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lunedì 28 marzo 2016

Legatissimi

Solo 4 anni fa il significato del termine legatissimi per me era questo. Qui è descritto davvero cosa vivo con l'Uomo, sempre che sia possibile descriverlo. E io unicorni rosa e paradisi coniugali non li ho mai considerati importanti. Questo invece sì. Questa sensazione che non mi riposerò mai. Non camminerò mai senza rischiare. Eppure se lui posa nei miei quegli occhi di due verdi diversi, impossibili da guardare senza un capogiro, io ho tutto, tutto quel che volevo.

Oggi che siamo legatissimi è un concetto che tutti sminuiscono, e lo capiscono solo quei pochi rimasti a vederci insieme, che però per vederlo devono infilare la testa in una fessura e cogliere un attimo. Uno sguardo. Una frase. E dire che noi eravamo quelli che si baciavano facendo la spesa, in una corsia del supermercato, anche arrivati a dieci anni di matrimonio.

Nostra figlia ci fotografa  a sgamo mentre siamo da mia madre, e poi mi fa vedere come eravamo seduti. 

Già. Come due legatissimi.

E adesso legarlo è l'ultima cosa che gli farei. E lui lo sa. 

Ci hanno detto e ripetuto che la simbiosi non è amore, è dipendenza. Sarà anche giusto. Ma quanti tra quelli che ce l'hanno detto hanno fatto tremare le fondamenta delle montagne, hanno attraversato le foreste che abbiamo visitato noi, hanno sentito quell'odore, scambiato il sangue, salvato innumerevoli volte il compagno di trincea, scavato fino al centro della terra per trovare le risposte? Forse conoscono la simbiosi. La dipendenza. Ma quanti possono dire di aver conosciuto una cosa come la nostra, evidente dal primo giorno, insuperata fino all'ultimo, punteggiata di disastro e miracolo in ogni momento anche stupido? Quanti hanno incontrato la persona con cui anche portare giù la spazzatura è bello e significativo? 

E se adesso non esiste più la simbiosi e nemmeno la dipendenza, quello che ci succede che cos'è? 










mercoledì 23 marzo 2016

Quel posto tra il buio e la luce

[Svegliatemi. Sono qui, infermiera. Infermieraaaaaa.

Dai estubami, infermiera del mattino, respiro da sola.

Respiro. Ieri respiravo, te lo giuro.

Infermieraaaaaaa!

Ti giuro posso vivere senza queste macchine. Vedi? Ieri a un certo punto ero a yoga. Davvero. Ho fatto una posizione di equilibrio su un piede e una mano, sul serio. Fighissima. E oggi mi hanno sentito ridere. In piazza. Mi hanno sentita.

Fammi scendere da questo letto, infermiera.

Buio. Infermieraaaaa.

Non è vero che ho i muscoli atrofizzati dopo tutti questi mesi. Ho abbracciato mia figlia prima di pranzo.

Infermiera di notte? Dove sei vecchia baldracca? Vieni qui subito. Estubamiiiii, bastaaaa, devo dire una cosa ad alta voce.

Ho imparato una canzone nuova, infermiera. Amazing Grace. La canto da sola in ufficio, pregando per lui, per me, per noi.

Ho questi fotogrammi, sono certa di aver fatto cose, detto frasi, toccato persone. Non è colpa mia se non mi ricordo cosa ci fosse in mezzo. Sono solo molto assonnata. Ma non sono morta.

Non sono morta, vecchia troia dall'aria stanca, vieni qui, vieni SUBITO qui e TOGLIMI questi tubi. Devo scendere, cazzo.

Non.
Sono.
Ancora.
Morta.

No, non lo so dove sono stata ieri. Ma mi ricordo di lunedì sera. Della cantante coi capelli rossi e del pollo alla griglia. Dell'odore polveroso del cinema. Non me lo sono sognata.

Infer... dottore!!!! Dottore la PREGO. Mi guardi dottore. Vede che va meglio? Dottore la supplico. Mi faccia alzare. Devo andare dottore.

Glielo prometto dottore faccio la brava. Prendo tutte le pastiglie faccio tutte le sedute non ci provo più glielo giuro a farmi male. Voglio solo andare a casa. Devo andare a casa.

Dottore non mi dica che devo restare qui. Ho lottato tanto. Ho aspettato tanto. Perché non posso andare a casa adesso?

Dottore... sa cosa abbiamo inventato? Un nuovo gioco. Si chiama Ti amo - Cazzi tuoi. È la prima cosa di cui abbiamo riso insieme da tanto tempo. Quella, e il bradipo di Zootropolis. Lui mi fa ridere dottore. Anche ora, anche così.

Voglio andare a casa.

Dottore... infermiera... ditegli di venirmi a prendere.]

-...e la 14 come va?
-Nottata agitata. Parametri stabili. 
-Il tracciato?
-Eh, ci sono queste punte.
-Mmm. Non va bene. 
-No.
-Non pensiamo di provare a staccarla per ora, no?
-No no. Muore se la stacchi.
-Già.
-...
-... 
-Okay.
-Okay. Infermiera, ancora cocktail per la 14.
-Va bene.

[Dottore? Dottori? Infermiera? Perché andate via? Infermiera?]


R

mercoledì 16 marzo 2016

Bollettino (di guerra) dalla Valle delle Meraviglie parte seconda

La seconda C mi sta uccidendo; mi sta uccidendo con amore, ma mi sta uccidendo.

Peter Pan ha tirato un pugno in faccia a Mickey Mouse, o Topolino che dir si voglia, e 5 giorni dopo Topolino ha ancora la faccia gonfia ed è stato refertato in ospedale.

Il vero casino è che non lo hanno detto subito, com'è andata.

Castagna, coordinatrice, incazzata nera:
"Topolino, perché stamattina il vicepreside mi ha detto una cosa che io dovrei sapere da tre giorni???
E soprattutto. Perché tu a me hai detto di aver sbattuto la faccia sul banco, quando hai chiesto il ghiaccio, e invece alla collega Pianista hai detto di aver preso un pugno?"

Sulla faccia di Topolino passa la stessa identica espressione che fa la Princi, quando credeva di aver fregato uno di noi due e scopre di non esserci riuscita. L'espressione che viene al bambino che certe cose le dice alla mamma ma non al papà, perché la mamma capisce il papà punisce, o simili.

Castagna, sempre coordinatrice, sempre incazzata nera: "...allora, Topolino?"
Topolino piange.

Quanto a Peter Pan sono due giorni che non viene a scuola e non sappiamo se la famiglia sia informata dei fatti. Peter Pan è la luce dei miei occhi per quanto riguarda alcune cose, per esempio Storia, però è anche lo stesso che ha tirato una gomma in fronte a una compagna lasciando l'impronta della gomma come fosse un tatuaggio, tempo fa, e per questo ha preso una nota che adesso rimpiango di aver messo solo sul diario.

Oggi chiamo quindi la napoletanissima, e molto severa, mamma di Peter Pan. Che non ha sgridato il figlio. Lo ha fatto a pezzi. Il bambino ha iniziato a vomitare bile ed è andato avanti 2 ore con la testa nel water. Immagino che oggi, quando le ho detto che i genitori di Mickey, al 4 giorno di guancia gonfia, avevano pensato bene di controllare in ospedale se per caso avesse la mandibola rotta, il povero Peter abbia generosamente fatto il bis.