Daisypath Friendship tickers
Daisypath Anniversary tickers

mercoledì 28 gennaio 2015

It's lonely out in space on such a timeless flight

E poi pian piano la tua persona si raccoglie in sé e impara a sopravvivere e a gestire le cose, un problema dopo l'altro, un dolore dopo l'altro, a far crescere foglie anche sui vulcani. 

A non ridiscutere cose passate, perché la vita è troppo breve e la paura, qua fuori nel vuoto cosmico, è tanta. 

Siamo in pochi a farci coraggio a vicenda e a indicarci, a gesti, il punto in cui il sole inizia piano a illuminare la curva di pianeti lontani cui speriamo ancora di arrivare. 

Serve ricordarsi chi siamo, sapere che una volta camminavamo coi piedi per terra, attratti da una chiara forza gravitazionale, e rifiutarsi di dimenticare le cose che facevano di noi esseri umani: che odore hanno le lenzuola dopo averci fatto sopra l'amore, cos'è una carezza, che consistenza ha una fetta di pane spalmata di miele.

In questo viaggio siamo legati, siamo tenuti a non perderci, siamo le sole risorse rimaste, dobbiamo assistenza anche ai compagni che la vita ci ha scelto senza domandarci il permesso, che ci si sono affiancati nella traversata del deserto, prima che potessimo chiederci se erano davvero perfetti per noi, e da quel momento la loro strada è la nostra e non è uno scherzo, perdersi nello spazio, è una questione di vita e di morte. 
E magari si parlasse di vita o di morte di corpi. I corpi sopravvivono. E anche i ricordi. Io per esempio mi ricordo i papaveri. Vorrei essermeli dimenticati. Invece me li ricordo. 




lunedì 26 gennaio 2015

I golden retriever e Angelina Jolie

Io quelle che "a ventisei anni mi sposerò e poi avrò tre bellissimi bambini, una casa col giardino e un golden retriever" non le ho mai molto capite.
Ne conosco, peraltro. Conosco gente che diceva così, ma conosco anche gente che é davvero diventata così.
E non sono desperate housewives, sono donne intelligenti, forti, autoironiche. Perché non è che i controcoglioni ce li abbiano per
forza solo le dottoresse che partono con MSF o le giornaliste d'assalto o le grandi imprenditrici. Per fare la moglie, e la madre di tre figli e di un golden retriever, e farlo bene, ci vogliono due attributi notevoli. È per quello che le donne della mia età guardano con ammirazione Angelina Jolie. Perché, anche se solo il tempo potrà dirlo, la sua famiglia complessa e composita non ti dà la sensazione di essere una facciata.
Non ti viene da pensare che i sei Brangelini diventeranno dei tossici o degli sbandati, che li troveranno suicidatisi a tredici anni e mezzo o più grandi a picchiare prostitute e bruciare barboni. Perché per quanto si possa ovviamente liquidare il tutto con "see vabbeh bravi tutti a fare sei figli con un pacco di soldi, dieci tate, la cuoca e il pediatra privato", il Brad te lo vedi che massaggia pancini doloranti, l'Angelina te la vedi in piedi alle due di notte con il termometro e l'aerosol. Io me la vedo persino a caricare lavatrici, anche se di sicuro non tocca a lei. Insomma mi dà l'idea di una madre che ha gli stessi problemi che abbiamo noi, compreso quello di non arrivare dappertutto, di sentirsi male nella sua pelle, anche se certo, lei poi nell'armadio ha dei Valentino veri, nello specchio ha Angelina Jolie e domani mattina la PAGHERANNO per baciare Johnny Depp.

Comunque.
La qui presente Castagna oggi è disangelinojolizzata del tutto. Ha la febbre, la tosse, il bagno allagato da una perdita della vicina nuova di sopra, il gatto cucito dopo un'operazione, la casa che puzza di malato e non si è filata minimamente di sapere se la figlia oggi avesse dei compiti in classe.
Ma non era di questo che si voleva qui discutere, né peraltro dei Brangelini, ma piuttosto del golden retriever e dei matrimoni ideali.

Castagna sta lottando con le ultime forze che ha per tenersi l'Uomo, il che riesce incomprensibile ai più. Castagna sarà anche stata troia, come alcuni simpatici anonimi si sono fatti dovere di ricordarle, ma reggeva da anni una situazione matrimoniale veramente faticosa e adesso, finalmente, perché non è abituata a tenergli nascoste le cose, ha potuto discutere con l'Uomo del perché e del percome un bellissimo alieno sia passato a devastare le loro vite; e l'Uomo finalmente, perché non se ne poteva più di reggere i suoi sbalzi d'umore apocalittici, sta cercando di trovare la via in mezzo a qualcosa che sembra davvero la selva oscura, tant'è amara che poco è più morte.
Castagna non crede nei golden retriever e sul matrimonio grosse illusioni non se ne era fatte, forse perché sposava un bello e tormentato dalle molte inquietudini, forse perché lei per prima era un concentrato di irrequietezze.
Ma non c'è niente da fare. Solo l'Uomo poteva sposare e solo l'Uomo vuole al suo fianco, per esempio quando è malata, quando ha paura, quando pensa di non farcela come madre, come moglie e come persona, quando insomma la disangelinojolizzazione è al suo massimo.

giovedì 22 gennaio 2015

Anche se parlo poco di scuola

Questo è veramente un anno interessante, scolasticamente.

Con una seconda che sembra il circo dei freaks e una terza viscerale, ormonale, tempestosa e bellissima.  

É che rispetto al passato ho così POCO tempo per scrivere.

Alcuni rapidi istanti di bellezza però è impossibile negarveli. Come quando il ragazzino arrivato due mesi fa da Bahia vede la neve per la prima volta, a metà di una mattina di lezione. Tutti a coccolarselo e lasciarlo uscire in cortile e sorridergli felici. Il vicepreside, all'uscita,  si incarica personalmente di ficcargli la prima manata di neve giù per il colletto. Castagna pensa per la milionesima volta che lei il suo vicepreside lo ama. Il ragazzino è talmente eccitato e sconvolto che non si rende conto che è mercoledì, non giovedì, e lascia partire tutti i pullmini. Poi si impanica rendendosi conto che non ha la mensa e le lezioni pomeridiane, e che nessuno può venirlo a prendere. Dimentica il poco italiano che sa e balbetta in portoghese, per l'agitazione. Castagna deve scendere a Genova sotto la nevicata e sta andando via, il vice chiama la madre del piccolo mulatto e si incarica di portarlo a casa. Castagna parte sotto i fiocchi morbidi e gelidi, pensando al viaggio in macchina tra le colline candide che farà questo ragazzo, e sapendo perfettamente come se la godrà il vice, che sarà testimone dei suoi commenti e dei suoi occhi sgranati.

martedì 13 gennaio 2015

Eccerto.

Interrogata su Jenner e Pasteur, Sandra Bullock non sa dire se ha mai fatto una vaccinazione. Le chiedo della prevenzione del papilloma e tutte le ragazzine ricordano di essere state vaccinate.
Sgamo, piccato: "Perché loro, e noi no?"
"Perché il vaccino previene un virus che predispone al tumore delle zone genitali femminili, Sgamo, voi non ne avete bisogno"
"Ahhh quindi una cosa come l'AIDS?"
"Guarda che c'è differenza tra tumori e malattie sessualmente trasmissibili... Non avete fatto adesso il compito di scienze su questi argomenti???"
Scatto, come sempre gridando: "Ma dai, Sgamo, l'AIDS si trasmette di padre in figlio, dai!"

domenica 11 gennaio 2015

La vista sul parco

Nel corso di una corsa la settimana scorsa Castagna, oltremodissimo stressata e agitata e triste e nervosa, passava lungo un parco cittadino ma non da sotto, da sopra, avendo così modo di vedere uno spettacolo di tramonto tutto rosa dietro i rami spogli degli alberi, con le ombre cinesi nettissime dei monti lontani, e pensava, cazzo ma io undici anni fa vivevo qui, ce l'avevo dalla finestra, tutto ciò.

E ricordava se stessa, nell'atto di fare un colloquio con la tipa che metteva a disposizione una stanza mansardata ed un bagnetto. In un glorioso ultimo piano per tenersi il quale Castagna ha pensato più volte se valesse la pena uccidere, prostituirsi o magari anche sposare il fratello della tipa, tra l'altro apprezzabile. La quale tipa era però così disfunzionale che averla come cognata anche no.  

Sentiva la propria voce dire: "Vengo da una brutta delusione amorosa, ho un momento di crisi, vorrei stare tranquilla e, come sempre quando sono in crisi, ho dei problemi sul cibo, diciamo che io cucinerei per me e mangerei quando me la sento, va bene?"

La tipa, reduce dall'essere stata mollata, in modo quanto mai contorto ed ambiguo, dal tipo per cui aveva mollato il marito, ovviamente aveva annuito vigorosamente e detto che anche lei crisi e anche lei problemi a mangiare e dormire e grande desiderio di essere lasciata in pace.

Simpatia reciproca, sguardi un po' timidi, e decisione istantanea. Va bene, eccoti le chiavi.

Castagna va a vivere così, di colpo, per tre quattro giorni a settimana in una città dove non ha nessuno, e sarà il vero inizio della vita adulta, più ancora dell'andare a stare da sola, dell'andare a convivere o dell'iniziare a lavorare.
Gli altri due o tre giorni li passa a Genova a cercare di capire se può o non può andare avanti con l'Uomo. Pare che possa, e quell'anno si decide, tra l'altro, di sposarsi.

Undici anni dopo Castagna passa, corricchiando con abbondanti crampi lungo il parco, sotto quella casa. E si chiede cosa direbbe ora a una potenziale coinquilina, se dovesse cercarsi casa in una nuova città.

Teme che, nonostante gli evidenti cambiamenti e molti progressi innegabili da tanti punti di vista, le parole, ahimè, sarebbero all'incirca le stesse. Cosa che la fa sentire veramente tanto giù.

lunedì 5 gennaio 2015

It's the eye of the tiger, it's the thrill of the fight

Io combatto. È nella mia natura. A volte contro i mulini a vento, a volte credendomi un gran figa quando in realtà sono una poveretta qualunque, a volte combatto, sbagliando, le battaglie di altri. Sempre più spesso combatto da sola. Di recente, ho imparato a dosare le forze e a non credermi chissà chi. E a perdere senza protestare. E ad arrendermi. E a fare pace. Tutte cose da sapere, se nella vita sei nel numero di quelli che lottano.


Se smetto di combattere, diventa come in questi giorni. Sto zitta perché parlare non è solo doloroso, è anche inutile. Sto ferma perché se mi muovo giro a vuoto. Odio il momento in cui mi sveglio e ho paura di quello in cui mi addormento. Mi stanno sul cazzo tutti, mi mancano tutti, sono brusca con tutti, piagnucolo, perdo il filo.


Ne avevamo viste parecchie quest'anno, ma non era ancora arrivato il colpo di coda. Eccolo.


No, un momento.


Non posso e non voglio permettermelo. Io NON cadrò in alcun tipo di depressione.


E si badi che lo dico a ragion veduta. So di cosa parlo.
Nella mia vita ci sono stati alcuni momenti di rivelazione.
Uno è stato scoprire lo yoga. Mai più stata la stessa dopo quel pomeriggio.
Uno è stato capire che volevo insegnare. Eccomi qui, 17 anni dopo, che insegno. Mai pentita.


La fine della depressione che mi ha preso a calci la vita per quasi due anni è stata un altro momento clou. MAI PIÙ, ho pensato. Mai più.
Non voglio ricascarci mai più.


Non esiste un motivo sufficiente per farsi del male fino a quel punto. Mentre ci sei dentro, non lo sai, ma dopo averlo visto passare e aver conosciuto cos'è, non puoi accettarlo più.


Perciò combatterò per questo.


Elenco delle strategie che penso di utilizzare (metti che serva a qualcun altro che passa di qui, anche se queste sono le mie strategie, vanno bene a me e non sono una ricetta universale... ma magari possono servire come una lista di spunti)
  • correre, anche al freddo, anche al buio, anche coi crampi, correre anche poco, correre anche alternando con il camminare, anche solo mezz'ora, ma correre
  • yoga di ogni tipo possibile
  • make up compulsivo soprattutto degli occhi, e non waterproof, così devo pensarci due volte prima di piangere
  • meditazione
  • cura di ogni singola buona abitudine
  • autoironia massiccia (questa è difficile, ma esistono figure preposte nella mia vita e un paio di loro stanno leggendo...)
  • piccoli vizi (il profumo, un misurato rinnovo guardaroba, il cofanetto di una serie tv... non ci vuole molto)
  • EMDR
  • terapia di coppia
  • smalto a profusione e prodotti seri per le doppie punte (un nuovo boccettino di smalto non fa la felicità. Ma combatte l'infelicità. Quanto alle doppie punte... ho avuto i capelli lunghi per quasi tutta la vita e ci avevo rinunciato, a trovare un prodotto che me ne liberasse. Poi un commesso della Lush mi ha mostrato la Via e il risultato si avvicina di molto alla felicità, in effetti)
  • qualche breve viaggio mirato verso luoghi di bene e con persone di bene
  • togliermi dai social network


Strategie che non penso di utilizzare (ma, come ho detto, il mondo è vario)
  • disintossicazione da fumo, caffè e cioccolata
  • bere per dimenticare
  • il latinoamericano
  • il corso di ceramica
  • il trombamico
  • iniziare una collezione
  • imparare un'arte marziale
  • mollare tutto e trasferirmi in India
  • prendere un altro gatto
  • la chirurgia estetica
  • cambiare colore di capelli


È iniziato il 2015, che diamine.E io devo combattere.





giovedì 1 gennaio 2015

Sai qual è...

...la differenza tra me e un gatto?

Abbiamo entrambi sette vite.
Ma io le sto vivendo tutte contemporaneamente.

Questa frase risulta la vincitrice assoluta del campionato frasi cosmiche 2014. E rappresenta anche un ottimo riassunto dell'anno 2014 stesso.

Non me la sento di fare gli auguri.
Guarda cos'è successo dopo aver detto "buon 2013" e "buon 2014".

Facciamo che sto zitta, che è meglio.

martedì 30 dicembre 2014

L'inevitabile post di fine anno

Non ci si salva... persino io sono coinvolta nell'orrido cliché.

È inevitabile spararsi il bilancio di fine anno.

Del resto questo 2014 è stato un anno senza precedenti, né avrà mai succedanei. Direi che merita di spenderci qualche parola.

Bene,sarò breve.

Sto come Dresda dopo i bombardamenti. Ma anche così, devo dirlo, quest'anno sono molte di più le cose che ho costruito che quelle che ho distrutto.

Ho sofferto tanto. Ho rischiato tutto. Ho vissuto a mille ogni singolo giorno. Ho amato senza limiti.

Sono andata a chiudere l'anno (stasera, perché il Capodanno, lo sapete, io lo odio) sulle mura di Paesino di Sogno. Il castello, il presepe, l'albero e la chiesa illuminati. Il cielo nero e gelido pieno di stelle bianchissime. Un gran silenzio.

Un grande, grande, generoso silenzio.

venerdì 26 dicembre 2014

Morning has broken

L'Uomo e la Princi dormono. Castagna veglia, complice il sugo rigorosamente non sgrassato del favoloso manzo in umido alla romana del consorte. Che un po', alle quattro e mezza di mattina, torna alla ribalta. Troppo impegnativo per il mio pancino quasi vegetariano. Oggi brodino, neh.

Non lo so se è andata bene.
A tratti, siamo stati un po' tristi, un po' in ansia e un po' scazzati. In altri momenti siamo stati sereni e allegri.
Però siamo stati insieme tutto il giorno. Il che è bello da matti.

Oggi l'Uomo compie gli anni, la Princi vuole cominciare i compiti delle vacanze e Castagna, visto che era in piedi alle cinque, si è sparata una ventina di livelli di un nuovo gioco di gestione tempi.

Fuori c'è tutto gelato. Domani danno neve. Qui siamo al sicuro, per un breve istante. Vorrei fermare il tempo, ma non si può.