Madre di Castagna.
Madre di Castagna negli ultimi mesi ha cambiato casa, e dopodomani vende la sua metà di Cime Tempestose. Si è trasferita nella casa che fu della Vecchia Sibilla, sua madre, una volta rimasta vedova del Nonno Mego.
(Un giorno la Sibilla si svegliò e in letto a fianco a lei c'era il Nonno Mego. Cosa impossibile, dato che il nonno era un medico e un uomo sempre attivo, e quando non era a visitare gente era in giro: a fare la spesa, a caccia, a giocare a bocce, per pranzi dai figli o in osterie di campagna, a bere con gli alpini. La Sibilla, bella come un'attrice - per la precisione, dopo una certa età identica a Jessica Lange - scodellati tre figli faceva la moglie do scio mego, supervisionava con aria annoiata la cucina e la famiglia, fumava e leggeva, non aveva bisogno di alzarsi presto, per quello c'era la cognata, la Prozia Maestra. Beh quella mattina il nonno era a letto, infatti era morto. Vent'anni dopo il figlio maggiore si sdraierà sul letto dopocena, a vedere C'era una volta il West. E non si alzerà più. Mia madre ha un filino paura degli attacchi di cuore, e chi la biasima.)
La casa della Vecchia Sibilla io l'ho sempre vista buia, e finchè lei si faceva due pacchetti al giorno era anche puzzolente di fumo, poi con mobili pesanti, con persiane sempre a mezz'asta, con la tv sempre accesa. Mia madre l'ha trasformata in un elegante e accogliente appartamento dai muri colorati, arredandola con l'impeccabile gusto che la contraddistingue e rendendola gloriosa con una sapiente distribuzione di quadri (tra cui, va detto, la Daisy Fay dipinta dallo Psicozio risalta come una vera chicca).
Quando è lì, mia madre sembra persino felice. In realtà ha passato le festività natalizie in uno stato spaventoso, e anch'io a dire il vero. L'assenza di papà, sia pure di un papà immobile in letto, si è sentita fortissima.
Comunque adesso ha recuperato un po' delle sue belle iniziative, fa di nuovo volontariato, va di nuovo a ginnastica, cura il suo anzianissimo gatto che sta dando segni di cedimento, e per il resto corre tra impegni vari, sfuggendo di misura agli squali e digrignando i denti, esattamente come me.
Non ci vediamo spesso e credo che vada bene così.
In realtà, a me interesserebbe soprattutto vedere come si rapportano lei e la Princi. Nel poco tempo che hanno trascorso insieme finora si sono studiate come due gatte diffidenti, ma reciprocamente attratte. Sono due caratteri fortissimi e ciascuna riconosce nell'altra un qualcosa. Ma soprattutto io quando le guardo interagire vedo una somiglianza impressionante, nel modo di fare, in certi gusti, nelle intuizioni, di cui anche la Princi sembra essere consapevole, mentre mia madre no, o forse lo sa ma non se lo dice. Attendo sviluppi.
mercoledì 18 febbraio 2015
sabato 14 febbraio 2015
Chi per lungo silenzio parea fioco - parte prima
Di Castagna sapete abbastanza, come aggiornamento vi do solo che ella combatte ancora e che ha appena preso un'altra batosta, di quelle proprio fetenti, perché arrivata a cielo quasi sereno da un'amica. Magari ne parleremo, ma spero in sviluppi positivi e per adesso non ve la sto a mettere in piazza qui, ché questa per me è amica in carne e ossa da quando eravamo ragazzine con lo zaino Invicta, ma pure voi la blogconoscete da un pezzo.
Non c'è molto altro da dire di me, se non tanta tanta fatica e qua e là piccoli sprazzi di bene, come la Princi che esce dalla piscina esaltata: Mi hai vista, che nuotavo dove non si tocca? Sì amore, ma anche dove tocchi ormai i piedi non li metti più giù. Davvero? Davvero, in compenso l'istruttore ti ha sgridato per la postura a dorso. Sì, non so perché mi va giù il culo!!! Te lo dico io: perché abbassi il mento per guardare l'istruttore. Davvero? Davvero.
Anche io guardo l'istruttore, ma l'altro, quello di agonistica, che è alto moro c'ha poco più di vent'anni e il vizio di stiracchiarsi con grande dispendio di dorsali e pettorali, santa Madonna. A riprova che non sono ancora morta.
Poi Atreiu, che viene a trovarmi all'ultima ora. E mi dice che dalle superiori chiedono di non stare a fare precorsi di Latino, ma di potenziare l'analisi logica. E mi guarda da parecchi centimetri più in su con affetto, e fa: Che poi io penso sempre che mi vergogno tantissimo di come mi comportavo coi miei professori alle medie. Non mi sembra nemmeno possibile se ci penso adesso.
E i miei occhi senza che me ne renda conto si spostano oltre lui, oltre la vetrata del corridoio, nel giardino dove abbiamo piantato la magnolia per la Compagna Collega.
E cose così. La sopravvivenza quotidiana.
Ma questo non era un post per parlare di me.
Era un aggiornamento su tutto il resto, che qua i mesi passano.
Sanguedelmiosangue.
S'è messo con un Irlandese. Bello, gentile, fedele. Poi però quando stava per chiedergli di andare a vivere insieme s'è incasinato. E l'Irlandese, che a questo punto stava qua per lui, è ripartito.
Le nostre serate a base di pizza e Nescafé sono ormai l'immagine fedele del detto "rido per non piangere".
Peraltro il ragazzo studia, si dà da fare per cercare lavoro, insomma la sua vita non si è fermata.
Mi ha fatto un cd da ascoltare in macchina. Un cd che gli avevo chiesto l'estate scorsa con l'esplicita precisazione: me lo darai quando vedrai che mi è passata.
Lui ha aspettato. Ha aspettato da agosto a gennaio. E dentro il cd ci ha messo questa:
Non c'è molto altro da dire di me, se non tanta tanta fatica e qua e là piccoli sprazzi di bene, come la Princi che esce dalla piscina esaltata: Mi hai vista, che nuotavo dove non si tocca? Sì amore, ma anche dove tocchi ormai i piedi non li metti più giù. Davvero? Davvero, in compenso l'istruttore ti ha sgridato per la postura a dorso. Sì, non so perché mi va giù il culo!!! Te lo dico io: perché abbassi il mento per guardare l'istruttore. Davvero? Davvero.
Anche io guardo l'istruttore, ma l'altro, quello di agonistica, che è alto moro c'ha poco più di vent'anni e il vizio di stiracchiarsi con grande dispendio di dorsali e pettorali, santa Madonna. A riprova che non sono ancora morta.
Poi Atreiu, che viene a trovarmi all'ultima ora. E mi dice che dalle superiori chiedono di non stare a fare precorsi di Latino, ma di potenziare l'analisi logica. E mi guarda da parecchi centimetri più in su con affetto, e fa: Che poi io penso sempre che mi vergogno tantissimo di come mi comportavo coi miei professori alle medie. Non mi sembra nemmeno possibile se ci penso adesso.
E i miei occhi senza che me ne renda conto si spostano oltre lui, oltre la vetrata del corridoio, nel giardino dove abbiamo piantato la magnolia per la Compagna Collega.
E cose così. La sopravvivenza quotidiana.
Ma questo non era un post per parlare di me.
Era un aggiornamento su tutto il resto, che qua i mesi passano.
Sanguedelmiosangue.
S'è messo con un Irlandese. Bello, gentile, fedele. Poi però quando stava per chiedergli di andare a vivere insieme s'è incasinato. E l'Irlandese, che a questo punto stava qua per lui, è ripartito.
Le nostre serate a base di pizza e Nescafé sono ormai l'immagine fedele del detto "rido per non piangere".
Peraltro il ragazzo studia, si dà da fare per cercare lavoro, insomma la sua vita non si è fermata.
Mi ha fatto un cd da ascoltare in macchina. Un cd che gli avevo chiesto l'estate scorsa con l'esplicita precisazione: me lo darai quando vedrai che mi è passata.
Lui ha aspettato. Ha aspettato da agosto a gennaio. E dentro il cd ci ha messo questa:
Mio cugino mi capisce troppo bene. Meglio di chiunque altro.
venerdì 6 febbraio 2015
Quando arriva la notte
Il peggiore di tutti è stato il sogno ambientato in montagna. C'è l'Uomo. C'è l'altro. C'è anche Sanguedelmiosangue. C'è un bel sole e siamo proprio in vetta. Non so cosa ci facciamo lì insieme. Ma non è brutto.
Però, in questo sogno, io sono diabetica. E ad un certo punto ci rendiamo conto, tutti contemporaneamente, che non c'è l'insulina.
Non c'è nello zaino, e le città sono lontane. Non ci arriveremo in tempo.
Cugino, marito e amante vanno in agitazione. Si guardano, e mi guardano, consapevoli che è troppo tardi per fare qualcosa.
E io penso: "Beh, ma va bene così, dopotutto, che io levi il disturbo, no?"
Quando ho fatto questo sogno, era l'estate scorsa. Era il picco, in una serie di incubi orribili da cui mi svegliavo piangendo, parlando, gridando.
Ho ripreso a dormire in letto con l'Uomo, e in generale ho ripreso a dormire. Ma ho ancora paura di addormentarmi.
Però, in questo sogno, io sono diabetica. E ad un certo punto ci rendiamo conto, tutti contemporaneamente, che non c'è l'insulina.
Non c'è nello zaino, e le città sono lontane. Non ci arriveremo in tempo.
Cugino, marito e amante vanno in agitazione. Si guardano, e mi guardano, consapevoli che è troppo tardi per fare qualcosa.
E io penso: "Beh, ma va bene così, dopotutto, che io levi il disturbo, no?"
Quando ho fatto questo sogno, era l'estate scorsa. Era il picco, in una serie di incubi orribili da cui mi svegliavo piangendo, parlando, gridando.
Ho ripreso a dormire in letto con l'Uomo, e in generale ho ripreso a dormire. Ma ho ancora paura di addormentarmi.
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poveri noi
mercoledì 4 febbraio 2015
Passare l'inverno
Tornata a lavorare dopo otto giorni otto, e neanche tanto in forma per la verità.
Stando a letto al caldo ti proteggi da molte cose, ti riposi da molte altre, però conti anche le cicatrici e, merda, sono abbastanza da tenerti impegnata per un bel po' di ore, mentre gli altri sono al lavoro.
Parlavamo di sentimenti molto molto privati e individuali e di questioni di fatica bruta matrimoniale, però non è che mentre qui ci si occupava di queste urgenze il mondo intanto stesse fermo eh, anzi questo primo mese di 2015, come dire, non si è posto particolarmente bene, no. E vedi intorno gente che soffre, gente che si arrabbia, gente che si rassegna, gente che molla. Gente che si agita. Senti parlare di divorzi, di litigarsi i figli tramite azioni legali, di ricominciare tutto in un altro modo da un'altra parte, di ripartire per una verde isola lontana, di chiudere con una città e seppellire il passato.
Cambia il presidente della repubblica e, mah. Non sai cosa pensare. Di lui, di Renzie, di tanti altri. Non riesci a seguire questa politica che sembra sempre uguale e sempre meno legata ai problemi del Paese, e vorresti che almeno almeno ti dicessero PERCHE' i legali di Berlusconi dovrebbero prometterci che nel 2018 il tristo figuro sarà rieleggibile. Voglio dire, avrà anche 82 anni per allora, ammesso che ci arrivi, e anche se si fa criocosare nella sua cripta di Arcore, non è che da surgelato sarà meno morto, più giovane, più onesto o più furbo. E se gli andrà di culo sarà ancora vivo e racconterà ancora sordide barzellette pensando di essere figo, ormai siamo rassegnati. Ma dovrebbero rieleggerlo? Fosse Fidel Castro, capirei il senso, ma solo fino a un certo punto comunque, che anche Fidel e Raul ragazzini non sono eh. E poi io in ogni caso volevo l'altro. Non l'Ernesto. Il Camilo. Che non se lo fila nessuno nei libri di storia perché è morto prima ancora del Comandante, ma era ridente coraggioso barbuto e bello.
Cambiano le carte in tavola, perché il preside non ci lascia applicare il regolamento e non permette di sospendere Sgamo. Sgamo fa il grandioso. "No ma è simpatico, il preside".
Castagna lo gela: "Sì? Mi fa piacere. Ma il preside è un reggente e tra massimo due anni se ne va. Noi restiamo. E' a noi che interessa che i ragazzi qui rispettino le regole. Quindi se secondo il preside tre note sul registro di cui due dalla stessa prof non sono sufficienti, e poi non sono in rosso, bene, del resto il preside non ci conosce e noi non conosciamo lui, ma la prossima volta che ti cade una biro dal banco la nota te la metto io, rossa e lunga così, e vedi che alla fine i conti li mettiamo in pari lo stesso."
Sgamo afferra il concetto.
Abitudini che avevi preso, e che ti facevano male, scompaiono. Altre che volevi instaurare, perché ti facevano bene, vengono sabotate.
L'amico di sempre, quello che consideravi finalmente davvero un fratello, si appella alle tradizioni incestuose delle famiglie regnanti di Game of Thrones e fa un ulteriore tentativo di diventare il diversivo nella tua travagliata vita sentimentale, e per l'ennesima volta prendi atto di avere allevato in seno, con sincero affetto, una persona le cui intenzioni non sono cattive ma nemmeno limpide. E lo sposti un po' più in là e continui a volergli bene, come a un fratello, sul serio, ma smetti di dirgli come stai veramente, e ti senti un po' più sola.
Avevi programmato un bel Tibet da fare in tre o anche in quattro. La tua amica non ci verrà e tuo cugino nemmeno. Forse tua figlia, ma spiegarle come siete messi tu e l'Uomo ha fatto boomerang: non l'avevi mica pensato, che il tre è un numero maledetto e che di tre, uno si schiera sempre con uno degli altri due, e che non è mica detto che vada come fa comodo a te. Eppure la triangolazione padre madre figlia la conoscevi molto bene. Ma chissà. Credevi che fosse chiaro come l'acqua pura di un ruscello di montagna che ce la stavi mettendo tutta. Poi, dal di fuori, quel che sembra così chiaro dentro non si vede, ed è la storia della tua vita, che parli una lingua che capisci solo tu, per quello stavi per scappare via con qualcuno che, contrariamente a qualsiasi previsione, sembrava sapesse il tuo alfabeto più vero prima che tu potessi anche solo pensare una frase.
Il lavoro è sempre tanto e aiuta, e aiuta cambiare i mobili del salotto, e aiuta anche stare zitti perché si ha la tosse. E aiuta anche tossire fuori tutto lo sporco. L'inverno ha da passare, comunque, e poi. E poi?
Stando a letto al caldo ti proteggi da molte cose, ti riposi da molte altre, però conti anche le cicatrici e, merda, sono abbastanza da tenerti impegnata per un bel po' di ore, mentre gli altri sono al lavoro.
Parlavamo di sentimenti molto molto privati e individuali e di questioni di fatica bruta matrimoniale, però non è che mentre qui ci si occupava di queste urgenze il mondo intanto stesse fermo eh, anzi questo primo mese di 2015, come dire, non si è posto particolarmente bene, no. E vedi intorno gente che soffre, gente che si arrabbia, gente che si rassegna, gente che molla. Gente che si agita. Senti parlare di divorzi, di litigarsi i figli tramite azioni legali, di ricominciare tutto in un altro modo da un'altra parte, di ripartire per una verde isola lontana, di chiudere con una città e seppellire il passato.
Cambia il presidente della repubblica e, mah. Non sai cosa pensare. Di lui, di Renzie, di tanti altri. Non riesci a seguire questa politica che sembra sempre uguale e sempre meno legata ai problemi del Paese, e vorresti che almeno almeno ti dicessero PERCHE' i legali di Berlusconi dovrebbero prometterci che nel 2018 il tristo figuro sarà rieleggibile. Voglio dire, avrà anche 82 anni per allora, ammesso che ci arrivi, e anche se si fa criocosare nella sua cripta di Arcore, non è che da surgelato sarà meno morto, più giovane, più onesto o più furbo. E se gli andrà di culo sarà ancora vivo e racconterà ancora sordide barzellette pensando di essere figo, ormai siamo rassegnati. Ma dovrebbero rieleggerlo? Fosse Fidel Castro, capirei il senso, ma solo fino a un certo punto comunque, che anche Fidel e Raul ragazzini non sono eh. E poi io in ogni caso volevo l'altro. Non l'Ernesto. Il Camilo. Che non se lo fila nessuno nei libri di storia perché è morto prima ancora del Comandante, ma era ridente coraggioso barbuto e bello.
Cambiano le carte in tavola, perché il preside non ci lascia applicare il regolamento e non permette di sospendere Sgamo. Sgamo fa il grandioso. "No ma è simpatico, il preside".
Castagna lo gela: "Sì? Mi fa piacere. Ma il preside è un reggente e tra massimo due anni se ne va. Noi restiamo. E' a noi che interessa che i ragazzi qui rispettino le regole. Quindi se secondo il preside tre note sul registro di cui due dalla stessa prof non sono sufficienti, e poi non sono in rosso, bene, del resto il preside non ci conosce e noi non conosciamo lui, ma la prossima volta che ti cade una biro dal banco la nota te la metto io, rossa e lunga così, e vedi che alla fine i conti li mettiamo in pari lo stesso."
Sgamo afferra il concetto.
Abitudini che avevi preso, e che ti facevano male, scompaiono. Altre che volevi instaurare, perché ti facevano bene, vengono sabotate.
L'amico di sempre, quello che consideravi finalmente davvero un fratello, si appella alle tradizioni incestuose delle famiglie regnanti di Game of Thrones e fa un ulteriore tentativo di diventare il diversivo nella tua travagliata vita sentimentale, e per l'ennesima volta prendi atto di avere allevato in seno, con sincero affetto, una persona le cui intenzioni non sono cattive ma nemmeno limpide. E lo sposti un po' più in là e continui a volergli bene, come a un fratello, sul serio, ma smetti di dirgli come stai veramente, e ti senti un po' più sola.
Avevi programmato un bel Tibet da fare in tre o anche in quattro. La tua amica non ci verrà e tuo cugino nemmeno. Forse tua figlia, ma spiegarle come siete messi tu e l'Uomo ha fatto boomerang: non l'avevi mica pensato, che il tre è un numero maledetto e che di tre, uno si schiera sempre con uno degli altri due, e che non è mica detto che vada come fa comodo a te. Eppure la triangolazione padre madre figlia la conoscevi molto bene. Ma chissà. Credevi che fosse chiaro come l'acqua pura di un ruscello di montagna che ce la stavi mettendo tutta. Poi, dal di fuori, quel che sembra così chiaro dentro non si vede, ed è la storia della tua vita, che parli una lingua che capisci solo tu, per quello stavi per scappare via con qualcuno che, contrariamente a qualsiasi previsione, sembrava sapesse il tuo alfabeto più vero prima che tu potessi anche solo pensare una frase.
Il lavoro è sempre tanto e aiuta, e aiuta cambiare i mobili del salotto, e aiuta anche stare zitti perché si ha la tosse. E aiuta anche tossire fuori tutto lo sporco. L'inverno ha da passare, comunque, e poi. E poi?
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aaaaaah beh,
fine pena mai,
mi fa male tutto
mercoledì 28 gennaio 2015
It's lonely out in space on such a timeless flight
E poi pian piano la tua persona si raccoglie in sé e impara a sopravvivere e a gestire le cose, un problema dopo l'altro, un dolore dopo l'altro, a far crescere foglie anche sui vulcani.
A non ridiscutere cose passate, perché la vita è troppo breve e la paura, qua fuori nel vuoto cosmico, è tanta.
Siamo in pochi a farci coraggio a vicenda e a indicarci, a gesti, il punto in cui il sole inizia piano a illuminare la curva di pianeti lontani cui speriamo ancora di arrivare.
Serve ricordarsi chi siamo, sapere che una volta camminavamo coi piedi per terra, attratti da una chiara forza gravitazionale, e rifiutarsi di dimenticare le cose che facevano di noi esseri umani: che odore hanno le lenzuola dopo averci fatto sopra l'amore, cos'è una carezza, che consistenza ha una fetta di pane spalmata di miele.
In questo viaggio siamo legati, siamo tenuti a non perderci, siamo le sole risorse rimaste, dobbiamo assistenza anche ai compagni che la vita ci ha scelto senza domandarci il permesso, che ci si sono affiancati nella traversata del deserto, prima che potessimo chiederci se erano davvero perfetti per noi, e da quel momento la loro strada è la nostra e non è uno scherzo, perdersi nello spazio, è una questione di vita e di morte.
E magari si parlasse di vita o di morte di corpi. I corpi sopravvivono. E anche i ricordi. Io per esempio mi ricordo i papaveri. Vorrei essermeli dimenticati. Invece me li ricordo.
lunedì 26 gennaio 2015
I golden retriever e Angelina Jolie
Io quelle che "a ventisei anni mi sposerò e poi avrò tre bellissimi bambini, una casa col giardino e un golden retriever" non le ho mai molto capite.
Ne conosco, peraltro. Conosco gente che diceva così, ma conosco anche gente che é davvero diventata così.
E non sono desperate housewives, sono donne intelligenti, forti, autoironiche. Perché non è che i controcoglioni ce li abbiano per
forza solo le dottoresse che partono con MSF o le giornaliste d'assalto o le grandi imprenditrici. Per fare la moglie, e la madre di tre figli e di un golden retriever, e farlo bene, ci vogliono due attributi notevoli. È per quello che le donne della mia età guardano con ammirazione Angelina Jolie. Perché, anche se solo il tempo potrà dirlo, la sua famiglia complessa e composita non ti dà la sensazione di essere una facciata.
Non ti viene da pensare che i sei Brangelini diventeranno dei tossici o degli sbandati, che li troveranno suicidatisi a tredici anni e mezzo o più grandi a picchiare prostitute e bruciare barboni. Perché per quanto si possa ovviamente liquidare il tutto con "see vabbeh bravi tutti a fare sei figli con un pacco di soldi, dieci tate, la cuoca e il pediatra privato", il Brad te lo vedi che massaggia pancini doloranti, l'Angelina te la vedi in piedi alle due di notte con il termometro e l'aerosol. Io me la vedo persino a caricare lavatrici, anche se di sicuro non tocca a lei. Insomma mi dà l'idea di una madre che ha gli stessi problemi che abbiamo noi, compreso quello di non arrivare dappertutto, di sentirsi male nella sua pelle, anche se certo, lei poi nell'armadio ha dei Valentino veri, nello specchio ha Angelina Jolie e domani mattina la PAGHERANNO per baciare Johnny Depp.
Comunque.
La qui presente Castagna oggi è disangelinojolizzata del tutto. Ha la febbre, la tosse, il bagno allagato da una perdita della vicina nuova di sopra, il gatto cucito dopo un'operazione, la casa che puzza di malato e non si è filata minimamente di sapere se la figlia oggi avesse dei compiti in classe.
Ma non era di questo che si voleva qui discutere, né peraltro dei Brangelini, ma piuttosto del golden retriever e dei matrimoni ideali.
Castagna sta lottando con le ultime forze che ha per tenersi l'Uomo, il che riesce incomprensibile ai più. Castagna sarà anche stata troia, come alcuni simpatici anonimi si sono fatti dovere di ricordarle, ma reggeva da anni una situazione matrimoniale veramente faticosa e adesso, finalmente, perché non è abituata a tenergli nascoste le cose, ha potuto discutere con l'Uomo del perché e del percome un bellissimo alieno sia passato a devastare le loro vite; e l'Uomo finalmente, perché non se ne poteva più di reggere i suoi sbalzi d'umore apocalittici, sta cercando di trovare la via in mezzo a qualcosa che sembra davvero la selva oscura, tant'è amara che poco è più morte.
Castagna non crede nei golden retriever e sul matrimonio grosse illusioni non se ne era fatte, forse perché sposava un bello e tormentato dalle molte inquietudini, forse perché lei per prima era un concentrato di irrequietezze.
Ma non c'è niente da fare. Solo l'Uomo poteva sposare e solo l'Uomo vuole al suo fianco, per esempio quando è malata, quando ha paura, quando pensa di non farcela come madre, come moglie e come persona, quando insomma la disangelinojolizzazione è al suo massimo.
Ne conosco, peraltro. Conosco gente che diceva così, ma conosco anche gente che é davvero diventata così.
E non sono desperate housewives, sono donne intelligenti, forti, autoironiche. Perché non è che i controcoglioni ce li abbiano per
forza solo le dottoresse che partono con MSF o le giornaliste d'assalto o le grandi imprenditrici. Per fare la moglie, e la madre di tre figli e di un golden retriever, e farlo bene, ci vogliono due attributi notevoli. È per quello che le donne della mia età guardano con ammirazione Angelina Jolie. Perché, anche se solo il tempo potrà dirlo, la sua famiglia complessa e composita non ti dà la sensazione di essere una facciata.
Non ti viene da pensare che i sei Brangelini diventeranno dei tossici o degli sbandati, che li troveranno suicidatisi a tredici anni e mezzo o più grandi a picchiare prostitute e bruciare barboni. Perché per quanto si possa ovviamente liquidare il tutto con "see vabbeh bravi tutti a fare sei figli con un pacco di soldi, dieci tate, la cuoca e il pediatra privato", il Brad te lo vedi che massaggia pancini doloranti, l'Angelina te la vedi in piedi alle due di notte con il termometro e l'aerosol. Io me la vedo persino a caricare lavatrici, anche se di sicuro non tocca a lei. Insomma mi dà l'idea di una madre che ha gli stessi problemi che abbiamo noi, compreso quello di non arrivare dappertutto, di sentirsi male nella sua pelle, anche se certo, lei poi nell'armadio ha dei Valentino veri, nello specchio ha Angelina Jolie e domani mattina la PAGHERANNO per baciare Johnny Depp.
Comunque.
La qui presente Castagna oggi è disangelinojolizzata del tutto. Ha la febbre, la tosse, il bagno allagato da una perdita della vicina nuova di sopra, il gatto cucito dopo un'operazione, la casa che puzza di malato e non si è filata minimamente di sapere se la figlia oggi avesse dei compiti in classe.
Ma non era di questo che si voleva qui discutere, né peraltro dei Brangelini, ma piuttosto del golden retriever e dei matrimoni ideali.
Castagna sta lottando con le ultime forze che ha per tenersi l'Uomo, il che riesce incomprensibile ai più. Castagna sarà anche stata troia, come alcuni simpatici anonimi si sono fatti dovere di ricordarle, ma reggeva da anni una situazione matrimoniale veramente faticosa e adesso, finalmente, perché non è abituata a tenergli nascoste le cose, ha potuto discutere con l'Uomo del perché e del percome un bellissimo alieno sia passato a devastare le loro vite; e l'Uomo finalmente, perché non se ne poteva più di reggere i suoi sbalzi d'umore apocalittici, sta cercando di trovare la via in mezzo a qualcosa che sembra davvero la selva oscura, tant'è amara che poco è più morte.
Castagna non crede nei golden retriever e sul matrimonio grosse illusioni non se ne era fatte, forse perché sposava un bello e tormentato dalle molte inquietudini, forse perché lei per prima era un concentrato di irrequietezze.
Ma non c'è niente da fare. Solo l'Uomo poteva sposare e solo l'Uomo vuole al suo fianco, per esempio quando è malata, quando ha paura, quando pensa di non farcela come madre, come moglie e come persona, quando insomma la disangelinojolizzazione è al suo massimo.
giovedì 22 gennaio 2015
Anche se parlo poco di scuola
Questo è veramente un anno interessante, scolasticamente.
Con una seconda che sembra il circo dei freaks e una terza viscerale, ormonale, tempestosa e bellissima.
É che rispetto al passato ho così POCO tempo per scrivere.
Alcuni rapidi istanti di bellezza però è impossibile negarveli. Come quando il ragazzino arrivato due mesi fa da Bahia vede la neve per la prima volta, a metà di una mattina di lezione. Tutti a coccolarselo e lasciarlo uscire in cortile e sorridergli felici. Il vicepreside, all'uscita, si incarica personalmente di ficcargli la prima manata di neve giù per il colletto. Castagna pensa per la milionesima volta che lei il suo vicepreside lo ama. Il ragazzino è talmente eccitato e sconvolto che non si rende conto che è mercoledì, non giovedì, e lascia partire tutti i pullmini. Poi si impanica rendendosi conto che non ha la mensa e le lezioni pomeridiane, e che nessuno può venirlo a prendere. Dimentica il poco italiano che sa e balbetta in portoghese, per l'agitazione. Castagna deve scendere a Genova sotto la nevicata e sta andando via, il vice chiama la madre del piccolo mulatto e si incarica di portarlo a casa. Castagna parte sotto i fiocchi morbidi e gelidi, pensando al viaggio in macchina tra le colline candide che farà questo ragazzo, e sapendo perfettamente come se la godrà il vice, che sarà testimone dei suoi commenti e dei suoi occhi sgranati.
Con una seconda che sembra il circo dei freaks e una terza viscerale, ormonale, tempestosa e bellissima.
É che rispetto al passato ho così POCO tempo per scrivere.
Alcuni rapidi istanti di bellezza però è impossibile negarveli. Come quando il ragazzino arrivato due mesi fa da Bahia vede la neve per la prima volta, a metà di una mattina di lezione. Tutti a coccolarselo e lasciarlo uscire in cortile e sorridergli felici. Il vicepreside, all'uscita, si incarica personalmente di ficcargli la prima manata di neve giù per il colletto. Castagna pensa per la milionesima volta che lei il suo vicepreside lo ama. Il ragazzino è talmente eccitato e sconvolto che non si rende conto che è mercoledì, non giovedì, e lascia partire tutti i pullmini. Poi si impanica rendendosi conto che non ha la mensa e le lezioni pomeridiane, e che nessuno può venirlo a prendere. Dimentica il poco italiano che sa e balbetta in portoghese, per l'agitazione. Castagna deve scendere a Genova sotto la nevicata e sta andando via, il vice chiama la madre del piccolo mulatto e si incarica di portarlo a casa. Castagna parte sotto i fiocchi morbidi e gelidi, pensando al viaggio in macchina tra le colline candide che farà questo ragazzo, e sapendo perfettamente come se la godrà il vice, che sarà testimone dei suoi commenti e dei suoi occhi sgranati.
martedì 13 gennaio 2015
Eccerto.
Interrogata su Jenner e Pasteur, Sandra Bullock non sa dire se ha mai fatto una vaccinazione. Le chiedo della prevenzione del papilloma e tutte le ragazzine ricordano di essere state vaccinate.
Sgamo, piccato: "Perché loro, e noi no?"
"Perché il vaccino previene un virus che predispone al tumore delle zone genitali femminili, Sgamo, voi non ne avete bisogno"
"Ahhh quindi una cosa come l'AIDS?"
"Guarda che c'è differenza tra tumori e malattie sessualmente trasmissibili... Non avete fatto adesso il compito di scienze su questi argomenti???"
Scatto, come sempre gridando: "Ma dai, Sgamo, l'AIDS si trasmette di padre in figlio, dai!"
Sgamo, piccato: "Perché loro, e noi no?"
"Perché il vaccino previene un virus che predispone al tumore delle zone genitali femminili, Sgamo, voi non ne avete bisogno"
"Ahhh quindi una cosa come l'AIDS?"
"Guarda che c'è differenza tra tumori e malattie sessualmente trasmissibili... Non avete fatto adesso il compito di scienze su questi argomenti???"
Scatto, come sempre gridando: "Ma dai, Sgamo, l'AIDS si trasmette di padre in figlio, dai!"
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aaaaaah beh,
datemi un muro che lo prendo a testate
domenica 11 gennaio 2015
La vista sul parco
Nel corso di una corsa la settimana scorsa Castagna, oltremodissimo stressata e agitata e triste e nervosa, passava lungo un parco cittadino ma non da sotto, da sopra, avendo così modo di vedere uno spettacolo di tramonto tutto rosa dietro i rami spogli degli alberi, con le ombre cinesi nettissime dei monti lontani, e pensava, cazzo ma io undici anni fa vivevo qui, ce l'avevo dalla finestra, tutto ciò.
E ricordava se stessa, nell'atto di fare un colloquio con la tipa che metteva a disposizione una stanza mansardata ed un bagnetto. In un glorioso ultimo piano per tenersi il quale Castagna ha pensato più volte se valesse la pena uccidere, prostituirsi o magari anche sposare il fratello della tipa, tra l'altro apprezzabile. La quale tipa era però così disfunzionale che averla come cognata anche no.
Sentiva la propria voce dire: "Vengo da una brutta delusione amorosa, ho un momento di crisi, vorrei stare tranquilla e, come sempre quando sono in crisi, ho dei problemi sul cibo, diciamo che io cucinerei per me e mangerei quando me la sento, va bene?"
La tipa, reduce dall'essere stata mollata, in modo quanto mai contorto ed ambiguo, dal tipo per cui aveva mollato il marito, ovviamente aveva annuito vigorosamente e detto che anche lei crisi e anche lei problemi a mangiare e dormire e grande desiderio di essere lasciata in pace.
Simpatia reciproca, sguardi un po' timidi, e decisione istantanea. Va bene, eccoti le chiavi.
Castagna va a vivere così, di colpo, per tre quattro giorni a settimana in una città dove non ha nessuno, e sarà il vero inizio della vita adulta, più ancora dell'andare a stare da sola, dell'andare a convivere o dell'iniziare a lavorare.
Gli altri due o tre giorni li passa a Genova a cercare di capire se può o non può andare avanti con l'Uomo. Pare che possa, e quell'anno si decide, tra l'altro, di sposarsi.
Undici anni dopo Castagna passa, corricchiando con abbondanti crampi lungo il parco, sotto quella casa. E si chiede cosa direbbe ora a una potenziale coinquilina, se dovesse cercarsi casa in una nuova città.
Teme che, nonostante gli evidenti cambiamenti e molti progressi innegabili da tanti punti di vista, le parole, ahimè, sarebbero all'incirca le stesse. Cosa che la fa sentire veramente tanto giù.
giovedì 8 gennaio 2015
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