Scopri che a dicembre si sono parlati, dietro la tua schiena, per fare le cattedre di lettere dell'anno prossimo: a misura di Troll e, immagini, di qualche amichetta del giro di Paese Bruttone che deve arrivare. Ovviamente cercheranno di far saltare le tue ore di storia. Metti insieme le liti furibonde su questioni disciplinari degli ultimi due anni, gli insulti alla tua materia ricevuti dal vicepreside in prescrutinio l'anno scorso, la bocciatura all'orale d'esame di Belzebù a giugno, la promozione di altri cinque che dovevano assolutamente essere fermati e a cui il Gigante ha alzato i voti da quattro a sei nel giro di una notte, le pressioni fatte sulla collega M. per usare i suoi voti come jolly. E poi ci metti l'orario di merda di quest'anno, il fatto che con sei esigenze educative speciali, due accací e un progetto scuola lavoro a inizio anno fossero state date alla tua seconda ZERO ore di sostegno, mentre DICIOTTO erano state messe sulla classe da cui l'unico accací si era appena ritirato. E il fatto che a ottobre ti sia stato proposto di stravolgere le tue cattedre su due classi per andare a salvare il culo alla sezione dove è arrivata, dalle messe a disposizione, una poveretta sotto psicofarmaci. E di
farlo GRATIS.
ALLORA, E SOLTANTO ALLORA, vai dal Gigante e gli rinfacci che ti tratta come una cazzo di supplente, che è falso come Giuda e scorretto. E ti complimenti con te stessa perché, la mattina di ottobre in cui lui e la preside hanno cercato di usarti come straccio da pavimenti, tu eri appena stata a parlare con il vicepreside di Scuola Vintage. Della proposta di lavoro che ti aveva ventilato l'Orsone. E che ti piace. Oh se ti piace.
Perciò, anche se tra la palestra e la scuola è tutto immacolato e si sentono cantare gli uccellini, mentre il sole rende magico il riflesso azzurrino della neve sul campanile, anche se seppellirai qui anni di gioie e di amori e di fatiche e di crescita, anche se questo vuol dire lasciare una delle tue cucciolate migliori, te ne andrai. Speri, almeno. E se non ti riuscirà di andartene, ragionerai, seriamente, sul rimanere diventando una delle figure più scomode che si possano immaginare all'interno di un gruppo di lavoro.


