Tornata a lavorare dopo otto giorni otto, e neanche tanto in forma per la verità.
Stando a letto al caldo ti proteggi da molte cose, ti riposi da molte altre, però conti anche le cicatrici e, merda, sono abbastanza da tenerti impegnata per un bel po' di ore, mentre gli altri sono al lavoro.
Parlavamo di sentimenti molto molto privati e individuali e di questioni di fatica bruta matrimoniale, però non è che mentre qui ci si occupava di queste urgenze il mondo intanto stesse fermo eh, anzi questo primo mese di 2015, come dire, non si è posto particolarmente bene, no. E vedi intorno gente che soffre, gente che si arrabbia, gente che si rassegna, gente che molla. Gente che si agita. Senti parlare di divorzi, di litigarsi i figli tramite azioni legali, di ricominciare tutto in un altro modo da un'altra parte, di ripartire per una verde isola lontana, di chiudere con una città e seppellire il passato.
Cambia il presidente della repubblica e, mah. Non sai cosa pensare. Di lui, di Renzie, di tanti altri. Non riesci a seguire questa politica che sembra sempre uguale e sempre meno legata ai problemi del Paese, e vorresti che almeno almeno ti dicessero PERCHE' i legali di Berlusconi dovrebbero prometterci che nel 2018 il tristo figuro sarà rieleggibile. Voglio dire, avrà anche 82 anni per allora, ammesso che ci arrivi, e anche se si fa criocosare nella sua cripta di Arcore, non è che da surgelato sarà meno morto, più giovane, più onesto o più furbo. E se gli andrà di culo sarà ancora vivo e racconterà ancora sordide barzellette pensando di essere figo, ormai siamo rassegnati. Ma dovrebbero rieleggerlo? Fosse Fidel Castro, capirei il senso, ma solo fino a un certo punto comunque, che anche Fidel e Raul ragazzini non sono eh. E poi io in ogni caso volevo l'altro. Non l'Ernesto. Il Camilo. Che non se lo fila nessuno nei libri di storia perché è morto prima ancora del Comandante, ma era ridente coraggioso barbuto e bello.
Cambiano le carte in tavola, perché il preside non ci lascia applicare il regolamento e non permette di sospendere Sgamo. Sgamo fa il grandioso. "No ma è simpatico, il preside".
Castagna lo gela: "Sì? Mi fa piacere. Ma il preside è un reggente e tra massimo due anni se ne va. Noi restiamo. E' a noi che interessa che i ragazzi qui rispettino le regole. Quindi se secondo il preside tre note sul registro di cui due dalla stessa prof non sono sufficienti, e poi non sono in rosso, bene, del resto il preside non ci conosce e noi non conosciamo lui, ma la prossima volta che ti cade una biro dal banco la nota te la metto io, rossa e lunga così, e vedi che alla fine i conti li mettiamo in pari lo stesso."
Sgamo afferra il concetto.
Abitudini che avevi preso, e che ti facevano male, scompaiono. Altre che volevi instaurare, perché ti facevano bene, vengono sabotate.
L'amico di sempre, quello che consideravi finalmente davvero un fratello, si appella alle tradizioni incestuose delle famiglie regnanti di Game of Thrones e fa un ulteriore tentativo di diventare il diversivo nella tua travagliata vita sentimentale, e per l'ennesima volta prendi atto di avere allevato in seno, con sincero affetto, una persona le cui intenzioni non sono cattive ma nemmeno limpide. E lo sposti un po' più in là e continui a volergli bene, come a un fratello, sul serio, ma smetti di dirgli come stai veramente, e ti senti un po' più sola.
Avevi programmato un bel Tibet da fare in tre o anche in quattro. La tua amica non ci verrà e tuo cugino nemmeno. Forse tua figlia, ma spiegarle come siete messi tu e l'Uomo ha fatto boomerang: non l'avevi mica pensato, che il tre è un numero maledetto e che di tre, uno si schiera sempre con uno degli altri due, e che non è mica detto che vada come fa comodo a te. Eppure la triangolazione padre madre figlia la conoscevi molto bene. Ma chissà. Credevi che fosse chiaro come l'acqua pura di un ruscello di montagna che ce la stavi mettendo tutta. Poi, dal di fuori, quel che sembra così chiaro dentro non si vede, ed è la storia della tua vita, che parli una lingua che capisci solo tu, per quello stavi per scappare via con qualcuno che, contrariamente a qualsiasi previsione, sembrava sapesse il tuo alfabeto più vero prima che tu potessi anche solo pensare una frase.
Il lavoro è sempre tanto e aiuta, e aiuta cambiare i mobili del salotto, e aiuta anche stare zitti perché si ha la tosse. E aiuta anche tossire fuori tutto lo sporco. L'inverno ha da passare, comunque, e poi. E poi?