...al decimo giorno di congiuntivite e al sesto chiusa in casa in penombra, non sono proprio in condizioni di scrivere.
L'umore sarebbe a terra se non avessi come sempre degli amici splendidi.
Passerà anche questa!
(...ma che due coglioni, quante volte l'ho detto negli ultimi mesi???)
Va beh. Chiudo prima che mi si liquefaccia l'occhio messo peggio.
giovedì 27 febbraio 2014
mercoledì 19 febbraio 2014
L'assioma della gonna
Si prenda una professoressa e la si ponga in una scuola media.
Detta professoressa metterà i jeans il 97,6% dei giorni passati dentro all'edificio con gli alunni. Varierà l'abbigliamento con gonne lunghe e pantaloni di tela diversa dal jeans, molto raramente con pinocchietti o pantaloni 3/4.
L'unico giorno che metterà la gonna a pieghe non tanto lunga, dovrà accovacciarsi per terra e tirare su dal pavimento una ragazzina.
E' una verità matematica inoppugnabile.
Detta professoressa metterà i jeans il 97,6% dei giorni passati dentro all'edificio con gli alunni. Varierà l'abbigliamento con gonne lunghe e pantaloni di tela diversa dal jeans, molto raramente con pinocchietti o pantaloni 3/4.
L'unico giorno che metterà la gonna a pieghe non tanto lunga, dovrà accovacciarsi per terra e tirare su dal pavimento una ragazzina.
E' una verità matematica inoppugnabile.
Renoir, pronunciato R'nuàr
Metti una domenica che per qualche ora si scorda di piovere. Che fai tu, dopo settimane di fango, scarpe bagnate, capelli gonfi, cieli nuvolosi? La risposta è ovvia. Ti infili in un museo.
Ma poi il gelato lo mangi sulle panchine in Piazza San Carlo.
E intanto si forma una bolla di serenità primordiale, che tutte quante (stanche di problemi in famiglia, di grane lavorative, di questioni economiche, di scorni con le istituzioni... una però più che altro stressata dai compiti in classe di geometria) ci eravamo meritate davvero.
Così, benedette da quest'aura di pace, la Tipa scavalca con passo marziale la lunghissima coda fuori della GAM, brandendo i biglietti da lei ingegneristicamente stampati in precedenza. Sfoggia un sorriso incredibilmente rilassato che non le vedevo da tempo.
Nipotina afferra l'audioguida, si cala le cuffie sulle orecchie, e proprio mentre io penso "che peccato però, i bambini distratti dai giochini sul touch screen quando c'è tutta questa bellezza da assorbire, ai miei tempi etc etc", mi fornisce con puntualità delle informazioni sul quadro che sto guardando. E pronuncia "R'nuàr", non Renuàr, con una finezza fonetica da lasciarmi in mutande. Ah no ecco, infatti, sì, ai miei tempi, dicevo, ma quando una bambina è intelligente è intelligente, anche con l'audioguida coi giochini in mano.
Cavallino si concede una giornata di lettura in treno, vetrine in centro, arte e chiacchiere con le amiche. La vedo poco, perchè chiacchiera soprattutto con la Tipa mentre io mi sparo i portici per mano con Nipotina che deve raccontarmi molte cose.
Io, Castagna, che di pittura capisco solo il Beato Angelico e gli Impressionisti, divento scema davanti ad alcuni quadri strepitosi di cui peraltro non conoscevo l'esistenza. E mi godo la manina fredda della Nipotina stretta nella mia mentre camminiamo, e le risate e le facce serene delle amiche.
Frattanto, Occhipervinca è sulle piste di rally su ghiaccio con l'Orsetto di Montagna, il Ferrarista è al museo dell'Automobile con Coccodrillo, e l'Uomo allo stadio a praticare il culto domenicale.
La vita sempre così dovrebbe essere.
Poi viene un acquazzone della malora, ma ormai la nostra bolla di quiete ce la siamo presa, siamo contente dei quadri, del sole, del gelato, della fila davanti ai bagni del museo, dei semafori, delle panchine, del fatto che con Nipotina prossima ai dieci anni possiamo inaugurare la fase "noi ragazze andiamo a...". Mancava la mia, di ragazza, quella scura e refrattaria alle novità, che sono sicura avrebbe voltato gli occhi al soffitto all'idea di passare la domenica a una mostra di pittura, però poi si sarebbe incantata davanti agli stessi quadri che piacevano a me.
Ma poi il gelato lo mangi sulle panchine in Piazza San Carlo.
E intanto si forma una bolla di serenità primordiale, che tutte quante (stanche di problemi in famiglia, di grane lavorative, di questioni economiche, di scorni con le istituzioni... una però più che altro stressata dai compiti in classe di geometria) ci eravamo meritate davvero.
Così, benedette da quest'aura di pace, la Tipa scavalca con passo marziale la lunghissima coda fuori della GAM, brandendo i biglietti da lei ingegneristicamente stampati in precedenza. Sfoggia un sorriso incredibilmente rilassato che non le vedevo da tempo.
Nipotina afferra l'audioguida, si cala le cuffie sulle orecchie, e proprio mentre io penso "che peccato però, i bambini distratti dai giochini sul touch screen quando c'è tutta questa bellezza da assorbire, ai miei tempi etc etc", mi fornisce con puntualità delle informazioni sul quadro che sto guardando. E pronuncia "R'nuàr", non Renuàr, con una finezza fonetica da lasciarmi in mutande. Ah no ecco, infatti, sì, ai miei tempi, dicevo, ma quando una bambina è intelligente è intelligente, anche con l'audioguida coi giochini in mano.
Cavallino si concede una giornata di lettura in treno, vetrine in centro, arte e chiacchiere con le amiche. La vedo poco, perchè chiacchiera soprattutto con la Tipa mentre io mi sparo i portici per mano con Nipotina che deve raccontarmi molte cose.
Io, Castagna, che di pittura capisco solo il Beato Angelico e gli Impressionisti, divento scema davanti ad alcuni quadri strepitosi di cui peraltro non conoscevo l'esistenza. E mi godo la manina fredda della Nipotina stretta nella mia mentre camminiamo, e le risate e le facce serene delle amiche.
Frattanto, Occhipervinca è sulle piste di rally su ghiaccio con l'Orsetto di Montagna, il Ferrarista è al museo dell'Automobile con Coccodrillo, e l'Uomo allo stadio a praticare il culto domenicale.
La vita sempre così dovrebbe essere.
Poi viene un acquazzone della malora, ma ormai la nostra bolla di quiete ce la siamo presa, siamo contente dei quadri, del sole, del gelato, della fila davanti ai bagni del museo, dei semafori, delle panchine, del fatto che con Nipotina prossima ai dieci anni possiamo inaugurare la fase "noi ragazze andiamo a...". Mancava la mia, di ragazza, quella scura e refrattaria alle novità, che sono sicura avrebbe voltato gli occhi al soffitto all'idea di passare la domenica a una mostra di pittura, però poi si sarebbe incantata davanti agli stessi quadri che piacevano a me.
domenica 16 febbraio 2014
Vi aggiorno
Non
è che nel frattempo io abbia smesso di lavorare eh.
Anzi.
Un
elenco, privo di cronologia e di collegamenti sensati, di alcuni
eventi recentemente registrati sul pianeta Scuolina Rosa.
***
Esercizio:
costruite un personaggio dalle abitudini sgradevoli.
Classe:
III.
A
parte la quantità di pedofili, assassini evasori fiscali, terroristi
ambientali, stupratori, bigami, poligami, sfruttatori della
prostituzione e spacciatori che, nell'immaginario del mio
quattordicenne medio, sono etichettati come “persone dalle
abitudini sgradevoli”.
Prima
che mi svolgano l'esercizio scritto a casa, in classe facciamo un
giro a voce: “Ditemi un tipo di persona, o di atteggiamento, che
non sopportate”.
“Quelli
che mi parlano dietro”
“Quelli
che ti interrompono mentre parli”
“Quelli
che si fingono tuoi amici”
“Quelli
che non si fanno i fatti loro”
Arriva
il turno di Atreiu:
“Le
persone con un comportamento infantile”
Io
alzo il sopracciglio, apro la bocca, ma per un nanosecondo non esce
alcun suono. Lo stiamo sospendendo perchè ha fatto i capricci
nell'ora di ginnastica...
Al
termine del nanosecondo, alza gli occhi lui e mi spara un sorrisone:
“lo sapevo che con questa ti stecchivo” dice la sua faccia
volpina. Io rido.
Viene
il momento di Huck Finn:
“Huck,
chi è che non sopporti?”
“Mio
fratello.”
(Il
fratello di Huck è una presenza costante nelle nostre ore di
grammatica. Complemento oggetto: “Ieri ho menato mio fratello”.
Costruzione passiva: “Mio fratello è stato menato da me”.
Proposizione finale: “Oggi vado a casa prima per picchiare mio
fratello”.)
Ridiamo,
poi:
“Va
bene, ma a parte tuo fratello, povero bambino, chi è che ti dà
fastidio?”
“Nessuno.”
“Euh,
dai. Cioè, sei amico di tutti?”
“A parte mio fratello.”
“A parte mio fratello.”
“Capito...
ma per il resto?”
“Niente,
solo mio fratello.”
“Cioè,
se non fosse per tuo fratello saresti Gandhi?”
“Sì.
Chi è Gandhi?”
Banco
davanti, Dylan McKay:
“Io
non sopporto le persone che ripetono le cose. E poi le persone che
ripetono le cose.”
***
La
Dolcebionda continua a fratturare alunni. In palestra, in montagna,
alle gare.
“Ne
hai rotto un altro?” domando esterrefatta ogni volta che la vedo
passare con un ragazzino che si regge un polso o che zoppica.
Purtroppo
ho scoperto, nel corso di un divertentissimo pranzo con lei,
Barbatello e il Gigante, che la Dolcebionda è nell'anno di prova e
forse perderà il posto perchè deve venire da noi Celhodoro, grande
amica di Celhoduro. Durante il pranzo peraltro il nostro magnifico,
ma riservatissimo vicepreside si lascia andare a una serie di
esternazioni con aria confidenziale, tra cui che lui Celhodoro non la
sopporta e che gli spiace tanto che Dolcebionda non sia già fissa di
ruolo. Poi mi fa: “sai chi mi ha chiesto l'amicizia su Facebook? La
mamma di Spettacolo”. Io: “Beato te, scusa! E l'hai presa?”
“Sì, io prendo praticamente tutti...” “Abbravo!!!” e agli
altri poi spiego con calma che la mamma di spettacolo, proveniente da
non so quale delle repubbliche baltiche, è penso la donna più
strepitosamente bella che io abbia mai visto sul pianeta che non
fosse su uno schermo. I due fetentoni ridacchiano. Poi io: “Beh, a
me ha chiesto amicizia il papà di Dylan, comunque, uno pari”.
Essendo il papà di Dylan neodivorziato e notoriamente convinto (come
suo figlio del resto) di essere Mister Universo, la cosa solleva
entusiasmo nei colleghi: “E lo hai preso?” “No! Io non prendo
né alunni né genitori di alunni che ho in classe nell'anno in cui
ce li ho, e poi scusate, ma quello... meglio perderlo che trovarlo!”
Al
che la Dolcebionda, che ai tempi delle superiori è stata anni con
Papà Rockstar, il padre più fico della storia dell'insegnamento, e
adesso se lo ritrova a scuola come genitore di Nocciolina, ne
approfitta per rivangare il passato con accorati sospiri.
'Sti
pranzi del martedì si fanno vieppiù interessanti.
Il
vicepreside che parla a ruota libera era veramente tanto che non lo
vedevo, e se la Dolcebionda se ne ve chissà quando lo rivedo.
Mascara
Waterproof continua ad andare a vomitare e accusare malesseri qua e
là. Io le ho chiesto se era incinta già prima di Natale. La madre
sostiene che è il ciclo. La figlia del Gigante, che la vede al
doposcuola, sostiene che trattasi di anoressia. In generale comunque
la ragazzina è impermeabile, come il suo mascara, a qualsiasi
tentativo di farla studiare, ha otto materie sotto, e non scrive i
compiti sul diario, così al doposcuola non possono aiutarla. Venerdì
glieli ho scritti io.
***
La
nuova prima:
Seta
Nera
Satana
CCCP
o il Bambino che Venne dal Freddo
il
Tenero Nerd
David
Copperfield
il
Bambino più Grasso
Ballerina
Lentiggini
Cetriolina
Cipollina
Topolino
Puledrina
Omino
Michelin
Grunge
Girl
Scricciolo
Vagabionda
Piccola
Afrodite
Bartleby
Nocciolina
Jammejà
Bambolotto
Le
pagelle del primo quadrimestre dei suddetti, fatta eccezione per
Satana (che è un iperattivo), per il Bambino più Grasso (che ha
lacune assurde ma è molto in gamba) e per Grunge Girl (che è in
gamba ma non studia affatto), erano notevoli. In particolare, il
figlio di Grande Madre Russia, CCCP, è onestamente di brutto, ma di
brutto, superiore nell'uso della lingua italiana, rispetto ad alcuni
compagni assolutamente di ascendenza latina.
Quella
classe comunque, per composizione, numero e capacità, è
assolutamente perfetta. Se ci fossero dentro anche un paio di
Marocchini sembrerebbe che me la fossi scelta su misura, e invece
(ahaha) codesti ventun adorabili primini sono LO SCARTO, secondo le
maestre, e anche secondo le abituali capacità di mastrussare la
composizione classi del Troll e della Collega F., mentre i ventotto
cocchidimamma, figlidipapà, raccomandatiallanascita della I B sono
lenti, immaturi, insopportabili e (muahahah) troppo numerosi.
Sempre
detto io che ero tagliata per stare nelle sezioni ghetto, che spesso
si rivelano splendide, ma quando poi che la tua è una bella classe
te lo dicono anche i colleghi, invidiosissimi dopo essersi dati la
zappa sui piedi da soli, è uno sballo.
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