Per un raffinato tormento elaborato dal destino, o da chi per lui, continuo a beccare alla radio canzoni degli Oasis, neanche fosse morto un Gallagher. L'altra sera c'era quella che diceva il mio Dio è sceso dal letto col piede sbagliato, e in effetti, mah, per certe cose sì, eh.
Il 2019 non si può dire che sia cominciato particolarmente bene.
Siamo in una situazione abbastanza terrificante a casa, perché la Princi ha fatto un bel po' di casini a livello personale e sentimentale. La cosa sembra rientrata parzialmente, ma ci siamo giocati quasi 10 kg di peso, un bello spavento con fuga in pronto soccorso e parecchie, ma veramente parecchie, settimane di nervoso.
Castagna e l'Uomo in qualche modo hanno tenuto botta, soprattutto l'Uomo è stato bravissimo, bisogna dire la verità; Castagna si è tirata indietro e forse in quello è stata brava, ma l'unico bravissimo in questa tempesta di merda all'inizio dell'anno è sicuramente stato papino.
Il 2019 è particolare, e si è visto subito. La mattina del primo gennaio. Non si può che prendere atto.
Stasera, di ritorno da una sanguinosa sessione di organizzazione delle spese e dei lavori da seguire a Genova, Castagna è in grado di raccontare un pochino di più, confortata senz'altro dal fatto di essere stata a cena sul sedile della propria macchina e in una situazione di assoluta tranquillità, nel buio delle strade del centro genovese. Non il centro storico, ma quello degli affari, là dove un imprenditore assolutamente geniale ha pensato bene di aprire una farinateria - focacceria che serve tutti i grandi studi di avvocati e di notai della city, e che, nelle sere in cui fa tardi a sistemare le cose a casa di sua madre, serve parecchio anche alla Castagna.
Anche questa sera la Castagna si è presentata al bancone e voleva fare in fretta, quindi ha preso fette di cose già pronte e una manata di panisse, ma, mentre pagava, davanti al suo naso è stata posato un vassoio di cuculli bollenti, e lì non è stato proprio possibile esimersi . Anche questa sera la Castagna ha cenato quindi tra il parcheggio ed il primo semaforo, con i cuculli roventi, la panissa e una bella slerfa di focaccia, come solo un Genovese se la sa godere. Ora è in partenza per le sue colline e si prende il tempo di raccontare, dettando al telefono, le ultime cose che sono successe o almeno parte di esse.
La Castagna, a partire dall'agosto 2018, aveva maturato la decisione di lasciare Paesino di Sogno e Scuolina Rosa, per trasferirsi a Scuola Vintage, in pieno centro di Asti. Decisione soffertissima ma ormai più che presa, visto anche il recente andare completamente in vacca del rapporto con il vicepreside Gigante. Il quale, per inciso, dalla scenata che Castagna gli ha fatto a dicembre, ha fatto in modo di non incontrarla quasi mai, nei corridoi di una scuola piccolissima, con soltanto 7 classi, una roba che, per riuscirci, bisogna essere l'uomo invisibile. E in realtà lui non solo non è invisibile, ma è pure alto un metro e novanta, e parecchio grosso. E sta a scuola più ore dell'orologio, come Castagna del resto.
Comunque questa roba imbarazzante è finita nel momento in cui Castagna ha scoperto, dal vicepreside di Scuola Vintage, che il posto apparentemente libero su cui trasferirsi in realtà non c'era, in quanto appartenente ad un titolare di cui non facciamo il nome, ma, se è famoso nei nostri ambienti come il Terrore dei Sette Mari, un motivo ci sarà.
Non essendo costui in grado di insegnare, e peraltro nemmeno di lavarsi, e addirittura avendo qualche problemino a vestirsi, viene regolarmente distaccato da qualche parte in assegnazione provvisoria come insegnante di sostegno. È stato anche insegnante di una classe di della Castagna stessa, e non era particolarmente problematico averlo in classe, nel momento in cui comincia via credere che ci fosse un grosso cane puzzolente accucciato vicino alla cattedra a dormire. Questo era il suo contributo alla lezione. In ogni modo la persona che occupa il posto non è importante, perché in ogni caso il posto è suo. Quello che è importante è che le informazioni sbagliate arrivavano niente po' po' di meno che dal vicepreside di scuola Vintage, che chiameremo la Faina. E questo non dà di lui una buona impressione. Pur essendo un uomo evidentemente determinato a fare le cose bene, e supportato dall'Orsone, che senz'altro si è dato da fare non solo perché Castagna potesse trasferirsi a Scuola Vintage, ma anche perché lì si trovasse una bella cattedra che a lei piaceva, con storia fin dal primo anno e sulla classe dove lui stesso avrebbe preso matematica.
E le informazioni arrivano a metà marzo, cioè quando Castagna ha già recuperato il suo account istruzione.it, che si era perso nelle nebbie del posto di ruolo, riattivato il suo profilo sulla piattaforma del MIUR e raccolto il coraggio per inserire i dati del trasferimento. Il pomeriggio stesso in cui è tutto pronto per fare quest'operazione, vicepreside Faina si accorge della situazione e avvisa Castagna. Cosa più grave, l'Orsone non spreca neanche una sillaba a commento.
La Castagna si è dunque abbastanza piccata, soprattuttoperché ormai aveva già detto ai colleghi che contava di trasferirsi, ed è andata di culo che non le fosse scappato detto assolutamente niente coi bambini.
Soltanto Memole Folletto dei Fiori, madre dello Sciupafemmine e amica di Castagna da tempo immemorabile, lo sapeva, e c'è stato tutto sommato il piacere di andare a dire: Oh guarda non me ne vado, perché il posto non c'è e sentirsi rispondere: Che bello, sono proprio contenta che tu stia ancora un po' con noi. D'altronde Memole Folletto dei Fiori aveva lasciato a bocca aperta Castagna, quando quest'ultima le aveva confidato il suo desiderio di trasferirsi, sentendosi seriamente in colpa nei confronti del suo bambino, gravemente dislessico e molto affezionato alla sua professoressa di italiano: in quell'occasione Memole l'aveva lasciata letteralmente in braghe di mutanda, dicendole una cosa tipo: Fai bene a farlo, la tua vita fino ad ora è stata una vita di sacrificio, se adesso vuoi fare una cosa che ti fa felice, falla. E Castagna è ancora qui che si domanda come facesse l'amica a saperlo, che vita faccia, non avendola mai messa a parte delle sue vicende private. Ma Memole le fa il caffè da tante, tante, tante mattine. E un'amica è la cosa più bella che una donna possa avere, ineguagliata da qualsiasi altra felicità umanamente raggiungibile.
domenica 31 marzo 2019
mercoledì 6 marzo 2019
Cose che so
In ordine sparso, non per importanza, e non ho voglia di spiegare, relativizzare o rendere politically correct con avverbi prudenti. Questo è un post da sempre e mai.
Se ha limiti, non è amore.
Non smetterò di guardarti dormire, di sentirti dormire anche mentre dormo io, e chiedermi cosa sogni.
Ti regalerò quella casa, perché non voglio che sia di qualcuno che non sa quanto io la amassi.
Loro non se lo chiedono, cosa facciamo quando li aspettiamo. Pensano solo che li aspettiamo. Per quello vanno via. E spesso hanno ragione, noi li aspettiamo. Se pensassero a noi, non si allontanerebbero. Se avessero chiaro quel che possiamo fare mentre li aspettiamo, non avrebbero il coraggio di muoversi. Sarebbe meglio per loro che smettessimo di aspettarli, perché quello che diventiamo noi donne mentre li aspettiamo è qualcosa di talmente incredibile che, un giorno, li schiaccerà.
Il cielo non ce la fa a contenere quello che provo. Il mare non è abbastanza vasto e profondo per assomigliare agli strati di me che si sono formati in questo tempo.
Ogni donna è una santa e una puttana, una sguattera e una regina. Poi ci sono donne che sono anche sacerdotesse. Inginocchiatevi e imparate a temerle.
La fedeltà non sta nel fatto di tenersi le mutande addosso.
Esiste un posto in cui splende esattamente come allora la stessa luce, suona la stessa musica, e il cuore è leggero e trasparente, e il mio sorriso è senza ombre. Voglio riportarti là. Voglio sorriderti così.
Ci sono due cose che non vale la pena perdere per nessun uomo. La salute e le amiche. Più facile a dirsi che a farsi, certo, ma bisognerebbe ricordarsene in tempo. Soprattutto delle amiche, senza quelle anche la salute serve a poco.
Sono diciotto anni tra poco. Il nostro amore è diventato maggiorenne, noi siamo sempre le stesse due teste di cazzo.
Se ha limiti, non è amore.
Non smetterò di guardarti dormire, di sentirti dormire anche mentre dormo io, e chiedermi cosa sogni.
Ti regalerò quella casa, perché non voglio che sia di qualcuno che non sa quanto io la amassi.
Loro non se lo chiedono, cosa facciamo quando li aspettiamo. Pensano solo che li aspettiamo. Per quello vanno via. E spesso hanno ragione, noi li aspettiamo. Se pensassero a noi, non si allontanerebbero. Se avessero chiaro quel che possiamo fare mentre li aspettiamo, non avrebbero il coraggio di muoversi. Sarebbe meglio per loro che smettessimo di aspettarli, perché quello che diventiamo noi donne mentre li aspettiamo è qualcosa di talmente incredibile che, un giorno, li schiaccerà.
Il cielo non ce la fa a contenere quello che provo. Il mare non è abbastanza vasto e profondo per assomigliare agli strati di me che si sono formati in questo tempo.
Ogni donna è una santa e una puttana, una sguattera e una regina. Poi ci sono donne che sono anche sacerdotesse. Inginocchiatevi e imparate a temerle.
La fedeltà non sta nel fatto di tenersi le mutande addosso.
Esiste un posto in cui splende esattamente come allora la stessa luce, suona la stessa musica, e il cuore è leggero e trasparente, e il mio sorriso è senza ombre. Voglio riportarti là. Voglio sorriderti così.
Ci sono due cose che non vale la pena perdere per nessun uomo. La salute e le amiche. Più facile a dirsi che a farsi, certo, ma bisognerebbe ricordarsene in tempo. Soprattutto delle amiche, senza quelle anche la salute serve a poco.
Sono diciotto anni tra poco. Il nostro amore è diventato maggiorenne, noi siamo sempre le stesse due teste di cazzo.
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