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venerdì 30 settembre 2011

Heaven out of hell

Pulpite. In due denti vicini, contemporaneamente.

Ora, voi lo sapete che a me non piacciono molto quei blog che riportano estesamente questioni di salute, dello scrivente o dei figli del medesimo, così come non frequento volentieri quelle persone che usano narrare al malcapitato prossimo i loro parti, le loro vomitate e/o i loro interventi chirurgici.

Quindi dirò solo una cosa, con la quale apro e chiudo il discorso salute di questa settimana. La Compagna Collega, vedendomi girare in sala prof, tutta pallida, occhio cerchiato che neanche sotto maturità e gesti irrigiditi dal dolore, si è fatta dire cos'avevo. E ha commentato: "Oddio, che cosa tremenda. Io ho fatto quattro figli senza epidurale, ma non c'è paragone col mal di denti."

Ecco come sto da lunedì scorso.

Nel frattempo, muovendomi come in una bolla di sofferenza, alleviata qua e là da un antinfiammatorio che per quattro o cinque ore rendeva l'esistenza quasi sopportabile, ho interrogato. Ho spiegato. Ho corretto. Ho consegnato compiti. Ho sgridato. Ho fatto complimenti per i lavori svolti bene. Ho controllato diari. Ho raccolto autorizzazioni. Ho portato l'Arcangelo Nero in presidenza con una nota sul registro. Ho assistito per la terza volta alla refezione di settanta creature urlanti. Ho saltato pasto per la terza volta (non ce la farò mai a mangiare a mensa, a tavola con la Bestia Nera e la Bionda Svampita, devo farmi rimettere al più presto sul tempo normale.) Ho asciugato lacrime. Ho insegnato italiano a Muy Lejos. Ho ripassato gli appunti di un corso sulla dislessia per Tesoro Diafano, che è rientrata a scuola con la certificazione di DSA. Ho cercato di insistere con Fiona l'Orchetta, che ha il sostegno, perchè si sforzasse di lavorare un po' a casa. Ho prodotto un calendario prove per la II C da qui a gennaio. Ho fatto amicizia con la nuova collega di sostegno, un'elegante e simpatica ragazza che di mestiere più che la prof fa la pianista, ma che in classe è una piovra, è in ogni punto dell'aula a seguire chiunque, vede tutto, nota tutto, conosce tutti ed è stata con noi solo poche ore. Insomma, insieme al Dolce Cowboy*, cioè l'altro collega di sostegno che lavora con me sulla prima, è la cosa più bella che mi sia accaduta quest'anno.

[ *Dolce Cowboy è il collega di sostegno che tutte vorreste. E' un uomo magro, essenziale, con dolci occhi grigi, vestito perennemente in jeans, t-shirt bianca e camicia a quadretti o comunque sportiva, è gentile con tutti, parla a voce bassa, sorride e ride volentieri, si dà da fare. Più di così, c'è solo che sia anche single, etero e assomigli a Johnny Depp. Invece lui è mediamente piacevole come aspetto fisico, coniugato con una maestra che è anche simpatica, e riesce a essere carino e amichevole senza dare l'idea del marpione. Il che, ai fini lavorativi, è molto meglio che avere Johnny Depp seduto sull'angolo della cattedra con... beh, lo sguardo di Johnny Depp (pausa di due minuti per le colleghe che leggono, cosicchè possano proiettarsi con calma quest'immagine ambientandola nella propria aula). ]

Insomma, ne ho fatte di cose, ma dovessi dire in che ordine, o che cosa ho mangiato ieri sera, o cosa devo fare domani, vi giuro, sto così male che non lo so. Ho dei seri problemi a guidare perchè (come chiosava il mio saggio cugino che mi ha offerto assistenza telefonica quando sbroccavo dal male) in certi momenti ai confini dell'extrasensoriale, la mia anima si disloca, in modo tale da astrarsi completamente dal mio corpo sofferente, per tornarci pochi istanti dopo, con una colonna sonora di gomme che fischiano sull'asfalto e clacson.

Nelle nebbie di tanto stordimento, mi sono venuti a trovare Bimba Stupenda, l'Urlatrice, Maddalena, La Mia Cocca, Enfant Terrible, Fratello Fico di Bel Ragazzo, la Peste, l'Incontenibile, Pasticcino Svizzero... e me ne dimentico degli altri. Ne sono passati dieci o dodici questa settimana. Tra gli altri, un exalunno di tanto tempo fa che non avevo mai più visto dopo la fine delle medie, oggi con patente e barbetta, il quale mi ha portato la lieta novella che il Danno è tornato a scuola regolarmente.

Nei momenti di sdoppiamento astrale riesco anche a sorridere, beandomi di tanta bella gioventù che mi sfila davanti.

martedì 27 settembre 2011

Una donna non può

Non può SEMPRE E SOLO occuparsi di grane, casa e lavoro.

Non può.

Devo andare a fissare gli appuntamenti col dentista, e chiamare avvocato e commercialista, sì.

MA PRIMA passo dal centro commerciale e compro della biancheria nuova.

Siete avvisati. Chi si mette sulla mia strada può considerarsi ufficialmente morto.

lunedì 26 settembre 2011

Corollario

La terza A è stata l'unica classe dove abbia visto gente china su un banco e su materiale cartaceo, stamattina, alle sette e quaranta.

Kevin il Bello (che distingueremo così da Kevin il Moro, Kevin il Grosso e Kevin il Grande; Kevin va di moda dalle mie parti) che era uno di quelli beccati a copiare la volta scorsa mi mostra con innocenza il libro di letteratura sul quale tutti stanno ripassando. Mi complimento ed esco.

Per trovare Kevin il Grande che copia sul suo quadernone di italiano il compito di Kevin il Bello. E dove? Appoggiato su un termosifone, nel corridoio. Platealmente, proprio.

Mi congratulo, riporto dentro il foglio di Kevin il Bello, Kevin il Grande mi segue (sospetto lo faccia rimuginando sulla mia annosa abitudine di vendere certe parti della mia anatomia per vil pecunia) e li lascio in classe dicendo: "Ah, e se volete rigarmi la macchina, è quella blu."

Lo so, lo so. Ma me la preparavo da una settimana, non potevo non dirla.

sabato 24 settembre 2011

Il seguito della storia

Ve l'ho detto che 'sta settimana era un incubo...
Comunque vi devo il resoconto di com'è andata a finire l'altro giorno.

1. La denuncia sociale

La professoressa si trasforma in un'idra a sette teste (non nove, perchè abbiamo otto classi e in una ero appunto appena entrata) e, lanciando i lunghi colli a serpeggiare per i corridoi, infila una testa per ogni classe, andando a dire a tutti cos'è successo e chiedendo al grande eroe che reagisce al controllo antiscopiazzatura con le intimidazioni di stampo mafioso di farsi riconoscere, prima che la cosa passi in mano al vicepreside e diventi un problema di tutta la scuola. Orrore dei colleghi, che vedono, come del resto vedo io, in questo gesto un segnale pessimo.

2. La bella sorpresa: la preside collusa

All'intervallo non è ancora venuto nessuno a cercarmi. Io ho fatto lezione in I A dopo aver dissuaso le creature dal compiere indagini, fare ipotesi strampalate e cercare indizi.
Mi si avvicina la preside:
"Non è saltato fuori il responsabile?"
"Non ancora. Ma se non scopriamo chi è cosa facciamo? Voglio dire... non possiamo mica lasciarla passare così!"
"Eh però è un po' un problema, ci sono ragazzi che arrivano magari coi genitori alle otto meno uno, e loro non possono essere stati, per cui..."

Non ci credo. Non ci credo. Sta dicendo che se non si autodenuncia nessuno questa cosa passa in cavalleria?

La fulmino con gli occhi, stringo le labbra e non dico niente. Almeno si fosse sbattuta a farlo lei, il giro per le classi. Per fortuna che il Gigante deve aver provveduto a rincarare la mia dose. Comunque alle dieci passate, mentre io mastico amaro in sala professori, non si è ancora visto nessuno.

3. La dura lex

Poi compare una faccetta nordafricana visibilmente tesa. Mai visto nè conosciuto. Si autoaccusa. E' un alunno di terza dell'Inflessibile.
Mentalmente inneggio all'Inflessibile e ai rigidi standard morali che cerca di instillare nelle sue classi.
Gli comunico a) che non capisco cosa sperasse di ottenere b) che ha fatto bene a autodenunciarsi c) che devo dargli una nota sul registro. Gli si riempiono gli occhi di lacrime, passa chiaramente sul suo viso il pensiero: "ma come, io mi costituisco e tu mi punisci?"
Ho alternative? No. E infatti glielo spiego.
La nota gliela mette l'Inflessibile, da me controfirmata, dopo che lo ha tenuto in corridoio un quarto d'ora a cercare di farsi spiegare i motivi di un gesto del genere.

4. La frecciata

Passo la mattinata in sala prof, ci sono mille cose da fare, poi quando viene la preside le dico che abbiamo trovato il responsabile, abbiamo applicato la sanzione, e aggiungo: "Naturalmente mi sono complimentata con lui per essersi preso le sue responsabilità e HO FATTO FINTA che in caso contrario avremmo preso provvedimenti su tutta la scuola."
Ride, bella stella.

5. La riflessione

Dopo un'intensa oretta di scambi tra gruppetti di colleghi, tra colleghi e preside, etc, la sala prof si svuota, e restiamo io e la Compagna Collega.
Io: "Posso dire una cosa che deve restare in questa stanza? Io come insegnante ho ancora molto da imparare, ma ho già chiarissimo come NON mi comporterei se fossi una dirigente."
La collega ride, mi stringe una spalla, e va via.

6. La consolazione

Almeno, così, c'è stata, il giorno dopo, la possibilità di parlare con la II C dei valori importanti nella vita, del mondo dei furbi, del tentativo fatto da genitori e professori di educarli a qualcosa di meglio dello schifo che attualmente ci circonda.

7. Nota bene

Lunedì mattina rifaccio il giro delle classi nella mia mezz'ora di sorveglianza. La testardaggine a casa mia è considerata una dote.

mercoledì 21 settembre 2011

Lo so che vi devo un capitolo

...ma se capiste cosa sta succedendo a casa mia mi perdonereste. Anche per il fatto di non rispondere al telefono.

Recupererò.

Intanto vi saluto brevemente con la seguente, di Bimbo Transfert. Perchè è troppo carina e perchè di lui sentirete parlare parecchio.

Bimbo Transfert prende una nota in data 20 settembre per non aver portato il libro di Geografia.
Si rannuvola molto.

Oggi non la porta firmata, sostiene però di aver preso un ceffone dalla mamma.

Poco dopo ne prende un'altra per aver fatto solo mezzo compito di grammatica. Scoppia in dirotti singhiozzi e ulula: "Ma così mia maaaadre non mi faaa piùùùù usciiiiireeeee... mai piùùùùùùù..."

Io: "Maddai, Bimbo Transfert!!!"

I compagni lo sfottono. Si inviperisce e si gira tipo pitbull a ringhiare al compagno che più lo infastidisce.

E io: "E lasciatelo stare! Ora gli passa."

Lo lasciano stare.

Bimbo Transfert è adottato (per quello io ho il transfert su di lui) e ha una situazione molto complicata, basti dire che è con la sua famiglia da soli quattro anni, prima deve averne viste di ogni tipo.
Io sfodero con questo fanciulletto esagitato e un po' troppo viziato una pazienza senza frontiere. Per ora ci siamo presi per il verso giusto, ma le maestre ci avevano preavvisato che era molto capriccioso e emotivo.

All'intervallo mi avvicina, ancora tutto rosso in faccia, cercando di sbocconcellare un panino al prosciutto di quelli col pane più buono del mondo e il prosciutto più costoso (e io penso alla mamma adottiva, che tra l'altro è una collega delle superiori, che gli ha preparato la merenda, e mi si acuisce il transfert di bestia).

"Io lo so che non devo piangere... ma il fatto è che mia madre si arrabbia moltissimo..."
"Beh... mentre si arrabbia, però, falle firmare la nota. E anche quella della volta scorsa, che non si sa mai, eh?"
"Sì ma io ho preso due note in due giorni e adesso...", gli riparte il lacrimone.
"Ti ho spiegato perchè ho iniziato a dare queste note! Servono perchè dovete stare più attenti: quando fate la cartella e quando fate i compiti. Così poi non dovremo più preoccuparci di questo. Non sono note gravi, siete alla seconda settimana di scuola, dovete imparare."
(Ovviamente, a un altro meno disastrato, avrei detto: "I compiti si fanno, punto, fai i compiti e non porterai più note a casa, e adesso vai a fare l'intervallo e lasciami andare in bagno/a bermi il caffè.")

Visto che è ancora visibilmente afflitto, gli dico: "Io ti sgrido adesso perchè voglio fare di te uno studente fantastico. E perchè, secondo te, tua madre ti sgrida?"
"P-p-perchè è u-na professoressa..."

Ero talmente intenerita che gli sono sì scoppiata a ridere in faccia, ma praticamente l'ho abbracciato, così non si è offeso.
"Uahahahah è vero anche questo... ma guarda che la mamma lo fa perchè ci tiene che diventi uno studente bravissimo..."

E il povero disastrato Bimbo Transfert: "Sì... è vero..."

E, preso finalmente atto che la vita è sopportabile, tira coraggiosamente su col naso e si allontana col suo panino. Lasciando me a liquefarmi in una pozza di glucosio.

lunedì 19 settembre 2011

Ma in seguito fu la strage

Prendete una prof delle medie mediamente severa, mediamente convinta di essere ormai esperta il giusto (o almeno più esperta di dieci anni fa, e sai, belìn, dopo dieci anni se non avessi imparato niente forse ci sarebbe qualcosa che non va) e mettetela a fare il prescuola.

La suddetta prof interverrà nelle classi dove, alle sette e quarantacinque di lunedì, i vostri amati frugoletti che sono stati tutta la domenica (piovosa) a scaccolarsi davanti alla tele e/o scaricare filmati hard dal pc e/o chattare con le amichette (ma va bene anche se siete stati via per il weekend, se hanno seguito il palio o se hanno aiutato la nonna a fare la matassa eh?) sono intenti a scopiazzare indegnamente gli esercizi di matematica e inglese, quelli con i fill in the blanks, di tre parole a esercizio, che ovviamente loro, vessati da ore e ore di sfruttamento minorile, lavoro in miniera, in fabbrica o in filanda non hanno assolutamente potuto svolgere tra le ore 13,30 di venerdì e le ore 08,00 di lunedì.

Ora, la suddetta prof adora fare un po' la iena, ma visto che oggi era la prima mattina non si è mica messa a prendere nomi o ritirare quaderni, si è limitata a beccare gli interessati e farli smettere.

Poi è entrata in classe al suono della prima campanella e dall'aula a fianco è arrivata l'Inflessibile, con in mano libro di letteratura e agenda, e la domanda: "Questi sono tuoi?"

La prof mediamente severa, parecchio interventista di cui dicevamo abbassa gli occhi sull'agenda e la trova martoriata da punti di pinzatrice qua e là sulla copertina.

L'agenda.

Nuova.

Che era sulla cattedra.

Presa a pinzate.

Nei minuti immediatamente successivi o addirittura contemporanei al giro della scuola a caccia di scopiazzatori.

[Vi propongo un esercizio di scrittura creativa.

Completate la storia voi. Potete utilizzare anche lessico scurrile (io però sono stata una signora) e/o elementi mitologici e fantasy quali trasformazioni, piaghe d'Egitto e raggi della morte. Nello svolgimento, di lunghezza a piacere, ricordate di tenere conto tanto della presenza di alunni dell'insegnante e di altri colleghi quanto dell'esistenza di un vicepreside e di una preside.]*


*Non vi agitate, non vi metto il voto. Non voglio neanche scassarvi i maroni, in realtà è che devo correre all'assemblea di condominio (perchè le sfighe ovviamente vengono sempre a grappoli...). Però mi piacerebbe che qualcuno indovinasse cosa è successo. Più tardi, o domattina, metto la versione originale di com'è andata.
Sanguedelmiosangue non puoi inserire spoiler dato che in parte te l'ho raccontata per telefono, ma siccomne sei piuttosto dotato per la scrittura
accetterò di visionare anche il tuo svolgimento. E' tutto (cit. a uso e consumo di SDMS)

venerdì 16 settembre 2011

In principio era un mazzo così

Temibile, ostinato, incline a dominare, se si sente minacciato da altri nel suo ruolo di capobranco sfodera risorse di un'aggressività insospettabile; è molto difficile fargli lasciare un oggetto che considera proprio e inoltre, in mancanza di un educatore fermissimo che riconosca come superiore a se stesso, si ostinerà a fare ad ogni costo le cose che ritiene importanti per sè e i propri cuccioli. Ha una pazienza incredibile nel perseguire i propri obiettivi, difficilmente modifica un comportamento, si accanisce fino a raggiungere lo scopo che ha individuato. In caso venga ostacolato o sia disturbato da forti rumori, confusione o eccessivo trambusto abbaia, ringhia e ulula, perchè per indole preferisce la minaccia e i segnali di avvertimento all'aggressione diretta.

E' la descrizione del volpino? del molosso tibetano? del cane tedesco da pista di sangue?

No, è come intendo comportarmi con la II C.

Oggi visualizzavo me stessa come un enorme pastore belga incazzato che si ostinava a radunare un branco di creature indisciplinate e rumorose e le teneva nel recinto a forza di polmoni: WOOF! WOOF! E anche come uno di quei terrier testardi che non mollano la "loro" pantofola neanche se tiri fortissimo fino a sollevarli in aria: AGRRRRRR! RRRRRRRRRR!!! Inoltre avevo la stessa attenzione maniacale ai particolari della scena complessiva di un pastore tedesco addestrato dalla polizia.

Insomma, ero un cane da guardia, da punta, da pastore e da difesa al tempo stesso.
Dato il caldo umido che continua inesorabilmente a fare, forse del cane avevo anche l'odore, pensandoci.

Perchè, insomma.
Qui, al mattino, io arrivo e devo star dietro ai compiti speciali della ragazzina del Perù, ai compiti delle vacanze non finiti o non fatti di Teppa Gentile, Occhioni, Arcangelo Nero, Ingegnere, Terzo Fratello, a Tesoro Diafano che è certificata DSA, a Fiona l'Orchetta che ha il sostegno (o avrebbe, a dire il vero: oggi l'Inutile, cioè quella che Noisette definirebbe la prof di S.O.S.tegno, mi ha avvicinato nel corridoio alla fine della mia ora per dirmi che lei non c'era stata nell'ora di Italiano appena conclusasi perchè aveva da fare un'altra cosa per il gemellaggio di lunedì*).

E in mezzo a tutto questo la II C altalena tra l'amorfo

"Bene, intanto prendete il quaderno di Italiano. Quaderno di Italiano, dai. Quaderno! Forza! QUADEEEERRRRNNNNOOOOO D'ITALIAAAAANOOOOOOOOOHHHHHHHHH!"

e il rompicoglioni

"Ma come ti PERMETTI di interrompere per la SESTA VOLTA il tuo compagno che è interrogato????????????????????????????????????????????????????????? Ma dove siamo???"

Per finire con la chicca del giorno:

"AAAH NO EH??? Io DI LA' ho una prima, di qua HO UNA SECONDA!!! E quando cambio aula DEVO VEDERE LA DIFFERENZA!!!"



*Ci gemelliamo con il Marocco, quest'anno. L'Inutile voleva sapere se attraverso Muy Lejos e suo fratello possiamo gemellarci anche col Perù. Non dite niente, lo so: mancano le isole Marshall, Ushuaia e Ulan Bator, poi dovremo passare a un'altra galassia. Però quando sei in servizio, brocca di quella soia (cit. da Wonderland), dovresti veramente essere a lavorare con la ragazzina col sostegno, non a preparare le slide per i colleghi marocchini.

mercoledì 14 settembre 2011

Inizio d'anno e madri allucinate

Mi rifaccio a questo post del Benzina perchè voi dovete capire che io e l'Inflessibile siamo colte da senso di fitness settembrino e due volte la settimana andiamo al campo sportivo.

Dove io cerco di buttare giù massa grassa e l'Infle di aggiungere massa muscolare. Perchè la cara vecchia Inflessibile, dopo aver finalmente svezzato i due pargoli, ora si dedica a se stessa e, essendo parecchio prussiana, siccome il medico le ha detto di fare esercizio per la schiena, adesso fa esercizio quattro volte la settimana. Tipo che io le telefono alle solite cinque e mezza sei, orario in cui lei da che mondo è mondo corregge verifiche o prepara dettati, e il figlio (l'Intrattabile) mi dice "no la mamma è in palestra" o "no la mamma è in piscina". e il mercoledì e il venerdì invece non le telefono perchè è al campo con me.

Beh, oggi cominciavano i corsi di nuoto, di atletica etc dei bambini, e intorno al campo sportivo e alla piscina comunale la situazione traffico era tale da suscitare da parte mia le seguenti esclamazioni, sbraitate al volante come una povera pazza che parla da sola:
"Cazzo... ma non fateli, cazzo, 'sti figli! E se li fate, cazzo, non iscriveteli ai corsi di nuoto! e se li iscrivete, cazzo, fateceli andare da soli! e se ce li accompagnate, cazzo, accompagnateli a piedi! e se li accompagnate in macchina, cazzo, lasciateli all'imbocco della strada! e se li accompagnate lì davanti, CAZZOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ALMENO NON COMPRATEVI UN SUV E NON INFILATELO CONTROMANO NELLA STRADA!!!!!!!!!"

Le madri, a questa stagione, tra la prima settimana di scuola e l'inizio di tutte le attività pomeridiane, perdono il lume della ragione. Giuro che in sei mi hanno quasi preso in pieno sbucando contromano dai punti più impensati di un parcheggio stretto e con il senso di marcia ben indicato per terra, E TUTTE E SEI STAVANO GUARDANDO DAVANTI A SE', CIOE' LA MIA MACCHINA, CON SGUARDO COMPLETAMENTE VUOTO.

L'invasione degli zombie.

Peace on earth

"Ora tu, tu, tu, tu, tu prendete il diario. E scrivete."
Questa chiamata nominale li ha insospettiti. Loro, e anche i compagni.
"Uhm, vediamo..."
Sono proprio una stronza consumata.
"Come vogliamo dirlo? Cosa possiamo far scrivere?" rivolgendomi agli altri, che sono improvvisamente immobili.
Pausa con sorriso vagamente distratto, sguardo che vaga sul pavimento, mani conserte. Sono veramente una gran bastarda.
Poi:
"Scrivete: oggi ho parlato a voce alta parecchie volte durante la lezione".
E qualcuno, che ha capito, ha detto: "...firma."
Io: "Esatto, domani mattina devo vederci sotto la firma di un genitore."
Deglutizione affaticata di quanti, tra i maschietti di prima nominati, ha a casa una famiglia che ci tiene alla disciplina.
Aria pensosa degli altri.

E poi succede.
Atreiu mi va in sbattone. Gli si cerchiano gli occhi sul viso nello sforzo di interpretare, abbandonato nell'universo, a distanze stellari da una definizione preconfezionata. Quindi sull'orlo del panico.
"Questa quindi cosa sarebbe? Una mezza nota?"
"No..." io soavemente, con un luminoso sorriso, al confronto del quale Gandhi avrebbe avuto l'aria di un torturatore. "E' che quest'anno ho deciso che non ho proprio voglia di arrabbiarmi la prima settimana. Voglio starmene bella serena. Così adesso voi riflettete su queste parole e poi vedete se domani volete fare casino di nuovo o no. Poi, se vedo che non basta che ve lo scriviate da soli, prendo la penna rossa e ci penso io."

Come creare delle nevrosi in ventitre undicenni, con comportamenti ambivalenti e messaggi volutamente contraddittori. Da manuale di psichiatria.

lunedì 12 settembre 2011

Eccoci al completo ...o no?

E così stamattina ore sette e venti sono - in anticipo ridicolo - davanti alla scuola, dove conosco una bimba che sembra (non esagero) la figlia di Giovanna Mezzogiorno (devo pensare a un soprannome per una bambina così bella) e un maschietto piccolo e nero: Calimero, evidentemente. I miei primi nuovi alunni.

Mezz'ora più tardi si è riunito anche il resto della nuova I A (tranne Piccolo Gangster, oggi assente, di cui dovrò parlare diffusamente) e porto in classe una ventina di pulcini abbastanza spaventati.

Nelle successive due ore, per fortuna, non devo asciugare lacrime (anche se ne vedo luccicare alcune) nè reggere fronti (l'anno scorso era andata molto peggio, quanto a emotività della prima settimana) ma solo spiegare con calma le regole della scuola, dettare l'orario, far fare il giro panoramico dell'edificio e rispondere a qualche circostanziata domanda.

Je tombe amoureuse (o I fall in love, in italiano non c'è niente che renda l'idea del cadere a precipizio dentro una cotta) immediatamente di un fanciullino che, si vede subito, mi darà del filo da torcere ma anche un mondo di soddisfazione. Per dire, è quello più sereno nell'intevenire, più egoriferito, più interattivo, tempo tre ore è già stato in segreteria, dalla vicaria, da me di nuovo, etc, per questioni di diario e buoni mensa e lo conoscono già tutti; ed è anche quello che per allungarmi un libro di grammatica ribalta lo zaino e passa dieci minuti inginocchiato per terra, a raccattare tutto quel che ha sparpagliato. Io lo guardo e penso: ecco, questa scena l'ho già vista, ho già capito, questo è uno di quelli fatti su misura per me. Lo chiameremo Atreiu, perchè ha i capelli lunghi e i lineamenti fini e ricorda un po' il ragazzino della Storia infinita.

Il Gigante si fa vedere un momento per fotografare i bambini; poi torna con la stampata delle foto per metterci i nomi; poi torna con il foglio ordinato con foto e nomi stampate al computer. Poi torna la quarta volta, ma stavolta con il collo teso tipo uno che ha appena ingoiato una scolopendra.
"Ahem... una novità per voi, così, fresca di oggi."
E da dietro la sua imponente persona spuntano, precisi uguali a due cuccioli dall'aria impaurita, due bambini, un maschio e una femmina, di pelle olivastra e occhi scurissimi: fratellini provenienti dal Marocco.
Cominceranno domani. Pare che siano in Italia da tre anni. Lei ha il sostegno. Non è chiaro per cosa.

Più tardi io incontro la preside e le faccio, amichevolmente: "Oh... non è che per caso mi devi dire qualcosa???"
Lei ride. Perchè ha culo che io sono una che a) non se la prende b) non si spaventa di un po' di lavoro in più e c) non rifiuterà mai un alunno straniero. Se faceva 'sto scherzo a un altro coordinatore, col piffero che rideva.

Comunque. Tutto bene per stamattina. Domani tre ore. E vediamo.