Sto celebrando il distacco. Da una delle classi più fallimentari della mia intera carriera e da un modello di lavoro che non va più bene per la scuola di adesso, poi ve ne parlerò.
Dal tipo di insegnante che ero prima e che non sarò mai più, per evitare di essere di nuovo "quella che fa vedere che ci patisce" e trasformarmi in "quella che patisci a vederla"... O qualcosa del genere.
Da 3 o 4 persone che ho incontrato in questi anni difficili, ognuna delle quali mi ha lasciato un segno. Non importa se un segno marchiato col fuoco, o lieve e brillante come lucidalabbra.
La quarta persona, che è l'Orsone, spererei di non lasciarla, invece le strade, molto probabilmente, si dividono qui. Perlomeno la sua grande, calma presenza sarà quella che mi ha lasciato il segno migliore e e mi ha permesso di cancellare i segni precedenti, come una materna gomma pane che ci mette pazienza con tutto il mio agitarmi. E basta caffè. Che poi dice che le saltano spesso i nervi, alla Castagna, e invece questi caffè così leggeri, così pieni d'aria pulita, erano la sua ancora in porto.
Sto celebrando le cose che sono andate bene, quelle che sono andate male e la tristezza che c'è stata in mezzo, totale, ma intanto a forza di essere al buio ci si è adattata forse la pupilla e ora si sta, in questo buio, come in una luce. Il più delle volte.
Sto celebrando il distacco da molte paure e l'inizio di qualcosa di nuovo. Di cui non ho idea e la vecchia Castagna, quella con l'ansia, questa cosa l'avrebbe odiata. Questa qui che vede al buio, si è tagliata i capelli e, laddove possibile, ha anche smesso di mentire, no. Tanto, ormai.




