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domenica 7 aprile 2019

Cos'è successo. Parte seconda

Data la facciata presa con Scuola Vintage, la
Castagna ha reinvestito tutte le sue energie nel lavorare a Paesino di Sogno, e precisamente nel mettere le radici ancora più profondamente a Scuolina Rosa.

L'anno prossimo, eventualmente si ripresentasse la possibilità di andare a Scuola Vintage, ci farebbe un po' la tara. Per il momento, dato che la sua posizione a scuolina Rosa era diventata notevolmente faticosa da sostenere, ha deciso di lanciarsi e, invece di adottare un profilo più basso, di raddoppiare il proprio profilo attuale.
Conseguentemente non si presenta più a scuola in jeans, maglia e cardigan ma in tacco basso, gonna, collant velati e camicetta. Questa cosa ha insospettito i piccoli: "Prof? Perché oggi è così elegante?". I piu grandi, stronzificati dagli ormoni, le hanno immediatamente attribuito una relazione col collega Guanciotti, bel ragazzo per carità, ma anche no. La trasformazione è piaciuta soprattutto al Bidello Guaglione,  ma per la Castagna il punto non è rimorchiare, ma esprimere con chiarezza che adesso ha deciso che nella vita, in determinate situazioni, vuole comandare lei e non vuole mettersi più da parte di fronte a nessuno. Se qualcuno fraintende, amen. Se qualche collega rosica, meglio.

Dopo qualche giorno di prova del nuovo look, la Castagna è andata dal vicepreside in un momento in cui non poteva fuggire e gli ha detto che avrebbe voluto chiedere trasferimento ma, per quest'anno, non lo fa perché il posto dove vuole andare non ha cattedre. "Quindi non vado ma sto." Il vicepreside ha risposto con aria esterrefatta: "Beh, bene!!!" come a dire: e menomale!  E Castagna, facendogliela cadere dall'alto,  ha ribattuto:  "Beh, grazie!!!" come a dire: eh, sì, sarà anche il caso che tu te ne accorga, che è un bene per questa scuola se resto!

Dopodiché, stranamente, il vicepreside ha ricominciato a rivolgere serenamente la parola a Castagna. La collega Troll invece le ha levato il saluto, con ennesima sublime dimostrazione di atteggiamento maturo. La Castagna ride, e si mette la gonna.

Passati quindici giorni di silenzio stampa da Scuola Vintage, ha preso il cellulare e ne ha dette quattro all'Orsone. Poi si è sentita ancora meglio.

Infine ha preso per le corna altre due o tre questioni, a scuola e fuori, e intenderebbe uscirne con un bel po' di bottino. Ci sono cerchi da chiudere. Chiudiamoli.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Leggerti è balsamico. Hai presente quando non vedi l'ora di sfuggire alle incombenze del quotidiano per ritirarti con un libro che ti prende un sacco? Ecco, mi sono riletta tutto il tuo blog con questo spirito(scrivi magnificamente e, come tutti quelli che hanno talento, sei ipercritica con te stessa) Sei un'anima affine che non incontrerò mai, ma è bello sapere che c'è. Sii felice
Kara sevda

Anonimo ha detto...

Mi fa piacere che qualcuno legga... Il blog mi tiene compagnia da dieci anni e mi aiuta a non mollare quando qualcosa va storto. In più è una testimonianza di amore per il mio mestiere ed è bello che qualcuno la raccolga. Grazie! Castagna

Pellegrina ha detto...

Anche a me piace leggerti anche se non capisce un decimo di quello che succede perché a volte sei davvero troppo criptica. A volte sembra che ti crei una parte dei tuoi tormenti da sola (e non mi riferisco alle relazioni extraconiugali di tuo marito, quelle è ovvio che facciano stare male, mi riferisco a una specie di panica inquietudine mista a autoritarismo che sembrano roderti a prescindere da ogni situazione reale).
Comunque, alla fin fine le delusioni sul lavoro quando si ha la fortuna di amarlo, sono le sole che niente possa guarire. Persino dall’amore perduto si guarisce, anche se mutati e mutilati: ma la frustrazione quotidiana che comporta l’impotenza su cio’ che riusciamo a realizzare uccide lentamente giorno dopo giorno.
Quindi ti faccio molti auguri perché la situazione cambi, con la soddisfazione di avere portato avanti la tua classe tanto amata per almeno un altro anno.

Anonimo ha detto...

Grazie mille, Pellegrina, è vero quel che dici. Molte delle situazioni reali non entrano tra queste righe, perché non è possibile che ci entrino. Altre ci entrano di striscio e vengono fraintese, come dimostra proprio il tuo commento. Quel che è successo tra me e mio marito peraltro sfugge alla comprensione anche di chi ne è stato testimone diretto per anni, figuriamoci a quella degli altri. Mancano molti capitoli anche sulla figlia che meritavano un tempo un blog a sé, ma oggi sono ormai rassegnata al fatto che la sua presenza nella nostra vita abbia deformato le coordinate spazio tempo, e preferisco non accanirmi a trovare il tempo per scrivere, tanto non riuscirei mai a stare al passo, è come pretendere di fotografare una supernova standoci dentro.
Castagna