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mercoledì 18 febbraio 2015

Chi per lungo silenzio parea fioco - parte seconda

Madre di Castagna.
Madre di Castagna negli ultimi mesi ha cambiato casa, e dopodomani vende la sua metà di Cime Tempestose. Si è trasferita nella casa che fu della Vecchia Sibilla, sua madre, una volta rimasta vedova del Nonno Mego.

(Un giorno la Sibilla si svegliò e in letto a fianco a lei c'era il Nonno Mego. Cosa impossibile, dato che il nonno era un medico e un uomo sempre attivo, e quando non era a visitare gente era in giro: a fare la spesa, a caccia, a giocare a bocce, per pranzi dai figli o in osterie di campagna, a bere con gli alpini. La Sibilla, bella come un'attrice - per la precisione, dopo una certa età identica a Jessica Lange - scodellati tre figli faceva la moglie do scio mego, supervisionava con aria annoiata la cucina e la famiglia, fumava e leggeva, non aveva bisogno di alzarsi presto, per quello c'era la cognata, la Prozia Maestra. Beh quella mattina il nonno era a letto, infatti era morto. Vent'anni dopo il figlio maggiore si sdraierà sul letto dopocena, a vedere C'era una volta il West. E non si alzerà più. Mia madre ha un filino paura degli attacchi di cuore, e chi la biasima.)

La casa della Vecchia Sibilla io l'ho sempre vista buia, e finchè lei si faceva due pacchetti al giorno era anche puzzolente di fumo, poi con mobili pesanti, con persiane sempre a mezz'asta, con la tv sempre accesa. Mia madre l'ha trasformata in un elegante e accogliente appartamento dai muri colorati, arredandola con l'impeccabile gusto che la contraddistingue e rendendola gloriosa con una sapiente distribuzione di quadri (tra cui, va detto, la Daisy Fay dipinta dallo Psicozio risalta come una vera chicca).
Quando è lì, mia madre sembra persino felice. In realtà ha passato le festività natalizie in uno stato spaventoso, e anch'io a dire il vero. L'assenza di papà, sia pure di un papà immobile in letto, si è sentita fortissima.
Comunque adesso ha recuperato un po' delle sue belle iniziative, fa di nuovo volontariato, va di nuovo a ginnastica, cura il suo anzianissimo gatto che sta dando segni di cedimento, e per il resto corre tra impegni vari, sfuggendo di misura agli squali e digrignando i denti, esattamente come me.
Non ci vediamo spesso e credo che vada bene così.
In realtà, a me interesserebbe soprattutto vedere come si rapportano lei e la Princi. Nel poco tempo che hanno trascorso insieme finora si sono studiate come due gatte diffidenti, ma reciprocamente attratte. Sono due caratteri fortissimi e ciascuna riconosce nell'altra un qualcosa. Ma soprattutto io quando le guardo interagire vedo una somiglianza impressionante, nel modo di fare, in certi gusti, nelle intuizioni, di cui anche la Princi sembra essere consapevole, mentre mia madre no, o forse lo sa ma non se lo dice. Attendo sviluppi.

sabato 14 febbraio 2015

Chi per lungo silenzio parea fioco - parte prima

Di Castagna sapete abbastanza, come aggiornamento vi do solo che ella combatte ancora e che ha appena preso un'altra batosta, di quelle proprio fetenti, perché arrivata a cielo quasi sereno da un'amica. Magari ne parleremo, ma spero in sviluppi positivi e per adesso non ve la sto a mettere in piazza qui, ché questa per me è amica in carne e ossa da quando eravamo ragazzine con lo zaino Invicta, ma pure voi la blogconoscete da un pezzo.
Non c'è molto altro da dire di me, se non tanta tanta fatica e qua e là piccoli sprazzi di bene, come la Princi che esce dalla piscina esaltata: Mi hai vista, che nuotavo dove non si tocca? Sì amore, ma anche dove tocchi ormai i piedi non li metti più giù. Davvero? Davvero, in compenso l'istruttore ti ha sgridato per la postura a dorso. Sì, non so perché mi va giù il culo!!! Te lo dico io: perché abbassi il mento per guardare l'istruttore. Davvero? Davvero.
Anche io guardo l'istruttore, ma l'altro, quello di agonistica, che è alto moro c'ha poco più di vent'anni e il vizio di stiracchiarsi con grande dispendio di dorsali e pettorali, santa Madonna. A riprova che non sono ancora morta.
Poi Atreiu, che viene a trovarmi all'ultima ora. E mi dice che dalle superiori chiedono di non stare a fare precorsi di Latino, ma di potenziare l'analisi logica. E mi guarda da parecchi centimetri più in su con affetto, e fa: Che poi io penso sempre che mi vergogno tantissimo di come mi comportavo coi miei professori alle medie. Non mi sembra nemmeno possibile se ci penso adesso.
E i miei occhi senza che me ne renda conto si spostano oltre lui, oltre la vetrata del corridoio, nel giardino dove abbiamo piantato la magnolia per la Compagna Collega.
E cose così. La sopravvivenza quotidiana.

Ma questo non era un post per parlare di me.
Era un aggiornamento su tutto il resto, che qua i mesi passano.

Sanguedelmiosangue.
S'è messo con un Irlandese. Bello, gentile, fedele. Poi però quando stava per chiedergli di andare a vivere insieme s'è incasinato. E l'Irlandese, che a questo punto stava qua per lui, è ripartito.
Le nostre serate a base di pizza e Nescafé sono ormai l'immagine fedele del detto "rido per non piangere".
Peraltro il ragazzo studia, si dà da fare per cercare lavoro, insomma la sua vita non si è fermata.
Mi ha fatto un cd da ascoltare in macchina. Un cd che gli avevo chiesto l'estate scorsa con l'esplicita precisazione: me lo darai quando vedrai che mi è passata.
Lui ha aspettato. Ha aspettato da agosto a gennaio. E dentro il cd ci ha messo questa:
Mio cugino mi capisce troppo bene. Meglio di chiunque altro.







venerdì 6 febbraio 2015

Quando arriva la notte

Il peggiore di tutti è stato il sogno ambientato in montagna. C'è l'Uomo. C'è l'altro. C'è anche Sanguedelmiosangue. C'è un bel sole e siamo proprio in vetta. Non so cosa ci facciamo lì insieme. Ma non è brutto.
Però, in questo sogno, io sono diabetica. E ad un certo punto ci rendiamo conto, tutti contemporaneamente, che non c'è l'insulina.
Non c'è nello zaino, e le città sono lontane. Non ci arriveremo in tempo.
Cugino, marito e amante vanno in agitazione. Si guardano, e mi guardano, consapevoli che è troppo tardi per fare qualcosa.
E io penso: "Beh, ma va bene così, dopotutto, che io levi il disturbo, no?"

Quando ho fatto questo sogno, era l'estate scorsa. Era il picco, in una serie di incubi orribili da cui mi svegliavo piangendo, parlando, gridando.

Ho ripreso a dormire in letto con l'Uomo, e in generale ho ripreso a dormire. Ma ho ancora paura di addormentarmi.

mercoledì 4 febbraio 2015

Passare l'inverno

Tornata a lavorare dopo otto giorni otto, e neanche tanto in forma per la verità.
Stando a letto al caldo ti proteggi da molte cose, ti riposi da molte altre, però conti anche le cicatrici e, merda, sono abbastanza da tenerti impegnata per un bel po' di ore, mentre gli altri sono al lavoro.

Parlavamo di sentimenti molto molto privati e individuali e di questioni di fatica bruta matrimoniale, però non è che mentre qui ci si occupava di queste urgenze il mondo intanto stesse fermo eh, anzi questo primo mese di 2015, come dire, non si è posto particolarmente bene, no. E vedi intorno gente che soffre, gente che si arrabbia, gente che si rassegna, gente che molla. Gente che si agita. Senti parlare di divorzi, di litigarsi i figli tramite azioni legali, di ricominciare tutto in un altro modo da un'altra parte, di ripartire per una verde isola lontana, di chiudere con una città e seppellire il passato.

Cambia il presidente della repubblica e, mah. Non sai cosa pensare. Di lui, di Renzie, di tanti altri. Non riesci a seguire questa politica che sembra sempre uguale e sempre meno legata ai problemi del Paese, e vorresti che almeno almeno ti dicessero PERCHE' i legali di Berlusconi dovrebbero prometterci che nel 2018 il tristo figuro sarà rieleggibile. Voglio dire, avrà anche 82 anni per allora, ammesso che ci arrivi, e anche se si fa criocosare nella sua cripta di Arcore, non è che da surgelato sarà meno morto, più giovane, più onesto o più furbo. E se gli andrà di culo sarà ancora vivo e racconterà ancora sordide barzellette pensando di essere figo, ormai siamo rassegnati. Ma dovrebbero rieleggerlo? Fosse Fidel Castro, capirei il senso, ma solo fino a un certo punto comunque, che anche Fidel e Raul ragazzini non sono eh. E poi io in ogni caso volevo l'altro. Non l'Ernesto. Il Camilo. Che non se lo fila nessuno nei libri di storia perché è morto prima ancora del Comandante, ma era ridente coraggioso barbuto e bello.

Cambiano le carte in tavola, perché il preside non ci lascia applicare il regolamento e non permette di sospendere Sgamo. Sgamo fa il grandioso. "No ma è simpatico, il preside".
Castagna lo gela: "Sì? Mi fa piacere. Ma il preside è un reggente e tra massimo due anni se ne va. Noi restiamo. E' a noi che interessa che i ragazzi qui rispettino le regole. Quindi se secondo il preside tre note sul registro di cui due dalla stessa prof non sono sufficienti, e poi non sono in rosso, bene, del resto il preside non ci conosce e noi non conosciamo lui, ma la prossima volta che ti cade una biro dal banco la nota te la metto io, rossa e lunga così, e vedi che alla fine i conti li mettiamo in pari lo stesso."
Sgamo afferra il concetto.

Abitudini che avevi preso, e che ti facevano male, scompaiono. Altre che volevi instaurare, perché ti facevano bene, vengono sabotate.

L'amico di sempre, quello che consideravi finalmente davvero un fratello, si appella alle tradizioni incestuose delle famiglie regnanti di Game of Thrones e fa un ulteriore tentativo di diventare il diversivo nella tua travagliata vita sentimentale, e per l'ennesima volta prendi atto di avere allevato in seno, con sincero affetto, una persona le cui intenzioni non sono cattive ma nemmeno limpide. E lo sposti un po' più in là e continui a volergli bene, come a un fratello, sul serio,  ma smetti di dirgli come stai veramente, e ti senti un po' più sola.

Avevi programmato un bel Tibet da fare in tre o anche in quattro. La tua amica non ci verrà e tuo cugino nemmeno. Forse tua figlia, ma spiegarle come siete messi tu e l'Uomo ha fatto boomerang: non l'avevi mica pensato, che il tre è un numero maledetto e che di tre, uno si schiera sempre con uno degli altri due, e che non è mica detto che vada come fa comodo a te. Eppure la triangolazione padre madre figlia la conoscevi molto bene. Ma chissà. Credevi che fosse chiaro come l'acqua pura di un ruscello di montagna che ce la stavi mettendo tutta. Poi, dal di fuori, quel che sembra così chiaro dentro non si vede, ed è la storia della tua vita, che parli una lingua che capisci solo tu, per quello stavi per scappare via con qualcuno che, contrariamente a qualsiasi previsione, sembrava sapesse il tuo alfabeto più vero prima che tu potessi anche solo pensare una frase.

Il lavoro è sempre tanto e aiuta, e aiuta cambiare i mobili del salotto, e aiuta anche stare zitti perché si ha la tosse. E aiuta anche tossire fuori tutto lo sporco. L'inverno ha da passare, comunque, e poi. E poi?