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domenica 27 ottobre 2019

Cose belle, meno belle, bellissime - 1

In II B, la Strana mi recita "Tanto gentile e tanto onesta pare" così bene, ma così bene, ma così bene, che a me viene la pelle d'oca.  Prende un 10 e lode e poi viene anche a ripetere la poesia davanti a tutta la terza: "Te la senti?"
"Certo, prof, ma io non li guardo, guardo lei, me lo hanno insegnato al corso di teatro."  "Guarda chi vuoi, basta che la reciti come l'hai recitata di là, che va benissimo."
E guarda davvero me, tanto che, quando mi sposto un attimo per chiudere la porta visto che in corridoio c'è rumore, mi rendo conto che non devo lasciare il contatto visivo con lei, altrimenti si impappina. Mi fermo e non la mollo, non si impappina, fa un figurone.
Alla chiusura dell'ultima terzina c'è un secondo di silenzio ammirato da parte della terza B. Poi Strepitoso sfodera il suo miglior sorriso, quello con la combo fossette + alzatina di spalle + arricciatina di naso, e esclama: "Ecco, io l'anno scorso ho preso due!!!" e tutti ridono, e dopo le battono generosamente le mani.

Dal momento che lei ha fatto questo exploit,  in II B parliamo della lettura espressiva e della capacità di creare delle sensazioni nel pubblico.  Per spiegare loro cosa si intende faccio cercare sulla Lim al mio collega di sostegno un pezzo di una lettura dantesca fatta da Vittorio Gassman. Spiego anche che Vittorio Gassman era persino esagerato, quanto a teatralità... quindi per sdrammatizzare ascoltiamo i brevissimi contributi in cui Vittorio Gassman legge con aria ispirata l'etichetta di un capo delicato, gli ingredienti dei frollini e altre cose buffissime. Vi consiglio di cercarle su Internet perché vi miglioreranno la giornata,  in particolare è spettacolare quella in cui legge il cartello dell'oculista.
I ragazzi si sdraiano dal ridere e allora presa dal sacro fuoco metto su anche i brevi sketch su YouTube in cui Nicola Nocella legge i grandi maestri contemporanei (Luciano Ligabue e Tiziano Ferro, cercate pure quelli). Commento del Cinghiale: "No, ma questo è un bomber!"

Da quel momento gli alunni di II B mi chiederanno di andare in bagno soltanto con pause drammatiche e occhio folgorante alla Gassman. Però c'è un momento di intoppo in tutto questo: all'inizio di questa pausa di ilarità, alcuni dei ragazzi sono fuori a fare una prova di grammatica e, quando il collega cerca il video di Nocella che legge Tiziano Ferro, io gli chiedo di far sentire prima un pezzetto della canzone originale e lui sbaglia video. Allora, io sono incartata a cercare di capire come arrivare alla canzone giusta, ma il collega non mi segue; nel frattempo mi si pianta davanti Anna Frank coi suoi occhioni da bambina della comunità e enuncia: "Io sono diversi giorni che ho la diarrea". Al che io le dico  "Vai pure, se devi andare in bagno", e lei mi dice: "No, ma io sono diversi giorni che ho la diarrea" e io interdetta: "Ok, se devi uscire vai, non chiedere neanche il permesso" e lei: "No, ma..." e non mi si toglie di davanti. Io cerco di capire, nel frattempo il collega mi parla, nel frattempo la classe che sta perdendo l'attenzione si agita, e in tutto questo sulla mia manica si appoggiano le ditine frenetiche di BastianaBaldassarraBucci e io scatto: "Cosa vuoi?", abbastanza secca. La poverina: "Niente, ho finito la prova", dice lei, e io: "E va bene! Vai a posto" e cerco contemporaneamente di far partire  il video giusto per far stare attenti gli altri e di togliere Anna Frank dal centro dell'attenzione, rimandandola prima di tutto nel banco, visto che non deve andare in bagno. Più tardi la prenderò, la porterò fuori e scoprirò che stava cercando di dirmi che le stava venendo un attacco d'ansia, dovuto al fatto che in questo periodo ha paura della scuola. Comunque il video parte, i ragazzi ridono della lettura magistrale di Nicola Nocella e io riesco a fare lezione. Poi poco prima dell'intervallo esco con Anna Frank e parliamo un po'; quando ritorno verso la classe, vedo BastianaBaldassarraBucci che mi viene incontro e rimango esterrefatta: "Scusa, ma tu la prova l'hai finita? Cosa ci fai in giro?"
"Ma prof gliel'ho detto prima..."
E intanto io controllo sulla cattedra: "E dov'è la prova?" BastianaBaldassarraBucci mi guarda con aria stranita e io capisco che non devo MAI, MAI dimenticare quando parlo con lei di aver a che fare con una specie  di Rain Man: "Ma non me l'hai consegnata?" La piccola genietta socialmente disfunzionale si blocca, cone sempre quando la becco in fallo, e io realizzo: "L'hai tenuta tu? Ce l'hai sul banco?" "..." "Ma BastianaBaldassarra, ma porcaccia la miseria... Ma io non posso averti lasciato una prova un'ora sotto il banco, con il libro di grammatica e tutto quanto!" singhiozzo esasperata, "adesso te la dovrei annullare, l'hai tenuta quasi un'ora, come faccio a sapere che non hai copiato?" Nel faccino sinceramente mortificato della BBB si disegna con inequjvocabile chiarezza  la frase "Tu lo sai che io non ho copiato" e io lo so, a istinto, ma per qualunque altra persona farei così, quindi le dico "Vammi a prendere quella prova", la guardo ed effettivamente c'è soltanto una cancellatura. Allora crollo: "Io... non so cosa fare, guarda, senti oggi sono un po' stanca, facciamo così, la guardo a casa e ci penso, poi ti faccio sapere. " Ma un qualcosa di potentissimo, quella vibrazione che mi dice che a questa che è una MIA alunna posso dirlo, mi spinge a continuare: "Abbi pazienza, mia figlia è tornata da poco dalla Spagna, non dormo più perché ho tantissimi pensieri, tantissime cose da fare, anche di sera tardi. Sono un po' suonata. Anche tu però, santo cielo, dovresti saperlo..." BastianaBaldassarraBucci annuisce con aria un po' contrita e se ne va per il pezzetto dell'intervallo rimanente. PIù tardi sto per uscire dalla classe e le sue ditine nevrotiche sono di nuovo appoggiate al mio avambraccio: "Arrivederci professoressa, e mi scusi tanto per l'equivoco che si è creato." Cosa fai, la mangi di baci?