Quesito.
Immaginati una ragazza che inizia a fare il suo mestiere, fa sbagli come tutti, a volte deve scusarsi, sicuramente deve imparare, spesso deve inghiottire cucchiaiate di merda come tutti i precari.
Immaginati che questa ragazza abbia un'enorme volontà di fare quello che fa, e lo faccia veramente con passione, e lo faccia volentieri anche quando nessuno le riconosce niente, perché il suo carattere, assolutamente non facile, ammettiamolo, e le sue capacità piuttosto sviluppate hanno dato fastidio, la sua voglia di sperimentare ha fatto sentire alcuni altri delle mezze seghe, e le mezze seghe vogliono continuare a essere mezze seghe, ma senza che glielo facciano notare, che sono delle mezze seghe.
Immaginati adesso che questa ragazza non sia più una ragazza, che siano 20 anni che fa questo mestiere e che un giorno si sia traferita in una nuova scuola, dove finalmente usano le sue capacità per far funzionare le cose.
Adesso immaginati che un collega faccia una cosa veramente scorretta a questa che continuiamo a chiamare ragazza, e che una preside ed altri due colleghi, invece di raddrizzare il tiro, alimentino la scorrettezza e la amplifichino, continuando a parlare dietro la schiena di quella che non è, ormai, più una ragazza, ma fa sempre le cose con tutta l'anima, anche se a volte, per carità, fa le sue brave minchiate; ma non stavolta.
Ora immaginati che questa ragazza abbia trascorso gli ultimi tre anni della sua vita a fare un corso dietro l'altro per potenziare le sue capacità, e smettere di avere paura anche della sua stessa bravura, e imparare a chiedere scusa solo quando necessario e non sempre, tutte le sante volte, come se fosse lei quella a cui si devono tutti i mali dell'umanità.
Immaginati che questa ragazza si sia rafforzata dopo tante, tantissime facciate nel cemento, sul lavoro e fuori, e abbia deciso che d'ora in poi, quando ha ragione, non si sposterà di un millimetro dal punto in cui si trova e saranno gli altri, eventualmente, che dovranno imparare a fare un passo verso di lei, per evitare di mettersi ancora di più dalla parte del torto.
Immaginati, comunque, che quando questa ragazza si fa le sue ragioni e non cede di un millimetro, questa cosa le costi ancora uno sforzo terribile, non solo per essere lucida e assolutamente professionale, ma anche per non lasciare andare a ruota libera il suo carattere che è notoriamente tutto fuoco e fiamme, quindi torni a casa con i muscoli completamente distrutti dalla fatica di contenere la respirazione, la voce, la gestualità e di restare assolutamente impassibile di fronte a qualunque forma di pressione e provocazione.
Immaginati che questa ragazza smetta di dormire decentemente e inizi a sognarsi cose orribili come stragi o delitti pieni di sangue e a svegliarsi alle 5 di mattina con le palpitazioni.
E immaginati anche che questa ragazza, che aveva già le sue belle cosucce da digerire quest'anno, tra cui tre lutti, il distacco da una figlia e diverse delusioni a casa e fuori, faccia finta di farcela, e continui ad andare a lavorare senza perdere un minuto, e perseverando anche nell'essere il più possibile sorridente, ironica e gentile con gli altri nonostante una mezza jdea di mandare tutti a cagare e restarsene sotto il piumino a gemere.
Hai visto tutta la sequenza? Ti sei fatto un'idea di come possa stare dentro di sé questa ragazza, mentre fa la dura, la spessa, quella che una volta tenuto il punto non si guarda indietro e va avanti tranquilla come se niente fosse? Perfetto.
Ora che ti sei immaginato tutto questo aggiungici il dottor Carter, che la guarda con i suoi occhi castani così giovani e così buoni, mentre lei mette a nudo esattamente come si sente, per chiarirgli che anche lui, che è un professore straordinario, un giorno, dovrà farsi le sue ragioni proprio come lei, e starà malissimo, ma stare malissimo non sarà un motivo sufficiente per non farlo.
Adesso aggiungici anche una Valchiria bionda, che in qualche modo ha capito dove sta il cuore ferito sotto tutta questa corazza da lottatrice, e interviene la sera con questi messaggi: "Domani ti porto una torta. A che ora stacchi? Andiamo a pranzo insieme così parliamo." (Cosa a cui la lottatrice risponde: "Ah sarà meglio che parliamo d'altro... cibo, vacanze, bei progetti e maschi con un bel culo direi che sono gli argomenti adatti")
E quando ci hai aggiunto tutto questo, fai entrare in sala professori un grosso orso con il cappotto nero, che non ha nessuna intenzione di toccare l'argomento ma sa esattamente tutto quello che è successo, e trova la ragazza che parla con la maestrina del progetto di recupero. E immaginati che questo orso si fermi a parlare di cose in cui apparentemente non è per nulla coinvolto con la maestra, restando in piedi accanto alla ragazza, senza quasi guardarla, senza dirle niente, semplicemente dandole la sua titanica presenza come appoggio.
E così, dal nulla, immaginati anche che la maestra e il grande orso, casualmente, si mettano a parlare di un alunno che, dicendolo con affetto, è oggettivamente un po' strano, e il grande orso colga l'occasione per imitarne il comportamento, afferrando il cancellino della lavagna della sala professori e mettendosi a ballare e sculettare nel cappotto nero mentre cancella, mentre la maestra, la ragazza e tutti gli altri presenti si scassano dal ridere.
Ora ti chiedo: questa settimana, alla, chiamiamola, ragazza, è andata male o è andata bene?


