Cazzo, funziona. Al mattino casco direttamente sul pavimento, accendo un'app stupenda sul tablet, parte la musichina e una tizia dalla voce dolce, selezionato il programma, mi spiega le posizioni con l'ausilio dei video dove tre istruttori molto fit ma non bellissimi e soprattutto seri e non sorridenti, che di mattina mi ucciderebbe ora come ora, eseguono i movimenti.
Sto benissimo. Dormo meglio, a volte uso meno caffè, sempre mi sento la schiena dritta, le cosce e le spalle toniche, le anche e le ginocchia belle fluide.
Imparo cose, e dalle sequenze singole mirate, che faccio per scoprire nuove posizioni, sono presto passata ai programmi settimanali. Meraviglia delle meraviglie, sono approdata a una settimana di esercizi che si può fare durante il ciclo e stavolta ho avuto un flusso accettabile come intensità e durata, il che non accadeva da esattamente un anno.
Unica pecca: mi si libera la kundalini e, complice la primavera forse, mi farei pressoché chiunque. Il che nel momento attuale equivale a dire torturarsi tutto il giorno, dato che da chiunque a assolutamente nessuno il salto è ben lungo. Ma le mie giunture rese morbide dallo yoga ricordano con rimpianto altre forme di flessibilità e di piacevole indolenzimento.
Menomale che, come ogni anno all'arrivo delle vacanze di Pasqua, c'è una pila di roba da fare sulla scrivania e le sudate carte impegnano il cervello.
Che però se la vive molto male i giorni in cui c'è da aspettare la Princi a nuoto. Per fortuna c'è il mostro della corsia 5, che mostro non è affatto nel senso del brutto, ma più che altro fa vasche per 45 minuti senza mai smettere, con una tale armoniosità, perfezione tecnica e precisione chirurgica di movimento che persino i miei poveri ormoni maltrattati passano dall'eccitazione fisica alla contemplazione mistica, come quando si guarda il pattinaggio artistico.
Che triste cosa essere una prof di quasi 40 anni in crisi coniugale.




