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lunedì 18 giugno 2018

Catarsi. Forse.

Quando una non mette a posto il cassetto per un anno, e viene giugno:


È molto catartico risolvere l'archiviazione delle prove di un intero anno con quattro ore e mezza di solitudine in una stanza con le tapparelle tenute basse. Fine di qualcosa. Preparazione a qualcos'altro.

Sto celebrando il distacco. Da una delle classi più fallimentari della mia intera carriera e da un modello di lavoro che non va più bene per la scuola di adesso, poi ve ne parlerò.
Dal tipo di insegnante che ero prima e che non sarò mai più, per evitare di essere di nuovo "quella che fa vedere che ci patisce" e trasformarmi in "quella che patisci a vederla"... O qualcosa del genere.
Da  3 o 4 persone che ho incontrato in questi anni difficili, ognuna delle quali mi ha lasciato un segno. Non importa se un segno marchiato col fuoco, o lieve e brillante come lucidalabbra.
La quarta persona, che è l'Orsone, spererei di non lasciarla, invece le strade, molto probabilmente, si dividono qui. Perlomeno la sua grande, calma presenza sarà quella che mi ha lasciato il segno migliore e e mi ha permesso di cancellare i segni precedenti, come una materna gomma pane che ci mette pazienza con tutto il mio agitarmi. E basta caffè. Che poi dice che le saltano spesso i nervi, alla Castagna, e invece questi caffè così leggeri, così pieni d'aria pulita, erano la sua ancora in porto.




Sto celebrando le cose che sono andate bene, quelle che sono andate male e la tristezza che c'è stata in mezzo, totale, ma intanto a forza di essere al buio ci si è adattata forse la pupilla e ora si sta, in questo buio, come in una luce. Il più delle volte.

Sto celebrando il distacco da molte paure e l'inizio di qualcosa di nuovo. Di cui non ho idea e la vecchia Castagna, quella con l'ansia, questa cosa l'avrebbe odiata. Questa qui che vede al buio, si è tagliata i capelli e, laddove possibile, ha anche smesso di mentire, no. Tanto, ormai.

mercoledì 6 giugno 2018

Consapevolezza

Sono stanchissima, delusa da tutto e amareggiata perché alla fin fine qualche voto ho dovuto alzarlo persino io, e comunque nella notte le sufficienze sono spuntate come funghi. L'Orsone è incazzato, e ha ragione.

In terza ho chiesto di alzarsi a tutti quelli che ritenevano di avere rischiato o di stare rischiando l'anno.
Si sono alzati esattamente tutti quelli che si meriterebbero di rimanere bocciati: 11 su 12 delle lettere che abbiamo mandato a marzo.

Poi ho anche chiesto di alzarsi a quelli che pensavano di poter fare di più di quello che hanno fatto nel corso di quest'anno.
Si sono alzati tutti tranne due. Ho detto ad una delle due di alzarsi per metà.
E ho fatto sedere altri due. Una era Mimosa.
Le ho chiesto se mi sapeva dire perché si era alzata e lei è scoppiata a piangere e ha detto che di letteratura doveva prendere voti più alti.
Ho risposto che non sempre si può fare l'en plein, e che lei che  deve andare al classico fa bene a chiedersi se ha fatto il massimo, di Italiano.
Non sa che la porto a scrutinio con il 10, ed è l'unica della classe.


lunedì 4 giugno 2018

Checklist di fine anno

Correggere tutte le ricerche in formato cartaceo, ppt, word, mp4, e farlo in modalità "no ma io la prendo bene, sono rilassata, eh, sono solo SETTANTACINQUE".

Demi Moore mi fa una pippa.









Prenotare trapianto di reni: l'amicizia con l'Orsone mi ha ridotto male. D'estate dovrò fronteggiare due tipi di crisi d'astinenza: da caffeina, e da grosso uomo barbuto dalla battuta bastarda. Sarà brutta.

Pensare seriamente a smetterla di mangiare roba che germoglia nelle macchinette automatiche.

Bocciare della gente. In alternativa, non far vedere ai colleghi che mi brucia non bocciare.

Bere alcolici. Non so perché, ne ho voglia. Voglio proprio uscire una sera e farmi un drink. Conto sulla Bottadicoca. Anche se poi finisce alle due di notte con me e lei che strilliamo maledizioni ai mariti sedute nel suo SUV. Sì, ho un'amica bionda che guida un SUV bianco. Pazzesco eh. Lei sa benissimo cosa penso delle bionde col SUV bianco. E ride. Io so cosa pensa lei delle donne disordinate che correggono in ritardo le prove. E rido.

Viaggiare. Cazzo quest'anno voglio muovermi.

Andare a cercare dove cazzo sono finiti gli addominali. Là sotto da qualche parte. Io lo so che ci sono.

Dormire infinite ore tra le braccia dell'Uomo, in mutande.

Mettermi dei vestitini favolosi e dei tacchi da frattura ogni giorno in cui vedo i colleghi ma non ho lezione. Quest'anno mi sono rotta i coglioni di avere solo abbigliamento e scarpe atti a rincorrere i minorenni per i corridoi.

Cucinare qualcosa che non sappia di plastica e non sia precotto.

Camminare ore e ore, tempo permettendo, bevendomi il verde delle colline.