Qualche giorno fa sono in seconda e rispiego per la quarta volta lo schema dei comparativi e superlativi assoluti speciali. Facendo notare che gliel'ho dato da studiare e non l'hanno studiato, ho messo un compito in classe, solo su quella pagina lì, e non l'hanno studiato, dopo qualche giorno ho dato un'altra prova di grammatica mista, con altre cose, dove c'erano delle domande che prevedevano di sapere il superlativo di benevolo, quello di buono, di cattivo, di grande e di piccolo e non li sapevano.
Quindi, lo rileggiamo in classe di nuovo. Senza pubblica sculacciata nel cortile, che peraltro i piccoli fetenti si sarebbero anche meritata, a quel punto.
Arriviamo all'esempio "È un uomo di sommo ingegno" e mi chiedono cosa voglia dire ingegno. Spiego, e aggiungo: "Per esempio, un ingegnere si suppone che sia molto intelligente, molto bravo, per fare il lavoro che fa". Al che uno mi fa: "Ma quanti tipi di ingegnere esistono?" e io dico: "Eh, tanti, perché guarda c'è l'ingegnere meccanico, quello navale, lo strutturista, l’ingegnere elettronico..." e, dal fondo della classe, il ragazzino con sindrome dello spettro autistico, che è intelligentissimo, mi fa: "Prof, quindi lei è un ingegnere scolastico?" e io: "Esattamente." Prendo nota di ricompensare del complimento il piccolo paraculo, alla prima occasione disponibile.
Ieri, poiché finalmente facciamo di nuovo una vita normale dopo mille paranoie sanitarie, come nella miglior tradizione del mio mestiere vado a scuola con due linee di febbre, il cagotto e i crampi allo stomaco, per questi due motivi:
1) la Melensa e Sbirulino hanno preso permesso per tornarsene in Sicilia in anticipo sulle ferie, insieme a un altro collega napoletano, che peraltro sta perdendosi tutta la crescita del primo figlio e quindi lo capiamo, non vede l'ora di trasferirsi ma quest'anno non ci è riuscito. C'è un'ecatombe di supplenze da coprire. I muri della sala professori vibrano per i potenti brontolii dell'Orsone: "E quella mette la foto dalla nave in partenza nel porto di Genova, ma voglio dire, ma ti pare??? Fallo nel privato, di anticipare sulle ferie e lasciare gli altri nella merda, voglio vedere se ti tengono... e lei che scrive: io vi saluto da qua... stamattina volevo farmi un selfie davanti alla macchinetta del caffè con scritto: io invece ti saluto da qua!!!"
2) i tremendi alunni della terza A, coi quali ho un rapporto di amore e odio, mi hanno fatto sapere che la nuova arrivata, che chiameremo Fiorellino per i suoi modi delicati, fa gli anni. E visto che la ragazzina arriva dal Senegal, e in Piemonte, con la neve e tutto, non c'era mai stata, perché prima faceva la spola tra Africa e Toscana, e solo da 20 giorni è con noi, io e l'Arruffato, nuovo gentile collega di sostegno, raccogliamo l'input dei suoi compagni. Lui si presenta con una guantiera di dolcetti perché la sua ragazza lavora in una panetteria, io alle 07.38 ho attraversato correndo un supermarket per comprare le bibite, e le proiettiamo una candelina rosa sulla lavagna elettronica. La piccola non proferisce verbo, ma sorride intimidita quando tutti le cantano "Tanti auguri a te". Più tardi mi chiama vicino al suo banco per dirmi che la compagna Gialla, quella che abbiamo già raccolto tre volte dal pavimento nelle ultime settimane, non ha mangiato. Io sgrido con dolcezza la ragazzina albanese che fa lo sciopero della fame. Più tardi il collega, andando via, mi segnala che non la vede bene, ma io,che resto a sorvegliare l'intervallo, vedo Fiorellino e Lucia Mondella che le piazzano davanti una brioscina e non la mollano finché non l'ha mangiata tutta.
Passo la giornata in un delirio di nausea e vampate di febbre, oltre alla scuola mi toccano mille commissioni, un pranzo con la Princi e il BP, i regali di Natale e un altro giro al supermercato. Quando arrivo a casa alle sei di sera mi metto a letto e trapasso istantaneamente. Più tardi, mentre l'Uomo mangia da solo al piano di sotto, mi giro e mi rigiro cercando pace e in quella mi ricordo di una cosa che ho colto dai bambini di seconda: si parlava dell'Amore con la A maiuscola (siamo allo stilnovo) e, per spiegare cosa intendessi per "la persona giusta", ho citato la famosissima puntata di Friends in cui Ross fa a Chandler l'elenco delle virtù della sua nuova fidanzata e poi, quando arriva ai difetti, gliene trova soltanto uno: "Non è Rachel". In quel frangente ho scoperto, con immenso piacere, che molti dei miei alunni di 12 anni sanno cosa sia Friends e ne hanno guardato almeno un po' di puntate. La cosa mi allarga il cuore e benedico Mamma Netflix, non solo perché per una volta abbiamo qualcosa in comune in fatto di intrattenimento: io ho rivisto la serie durante uno dei lockdown, e ho pensato con sommo dispiacere a quanto si parlasse più liberamente di sesso, di uomini e di donne, di omosessualità, di famiglie alternative, di lavoro, etc. negli anni Novanta. Alcuni scambi di battute di Friends oggi sono introvabili, con la sottile censura che pervade tutta la televisione. E comunque, Friends e le battute anche più stupide della serie ("Oh. Mio. Dio.", cit. Janice) stanno a migliaia di anni luce dalle minchiate di TikTok, senza essere spaventosissime opere d'arte su serial killer pervertiti, come altri prodotti Netflix di cui i miei dodicenni fruiscono senza alcun controllo parentale. Mi addormento di nuovo, pensando contenta ai miei ragazzini che sanno chi è Phoebe, conoscono i traumi infantili di Chandler e i comportamenti ossessivo-compulsivi di Monica e imparano da Joey il senso della vera amicizia.


