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giovedì 31 marzo 2011

A prof's life

Doveva succedermi.

HO PERSO UNA PROVA.

Non un pacco di prove, che almeno potrei inventare qualcosa per annullare la verifica a tutta la classe.

UNA prova. Quella dell'Arcangelo Nero, che è stato assente tre giorni per una distorsione al piede e oggi è tornato con le stampelle.

E ho dato la prova a tutti i suoi compagni, ho dato il voto a tutti e l'ho messo sul registro. Ma la sua prova, visto che era assente, l'ho portata avanti e indietro per tre giorni, e ora non so più dov'è.

Agh.

domenica 27 marzo 2011

SOS primo chakra

Non mi girano i chakra, gente. O meglio, mi girano in modo incontrollato.

Ho il Muladhara completamente disarmonico. Infatti da venerdì sera mi sento male. Mi s'è inceppato il rapporto con la terra, il cibo, la sopravvivenza materiale. Menomale che l'Uomo ha scelto questo weekend per mettersi a dieta. Pensa se mi toccava anche cucinare.

Ho un sacco di roba repressa che si agita dentro, a livello ormai non più inconscio. Altro che rapporto armonico con la terra.

Va beh. Oggi
,
Le lune di Castagna
calendario lunare per simpatizzanti buddhisti e tibetani d'adozione

prevede che ci siano poca forza e scarsa salute (e infatti). Siamo in Capricorno, quindi curatevi pelle, unghie, capelli e state attenti a non prendere freddo.

Domani invece è un giorno d'acqua, favorevole, per i Tibetani, e non bisogna tagliarsi i capelli. Indossate bianco e giallo per la pace e il progresso, lavatevi bene e ricordate gli otto precetti.
Come calendario lunare invece vi segnalo che siamo sempre in Capricorno.


Già che ci sono, mi permetto di darvi anche qualche altro tip, di tipo decisamente più meridionale rispetto alle mie solite dritte tibetane;

Passaggio in India
ovvero Coccoliamoci i chakra

Il primo chakra, Muladhara, si riattiva stando all'aperto, a contatto diretto con la terra, possibilmente al tramonto. Tutte le musiche tribali con percussioni e ritmi ripetuti hanno un effetto stabilizzante su di esso. Il colore da indossare, da far prevalere nel cibo e nelle bevande e da contemplare è il rosso, possibilmente con una punta di blu. Anche indossare una pietra come agata, diaspro o rubino, e fare aromaterapia con profumi e oli al cedro o al garofano, pare faccia bene. Fate yoga, nel senso proprio delle sequenze di posizioni, e statevene un po' seduti in posizione del loto, che simbolicamente mette il chakra (situato sotto gli organi genitali) a contatto con il pianeta.

A me, ieri m'è finalmente rimasto, complici i disturbi di salute, il tempo per studiare un po'. E' anche per quello che son riuscita a leggermi qualcosa sul povero Muladhara. Oggi invece mi toccano le prove dei ragazzi e un bel calendario delle cose da fare in aprile, che prevedo mi costerà una discreta sudata.
La settimana prossima è letteralmente un incubo di impegni. Spero che mi scenda almeno la febbre quanto prima.

Buona domenica.

giovedì 24 marzo 2011

Paranormal

Stamattina, dopo aver tentato invano di sapere la capitale della Nuova Zelanda, la latitudine massima e minima dell'Oceania (o più in generale cosa diavolo mai sia l'equatore), il clima australiano e qualcosa sugli atolli polinesiani, e aver mandato a posto imprecando Cuba, Terremoto e Maddalena che non sapevano un'amata funchia, e dopo aver dato un compito di punizione di sette domande di Geografia al resto della classe che si scatenava in un baccanale invece di ascoltare l'interrogazione, finalmente era l'ora di fare Latino.

E metà degli alunni del corso di Latino cadevano dal pero: "Ah ma io non l'ho portato Latino!" "Io sì ma non avevo capito che c'era compito"...

Allora li ho mandati là dove i diavoli infilzano a forconate gli ignoranti, ho preso le cinque ragazzine che invece si erano attrezzate per Latino, Piccola Dorrit, Maddalena, Bahama Girl, Bimba Stupenda e Madonnina Bionda, me le son messe davanti in prima fila e ho cominciato il ripasso. Scoprendo così che: Maddalena non sa i casi. Madonnina Bionda non sa i verbi. Piccola Dorrit, come sempre, ha lo scazzo e sembra sull'orlo delle lacrime. Bahama Girl non aveva capito l'esercizio. E Bimba Stupenda, che di solito è diligente tanto quanto è incantevole da vedere, alla domanda "Vai tu a declinare un nome?" ha risposto, con serenità ma con gli occhi duri: "No." E visto che lei è sempre collaborativa non me la sono sentita nemmeno di sgridarla, l'ho guardata con l'aria stranita e poi ho detto: "Beh, datevi da fare, ragazze, che oggi F. fa sciopero."

Come Dio vuole, qualcosa alla lavagna abbiamo fatto, e, quando stavo chiedendo un verbo da coniugare, una ben nota voce maschile ha detto: "Flere." Era Punta di Diamante che da settimane finge di fare esercizi di geografia e invece impara di nascosto il latino, dopo aver detto con supremo disprezzo che lui non vuole fare il liceo e non se lo sogna nemmeno di aggiungersi una materia. E io: "Tu questo non devi saperlo! Fai geografia!", ma poi, alle ragazze: "Vi ricordate cosa vuol dire flere?". E loro non lo sanno. Io provo a guardare il Diamante e lui: "Eheheh, no, dai, non lo so." Io continuo a fissarlo e aspetto, e allora a bassa voce dice: "Piangere...", al che io: "Ecco, Gesù, lo sa. Lo sa. Maledizione. Fai Geografia!"
Continuo la lezione. Dopo un po', di nuovo a caccia di verbi da usare nell'esercizio, chiedo: "Cosa vuol dire docere?" Tutte zitte. Sospiro. Le scavalco con lo sguardo, e nella fila dietro c'è Punta di Diamante, con in mano la biro per l'esercizio sull'Asia e gli occhi attentissimi. Io non dico niente. Lui fa un sorriso trionfante. Io non dico niente. Nemmeno lui.
La prima interrogazione telepatica della storia, su una materia che lui non studia e che io non gli insegno.

Ma ragazzi, che fatica oggi tenerli, col sole fuori e i fiori dappertutto e l'aria calda e profumata.
E sì che ieri sono stati santi e buoni per un intero CAPITOLO del libro di Storia e non hanno nemmeno protestato quando gliel'ho smollato da studiare tutto per domani.

E MENOMALE che stamattina invece di fiondarmi a scuola alle otto e mezza ho aspettato la mia ora d'inizio vera, cioè le undici e quaranta. Intanto avrei sicuramente beccato una supplenza, perchè Milady s'è sentita male. Poi avrei lavorato in sala prof per ore prima di entrare in III B, come normalmente faccio il giovedì mattina, ma oggi la III B ce l'ho avuta per le due ore canoniche di Geografia e Latino e per tre ore pomeridiane di progetto sulla storia materiale del Ventennio e della Resistenza, con tanto di nonni di alunni dell'Inflessibile che portavano testimonianze di vita vissuta. Il che però ha anche significato pranzo con metà III B, seduti sul prato tipo picnic, perchè oggi il sole picchiava in modo pazzesco (e all'uscita delle lezioni pomeridiane è stata inaugurata con due mesi e mezzo d'anticipo la stagione del gavettone).
Totale, sei ore con gli stessi. Da nausea.

Il fatto è che la III B stamattina era già tremenda alle 11 e 40 e non è migliorata molto nelle ore successive. Infatti nel pomeriggio è venuto a trovarmi l'Atleta Solare, fratello della Maddalena, che è stato mio alunno millenni fa, e mi ha trovato con i canini scoperti e lo sguardo feroce, che ingiungevo alla classe di prendere appunti dalla lavagna E DI SMEEETTERRLAAAA!!!! di fare bordello.
Mi sono scusata di non potergli dedicare attenzione, ma lui, come sempre sorridente e ignaro, s'è seduto bel bello in un banco vuoto e s'è sparato un'ora e un quarto di vita sotto il fascismo. Ha anche detto: "Mi mancano, le medie", con tono da James Dean che ormai nella vita ne ha viste tante.

Quanto fossi stanca l'ho capito quando, a venti minuti dalla fine, è comparso dalla finestra Bel Ragazzo, con il sorriso fotonico e tutta l'aura di gloria che solitamente circonfonde la sua spettacolare prestanza fisica, e non l'ho quasi considerato (io. Alcune delle ragazzine invece hanno cambiato colore tre o quattro volte, modello attacco cardiaco).
Anzi, quando poi è ricomparso dalla porta della classe e si è avvicinato con l'abituale aria gattosa, tipo prof come stai bacino bacino, invece di salutarlo affettuosamente sono rimasta spalmata sulla sedia, dalla quale dettavo stancamente sulla pace di Versailles, e gli ho balbettato una cosa tipo "Ohi F...! F..., ciao, chicco, c-come va? G-guarda n-non ho tanto... tanto tempo a-adesso s-s-sono s-s-stravolta e devo t-tener duro a-ancora un quarto d-d'ora... Mi aspetti qua f-fuori? Oppure p-puoi fare come S. che è un'ora che si è seduto l-lì... povero..."

Mi sentivo un gatto investito di sbieco e scagliato in un fosso pieno d'acqua, quando finalmente mi sono affacciata alla tiepida aria del parcheggio, e invece di chiacchierare amabilmente con Bel Ragazzo, Atleta Solare e altri ex alunni non miei che erano in zona, mi sono sentita tontonare altri quindici minuti dalla voce dell'Incontenibile, che oggi comunque, a due giorni da un colloquio severo con sua madre, ho di nuovo sgridato... Solo alla fine ho realizzato che lui era lì in quanto il prof Orsetto Lavatore lo avrebbe poi accompagnato in auto a casa, ma io avevo trattenuto il collega a fumare una sigaretta, firmando così la mia condanna a un quarto d'ora supplementare di cazzate a raffica.

Sono andata a casa col cervello shakerato e la gola gonfia, però per strada pensavo al sorriso furbastro di Punta di Diamante e alla sua interrogazione paranormale, ed ero contenta anche oggi di aver spremuto tutte le energie fino all'ultima goccia per i miei venti storditi.

Poi domani pare sia venerdì e forse, ma solo forse, ce la faccio a arrivare alla fine della settimana. Ho solo una riunione (ALLE TREDICI E TRENTA. DI VENERDì.) oltre alle normali ore di scuola, tre delle quali, manco a dirlo, in III B. Scatta il filmato dell'Istituto Luce, chiaramente, non voglio mica morire.

lunedì 21 marzo 2011

Alcune cose che una donna impara in dieci anni di convivenza

1. Un uomo non va MAI dal medico se non ce lo porta la moglie di peso.

2. Avere sempre in casa un cartone di panna. Possibilmente dello zafferano e un porro. Salva qualunque pastasciutta, pasta al forno o risotto scagliati sui fornelli all'ultimo minuto.

3. Se vuoi espletare funzioni fisiologiche, limarti i calli e/o farti la maschera antietà, ti conviene andare in un convitto femminile coi bagni in comune piuttosto che sperare che tuo marito non abbia bisogno del bagno, se è in casa, o che tu gli apra la porta, se è fuori. Ma puoi sempre avere una casa con due bagni. O alzarti alle cinque del mattino.

4. Qualunque forma abbia il completo intimo, e anche la donna che c'è sotto, se è nero e trasparente, funziona SEMPRE.

5. Lui guida meglio di te. Anche quando ha bevuto, e sta girando di notte su una strada di campagna che non ha mai visto, priva di segnaletica. In ogni caso, a te non conviene farlo incazzare perchè, se ha bevuto, facilmente ti scarica giù dalla macchina in mezzo alla campagna ignota, di notte, e senza segnaletica.

5. Lui è più forte di te, anche se pesi ottanta chili può tirarti su come un ramoscello. Salvo poi lamentarsi che gli è uscita l'ernia.

6. Sua madre penserà sempre che lui è il suo bambino.

7. Tua madre penserà sempre che tu non te lo meriti uno come lui.

8. Tornerai da lui. Anche quando non hai assolutamente capito perchè cazzo ti ostini a tornare tutte le volte da lui.

9. Il cane è il tuo. Quindi, se il SUO gatto lo bucherella come un colapasta a forza di unghiate, la colpa è del cane.

10. I tuoi parenti sono pericolosamente tarati e pieni di stranezze. I suoi anche, ma solo se alla fine del discorso tu glielo ricordi.

11. Ha i piedi più caldi dei tuoi. Anche se tu sei appena uscita da una fonte termale a 47°C e lui stava camminando nella neve fino a un momento prima.

12. Tu, quando soffri molto il caldo, svieni, lui invece quando soffre il caldo si incazza con te.

13. Tu, quando hai la febbre, ti metti a letto e gemi, lui invece va a lavorare e, se proprio deve manifestare un malessere, lo fa incazzandosi con te.

14. Potete andare d'accordo in politica, in morale e anche sulla parità dei sessi, sul calcio, sull'eutanasia e sull'educazione dei figli, ma quando si arriva a parlare di soldi lui ne sa di più, anche se fa lui fa il giardiniere e tu lavori per una finanziaria con sede a Strasburgo.

15. Questa legge non è necessariamente vera, invece, quando si tratta di software del computer, anche se lui è perito elettronico e tu una classicista.

16. Le tue amiche "non te le coltivi abbastanza", cosa che puoi fare benissimo senza di lui, invece i suoi amici "si sono allontanati perchè non vi fate mai vedere", ovviamente insieme.

17. Non c'è NESSUNA donna che frequenta la stessa palestra dove va lui, IN NESSUN ORARIO. Sono tutti maschi, e per rassicurarti ti dice pure: perlopiù omosessuali. E che, questo dovrebbe rassicurarti?

...buon anniversario, amore mio.

United Colors of Castagna

E' quando, a marzo, ti dan da fare cinque ore di compresenza, cinque lunedì, su una terza che non hai mai visto, della quale terza devi tenerti i soli che non fanno latino, che, ti viene in mente all'improvviso, vorresti aver accettato un posto come impiegata in quell'agenzia immobiliare vicino al mare.

Poi però non va così male. Sono otto maschi, e c'è il Tremendo Paulista, che è solito accompagnare le lezioni delle supplenti con questo tipo di performances:
1) fischiare
2) cantare
3) urlare
4) picchiare sul banco
5) simulare orgasmi urlando "sììììì sìììì" con ansimi vari
(tutto ascoltato dal vivo dalla sala professori dieci giorni fa, mentre la supplente di Italiano cercava di far fare il tema agli altri).
Ma oggi è QUASI educato e, complice il fatto che lo sbalordisco parlando tre parole di portoghese e che lo mando immediatamente alla lavagna sollevandolo dall'obbligo di scrivere, si comporta QUASI bene. Perlomeno mi risparmia i gemiti.

Faccio diecimila punti, con lui e con gli altri, quando gli levo di mano una vite lunga sette centimetri che ha trovato su un armadietto (siamo nell'aula di arte e ci sono oggetti non omologati per una lezione di grammatica) e cito la famosissima vite di Prison Break.

Poi, mentre analizziamo una frase di loro creazione ("Lo scoiattolo che ho investito ieri oggi è morto, e questo mi fa felice"), li guardo. La seconda fila sembra United Colors of Benetton. Gli unici italiani presenti hanno due nomi inglesi e uno spagnolo. Tutti gli altri sono della più varia provenienza: Perù, Brasile, Romania, Albania. Uno ha degli occhi slavi incredibili, tagliati come quelli di una lince, di un assurdo azzurro metallico. L'altro ha gli occhi da indio. Un altro ancora è pallido come un vampiro. Uno è completamente sferico, di faccia e di corpo. Il Paulista, quasi bianco di carnagione, ricorda un nero quando si muove, con quell'assenza di peso che ti spiega come mai i Brasiliani ballino la samba per notti intere senza morire.

Ho deciso che prenderò una carta del mondo e ci metterò una bandierina per ogni Stato del pianeta di cui ho avuto almeno un alunno. Per adesso, come continente mi manca solo l'Oceania.

Amo pensare a quanti fili, provenienti da mille posti e da centinaia di culture, paesaggi e storie, finiscono per incrociarsi e aggrovigliarsi in una scuola italiana. Dato che sono una comparatista mancata, vado pazza per le mattine in cui devo pronunciare cognomi e nomi in più lingue, salutare dicendo bom dìa, ringraziare dicendo shukràn o spassiba, chiedere per favore dicendo if you don't mind, dire di smetterla chiedendo di non scassarmi las pelotas. E, comunque, è veramente fico chiamare alla lavagna uno che di nome fa Dragos.

sabato 19 marzo 2011

Il giorno dei prodigi

Beh, buona festa del papà.

Qui le cose vanno. Non bene, anzi, ma vanno.

Non ho tempo di spiegare, parto per Genova tra mezz'ora, ma ci tenevo a darvi la vostra puntata di


La lune di Castagna

calendario lunare per simpatixzanti buddhisti e tibetani d'adozione

anche perchè oggi è una ricorrenza particolare.

La giornata di oggi 19 marzo è per i buddhisti il "giorno dei prodigi" intendendo con ciò l'anniversario di una giornata in cui il Buddha fece numerosi miracoli per convincere i suoi ascoltatori della bontà delle sue dottrine.
Dal punto di vista tibetano, è una giornata di purificazione in cui assumere gli otto precetti per intero e anche dedicare preghiere al Buddha della Medicina (Shakyamuni, Sangye Menla per i Tibetani) e non mangiare assolutamente carne.
Vestitevi di bianco e/o giallo e siate molto puliti!
Non usate medicinali, possibilmente. Domani non tagliatevi i capelli.

Parlando della posizione della Luna, invece, siamo in Vergine oggi e in Bilancia domani: per cui, oggi, copritevi, mangiate leggero, domani invece bevete molto e proteggete gli occhi.

giovedì 17 marzo 2011

auleintempesta featuring Marina Boscaino

Circolare Guantanamo (articolo pubblicato online su ilfattoquotidiano del 17 marzo)

Ai docenti del Liceo Artistico De Chirico di Roma il 3 marzo è stata recapitata la circolare 164 a firma del dirigente scolastico, dr. ing. Sante Mazzilli. Gli strafalcioni che troverete sono nell’originale:

L’entrata in classe dei “docenti” deve avvenire sempre in I ora, 5 minuti prima dell’inizio lezione, ovvero alle 07,55, come da C.C.N.L. (art. 29 comma 5)
- Ogni comportamento difforme è sanzionabile in termini penali in quanto configurabile come truffa allo Stato;
- Le soste in corridoio in “amena conversazione”, non sono raffigurabili come presenza a Scuola;
- L’istigazione all’inosservanza di norme e comportamenti che regolano la vita scolastica, visto che rivolti a minori sono configurabili in termini penali come “circonvenzione di minori”;
- È opportuno che non sia dato il consenso all’uscita dalla classe degli allievi prima della seconda ora e comunque non più di uno alla volta. L’uscita del successivo allievo può essere concessa solo e soltanto al rientro del precedente;
- Vale sempre il comportamento che regola “la funzione docente” e nel caso di omissione si configura la “culpa in vigilando”, che rientra nel penale;
- L’entrata in ritardo dei docenti, potrà essere rilevata direttamente dalla Guardia di Finanza;
- Il personale Ata deve dare seguito alle indicazioni derivanti dall’applicazione del regolamento di Istituto, del decreto “Brunetta” che regola le assenze, e dalle comunicazioni ripetute della Vice-Presidenza.


Virgolettare la parola “docenti” equivale a non riconoscere nemmeno lo statuto della docenza ai suoi interlocutori. L’entrata in classe dei “docenti” deve avvenire sempre in I ora o l’entrata in classe dei docenti della I ora deve avvenire 5 minuti prima? Chi valuterà la conduzione di “amene conversazioni” lungo i corridoi? Vigilantes assoldati (privatamente) dalla scuola? Insegnanti acquiescenti reclutati all’uopo? Il preside stesso, tendendo agguati estemporanei? Telecamere e registratori appositamente predisposti nelle lavagne interattive multimediali?

È ragionevole pensare a docenti che istigano all’“inosservanza di norme e comportamenti che regolano la vita scolastica” o – piuttosto – sotto questa ambigua definizione un dirigente prevenuto, brunettiano e punitivo può far rientrare anche tante espressioni del dialogo educativo e della libertà di insegnamento, che in un luogo di pluralismo istituzionalizzato – almeno fino a poco tempo fa – erano considerate legittime?

Guardia di Finanza, profluvio di ricorso all’aggettivo “penale”, al termine sanzione ecc. diffondono un clima poliziesco, un habitat da scuola-caserma che non solo non risponde alla creazione di un ambiente lavorativo stimolante e sereno, ma crea condizioni e atmosfere che sicuramente non favoriscono il diritto all’apprendimento dei ragazzi.

Il 23 febbraio il dirigente si era pronunciato sul “contributo volontario”, la nuova tassa facoltativa chiesta da molte scuole, rendendolo di fatto obbligatorio:

Causa l’esigue entrate derivanti dal contributo delle famiglie necessario alla scuola per il funzionamento didattico curriculare, ed extracurriculare, vengono sospesi i seguenti servizi fino alla regolarizzazione dei versamenti:
- fotocopie;
- materiale di facile consumo: per le esercitazioni didattiche, uso laboratori ed esami di stato;
- materiali necessari alla progettualità prevista dal Pof;
- contratti con personale esterno per attività integrative non autofinanziate.
I servizi predetti potranno riprendere solo alla regolarizzazione dei versamenti da farsi entro e non oltre il 5 marzo 2011.


La colpa dei docenti e delle famiglie? Non aver approvato in Consiglio di Istituto il Programma annuale e aver respinto in Collegio Docenti le prove Invalsi, il test nazionale a risposta multipla. Quello del contributo (volontario?) è un grande problema politico, perché configura una supplenza della famiglia ai compiti dello Stato: uno dei tanti segnali di privatizzazione strisciante. Il fatto, poi, che tale procedura si stia diffondendo anche presso la scuola dell’obbligo, la scuola media (in barba al comma 2 dell’art. 34 della Costituzione) risulta ancora più pericoloso.

La situazione, alla De Chirico come in molte altre scuole, è grave e penosa. Resa ancor più delicata dalla frustrazione di dirigenti che – approfittando delle nuove prerogative fornite loro dalla legge Brunetta– stanno rendendo l’atmosfera irrespirabile, per il personale docente e non e per i ragazzi. È un problema non solo di lavoratori della scuola, ragazzi, famiglie, ma dei cittadini.

Trasformare i fondi che non arrivano e la conseguente richiesta legittima di un atteggiamento responsabile da parte dei docenti in forme di ritorsione vessatoria e coercitiva – soprattutto nei confronti dei ragazzi e delle famiglie, ma anche dei lavoratori – significa (oltre alla violazione di una serie di diritti) attentare alle finalità della scuola della Repubblica.

auleintempesta featuring Jovanotti

Quando nostra figlia è arrivata all’età della scuola io e mia moglie ne abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica. Potevamo permetterci di scegliere e abbiamo scelto. Abbiamo pensato che fosse giusto così, per lei. E’ nostra figlia ed è la persona a cui teniamo di più al mondo ma è anche una bimba italiana e l’Italia ha una Scuola Pubblica. Sapevamo di inserirla in una realtà problematica ma era proprio quello il motivo della scelta. Un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito come un’azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa per quanto ogni religione venisse accolta. Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C’è da imparare anche dalle ignoranze, non solo dai saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti, è bello che sia così, è una grande conquista avere una scuola pubblica, specialmente quella dell’obbligo. Io li ho visti i paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che serve sapere tre lingue se non sai come parlare con uno diverso da te ? Il nostro presidente del consiglio dicendo quello che ha detto offende milioni di famiglie e migliaia di persone che all’insegnamento dedicano il loro tempo migliore, con cura, con affetto vero per quei ragazzi. Tra le persone che conosco e tra i miei parenti ci sono stati e ci sono professori di scuola, maestre, ho una cugina che è insegnante di sostegno in una scuola di provincia. Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. Perchè offenderli? Perchè demotivarli? Perché usare un termine come “inculcare”? E’ una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più. La scuola pubblica non è in competizione con le scuole private, non è la lotta tra Rai e Mediaset o tra due supermercati per conquistarsi uno spettatore o un cliente in più, non mettiamola su questo piano… La scuola di Stato è quella che si finanzia con le tasse dei cittadini, anche di quelli che non hanno figli e anche di quelli che mandano i figli alla scuola privata, è questo il punto. E’ una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali. E’ una conquista della civiltà che diventa un diritto nel momento in cui viene sancito. Ma era un diritto di tutti i bambini già prima, solo che andava conquistato, andava affermato. La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata. In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi gli insegnanti i ragazzi le lavagne. Bisogna amarla, ed esserne fieri.

Lorenzo Cherubini

mercoledì 16 marzo 2011

Splish splosh splash squash glu glu

"E' uscito?"

"E' uscito?"

"E' uscito."

"No? Dove?"

"Guarda dalla finestra."

"E' uscito!"

"E' uscito!"

"E' uscito!"

"E' uscito!"

"E' uscito!"

"E' uscito!"

Il torrente, che correva facendo gobbe tumultuose visibili fin dalla scuola, a metà mattina è comparso nei campi al di là della strada, giallo-marrone, schiumoso.

"Ci mandano a casa?"

"Ci mandano a casa?"

"Ci mandano a casa?"

"Ci mandano a casa?"

"Nooo!!! Facciamo lezione. Buoni."

"Chiudono la scuola?"

"Chiudono la scuola?"

"Chiudono la scuola?"

"Chiudono la scuola?"

"Chiudono la scuola?"

"Chiudono la scuola?"

"NO! Al massimo ci prelevano coi pullmini e facciamo lezione su al castello."

"Al castello?"

"Al castello?"

"Al castello?"

"Sì, al castello, nella sala a piano terra. Già fatto due anni fa."

Ma due anni fa il torrente non era uscito così vicino alla scuola. E sotto quest'acqua incessante, col fango alto quattro dita nel parcheggio, il pensiero non correva ai Giapponesi che devono pian piano ripulire i disastri dello tsunami.

"Al castello!"

"Al castello!"

"Al castello!"

"Piantatela, facciamo lezione."

Sì, noi quando siamo a rischio esondazione veniamo deportati, mediante pullmino giallo, in un maniero del Seicento, ristrutturato da Benedetto Alfieri nel Settecento, su una piazza fortificata del 1290.
Non è un caso che io abbia appena depositato la domanda di trasferimento per essere reintegrata nel mio posto appena la Brava Crista va in pensione.

In compenso, ora devo convincere l'Uomo che NO, stasera noi NON andiamo a teatro in un paese per giungere al quale dobbiamo attraversare il Tanaro e altri due torrenti...

martedì 15 marzo 2011



Parlate ai vostri alunni dei fatto che stiamo vivendo un momento epocale che verrà ricordato per sempre sui libri di Storia e Geografia, e vi troverete a dover tranquillizzare, ogni mattina dopo aver contato gli assenti, una ventina di musetti ansiosi.

No, chicco, non arrivano fino qui le piogge radioattive dal Giappone.
No, patata, non siamo sulla Cintura di Fuoco, noi.
E se non ci danno più il petrolio della Libia, andremo in bici, così dimagriamo.
Ma figurati se costruiamo le centrali nucleari in Italia, dopo quel che è successo.

Su una sola cosa non me la sento di tranquillizzarli. La Libia è vicina e noi come al solito siamo impastrocchiati con i governi esteri nel peggiore dei modi, dipendendo economicamente di qua, politicamente di là.

Peraltro, io in questo clima di no nukes mi sento quasi a mio agio. Sempre pensato che sarei stata un'ottima figlia dei fiori.
Cannoni a parte, che non è vero, quel luogo comune per cui se voti a sinistra ti fai gli spinelli.

Metamorphica...

Fascia oraria sette e trenta - otto:
"Grazie! Buona giornata!"
Una donna piuttosto giovane, sorridente e cordiale, saluta il giornalaio, la benzinaia, la barista.

La stessa persona, nell'arco della stessa mattinata, si trasforma nei seguenti modi.

Fascia oraria otto - otto e cinquantacinque, III B:
"Obersturmfuhrer Castagna, der alunn Selvatikenkatz tefe ezzere puniten per zue intemperanzen ti hieri."
"Ja, gut. Fuzilatelo. Nein! Folefo tire zozpentetelo kon oppliko ti freqvenzen. Tefe ezzere rimasten ein posten in kampo ti laforo ti Dachau, fate freqventare lui lì."

Fascia oraria otto e cinquantacinque - nove e cinquanta, I C:
"Oh, i peschi in fiore, che poesia. Tesorini, ma il verbo riflessivo reciproco non può essere riflessivo proprio, guardate l'esempio, da bravi... No, mia piccola Peste Romena, non preoccuparti se gli altri ti prendono in giro perchè hai scritto 'ano fato' invece di 'hanno fatto', su su, ora correggi e andiamo avanti col lavoro, eh? uh che meraviglia, un passerotto che si lava nella pozzanghera... ora mi affaccio al pozzo e canto, circondata da uccellini, scoiattoli e nani."

Fascia oraria nove e cinquanta - dieci e quarantacinque, sala professori:
"Sono dolente di riferirle, signora, che sua figlia Adelaide non si sta comportando secondo i dettami della buona educazione. Quanto è disdicevole per una giovinetta di buona famiglia come Clara frequentare piccole montanare incolte? Il signor Seseman ne resterà sconvolto..."

Fascia oraria dieci e quarantacinque - undici e quaranta, III B:
"Palle di lardo! Vostra madre ha figli normali? Copiate il capitolo di storia! un-duè, un-duè, un-duè! Femminucce! Scrivete! Avete sessanta secondi per finire la pagina, sono stato chiaro???"
"Seee."
"Palle di lardo! Quando vi faccio una domanda dovete rispondermi 'Sissignore, signorsì, signore'! E sull'attenti!"

Fascia oraria undici e quaranta - dodici e trentacinque, segreteria:
"Signora Gatto Selvatico, lei di notte sente piangere gli agnelli? Sono sicura di sì. La chiamo per dirle che il fegato di suo figlio, con contorno di fave e un buon Chianti, era delizioso. FTHFHTHTHTHTH!!!"

Fascia oraria dodici e trentacinque - tredici e trenta, II B di Paesino Blu:
"Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo! Fate l'amore, non fate la guerra! I care! Mettete dei fiori nei vostri cannoni! No nukes! I have a dream! Yes we can! Nessuno tocchi Caino! Save the children, the wildlife, the rain forest!"
"Prof noi siamo la sua classe politicizzata, è vero?"
"Sì, diciamo che sono contenta anche solo di avere una classe che sa cosa vuol dire politicizzato. Effettivamente fare con voi educazione alla cittadinanza dà molta carica."

Sono prossima al ricovero coatto in ospedale psichiatrico.

lunedì 14 marzo 2011

Dice...

...che gli insegnanti sono troppi, per questo sono sottopagati, suggerendo implicitamente che dovremmo fare piazza pulita di un po' di colleghi per guadagnare di più.

Invece l'unica cosa che io riesco a pensare in reazione a queste parole è che i politici siano troppi, e pagati troppo.

sabato 12 marzo 2011

Oltre la didattica

A me non piace dire di no alle persone che propongono un'attività per i ragazzi.
Io non accompagno in gita, quello no. Però in questi 9 anni ho seguito progetti di tutti i tipi, partecipato a conferenze e eventi con le mie classi, fatto mercatini, mostre, scambi culturali, spettacoli teatrali, giornalini, e in generale quando qualche collega ha bisogno dei miei alunni per qualsiasi cosa, dalla gara sportiva al laboratorio di cucina, dalla preparazione di un manifesto alla presentazione della scuola ai più piccoli, io sono favorevole e disponibile, non brontolo e anzi incoraggio.

Perchè che ne sapete voi di cosa può servire a un ragazzino per imparare. Mica ci sono solo la storia e la matematica, nella vita.
Capita il bambino con handicap che si scopre bravissimo a impastare la pizza, lo straniero umiliato quotidianamente dalla fatica di capire una lingua nuova che però è capace di stare a capo di una squadra di suoi pari e far loro allestire un palcoscenico, o semplicemente il bambino timido, quello disadattato, quello in crisi, quello in lutto, quello con la delusione d'amore o lo sfigato coi brufoli, che però, messi in una situazione diversa dallo stare nel banco a subire, brillano per qualche capacità, o si sentono solo un po' sollevati e rincuorati.
Capita lo strafottente insopportabile che diventa un agnellino affettuoso se c'è bisogno di riordinare la biblioteca e sta un'ora e mezza solo con un professore. Capita l'agitato che tutto ma non fatemi stare seduto, e magari, messo a fare un lavoro pratico, anche di precisione, si scopre che è attento. Capita la divetta che presa da parte e messa a decorare tartine o ad appendere festoni svela aspetti infantili e coccoloni. Capita il protagonista che, nel fare un cartellone con due o tre di quelli che nemmeno calcolerebbe nell'intervallo, diventa disponibile e collaborativo.

Negli anni ho infilato come perle in una lunghissima collana momenti dorati in cui, magari sola con due o tre di loro per volta, ho scoperto aspetti nuovi e raccolto confidenze. La serenità negli sguardi di alcuni di loro mi ha ricaricato le batterie dopo ore di spiegoni, rimproveri, corde vocali tese e frustino.

Poi anche se chi li porta fuori è un collega sono favorevole, appunto per questi motivi. E' bello e giusto, soprattutto in una scuola di paese, in una campagna dove non tutti i genitori possono permettersi corsi pomeridiani o svaghi in giro per il mondo per i loro figli, che ci siano tante iniziative.
A me fa piacere che arrivino ai nazionali di tamburello o di bowling, che scoprano il tchoukball, che tornino con le medaglie o coi premi di un concorso, che vadano a intervistare i lavoratori, che mi raccontino com'è andata la competizione di scacchi o la gita al Lago Maggiore, la visita al museo o la partecipazione a un evento del Comune.

Però vorrei sapere, vorrei proprio sapere, chi ha organizzato il gemellaggio coi Francesi e che cazzo aveva in testa.
Giovedì sul tavolo della sala prof c'era un editto che specificava in quale ora e in quale classe gli alunni stranieri avrebbero dovuto svolgere attività. La I C e la III B non c'erano.
In mattinata, l'arrivo del pullman degli ospiti francesi mi distrugge la scarsa concentrazione della III B. Il passaggio della collega di Arte che presenta le mie ragazzine a quelle che devono "coucher avec" loro (...) scatena l'entusiasmo frenetico dei soliti mandrilli: in effetti il gruppo francese è soprattutto composto da femmine e di queste un bel po' sono le classiche francesine bionde e angeliche. Poi Terremoto, Cuba, Punta di Diamante e Timido Carino vengono coinvolti dalla bidella Rambo nella preparazione dei tavoli per la mensa allestita in auditorium, e per un po' partecipo anche io per sorvegliarli.
Solo che, dopo questi eventi emozionantissimi, non riesco più a far lezione, fanno casino, sono distratti e alla fine li faccio uscire prima dall'aula per l'intervallo, perchè non combinano un tubo. Al pomeriggio con la collega Milady sono talmente insopportabili che lei mi telefona la sera per chiedermi di prendere provvedimenti.

Venerdì mattina arrivo da Paesino Blu piuttosto scocciata (alle otto e zero cinque stavo firmando una nota sul registro: Franti accende un fiammifero in classe) e appena arrivo l'Inutile mi dice che mi manderà in classe quattro studenti francesi perchè vorrebbero seguire una lezione. Io, a malincuore dato che lei è sempre molto gentile, la supplico di lasciar perdere la mia classe perchè ho bisogno di cazziarli, di fare una prova di recupero e di farli lavorare come negri per recuperare la giornata buttata e ristabilire la disciplina. Lei acconsente. Io vado a controllare il foglio con gli impegni e scopro che la III B è stata aggiunta tra capo e collo nella notte tra giovedì e venerdì alle classi coinvolte nel gemellaggio.
Quando suona la campanella faccio per andare in classe e Celhoduro, senza neanche salutare, mi viene incontro e comunica:
"La III B adesso va a fare un partita in palestra con i Francesi".
Va? Modo indicativo tempo presente, affermazione? E quelle belle paroline magiche tipo per favore scusa ma abbiamo dovuto cambiare i programmi ti dispiace se?
Miiiiiiii.... Botta de saaangueee!!!

Come pensate sia andata a finire?

La III B non si è mossa dalla sua aula per tre ore, nel corso delle quali, oltre a lavorare a testa china, ha subito un cazziatone triplo: li ho cazziati da parte mia per la mattinata precedente, da parte di Milady (con convocazione di alcuni dei genitori) per il pomeriggio precedente, e di nuovo da parte mia perchè non mi piace per niente mettermi in conflitto diretto con un collega.
Tacendo loro che, se detto collega mi apostrofa un'altra volta con quel tono e in quel modo, gli dò una testata nei denti.

giovedì 10 marzo 2011

Hey sista, go sista, soul sista, flow sista...

Onestamente, ne avrei anche un po' le balle piene che ogni anno, all'epoca dei trasferimenti, la Bestia Nera, la Stronza di Arte e il Troll, coadiuvate da Celhoduro, mettano in giro le solite voci false sulle cattedre che non vanno a ruolo e sulle prime che diminuiscono.

Mi pare che, se una vuole mettersi in casa la Gattamorta* al posto mio, certo può fare un tentativo di vedere se io ci casco e non chiedo di restare, il primo anno, ma poi, quando per la quarta volta io dimostro di aver parlato col sindacato e il provveditorato e di aver fatto bene tutti i miei calcoli, è un po' inutile continuare a cercare di farmi arrivare news false per confondermi.
Anche perchè, dopo cinque anni che bazzico la scuola, anche fossi completamente cretina mi sarei un attimino intagliata il fatto che, a ripetere come un mantra che non si sa chi verrà di Lettere l'anno prossimo perchè forse non c'è cattedra, siano sempre le solite: il Troll (la migliore amica della Gattamorta), la Stronza di Arte (la migliore amica della migliore amica della Gattamorta), Celhoduro (che con la Stronza di Arte e con la Gattamorta stessa è così intimo da far sollevare fastidiose insinuazioni: agli alunni, non a noi adulti che tendiamo a farci i cazzacci nostri in certi campi**; se poi gli alunni siano voce della verità o meno, è da stabilirsi), e la Bestia Nera, cioè le quattro persone con le quali, giriamola come vogliamo, io non riesco ad andare d'accordo.

[* La Gattamorta è figlia di un partigiano molto famoso in paese divenuto senatore della Repubblica, e nipote della colonna della parrocchia locale. Quindi ha uno stuolo di leccaculo, comprendente anche la preside, che da anni cerca di far saltare il posto a me (con questioni di punteggi) e/o all'Inflessibile (sgradita perchè inflessibile e torturata con vari tipi di mobbing, finchè non ha fatto protocollare una lettera che conteneva la formula magica "mi riservo di adire le vie legali"), per liberare il posto a lei.
** Vi assicuro, perchè l'ho provato, che quando in un istituto scolastico ci sono due colleghi ambedue sposati che vanno a letto insieme e lo sanno tutti, è veramente un casino per gli altri. (Non credo sia questo il caso dei miei attuali colleghi, ma anche fosse noialtri ci comporteremmo come il gatto quando il riccio va a mangiare nella stessa sua ciotola: fingendo che sia invisibile.)]


Solo ieri la Bestia Nera ha fatto una supplenza nella mia terza, non perchè fossi assente io, ma perchè mancava la F., e con me presente in servizio nel corridoio a fianco si è permessa di fare lezione e iniziare un argomento nuovo***, di Storia****, e non, attenzione, un argomento generale tipo "la scienza e la tecnica alla fine dell'Ottocento": LA PRIMA GUERRA MONDIALE.
La prima guerra mondiale, cazzo. No, adesso lo ribadisco. Tu ti coltivi una classe per mesi per spiegare le guerre mondiali come Dio comanda, arriva una dall'altra sezione e spiega la Triplice Alleanza e la Triplice Intesa, dal nulla. Mentre io, che sto facendo fare il tema alla I C, sto interrogando tre persone, proprio di terza, e proprio di Storia, in un'aula a sei metri in linea d'aria.
MA VAI IN CULO.

[*** Non scavalcare un collega spiegando al posto suo è uno dei dieci comandamenti non scritti propri della mia professione.
**** Se proprio devi dare fastidio alla Castagna, che è una che si smazza compresenze scomode, insegnanti di sostegno inutili o dannosi, bidelle rompicoglioni, genitori idrofobi o appiccicosi sempre con il sorriso sulle labbra, devi toccarle i suoi ragazzi e le sue materie. E se vuoi che ti morda proprio, tra queste materie devi scegliere Storia.]

Mi sono incazzata così tanto ma così tanto che l'ho persino detto ai ragazzi.
Che le arrivi pure, non me ne frega un cazzo, io non vado a insegnare Storia nelle classi degli altri.

La Stronza di Arte poi mi odia proprio, mi guarda come se vedesse un topo morto quando le parlo, abbiamo ridotto al minimo le interazioni perchè io posso anche essere gentile e collaborativa, lei evidentemente no.

Beh. Oggi sono arrivati i Francesi della scuola gemellata con noi. Adulti e ragazzi. Hanno bussato alla porta della III B e chiesto di poter vedere Pasticcino Svizzero e Bimba Stupenda, che ospitano due delle ragazzine: e sotto il mio deliziato naso la collega di Arte ha comunicato a tali Julie e Justine che avrebbero dormito a casa di Pasticcino. Ma invece di dire "Vous allez dormir chez..." ha detto "vous allez coucher avec..."

Questo mi ha veramente, veramente, veramente migliorato la giornata.

Di brutto, proprio. Sono meschine, ma sono comunque soddisfazioni.





Giuchie Giuchie ya ya dada, Giuchie Giuchie ya ya here... oh yeah!

martedì 8 marzo 2011

8 marzo balzano

All'Inflessibile e sua figlia che provano insieme gli esercizi di solfeggio

Alla Diavolessa perchè è la Diavolessa e il solo vederla passare mi rassicura che esiste la fighitudine anche dopo i trent'anni

Alla cicciona maleducata e indisponente del piano di sopra, chettepòssino, intanto ieri sera t'ho spiegato due cose, o no?

Alle donne che dopo vent'anni di prove sono ormai riuscite nell'arduo compito di depilarsi contemporaneamente negli stessi dodici minuti gambe, braccia, ascelle e pube usando crema e strisce e, soprattutto, riuscendo a non scivolare in una pozzanghera di acqua, crema depilatoria, olio post-epilatorio e borotalco e sfondarsi il cranio contro il lavandino

Alle donne che a trent'anni suonati ancora inciampano sui tacchi, si smagliano le calze e si danno l'eyeliner storto

Alle donne che sono sempre in ritardo

A quelle che hanno le ragadi da allattamento

A quelle che quando vanno dalla ginecologa e si piazzano sul lettino guardano il soffitto e pensano: vorrei che una volta, una volta sola tanto per provare, glielo facessero un po' a lui, 'sto giochino del divaricatore

A quelle che cantano le filastrocche

A quelle che insegnano a cucinare

A quelle che sgridano i figli

A quelle che sfanculano i mariti

A quelle che NON sono a disposizione

A quelle che piangono da sole la sera tardi in cucina

A quelle che sono tanto fini ma poi uno stronzo in macchina taglia loro la strada e dicono cose irripetibili di fronte alla famiglia

A quelle che fanno la pausa caffè con le amiche

A quelle che hanno la nausea al secondo mese di gravidanza

A quelle che non possono resistere alla nuova borsa di Carpisa tanto Carpisa non è Hermès e posso permettermela

A quelle che amore passi dal cinese che non ho voglia di cucinare?

A quelle che tu non mi tratti come una serva

A quelle che a volte invece del tè verde alla calendula vorrebbero un whisky liscio

A quelle che si danno la terza mano di smalto sopra quello scheggiato di due settimane fa

A quelle che NON sono perfette ma vorrebbero essere Bree Van de Kamp

A quelle che piangono coi singhiozzi nei bagni del cinema alla fine del film

A quelle che ce n'hanno per i coglioni di essere femminili

A qualche raro uomo che se lo merita

...buon 8 marzo

lunedì 7 marzo 2011

Il ritorno del Danno - 2

Tua madre è invecchiata di brutto, si è trascurata i capelli, la pelle, i denti. Lei che quattro anni fa è venuta ad accompagnarti al tuo esame di terza media con la coda di cavallo e una maglietta da ragazzina, i tuoi stessi occhi grandi e l'aria di una che si scambia i vestiti con la figlia maggiore.

Tu avevi un'angoscia tremenda di essere lì al centro dell'attenzione, tra i colleghi che ti accoglievano con sorrisi e abbracci, proprio tu che sei sempre stato la superstar. Avevi gli occhi così sgranati che per un attimo mi sono chiesta se era l'effetto di qualche farmaco. Ti muovevi come un burattino. Ripetevi a ognuno di loro con tono basso e inespressivo che hai provato a tornare a scuola e a studiare, ma non puoi perchè leggi tre righe e ti dimentichi cosa hai letto.
Tu. Tu che studiavi una materia mentre ne ascoltavi un'altra e facevi a gara con i tuoi compagni a chi si ricordava più nomi di capitali.

Cristo, ormai a trentacinque anni ne ho viste e sentite di cose intollerabili, ma questa. E dire che avevo tentato di prepararmici.

Io non sarei riuscita non avrei potuto non sarei stata capace di sopportare che restasse solo questo quello che avevo rivisto di te dopo quattro anni, dopo averti saputo in bilico sull'orlo della morte, e vedere che gli altri svicolavano via dopo averti salutato mi ha ferito e offeso.

Tua madre ha capito che eravate arrivati in un cambio d'ora, quando si sono allontanati i colleghi per andare nelle rispettive classi ha fatto per salutarmi, ma io diabolica avevo cavalcato l'onda di un cazziatone appena fatto alla terza B e li avevo riempiti di roba da scrivere per punizione, così mi sono fermata un po' con voi.

E menomale, perchè la sberla terribile di vederti così spaventato e infelice si è un pochino riassorbita, un pochino poco veramente, ma almeno ti ho dato il tempo di rifiatare, dopo quell'ordalia tremenda di rimettere piede nella tua scuola dove eri un re, e renderti conto che eravamo tutti colpiti da quanto sei diverso.

Abbiamo avuto il tempo:

di parlare di te e del tuo pallone,

di te e delle tue sere in discoteca,

di te e della tua famiglia,

di berci un caffè,

ho avuto il tempo

di farti i complimenti per il coraggio e la forza con cui avete reagito, tu e la tua famiglia,

di dirti che so che sei una bella persona pienissima di risorse e che capisco che ci hai messo un coraggio da leone,

di capire che nella scuola dove hai tentato di riprendere gli studi qualche coglione ti ha dato di colpo cinque pagine di letteratura francese da studiare e tu ti sei disperato di non riuscirci,

di rubare a tua madre, in un momento in cui tu salutavi una collega di passaggio, l'ammissione che non riuscire a studiare ti ha messo sotto stress e in uno stato d'ansia tale che dopo soli quindici giorni ti hanno dovuto togliere,

di parlare anche d'altro che non fossi tu, per darti fiato,

di vederti sorridere, sempre un po' impacciato e con quegli occhi che sembrano gli occhi di uno che sta guardando dall'alto il fondo di un burrone orrendo,

e di salutarti con calore pregandoti di tornare, di farci sapere, di proseguire nel migliore dei modi.

Poi sono tornata a far lezione, con un umore di merda come pochissime volte in vita mia. E quando al cambio d'ora ho incrociato il Gigante in corridoio, lui mi ha guardato e mi ha letto chiaro in fronte che dolore è stato vederti così, e ha fatto una faccia come dire che anche lui, che la vita fa vomitare a volte, e cosa vuoi farci.

Poi sono passate alcune ore in cui il mucchietto disordinato delle cose che ci siam detti, io tu e tua madre, nello stanzino delle bidelle, si è un pochino ricompattato nella mia mente e ho colto qualche flash che sul momento, nell'ansia di metterti a tuo agio, di ascoltare tua madre ma anche di impedirle di parlare di te come se tu non fossi presente o di rispondere al posto tuo, mi era sfuggito.

Il fatto che quando, per parlare un momento del più e del meno, ho detto che nelle foto della tua precedente classe su Facebook avevo riconosciuto una mia ex alunna di tanto tempo fa, e ci siamo messe, io e tua madre, a parlare del fatto che questa ragazza ora è dichiaratamente lesbica, ed anche per i problemi che ha avuto a viversi la sua identità sessuale è indietro di vari anni con la scuola, tu sei intervenuto per dire, come se dicessi "toh guarda piove", che i medici ti hanno chiesto se avevi sempre gli stessi gusti, perchè, data la botta che hai preso in testa, che se ne sapeva che non avessi modificato anche tratti della tua personalità... (ho pensato alla ghignata che avresti fatto anni fa facendo lo stesso discorso, ma siccome c'era tua madre non ho potuto concedermi più che un divertito sopracciglio e sono rimasta a annuire professionalmente, cercando di non pensare a quando inseguivi la Bidella di Burro urlandole "Mimmaaaahhh! vieni qua che bacio anche teeee!!!").

In un altro punto del discorso, per correggere qualcosa che tua madre aveva detto, hai fatto notare che i medici ti avevano dato per buono che potevi perdere il 30% della mobilità del corpo, dicendo testualmente: "Mi hanno dato per il 30% morto, e invece guarda qua..."

E poi quando tua madre mi ha detto che all'ospedale ti fanno fare esercizi per la memoria e la concentrazione, hai interrotto la conversazione sulla parola ospedale correggendola con: "carcere".

Insomma mi accorgo che, ora che sono seduta qui sola a ripensarci, mi spuntano tanti momenti della conversazione in cui, come facevi anni fa, hai trovato un contatto diretto con me, e con tono uniforme e quasi casuale mi hai detto che la tua vita è stata sconvolta fin nelle fondamenta, che hai avuto tanta paura, che ci vuole un pelo sullo stomaco così a reggere le tue settimane lentissime e a non avere ancora più paura del futuro, ora che sei a casa, di quanta ne avevi quando eri in ospedale.

E metto insieme l'emozione fragile nella tua voce quando mi hai salutata arrivando, un mezzo sorriso quando ho detto che dovevo tornare a bastonare la mia terza, la leggera carezza che mi hai fatto abbracciandomi, e queste specie di confessioni tra le righe, così simili per modalità a quelle che buttavi lì durante un discorso in classe, per cui, alla fine, anche se sei come prigioniero dietro un vetro spesso, anche se sei ancora tanto spaventato, io lo posso dire tranquillamente che sei sempre tu.

sabato 5 marzo 2011

Tashi delek!

Le lune di Castagna
almanacco lunare per simpatizzanti buddhisti e tibetani d'adozione


Ecco, ho fatto un pasticcio, vi avevo preparato tutto bene un post con diversi giorni, e credevo di averlo pubblicato, invece mi s'è spento il computer mentre stavo pubblicando e poi, i giorni successivi, ho fatto tutto così di corsa che mi son scordata di andare a vedere se c'era o non c'era. E non c'era.

Beh, sappiate che:

- Il primo marzo era Luna in Capricorno, come a dire che se avete patito il freddo è perchè dovevate coprirvi, ma ve l'ho detto in ritardo, scusate.

- Non dovevate sognarvi di tagliarvi i capelli per tutta la settimana. L'avete fatto? Peggio per voi.

- Se vi sentivate molto tibetani, sappiate che giovedì era giorno di purificazione, quindi avreste dovuto assumere i voti monastici interi (cioè digiuno vero e proprio e... rullo di tamburi... CASTITA'!!!)
So che all'idea della castità molti di voi fanno una leva, ma dicendovelo dopo ottengo il risultato che, se per caso siete stati orfani di attenzioni sessuali dal partner per ventiquattro ore tra mercoledì e venerdì, almeno vi consolate pensando che in quelle ore migliaia di osservanti buddhisti erano nella stessa situazione, e per scelta, loro. Poi ci sono anche quelli che non devono scegliere, fortunati, no???
Lasciamo perdere... Quanto manca ancora alle vacanze di Pasqua??? Sì... Troppo, ecco. Okay, torniamo a noi. Vi ho trascurato, dicevo, privandovi di informazioni importantissime, tipo che non dovevate trombare giovedì.

Per farmi perdonare il disguido, ecco a voi i miei migliori auguri per il Capodanno Tibetano, che se non lo sapevate è oggi, inizio dell'anno 2138, anno del Coniglio di Metallo.
TASHI DELEK a tutti!!! (Roba traducibile con un giro di parole complesso, ma alla fin fine vuol dire: "buoni auspici"! In pratica, una versione buddhosa di "tanti auguri".)

Insomma, se fossimo Tibetani daremmo con oggi inizio a 15 giorni molto importanti per la nostra liturgia. Rispetteremmo i precetti tutti i giorni fino al 19 marzo.

Ne approfitto per ricordarvi i cinque precetti base del laico buddhista: non uccidere, non prendere cose altrui, non mentire, non avere condotta sessuale scorretta e non prendere eccitanti. A cui, nei giorni di precetto, si possono aggiungere non mangiare dopo mezzogiorno, non indossare ornamenti o profumi, non sedere comodamente o su sedili alti (cioè essere umili).
Nei giorni più importanti i precetti vengono resi più severi: castità, digiuno, e zero intrattenimenti (niente musica, spettacoli, ballo).

Comunque. Il Losar viene festeggiato con parenti e amici e pregando. Il quindicesimo giorno è detto "giorno dei prodigi".

Nella pratica, sarebbe il giusto momento per disintossicarsi da caffè e sigarette (15 giorni dovrebbero portare a un certo equilibrio). Fatto salvo che mentre alla singola sigaretta neanche quotidiana posso certo rinunciare, e l'alcool l'ho abolito anni fa, nessuna forza dell'universo potrà mai convincermi a fare a meno del caffè in piena stagione lavorativa. Io comunque ve lo comunico, non sia mai che vi serva saperlo, che qualcuno voglia provare.

Altre notizie.
Oggi 5 e domani 6, Luna in Pesci: a maggior ragione, non assumete roba chimica o sostanze nervine. (Voi. Io sono stata senza caffè ieri per un caso e stamattina ero in crisi depressiva, oltre ad avere un mal di testa abominevole.)
Poi fino a mercoledì Luna in Ariete: bevete, curate gli occhi e non stressatevi. (Voi. Io ho una probabile epifania del Danno lunedì, da gestire durante un incontro con la Polizia Postale, poi ho sicure grane lavorative all'ordine del giorno, da picchiarmi online con la domanda di trasferimento, e i quadernoni di 40 persone da riordinare.)

Nel frattempo se simpatizzate col Tibet sappiate che domani, martedì, mercoledì e giovedì dovete indossare il solito bianco o il solito giallo, che a parte martedì i prossimi sono tutti giorni favorevoli al successo in vari campi, e che non potete ancora tagliarvi i capelli fino a lunedì.

mercoledì 2 marzo 2011

E questo è il secondo

...dei modelli che mi vengono in mente per fare la tutor...

Top of the career

Volevo fare la prof, e da quando avevo ventisei anni faccio la prof.
Volevo essere nella scuola pubblica, e da quando avevo ventisette anni sono nella scuola pubblica.
Volevo essere sulla materia, e da quando avevo ventinove anni sono sulla materia.
Volevo essere di ruolo, e da quando avevo trentun anni sono di ruolo.

C'era solo un'altra cosa che volevo, dato che non vorrei mai fare la preside nè, per ora, la vicepreside, o passare alle superiori.

FARE L'INSEGNANTE AGLI INSEGNANTI.

E pare che ora sia arrivato il mio momento. Parte il tirocinio formativo attivo obbligatorio per abilitarsi. Potrei avere già i requisiti per fare domanda come tutor.

E sono molti mesi che penso a come lo farei.
Ci sono molte cose da dire, e potrebbe diventare un capitolo veramente serio e interessante di auleintempesta.
Per il momento, non so se mi prendono. Nè cosa dovrei fare, anche se ho visto come si comportava la mia (splendida) tutor anni fa. Però so una cosa, di sicuro.

So a quali modelli di insegnante mi rivolgerò per trattare i tirocinanti. Questo è il primo che mi viene in mente.

C'è classe e classe...

Ci sono classi dove puoi spiegare filosofia. Anche se hanno undici anni. Classi dove, per chiarire cosa significa kalòs kài agathòs, ti parte lo spiegone sul pensiero greco, e classi dove ti scappa di spiegare il mito della caverna. E seguono. Non sei tu che ce li porti, sono loro che ci portano te.

Ci sono classi dove un minimo riferimento alla divisione dei poteri di Montesquieu scatena una discussione sulla politica odierna, classi dove parlare di Lutero innesca un profondo dibattito sulla morale e la teologia.

Classi dove buttare lì una nozione di geografia economica scuote un terremoto di coscienza e scoprono, di colpo, la geopolitica.

Classi dove la poesia dell'Ottocento e del Novecento mette radici e non ne hanno mai abbastanza, e altre dove, per qualche strano motivo, le ore di letteratura vengono subite passivamente, mentre ci si appassiona a Garibaldi, a Giolitti, a Cavour.

Classi che detestano la grammatica e altre che la trovano divertente e facile.

La III B del 2006/2007, dopo tre mesi con me, di colpo vedeva collegamenti politici, intrallazzi fiscali, multinazionali del petrolio, signori della guerra e dipendenze politico-economiche ovunque nel mondo.
Erano una classe geopolitica, almeno quanto i loro succedanei del 2008/2009 erano filosofici e i primini di quest'anno sono scrittori e grammatici.
Temo non si possa dire altrettanto per la III B attuale, pur con tutte le sue qualità.

Prova di geografia degli Stati extraeuropei, primo marzo 2011.

Esercizio a completamento:

"Molti Stati del Centro e Sud America sono legati economicamente agli USA, perchè..."

...gli USA sono molto sviluppati in particolare nel settore terziario (Pasticcino Svizzero)
...per le risorse minerarie (l'Urlatrice)
...coltivano prodotti uguali (Paffutella)
...altrimenti sarebbero poveri e non avrebbero abbastanza soldi (Minimuto)
...non vi sono materie prime necessarie alla popolazione (Piccola Dorrit)
...hanno bisogno di economia crescente visto che sono poveri nei loro Paesi (Grossa Sorpresa)
...con la guerra di indipendenza tra il Sud e il Nord si sono uniti (Cuba Caliente)
...hanno caratteristiche simili (lingua, religione...) (Bimba Stupenda)
...sono stati scoperti dallo stesso esploratore, e allora decisero di unirli agli USA (Timido Carino)

Inoltre, è interessante vedere cosa succede a dare a costoro un esercizio molto apprezzato da una terza di In Cima al Monte, di cui avevo raccontato all'attuale III B, e che loro stessi hanno voluto che mettessi nella prova. Si tratta di dare solo un nome proprio e chiedere la definizione e la posizione geografica. Tipo: Labrador --> penisola --> Canada

Sono così comparsi nella geografia dell'America:

il lago Nassau
il fiume Aconcagua
il subcontinente delle Antille
la città di San Andreas
il lago Angel
il fiume Terranova
la città di Yucatàn
lo stato della Patagonia
il fiume Rio de Janeiro
lo stato della Groenlandia
il fiume Seattle
la città di Baffin
il monte Gatùn

Ho mal di pancia...


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P.S.: Sappi, Noisette, che ho stampato un collage dei migliori errori dei tuoi alunni e l'ho dato in terza, omettendo ovviamente i riferimenti al tuo blog e indicando i tuoi ragazzi come studenti di una media di Torino.
Inorriditi: "ma prof, noi non siamo messi così male!!!"
Io zitta.
"Voglio dire, non siamo così mal... no?"
Io zitta.
Sguardi sgomenti.

Ti autorizzo a stampare queste castronate geografiche e farle correggere dai tuoi, sempre salvandomi la privacy grazie.