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giovedì 17 novembre 2011

Cast away

Mi funziona di nuovo internet!!!!

Ma ciao belli come state??? Oddio sono stata una SETTIMANA senza internet e è successo di tutto nella mia vita di donna di cittadina di insegnante...

Da dove comincio???

Da qui: mi siete mancati! che bello essere di nuovo qua!!! ora vi leggo tutti! state lì fermi che mi aggiorno!

VI VOGLIO BENE!!!!!

mercoledì 9 novembre 2011

Notizia lampo

...no, non è quella che pensate. Non mi sono messa ad abbracciare la gente per la strada piangendo di gioia. Per quello, dicevo a Sanguedelmiosangue, aspetto di vedere quel signore di schiena, mentre si allontana, e di sentire una sirena della polizia in sottofondo.

Volevo solo dirvi che oggi ci torno, ma stavolta col marito e vestita.

Dove sto andando?

...esatto.

Antidoti

Questo è un post che è rimasto in bozza da quando nella mia II C le cose andavano di cacca. Vi avevo promesso, dopo un'accanita discussione sul valore dei voti, il ruolo delle famiglie, l'importanza dell'impegno a casa etc etc, che vi avrei resocontato cosa intendevo fare, ma il mese è volato. Io comunque ho fatto quel che mi veniva in mente, e questo è il riassunto.

Credetemi, non sono stata ore e ore a pasticciare coi grafici delle medie dei voti, non sono mica un ingegnere, non sono attaccata al numero, ero solo spaventata dall'indifferenza assoluta di alunni e famiglie della II C per la scuola.

Mi sono arrovellata, arrabbiata, intristita e agitata, ma non sono stata con le mani in mano.

Sono partita secca con cose da fare, progetti da mettere in atto, lezioni super accurate, correzione di prove tempestiva e impegno a mille.

Le ho pensate tutte, gliele ho dette e alcune le ho anche applicate.

1) Intanto, mi son detta, facciamo questi recuperi, ma facciamoli così: chiamiamo una volta i più scalcinati, come al solito, e un'altra volta quelli che scalcinati non sono ma non sono più assolutamente motivati e stanno perdendo terreno.

E lasciamo fuori solo i veramente bravi che tuttora rendono (anche se Noisette mi ha tentato fortissimamente con la storia delle lezioni di approfondimento su Dante... magari più avanti) e quelli stronzissimi che credono sul serio di saper tutto loro e che studiare sia una perdita di tempo inutile: quelli, poi li convochiamo, ma solo dopo che avranno dato prova di aver messo un minimo di impegno nel lavoro, perchè anche il mio tempo ha il suo prezzo, e non parlo di soldi, parlo di rispetto che è dovuto agli insegnanti che si fanno in quattro e a volte anche in dodici.

2) Ridistribuiamo i posti in classe alla maniera dei colleghi stronzi che mettono dietro quelli che non han voglia di lavorare e davanti i bravi.

(Gliene ho parlato, una mattina, come una delle possibili situazioni che si stavano attirando, ma non ce la farò mai a farlo, mai, mai, sarebbe come votare per la Lega, non ce la farei fisicamente, mi verrebbe una paralisi tetanica mentre cerco di crocettare il simbolo sulla scheda. Però gliel'ho detto, chiedendo secondo loro quanta gente sarebbe rimasta in prima fila.)

3) Utilizzare una minaccia tremenda tipo "il lato oscuro della forza": e far notare che se io ho già due voti di scritto e due di orale per la legge ho fatto le mie valutazioni, quindi potrei decidere di NON INTERROGARE PIU'. Questa SI' che li ha terrorizzati e l'ho detta anche ai genitori, per scongiurare scene disgustose a gennaio tipo "Prof quando posso farmi interrogare per recuperare?". In effetti io non sono una da due voti e via, ma è anche vero che, salvo studenti HC, dislessici e stranieri, io dò lo stesso numero di possibilità a tutti, non ne interrogo uno trew volte sulle stesse cose finchè non mi arriva alla sufficienza. E visto che lo sanno si sono debitamente preoccupati.

4) Poi una mattina ho avuto l'illuminazione.

"Fatto salvo che non potete venire a scuola a pattinare o a giocare a carte, voi, VOI COSA VORRESTE FARE delle vostre mattine?"
Gliel'ho fatto dire e ho preso appunti. Sono uscite molte cose non troppo insensate, alcune francamente cretine, e moltissime attività "belle e divertenti" che sono comunque didattica e che io comunque faccio, quando le classi mi vengono dietro senza tante storie.
La lezione con la musica, la lezione fuori, il tema e la ricerca a piacere, il fatto di fare loro lezione ad alunni più giovani, il lavoro di gruppo, più ore di lettura ascoltata, l'ora di lettura silenziosa... Tutta questa roba è saltata fuori e io, riconoscendola come cosa buona e giusta, ne ho fatto tesoro.

Ho preparato un cartellone con l'elenco delle cose che loro volevano e quel che volevo io per concederle.
Così:
"Se voi prendete quindici sufficienze nel compito di grammatica..."
e sull'altro lato:
"avrete in cambio mezz'ora di lettura libera."
"Se ne prendete diciotto..."
"...gara di verbi a squadre con premi."
"Se prendete 15 sufficienze nella prova di comprensione..."
"...ricerca di gruppo su tema scelto dall'insegnante."
"Se prendete 18 sufficienze..."
"...ricerca su tema a scelta vostra."

Beh, mi aspettavo sguardi scettici, invece è appeso lì e due obiettivi sono stati raggiunti, ce ne sono circa una dozzina con altrettante cose belle in cambio, e io faccio gigantesche croci col pennarello arancione ogni volta che smarchiamo un punto di questo do ut des.

5) ed ultima gattata, che effettivamente doveva venirmi in mente prima, abbiamo cambiato aula. Questa merita un post a parte.

martedì 8 novembre 2011

Non posso arrendermi

...ma ne avrei tanta voglia.

Da quando ho scritto il post sulla reazione che intendevo avere (e che infatti sto avendo) con la II C, ho corretto un'altra prova: comprensione del testo tipo Invalsi, con risposta chiusa.

Ho dato 12 insufficienze.
Arcangelo Occhiviola ha preso quattro e mezzo.

Ho anche interrogato di letteratura, quattro degli ultimi cinque che erano senza voto. Spettacolo, Arcangelo Occhiviola, l'Ingegnere e Principessina Russa.

Una cosa straziante.

Alla domanda: "Ma l'avete studiata?" due hanno risposto no, uno "un po'" e una "sì, ma non bene".

Due 4, un 5 e un 5 e mezzo. Ora, se voi a maggio dell'anno scorso mi aveste chiesto che studenti erano questi quattro, dell'Ingegnere avrei risposto testualmente: "un fancazzista", della Principessina "vende fumo", ma di Spettacolo avrei detto "brava, a volte veramente molto brava" e dell'Arcangelo "bravissimo, uno dei tre migliori della classe".

Oggi il Gigante ha tolto gli intervalli alla classe, dopo una prova di teoria della musica disastrosa.

Dopo questo non sappiamo cos'altro fare.

Io ho chiesto: "Ma scusate, ma se prendete quattro, sei o otto per voi è indifferente? Dolce Castoro, tu sei l'unico che ha preso otto della prova Invalsi, che sensazione ti dà?"
"Non mi fa differenza."
"Ah se ti davo un quattro per te andava bene lo stesso?"
"No, no."
"Ma se questo è quel che pensate, allora posso dare sei politico a tutti?"
Mezza classe non ha risposto, nella restante mezza si sono divisi tra borbottii indistinti e sì.
Goffetta: "Ma no, e allora chi prende un voto più alto?!?"
"Certo", ho detto io. "E' ingiusto per chi prenderebbe di più. Ma è anche ingiusto per chi prenderebbe sei veramente, che uno che aveva quattro gli passi avanti, no?"
Peste Romena: "E no, chi se ne frega?"
"Ah sì? E quando sul lavoro ti passerà avanti qualcuno che vale meno di te, sarà lo stesso?"
Lo Scoiattolo: "Va beh, lo ammazzo, e ho risolto."

Capite perchè poi una viene a casa e spera che, ALMENO, oggi pomeriggio cada il governo Berlusconi?

Mica si può vivere così.

Ora cosa faccio?

I have a dream

Cadi, ti prego.

Stavolta cadi.

Mandatelo via. Mandiamolo via.

Lo so che dopo le cose non miglioreranno, lo so che fosse lui l'unico problema saremmo fortunati.

Lo so che non è politically correct, nè a tutti gli effetti utile, e nemmeno intelligente o sensato nutrire questo desiderio.

Ma dopo diciassette anni, e specialmente dopo gli ultimi, è umano avere un bisogno spasmodico di svegliarsi in un mondo dove non ci sia più lui a capo del governo.

Non può piovere proprio per sempre.

lunedì 7 novembre 2011

Cavernicoli nel 2011

Mi hanno chiesto di sradicare Clotilde.

Io l'ho presa, l'ho messa sulla cattedra e ci siamo guardate tristemente.

"Io la porto via, ma domani vi spiego la teoria del capro espiatorio."

Sono uscita all'una e mezza col mio vasetto in mano, e la pianticella tutta storta era visibilmente afflitta.

"Lo so, Clotilde, hai ragione. Non ti riporto dal gatto, te lo prometto. Ma devi capirli. Sono un po' primitivi."

Un po' come Cavallotto, che sostiene che con la pioggia, almeno, i Rom sfollano. Solo che lui non ha undici anni. E nemmeno settanta e una certa mentalità di una volta. Ne ha trentacinque.

venerdì 4 novembre 2011

Reazione

E Castagna, in tutto questo, che fa?

Voglio dire.

Ti alzi al mattino e hai davanti una mattina con una classe

dove i compiti si prendono alla belìn di gatto SE si scrivono sul diario,

dove i compiti si fanno con il pc, il cellulare e la tele accesi SE si fanno,

dove ogni volta che c'è compito in classe i soliti tre fingono un malore per stare a casa o addirittura, rosei come pesche, si fanno venire a prendere per un mal di pancia immaginario a metà mattina,

dove altri fanno il part time e vengono a scuola tre giorni su cinque,

dove altri ancora vengono tutti i giorni ma senza aver studiato una mazza,

dove le lezioni si seguono, sì, ma solo se si ha voglia, se fuori non piove non nevica non soffia vento e non c'è un bel sole, però se è nuvolo è noioso e si ha tanto sonno,

dove i genitori mentono per coprire le bugie dei figli,

dove, IERI, DOPO TUTTI QUESTI CASINI, di fronte a un consiglio di classe di docenti disperati perchè non sanno più come farsi obbedire, non una, ma DUE madri rappresentanti su tre tentano di sviare il colpo attribuendo il calo dei figli a un improvviso e ingestibile risveglio degli ormoni sessuali (le ho DECAPITATE. Ho risposto educata ma secca che SI', noi POSSIAMO eventualmente attivare un BREVE progetto educativo sulla sessualità e l'affettività MA ADESSO stiamo parlando di un INTERO ANNO DI LAVORO CHE E' PARTITO MALISSIMO LA PRIMA SETTIMANA DI SCUOLA E CHE NON SOLO NON MIGLIORA, MA VA PEGGIORANDO. E che mentre noi NON POSSIAMO SOSTITUIRCI AI GENITORI per quanto riguarda l'EDUCAZIONE dei loro figli, ma solo supportarli e accompagnarli, è preciso DOVERE dei genitori preoccuparsi di sostenere e incentivare il lavoro scolastico dei figli. La collega di Matematica era entusiasta. Il collega di Religione mi fa: "Lì per lì non mi ero reso nemmeno conto di come le stavi rimettendo a posto... gliel'hai detta proprio secca, in realtà.").

Quindi, in sostanza, ti alzi la mattina e devi lavorare con una ventina di piccoli incoscienti, figli di una quarantina di incoscienti che non hanno più la scusa di essere piccoli...

E a questo punto ti sorge il dubbio di essere un dinosauro che lotta per dei valori che non esistono più.

Ti viene da dire che in fondo siamo solo alle medie e che sono solo bambini; che tu non hai figli e non puoi giudicare (anche se hai visto figli altrui per nove anni e non andava sempre così male); chi ti credi poi di essere, a chi vuoi che gliene importi della cultura in un mondo in crisi; che lo stipendio arriva e le ore di lavoro in classe sono poche e hai un sacco di tempo per goderti altri interessi, dopotutto.

Però ti dispiace. Perchè, mentre ti trovi queste giustificazioni, ti vengono in mente lo sguardo blu dell'Arcangelo Biondograno, ironico e pieno di voglia di vinere, e quello pervinca dell'Arcangelo Occhiviola, acuto e serio, ti viene in mente la fierezza con cui Dolce Castoro, che per tre anni non è nemmeno venuto a scuola, ora ti porta i compiti finiti, e lo sforzo che fa Muy Lejos per imparare l'italiano e seguire le lezioni.

E allora decidi che, anche solo per loro, DEVI FARE QUALCOSA.

MA COSA?

Poi pensi. Tu sei quella che era brava a far studiare anche gli svogliati. Ti sfilano davanti alcuni grossi successi, qualche classe dove essere convocati a fare i pomeriggi di recupero con te era considerato un premio, qualche situazione che hai ribaltato: e mica tanto tempo fa. Pensi alla II B di Paesino Blu, "noi siamo la sua classe politicizzata prof? oggi possiamo parlare di Gheddafi? certo che questo Cromwell era un tiranno", alla terza di Inculoailupi che inizialmente era detta "I Bambini di Satana" e poi ti ha dato delle soddisfazioni e delle gioie. Sorridi beata ricordando qualche insicuro che hai visto rafforzarsi, qualche sciacquetta che ha imparato a studiare, qualche disastrato che ha trovato una passione.

Che trucco usavi? Come ci sei riuscita?
Facendo cose difficili. Premendo l'acceleratore fino in fondo.

E allora decidi.

NO, tu non abbasserai l'asticella. Tu non vuoi che i pochi volenterosi rimasti smettano di studiare. Tu sai che anche gli altri possono ricominciare a impegnarsi, ma anche se non dovessero farlo, tu vuoi dare a quei quattro che si stanno ancora sbattendo QUALCOSA PER CUI SBATTERSI.

Alzerai il livello. Dove si trascinavano tra un verbo passivo e un verbo riflessivo pronominale, li metterai sull'analisi del periodo, in parallelo con lo studio dei complementi, e butterai lì con tono distratto: "questo è programma di terza".

Dove si impappinavano sui nomi dei personaggi dell'Eneide, sciorinerai un dettato sul passaggio dalla cultura classica a quella medievale e la trasformazione dei volgari. Andando a prendere i tuoi testi di Linguistica dell'università, anche il libro sacro del Tagliavini, e preparando schemi, cucendo esempi, fotocopiando cartine tematiche delle aree linguistiche.

Dove sbadigliano sui banali brani di antologia a proposito di educazione ambientale, farai un esercizio di ascolta-e-prendi-appunti sulla storia e le campagne di Greenpeace.

E poi, quando saranno di nuovo tuoi, quando ne avrai risvegliato alcuni ora amorfi e soddisfatto altri più esigenti, ci sarà Dante. E Dante piace. Oh se piace. Ma bisogna meritarselo.

E non si sa loro, ma tu, questo Dante, te lo vuoi meritare.

Interrompiamo le trasmissioni




Il TG 3 regionale è andato in onda con due ore di ritardo ed è stato interrotto a metà con esclamazioni: "Aiuto, aiuto, stop, ferma", dopodichè lo schermo è diventato tutto nero.

Ha piovuto. 500 mm in poche ore. E' morta della gente. Donne e bambini. In piena città.

Ma la cosa grama è che stamattina avevano dato l'allerta di livello massimo. Chiusi i cimiteri e i parchi.


Non le scuole.


In Via Monticelli i bambini erano a mensa nel seminterrato. Li hanno fatti salire di sopra, e dopo venti minuti la mensa è scomparsa sott'acqua.

A me viene da dire che, porca vacca, dovremmo smettere di pagare le istituzioni, visto come lavorano. Noi saremmo comunque nel marasma in cui siamo, in balia degli eventi, con la buona volontà e l'attenzione di pochi come unica risorsa, ma almeno senza che qualcuno ci mangi sopra.

mercoledì 2 novembre 2011

L'origine del male

Succede che in un'ora di Matematica la Brava Crista butta fuori Peste Romena in quanto è distratto e disturba.
Dopo, mentre lui è in corridoio, prende il diario per ficcargli la solita nota e borbotta, infastidita, che oltretutto non c'è l'ombra di un compito segnato nelle ultime pagine.
Spettacolo, momentaneamente svampendosi, forse credendo di aiutare il compagno preso di mira, se ne esce con:
"Ma lui ne ha un altro."
"Un altro cosa?"
"Ha due diari..."
La Brava Crista fa chiamare Peste Romena e, al suo rientro, gli fa, secca: "Portami l'altro diario."

E così viene fuori che il bambino di porcellana fine, biondo chiaro, dalle orecchie a manico di tazzina, che io tanto mi sono coccolata l'anno scorso, tiene la doppia contabilità: da una parte un po' di compiti e i bei voti, dall'altra le note disciplinari e anche avvisi come quelli, da me dettati, a proposito del ricevimento settimanale dei genitori e delle riunioni a cui, da parte mia e dei colleghi, invitavo caldamente a partecipare allo scopo di fare il punto della (pessima) situazione della classe.
In questo secondo diario, la firma chiaramente è diversa che nel primo. E la cosa va avanti da settimane. La collega, straziata da tanto pelo sullo stomaco di un bambino di dodici anni, telefona al padre della Peste Romena, un modesto bracciante che, senza neanche togliersi i vestiti da lavoro, probabilmente dice due parole al datore di lavoro su un'emergenza e, praticamente mentre è ancora al telefono con la Brava Crista, si fionda a scuola.
E lì la cosa diventa ancora più trista perchè, vedendo il diario di cui non conosceva l'esistenza, riconosce la firma della moglie sotto i brutti voti e le note. A momenti si mettono a piangere sia lui che la Brava Crista.

Dopo un po', arrivo io, che il giovedì entro tardi. Mi viene fatta relazione dalla collega affranta e inferocita al tempo stesso.
Entro in classe e, senza neanche sedermi, butto fuori la Peste Romena con la storica frase: "Tu. Fuori. Levati dalla mia vista."
Poi, con un principio di ulcera emorragica nell'esofago, mi rivolgo agli altri:
"Chi altro sta facendo il furbo, qua dentro?"
Loro tentano un "Ma cosa? Ma in che senso?"
E io, quando ce vo' ce vo', ruggisco: "Finitela di prenderci per il culo!!! Voglio sapere quanti di voi hanno due diari!!!"
Ne spuntano altri due. L'Ingegnere, che ha un secondo diario ma, visibilmente, non ha iniziato ad usarlo. Mi limito a proibirgli di portarlo a scuola e a scrivergli un avviso per i genitori. E la Bionda Brutilde, che, tremando, mi dice che il suo secondo diario è a casa e becca quindi una nota preventiva.
Il resto della mattinata è un viavai dal vicepreside, un continuo incrociare colleghi allucinati perchè la notizia ha fatto il giro delle aule molto più in fretta del povero neutrino del CERN di gelminiana memoria, e tutti, in preda al panico, stanno facendo controlli sui diari dei propri alunni, convinti a ragione che l'idea geniale venuta a uno sia stata accolta e forse anche già messa in pratica da altri.
Nell'intervallo, la Peste Romena reclusa in classe sta studiando freneticamente Geografia, quando io abbasso su di lui i miei occhi color veleno e gli rivolgo la seconda frase della giornata: "Cosa fai."
"S-studio g-geografia."
"Perchè."
"Perchè f-forse dopo interroga."
"Mettila via. Dovevi studiarla a casa, non a scuola."
La mette via.
Più tardi incrocio la Bionda Svampita e gli ha dato quattro e mezzo. Lui esce da scuola all'una e mezza con gli occhi cerchiati di fucsia e un simpatico appuntamento con le manone di papà. Io rumino pensieri abominevoli su cinghiate e sganassoni, vado a casa e chiedo a mio marito cosa faremmo noi se venisse fuori che un figlio ci prende per il culo in modo così chiaro, poi nel cuore della notte mi rigiro nel letto terrorizzata all'idea che il mio folletto dalla pelle di porcellana scappi di casa, tenti il suicidio, arrivi a scuola con gli occhi come due prugne o un labbro gonfio. Non penso alla madre, perchè per la verità il particolare che la firma sul diario numero due fosse quella materna a me viene rivelato solo il giorno dopo. Ma è possibile che il labbro spaccato ce l'abbia avuto lei, alla fine, e forse se fossi un papà che si rompe la schiena tutto il giorno per i suoi due bambini e poi scopre cotanta congiura in famiglia le mani le avrei alzate anche io, e mica piano.
Invece il giorno dopo il bambino è ancora più bianco del solito e, a occhio e croce, si percepisce che deve aver saltato cena e forse anche colazione. E' il giorno in cui arriva la notizia della morte di A. e a scuola il clima è irrespirabile.

Nei giorni successivi, però, si verifica un fenomeno.
Quando ci incrociamo in sala prof io e uno o più tra gli altri professori della II C, preferibilmente la Bionda Svampita, la Brava Crista, il Grande Puffo o la Barbie di Inglese, alziamo tutti subito la voce lamentando che la classe sta letteralmente colando a picco.
Ma, siccome la carognata di Peste Romena ha sorpassato di parecchie leghe quello che ci si aspetta dai ragazzini delle medie, noi ci sentiamo autorizzati a ricambiare con moneta sonante ogni accenno di distrazione, svogliatezza, scarso impegno e strafottenza, e in pratica, al mattino presto, ci scambiamo le ultime news ("Ho trovato intere pagine di diario vuote anche a Puffetta, Terzo Fratello e Orsetto Marrone" "Ho interrogato cinque persone e non ho dato una sufficienza" etc etc) e poi, carichi come guerrieri all'assalto, ci scagliamo in seconda e ognuno di noi fa qualcosa di orrendo, riportando indietro scalpi o intere teste di alunni e sbattendoli sul tavolo della sala prof con violenza la mattina successiva.
Per esempio, io faccio i controlli a campione dei diari. E i primi giorni fioccano note didattiche sul registro a quelli che non hanno scritto tutto. Poi i compiti compaiono, perchè anche i ragazzi non sono scemi, ma compaiono con questa modalità (esempio tratto testualmente dal mio ultimo controllo, copiato su un foglio e mostrato ai colleghi come macabro trofeo):

compito di Storia assegnato dalla Bionda Svampita,
- sul diario dell'Ingegnere:
p. 20-21 n.22-23-24-25-26;
-sul diario di Spettacolo:
p. 14-21 + 36 per interrogazione;

-sul diario di Peste Romena:
p. 22 e 24 e 26 tutta da fare esercizi + p.36 leggere tutto e fare gli es di p 37;

-sul diario di Dolce Castoro:
22-24-26-27 + es p. 36 da leggere.

Sugli altri due diari che avevo ritirato non figurava alcun compito di Storia.

Ecco. Poi dice che i prof sono bastardi. Non nasciamo bastardi, ma vorrei vedere voi a non diventarci.

Ieri ho corretto Grammatica.
17 insufficienze su 22 compiti, ed era ripasso delle cose dell'anno scorso, rifatte in classe da pochissimo.

martedì 1 novembre 2011

L'origine del male - un teaser

Pensavo che ve lo avrei raccontato più avanti perchè avevamo appena avuto un lutto a scuola ed ero sconvolta.

Pensavo di rimandare il momento di raccontarvelo perchè stavo male anche fisicamente, o perchè ho dovuto affrontare giornate cupe di rosari, sedute dal commercialista e orrende pratiche per rimediare ai danni fatti al mio sistema immunitario dall'antibiotico.

Pensavo che non fosse ancora venuto il momento di parlarne perchè tra un litigio e l'altro io e l'Uomo abbiamo ricevuto, presentato al pubblico, omaggiato di fiori aperitivi cene colazioni etc, diversi attori e un paio di registi. E fatto una riunione per lo spettacolo teatrale (non ve l'ho detto? L'Uomo è tornato alla sua antica passione, recitare) con un gruppo di persone piacevoli, di quelle con cui stai bene e così finisce che "okay bene abbiamo finito andiamo a bere una cosa? anzi andiamo a cena? e poi a bere qualcosa?", insomma abbiamo fatto un'altra volta l'una di notte.

Ma ormai sono passate due settimane, e ho messo a fuoco il problema.

Sono così incazzata che non ho ancora voglia di mettermi a riassumere cos'è successo. E' senza dubbio la peggiore incazzatura che mi sono sparata da quando lavoro.

Però dopodomani dobbiamo sospendere. L'alunno, e forse alcuni suoi compagni.

Quindi ci sarà un resoconto, prima o poi.

Frattanto, domani sorgerà un'altra alba e il male striscerà implacabile verso la porta della II C, impersonato da me, ma anche da altre tre o quattro figure di docenti che dedicano ormai le loro giornate a essere vendicativi, furiosi e spietati con i piccoli incauti.

No, perchè c'è un limite che è pericoloso passare. E loro sono andati CHILOMETRI oltre.