allarmi, sempre più siepi fittissime e recinzioni a separare dagli altri.

Ho cercato a lungo le casette un po' scolorite, immerse nel verde umido e buio che ricordavo, coi cancelletti bassi aperti o senza cancelletti, o con le ringhiere di legno messe per bellezza, che non separano da niente; ne ho viste solo un paio, anche la casetta a schiera dei miei ora sembra nuova, perchè è stata da poco ridipinta.
In compenso, la parte bassa del giardino, dove io ho corso e giocato per anni, si è rivelata non appartenere al nostro lotto, ma essere da acquistare, e il Golf Club ha chiesto un prezzo esagerato, forse sperando che noi volessimo farci un garage. I miei continuano a usare il parcheggio nella piazzola, dove le foto mi ritraggono, caracollante, a un anno, col cappottino di lana bianca e il foulard di flanella in testa. Anche se adesso i posti macchina sono numerati. Quindi, alla notizia che il pezzo di sotto del giardino non era più loro, hanno smesso di pagare il giardiniere per potare e ripulire in quella zona, e del resto l'albero-simbolo di tutta la mia infanzia, il grande salice piangente sotto il quale ho giocato e letto e sognato per anni, era stato fatto abbattere, quindi il praticello aveva perso poesia e importanza agli occhi di tutti; e il resto era una ripa discoscesa dove, ad oggi, mi stoccherei secca una caviglia anche con le scarpe da trekking, mentre da bambina correvo su e giù scalza, con le ballerine, con le scarpine di gomma da piscina etc. A non potare più niente, il risultato è che, subito sotto la scala in pietra, comincia un roveto impenetrabile, alto come una persona, paradiso dei gatti e degli uccellini. E così il giardino dei miei è diventato completamente invisibile per chi passa nella stradina sottostante, e dal giardino non si vede più niente tranne per uno spicchio di cielo con le montagne verdi, distanti. Un cambiamento in senso eremitico che ho apprezzato infinitamente. Anche io, come mio padre, sono capace di stare un'ora sulla sdraio in giardino ad ascoltare gli uccelli e a guardare quella fetta di panorama selvaggio, senza abitazioni, e non fare assolutamente nient'altro che bearmi di ciò.

Sotto il roveto, nel punto dove una volta c'era il salice, c'è la tomba del gatto prediletto dei miei genitori.

Ci sono molte altre tombe invisibili tutt'intorno: sostanzialmente le tombe di un'età passata in cui mia madre aveva meno dell'età che ho io adesso, mio padre aveva i capelli castano-grigi e non aveva i baffi, la zia Buona aveva i capelli lunghi fino in fondo alla schiena, e sia lei che la zia Bella portavano occhialoni ovali con la montatura spessa anni Settanta, tipo quelli di Sandra Mondaini. La Psicozia e lo Psicozio ci venivano a trovare con la Cùgia piccina ed erano giovanissimi, e Sanguedelmiosangue non era nemmeno un'idea nella mente di Dio.

Ma anche le tombe di un mondo in cui non si usavano tanti cancelli elettronici, tanti SUV e tanti allarmi e in cui i bambini, come i gatti, in un insieme di abitazioni come quelle potevano sgattaiolare per siepi, intercapedini, tetti, vialetti privati e prati aperti davanti alle case, e inventarsi un continente favoloso.

Ma non è che il posto mi abbia fatto tristezza, tutt'altro. E' stata più una cosa intima, come entrare in punta di piedi nella stanza di un neonato.

C'è una misteriosa faglia tra la mia infanzia e il mio essere donna adulta di oggi, nella quale evidentemente le cose da dimenticare erano talmente tante che ho fatto sprofondare un intero lembo di terra, e ora i bordi della faglia, pur separati, sono sorprendentemente vicini. O magari no, sono lontani, non sarebbe mai possibile saltare da un bordo all'altro, eppure c'è questo effetto straniante per cui vedi benissimo cosa c'è dall'altra parte, come attraverso una lente, come sotto una luce limpida.

La bambina con gli occhi verdi in piedi di fronte a me, dall'altra parte della faglia, ha le gambe graffiate dai cespugli, ha i capelli incollati al viso perchè ha appena smesso di correre, e mi sta fissando. Mi vede benissimo, come io vedo lei, ma non mi giudica. Lei è me, la me di adesso, molto più di tutte quelle ragazze con gli occhi verdi che ci separano.

A conti fatti, valeva la pena tornare a vedere l'effetto che mi faceva Via del Golf 13.

Premio Castagna 2011

Che fosse lei la vincitrice di quest'anno, nessun dubbio già da un paio di mesi.

Ma dopo questo post devo assegnarglielo subito, il suo premio Castagna.

Motivazione del premio: "perchè Valentina è intelligente, è forte, non si fa piegare. Perchè Valentina è adulta in un mondo di mezze seghe e ragazzina in un mondo di barbosi.

Perchè ama vivere nel suo paesino anche se il paesino la maltratta e la condanna.

Perchè mi fa pensare.

Perchè, SOPRATTUTTO, Valentina non si racconta palle."




PREMIO CASTAGNA 2010
La castagna punge. La castagna è nutriente. La castagna è una cosa poco appariscente, nascosta sotto le foglie, che fa crescere una pianta forte, grande, buona.

lunedì 1 agosto 2011

Prospettive

Sono venti, per ora. QUATTORDICI maschi e sei femmine.

Commento di mia madre: "Gesù! Certo che a te danno sempre..."

Seguito mio: "...classi che sembran un'accademia militare, sì."

Più che altro, all'interno di questi venti ne contiamo almeno tre seriamente problematici, ma nessuno col sostegno.

Anche questa non è una novità quando una classe la danno a me. Peraltro devo dire che preferisco così che dover lavorare malamente appoggiandomi a un collega con cui magari non vado d'accordo (vedasi Quello Stronzo di Sostegno) o a una collega inutile, e da noi le alternative possibili sono uno stronzo, una inutile e uno bravo, che però anche quest'anno si becca il ragazzo gravissimo che non può stare in classe.

Comunque la grossa novità è che con questi ho il tempo prolungato. Dodici ore io e tre la Bestia Nera, se va tutto come previsto: io a fare Italiano e Geografia e lei a fare Storia.
Questo significa che ho una mattina su cinque libera e un pomeriggio su cinque occupato tutto l'anno, che ho una mensa, che ho tempo per fare le cose con calma in classe.

Il che va bene, se calcoliamo che il mio rendimento professionale, da quando mi han passato da undici ore di lettere a nove, è sensibilmente sceso.

Inoltre, dal punto di vista colleghi, questo significherà lavorare con la Compagna Collega, con cui non ho mai condiviso una classe, e con la Bestia Nera, e no, all'idea di vedere la BN a tutti i consigli di classe e a tutte le riunioni non mi rotolo proprio in terra dal godimento, ma insomma, vedremo.

Una delle teorie sul perchè abbiano dato a me il tempo prolungato e all'Inflessibile, che aveva più diritto di me di scegliere per anzianità, il tempo normale, è che nessuno desiderava sedersi in un consiglio dove ci fossero contemporaneamente la Compagna Collega, la Bestia Nera e l'Inflessibile: tre teste dure che più dure non si può, e che vanno in tre direzioni diverse.
Invece io finora con la Compagna ci son sempre andata d'accordo, per cui forse un eventuale contrasto tra me, lei e la BN (anche noi teste di pari consistenza) si concluderebbe 2-1 a svantaggio della BN; ma la BN ha molte trappole per tigri da riservarmi (quelle con la buca profonda coperta di frasche e i pali acuminati piantati sul fondo) mentre lascerebbe stare la Compagna Collega, perchè a) si rifiuta ogni volta che può di parlare con lei e b) sa che la Compagna è prossima al pensionamento, mentre io sono carne fresca da macellare con gusto anno dopo anno.

Bene, comunque io se non sono sconvolta da vicende familiari stressanti sono molto più buddhista che negli anni passati. Vedremo che interazioni si creeeranno e spereremo in bene.

Poi ci sono gli ex piccini, quelli di II C. Sono torturata dalla nostalgia per la mia Peste Romena e per Teppa Gentile.

Dopo Ferragosto si ricomincia.

Ora, spiaggia. Il sole di fine luglio fa miracoli, ho scoperto: il segno del costume è comparso in esattamente tre ore, e stando all'ombra.

mercoledì 27 luglio 2011

auleintempesta featuring Johannes Buo

Tutto quello che sappia­mo della mattanza sul­l’isola di Utoya, in Norve­gia, compiuta da Anders Behring Breivik, 32 anni, il cer­vello fulminato dall’esaltazione ultranazionalista, lo abbiamo letto increduli sui giornali. Ab­biamo compulsato decine di ar­ticoli nella speranza di capire non tanto il movente, impossibi­le da cogliere per chi non abbia nozioni approfondite di psichia­­tria, quanto il fatto che il pazzo sia riuscito a uccidere una no­vantina di ragazzi in mezz’ora senza incontrare la benché mini­ma resistenza. Sidirà che c’è poco da resiste­re in certe situazioni: se un uo­mo è armato fino ai denti, e le sue vittime, invece, non dispongono nemmeno di una fionda, la carneficina è sconta­ta. Giusto. Ma in questo caso, stan­do alle notizie in nostro possesso, sull’isola (un chilometro quadra­to, quindi piccola) si trovavano cir­ca 500 partecipanti a un meeting annuale di laburisti. Un numero considerevole. Quando Breivik ha dato fuori da matto e ha comin­ciato a sparare, immagino che lo stupore e il terrore si siano impa­droniti del gruppo intero. E si sa che lo sconcerto (accresciuto in questa circostanza dal particola­re che il folle era vestito da poliziot­to) e la paura possono azzerare la lucidità necessaria per organizza­re qualsiasi difesa che non sia la fu­ga precipitosa e disordinata, con­tro un pericolo di morte. Ciononostante, poiché la stra­ge si è consumata in 30 minuti, c’è da chiedersi comunque perché il pluriomicida non sia stato mini­mamente contrastato dal gruppo destinato allo sterminio. Ragio­niamo. Cinque, sei, sette, dieci, quindici persone, e tutte disarma­te, non sono in grado di annienta­re un nemico, per quanto agisca da solo, se questo impugna armi da fuoco. Ma 50 - e sull’isola ce n’erano dieci volte tante-se si lan­ciano insieme su di lui, alcune di si­curo vengono abbattute, ma solo alcune, e quelle che, viceversa, ri­mangono illese (mettiamo 30 o 40) hanno la possibilità di farlo a pezzi con le nude mani. Ci rendiamo conto. Cose così so­no facili da scrivere, standosene qui seduti alla scrivania, e molto più difficili da praticare sul campo mentre echeggiano gli spari e deci­n­e di corpi cadono a terra senza vi­ta. Ma è incredibile come, in deter­minate circostanze, ciascuno pen­si soltanto a salvare se stesso, illu­dendosi di spuntarla, anziché adottare la teoria più vecchia (ed efficace)del mondo:l’unione fa la forza. Varie specie di animali quando attaccano lo fanno in massa e nel­lo stesso modo si comportano quando si difendono. Attenzione però: gli animali istintivamente antepongono l’interesse del bran­co a quello del singolo. Uno per tut­ti, tutti per uno. Evidentemente l’uomo non ha, o forse ha perso nei secoli, l’abitudine e l’attitudi­ne a combattere in favore della co­munità della quale pure fa parte. In lui prevalgono l’egoismo e l’egotismo. Non è più capace di identificarsi con gli altri e di sacrifi­carsi per loro, probabilmente con­vi­nto che loro non si sacrifichereb­bero per lui.

Questo ha scritto Vittorio Feltri.

Ora io, come insegnante e come persona, vorrei dire una cosa.

Questo è Johannes.



Ha quattordici anni, non lo hanno ancora trovato e peraltro non so cosa ci facesse a un meeting/camping politico, così giovane.

Ma so una cosa. Questo bambino, che secondo l'illustrissimo bastardo senza cuore che ha scritto questo articolo doveva difendersi mentre un uomo armato (con abbastanza munizioni per sparare per sessanta minuti e oltre) inseguiva la gente tra gli alberi, come nel peggior film thriller americano, poteva tranquillamente essere in seconda fila in terza B, tra Bahama Girl e Bambino di Pane.

Ora io a Feltri gli darei una mimetica e un fucile e lo manderei un po' in Afghanistan, così, per vedere se prevale l'istinto del branco o quello del singolo in certe situazioni. Borioso vigliacco supponente col culo sul velluto.

domenica 24 luglio 2011

News of the world - P.S.

4) Piantatela di rompermi i coglioni con lo spostamento dei ministeri a Monza e ditemi cosa CAZZO pensate di fare adesso con la crisi a questi livelli.

News of the world

1)
No, guarda, a me "Siamo tutti Carlo Giuliani" non me lo dite.
Però marciare in prima fila di fianco al giornalista inglese che, alla Diaz, ancora un po' lo mandavano al creatore perchè lo han pestato così bene che una costola gli ha perforato un polmone, sì. E se ci hanno fotografati, va bene. Pazienza se dietro urlavano slogan al 21enne balordo che è morto in Piazza Alimonda. Piantatela di dirmi che era un bravo ragazzo: c'erano dei miei amici in giro per Genova nel 2001, dovevo esserci anche io ma me l'hanno inmpedito: quelli che io chiamo bravi ragazzi, che conosco personalmente e che erano lì, non sono usciti di casa col passamontagna in luglio e non avevano estintori in mano.
Io, ci tengo a chiarirlo, l'altra sera ero lì a sfilare per quel giornalista e per tutti i giornalisti come lui che rischiano la pelle per documentare dall'interno situazioni scomode. E ero lì per quelli come l'insigne avvocato genovese che sostiene che alla Diaz e a Bolzaneto, quella notte, "è stata sospesa la Costituzione", è stata interrotta la democrazia, e per gli avvocati che si sono offerti di patrocinare gratuitamente i feriti, e per tutti quelli che non vogliono vendetta, ma giustizia. E per i miei amici che non hanno potuto sfilare nel 2001 perchè quegli stronzi dei black block e un po' di poliziotti infiltrati hanno sfasciato tutto. E per i poliziotti che hanno parlato e detto come stavano le cose. E perchè sono stanca di passare lungo la Diaz per andare a far la spesa e avere i brividi. Eccetera.

2) Un fondamentalista CRISTIANO?
Eh?

Ah, neonazista?
Eh.

Posso morire subito?
Posso far esplodere (e disintegrare polverizzandolo nel cosmo) questo mondo di merda ORA? Eh?

3)
Beh, era scoppiata, era logico che si suicidasse.
Ah non si sa se s'è suicidata? Ma tutta la sua vita recentemente è stata un suicidio.

Però a ventisette anni, cazzo, ho pensato svegliandomi piena di fiducia e contentezza per aver seguito una bellissima lezione del venerabile Osvaldo su quante opportunità abbiamo di fare il bene in una rinascita umana, e leggendo sul cellulare che Amy Winehouse è morta. Peccato che lei non abbia incontrato una lezione come quella che ho avuto io ieri sera.

Poi ho pensato a Britney Spears, che mi ha sempre fatto pena. Speriamo che lei ce la faccia.

martedì 19 luglio 2011

Midsummer

Eccoci qua.

Ufficialmente passati dalla fase "sono in aspettativa a preoccuparmi come una pazza delle mille sfighe familiari" a "beh, almeno all'Uomo qualche giorno di vacanza facciamoglielo fare".

Così siamo fuggiti tre giorni in montagna e al ritorno sembra ancora più INCREDIBILE. Cosa? Tutto: il fatto che io divida la mia vita come la sto dividendo, i due cellulari (uno uso lavoro uno uso contatti umani desiderati e gradevoli) che ho acquistato (tranquilli, può sembrare consumismo sfrenato, ma io sono legata per ragioni balistiche al modello base della Nokia, quello che costa 29.90 e può cadere dal salto Angel e rimbalzare sulle rocce senza rompersi, spegnersi nè scheggiarsi. Infatti il bell'oggetto da ben 39,90 che l'Uomo mi aveva costretta a comprare l'ho distrutto e ho dovuto sostituirlo), il fatto che i miei partano per la campagna (effetto stress sulla figlia pari al 175% dello stress precedentemente presente, dato che in campagna NO, NON C'E' il pronto soccorso migliore della città a cinque minuti dalla porta di casa, come e Genova), il fatto che siano esattamente 44 giorni che non faccio lezione a nessuno nè partecipo a qualsivoglia riunione, il fatto che un giorno, comunque vadano le cose con la salute del padre e la sua testa di piombo, la salute della madre e le sue esigenze, l'assegnazione o meno dei permessi della famigerata legge 104, le mie difficoltà ormai praticamente cosmiche nel mangiare e dormire come le persone normali, dovrò effettivamente tornare a lavorare.

Per migliorare il senso di straniamento dalla realtà, vi dirò che devo partire per il mio Tibet toscano tra tre giorni e, nell'andarci, passare sia all'andata che al ritorno in una città che commemora il decimo anniversario del G8 e dove mio marito mi deve aspettare. E sappiate che, in uno di quei palazzi alti che vedevate sullo sfondo durante gli scontri con i black bloc, con sedie bruciate lacrimogeni gente ammassata sulla scalinata a rischio di far crollare la ringhiera, ci abita la Zia Buona.
Noi invece a Genova abitiamo proprio nel quartiere in cima a quella scalinata.

...subito sotto la scuola Diaz.

E menomale che vado in Toscana a depurarmi lo spirito dal buddhisti e a pensare alla non violenza.
Perchè a casa mia la settimana scorsa c'è stato il seguente dialogo:
Io (che all'epoca del G8, lo ricordo, volevo andare a sfilare, precisamente il 19 luglio, nell'unica manifestazione che i giornali non hanno mostrato perchè è andato tutto bene e pacificamente): "Non è che il pestaggio alla scuola Diaz faccia di Giuliani un eroe. Giuliani era un tizio con un passamontagna in faccia e un estintore in mano e mi fa incazzare chi lo tratta da vittima. Ma che mettano delle molotov apposta nella scuola e pestino a sangue giornalisti e ragazzi accampati in piena notte, beh, diciamo che io a inneggiare a Giuliani non ci andrò mai, ma due sassi alla polizia, in questo caso, potrei anche tirarglieli."
Mio padre (stimato medico borghese novantenne di moderatissima sinistra): "Sì, anch'io."

Come dire che, perlomeno, questo tipo di lotta generazionale non l'ho mai dovuta affrontare, a casa mia.

martedì 12 luglio 2011

Qualcuno conosce uno sciamano? - 2




Castagna è fobica, ossessivo-comupulsiva, ansiosa e psicotica quanto volete.

In sindrome premestruale è anche un tantinello paranoica.

In più, è stressata nera ultimamente, lo sapete.

Ma non è mai stata superstiziosa.


Però...


Resoconto del viaggio di ieri per ricongiungersi con l'Uomo.

Faccio presente che Genova - Asti sono 120 km di autostrada circa, niente di drammatico, e che avevo appositamente evitato di rientrare di domenica per non trovare caos. Anche perchè dovevo viaggiare con tutto lo zoo al completo, dato che erano tutti a Genova con me, mentre paparone si divertiva come un pazzo a Trieste a un festival del cortometraggio dove ha legato in modo praticamente inscindibile con il protagonista de "Il figlio più piccolo", i registi di "Et in terra pax" e la Di Cioccio delle Iene. Quindi sapevo di dover affrontare il viaggio con il gatto che miagola come un cantante soul baritono e il contralto molto country di Matilda, più eventuale vomitata del cane, che tossiva tipo Dame aux camélias.

Nella notte tra domenica e lunedì sto male, e mi sveglio lunedì mattina con il cane che tossisce e sputazza in giro per casa, un'emicrania di quelle dietro l'occhio che ti fan venir voglia di cavartelo con un cucchiaino da gelato, e nausea. E va beh, rimando la partenza, me ne torno a letto dopo aver fatto un po' d'ordine e mi sveglio alle 14, nausea passata, cane che tossisce, un vago indolenzimento dietro l'occhio, ok. Mi preparo e alle 15 e 30 sono in macchina, con il cane che tossisce, i due gatti che strillano, l'orso grizzly, i cavalli lipizzani e l'elefante, tutto lo zoo insomma.

Alle 16 sto uscendo dall'autostrada per tornare indietro perchè i gatti urlano e a me è tornato il mal di testa. Decido di ritentare verso sera, parcheggio all'ombra e riporto in casa tutti i gatti i cani i coccodrilli e un paio di ippopotami raccattati per strada , mi allungo sul letto in mutande nella penombra, e dormo ancora un po'. Mi sveglio, mal di testa passato, cane tossisce meno, gatti dormono. Faccio per prepararmi ma per fortuna mi avvisano in tempo che a Sestri Ponente una squadra dell'azienda gas e acqua municipale ha trivellato sotto il piano strada... centrando in pieno una tubatura di gasolio che va dal porto petroli a un impianto di raffinazione (o si dice raffinamento? va beh: a una raffineria, ho caldo e non mi vengono le parole). 2000 metri cubi di benzina bianca a cielo aperto: i presenti dicono che ha fatto uno zampillo tipo pozzo di petrolio texano. Protezione civile, vigili del fuoco, evacuazione dei residenti, blocco dei treni sulla linea, blocco stradale, l'autostrada in tilt, chiusura caselli, puzza di benzina fino alle alture (testimone la Nonna Infera), insomma, un casino. Resto in mutande a guardare le reti locali e televideo finchè la situazione non si sblocca.

Alle nove finalmente ricarico in macchina cani gatti lupi carovane di cammelli e la gabbia dell'orango e riparto. Traffico cittadino scorrevole. Gatti ululanti, cane tranquillo.
Lavori a Voltri, e va bene, ci sono da due mesi.
Poi prendo per la Gravellona Toce. Fino a Ovada, è tutto un passare da tre corsie a due, da due a una, e di nuovo a tre, due, una, tre, due, una, ma tipo nove volte. E menomale che son le dieci di sera e non ci sono quasi camion, tranne uno che cerca di spiaccicare me e tutto lo zoo ad un restringimento.
Poi liscio fino a dopo Alessandria, ma i gatti miagolano sempre. Il cane non ha vomitato e non lo sento tossire da un po'. Forse è morto.
Prendo il cellulare per dire all'Uomo che sto arrivando e in quella, in mezzo ad altri lavori (ci sono da otto anni, tutto normale) vedo scritto: "Uscita obbligata Asti Est". E io dovevo uscire a Asti Ovest. Bene. Esco a Asti Est. Corsia Viacard per far prima. Viacard del tizio di due macchine avanti si blocca. Retromarcia, altra corsia Viacard. Si blocca la mia, di Viacard. Finalmente passo il casello, enorme TIR piantato in mezzo al bivio tra i due svincoli, si apre la portiera lato conducente, scende in mezzo alla carreggiata un albanese alto due metri e mezzo che si mette a urlare qualcosa nella sua lingua a un connazionale sulla carreggiata opposta. Scarto l'albanese enorme. La macchina davanti a me però entra nello svincolo a una corsia sola, rallenta, riaccelera, rirallenta e si ferma. Si ferma, capite. In mezzo a uno svincolo autostradale, senza freccia, senza accostare, restando in mezzo, insomma.

Ho dato un colpo di clacson con una tale violenza che l'han sentito anche in India.
La macchina riparte, sulla corsia d'emergenza, senza freccia, senza blinker, senza niente, e io penso ma no, adesso lo supero 'sto drogato, che cazzo fa? e lo affianco. In quella il suddetto coglione si accorge che è in corsia d'emergenza e rientra. E menomale che andavamo tutti pianissimo. Stavolta il mio colpo di clacson ha fatto venir giù una valanga dalla catena dei Tien Shan. Ho detto cose che una signora neanche dovrebbe sapere. Urlando. Coadiuvata dai gatti, che non avevano smesso di miagolare un attimo dalla porta di casa a Genova.

In sintesi, mentre finalmente entravo in Asti, mi sono accorta che tremavo. Ho cominciato ad aver paura che mi venissero addosso a uno stop, che mi tagliasse la strada un cinghiale, che mi si fermasse la macchina, che scendessero gli alieni e mi rubassero con un enorme ago quei quattro ovuli morti di sonno che ancora possiedo.

Quando sono entrata in casa, dopo aver sistemato cani gatti struzzi orsi pinguini e orche assassine, sono corsa a aprire la finestra in camera per arieggiare, nella speranza di non morire di caldo perchè l'appartamento era una tomba, e non ho visto un vaso con una piantina che ho messo io stessa sul davanzale 4 giorni fa, per cui ho sfracellato a terra la pianta e il piatto di ceramica su cui era posata. E non so come sia possibile che non mi sia tagliata con i cocci.

Poi mio marito mi ha fatto vedere che ha di nuovo l'onfalite.

Stamattina al cane han fatto i raggi e vien fuori che ha una roba bronchiale infettiva.

Ecco, allora io oggi sono in uno stato di allarme. Tipo che ho fatto la spesa stando attentissima a ripararmi le spalle con un maglioncino di cotone, per non prendere freddo, perchè ero sudata fradicia e mi ci manca la febbre. E quella davanti a me stava pagando un bottiglione di candeggina e io ero agitatissima perchè ero SICURA che la candeggina si sarebbe rovesciata e aperta proprio sopra alle mie fragole e ai miei cubetti di grana padano.

Poi siam rientrati a casa e un tizio non ha rallentato alla rotonda (non lo fanno mai) e io, anche se lo abbiamo evitato, mi son vista in piedi sotto il sole a compilare un cid fino a insolazione, a arrivo di un'altra macchina che prende male la curva e mi gambizza, o a atterraggio della stessa astronave marziana che mi aspettavo ieri sera. O magari si sarebbe spaccato l'asfalto della rotonda e dalle viscere di una falda acquifera sarebbe emerso un tentacolo gigantesco che mi avrebbe tirato sotto.

L'avete mai visto "Look both ways"? E' un film australiano bellissimo, con una canzone anni sessanta altrettanto bella come pezzo forte della soundtrack. Ecco, io sto come la protagonista, oggi.

Qualcuno conosce uno sciamano? - 1

Elenco in ordine sparso dei medici e paramedici visti sentiti e consultati negli ultimi 37 giorni da Castagna e dalla sua famiglia

2 cardiologi
3 cardiologi d'urgenza
2 medici pronto soccorso
6 o 7 infermiere/i
2 caposala
1 tecnico ecg
radiologi, ecografisti in numero imprecisato
1 dentista
1 ginecologa
1 urologo
1 tecnico di laboratorio
2 medici di base
1 otorinolaringoiatra
2 veterinari

...e attenzione che devo ancora fare i miei esami ospedalieri.

Però è interessante che persino il cane abbia scelto queste giornate per prendersi una forma infettiva detta "tosse dei canili" (suono della tosse del cane, con vomitatina finale: chch chch chch ch chhhh coff coff urgglll uoach uoaaagghhhh sbletch) col risultato di farsi imbottire con siringone di antibiotico antiinfiammatorio e diuretico. (Avere in casa un cane che ha fatto del diuretico, nelle disgrazie casalinghe, è pari solo ad avere in casa un canguro con, I'm sorry, la diarrea, e menomale che la De è abituata a usare il quadrato di pannolino per le emergenze, se no sai come mi divertivo).

Fa trentasei gradi, e neanche io mi sento troppo bene.

Ora, se qualcuno conosce uno sciamano, uno di quelli che girano per casa mezzi nudi bruciando cespi di piante secche e cantilenando per purificare le negatività, per piacere mi dà il suo numero di cellulare?

venerdì 1 luglio 2011

Lettere dal confino - 2

No, diciamo che è interessante passare da
“Stefi, amore, mangiane ancora dieci grammi, dai” tenendo sulle ginocchia un’orfanella di 40 giorni che poppa da un biberon
a
“Si vede il tessuto cicatriziale apicale, vedi, sarebbe da fare una stratigrafia, ma oggi più facilmente per queste cose fanno una TAC, comunque c’è dell’essudato secondo te?”
a
“Signor Taldeitali, lei ci deve secondo i nostri calcoli 6 mesi d’affitto, oltre al fatto che devo portarle l’inquilina nuova a fare il sopralluogo dell’appartamento, e le ricordo che la sua comunicazione di cessato rapporto di locazione non è valida perché non ce l’ha mandata sotto forma di raccomandata con ricevuta di ritorno, non vorrei dover adire le vie legali”
passando per
“Ritengo che se una persona è presente a uno scrutinio e la procedura corretta di calcolo della media dei voti non è tenuta a suo parere in considerazione dai colleghi, si abbia l’estrema risorsa di impuntarsi e non firmare il voto finale, non è il caso di farsi venire gli scrupoli dopo”
e per
“Se ragioniamo in termini di psicologia tibetana l’esistenza di ogni cosa, compreso della nostra coscienza, è un assurdo poiché esiste tutto in quanto catena di cause ed effetti e nulla in assoluto”

E’ stato un mese istruttivo, impegnativo… così TANTO istruttivo e impegnativo che credo che quando FINALMENTE andrò al mare a Santo Stefano getterò il cellulare nel depuratore e leggerò SOLO Vanity Fair. Anzi, guarderò solo le figure di Vanity Fair. In una spiaggia dove l’età dei bagnanti sia tra i 15 e i 60 anni e NON CI SIA UN MEDICO NEL RAGGIO DI SETTANTA CHILOMETRI.