domenica 30 agosto 2026
I dod... QUATTRO martedì e i buo... NON propositi di settembre. E la rilettura di un post vecchio
Doverosa risposta a chi mi chiede come mai i 12 martedì si siano fermati a quattro nelle mie rendicontazioni. Presto detto: perché i dodici martedì si sono fermati a quattro davvero, anche nella realtà, e, tu mi dirai, ho dei problemi di impegno, e io ti risponderò: "No, considerato che vado tutte le mattine a lavorare in quel posto infernale e non mi lamento più di tanto."
Ok. Non è vero. Mi lamento.
Però non sono una persona che non sa mantenere gli impegni, sono una persona che mantiene gli impegni che valgono la pena. Salta fuori, facendo il corso di shiatsu, che per me è enorme disagio toccare un'altra persona che non conosco e che non è venuta da me apposta per essere toccata. Ho fatto in passato qualche trattamento, ma solo su richiesta, quando facevo riflessologia del piede, e ho toccato qualche allievo di yoga che doveva essere rimesso in posizione, ma che aveva chiesto come fare. Altrimenti onestamente non mi sento a mio agio. E tra l'altro ho sviluppato un'ulteriore complicazione nella gestione dei rapporti umani che è quella di alzarmi in piedi e andarmene da qualunque conversazione o situazione mi faccia sentire in procinto di aprire la bocca per criticare. Era meglio quando criticavo? Non lo so.
Comunque tutto questo solo per spiegare come mai i martedì dello shiatsu non sono stati dodici e, di conseguenza, nemmeno le mie riflessioni sono state dodici. Non vuol dire che ho smesso di riflettere. Ho solo smesso di fare shiatsu.
Non vuol neanche dire che voglio smettere di scrivere, però l'estate è stata più lunga del previsto. Diciamo che, per tutte le cose che sono successe, sembra durata un paio d'annetti.
Adesso si ricomincia. Oggi giornata di organizzazione. E no, non sono tornata al blog per i buoni propositi di inizio settembre. Sono troppo grande per credere a Babbo Natale (che tra l'altro a casa mia cattolicissima era "Gesù Bambino") e ai buoni propositi di settembre. A quelli di gennaio non ci credevo neanche da bambina. In compenso credo negli spropositi, anzi, ora che apro meno la bocca a sproposito, ho esponenzialmente aumentato le cose che faccio, a sproposito. Continui progressi,
quindi.
In realtà sono tornata al blog per rileggere questo post di tanto tempo fa, dato che ieri sera ero a una festa di compleanno di un'ex compagna di scuola e ho parlato a lungo proprio col mio grandissimo amore dell'asilo. Il quale, sono lieta di dirlo, non è malato, non è triste e preoccupato, non mi bacia né mi prende più per la manina tra i cappottini mentre scendiamo le scale, anche perché su entrambe le manine oggi campeggia un anello nuziale che sta lì da un bel po' di anni, ieri sera in collina c'era aria ma non serviva il cappottino, per scaldarsi sono bastati una felpa in prestito a me e un gin tonic a lui, e invece di scendere le scale mi ha dato un passaggio sulla sua Tesla fino alla mia auto che era un po' più in giù e non ci siamo nemmeno baciati sulla guancia per salutarci. Non che io ne avessi alcun bisogno o voglia, gli zigomi ce li ha sempre inconfondibili ed è una persona deliziosa, ma direi che la sola cosa erotica era salire per la prima volta su una Tesla, a parte tutto io giro con le utilitarie ma contemplo volentieri le auto veloci e belle.
È solo che i recenti eventi della mia vita, densi di gente che riemerge dal passato e confessa cose incredibili, non possono non portarmi a chiedermi se, invece, il tepore della mia manina chiusa nella sua, quando avevamo otto e nove anni rispettivamente, non sia un ricordo che magari ha tenuto anche lui. E se magari, mentre saltavo giù dal sedile della sua auto, ci ha pensato, come si pensa all'albero su cui ti arrampicavi da bambino.
Avere cinquant'anni sta rendendo un filo più ciniche me e le mie amiche, ma non so come finire di contare gli uomini che pare abbiano aspettato di compiere cinquant'anni per ammettere di avere dei sentimenti, oltre che un uccello. Taccio e studio questi fenomeni.
E intanto sono le otto e mezza di sera
ed è quasi buio, l'estate che ci ha stordito di caldo, nonché di razzismo, femminicidi e porcate politiche è finita ormai.
Non prometto niente, ma se mi mettessi di nuovo davvero a scrivere i post sarebbero tanti e molto più interessanti di questo.
venerdì 1 maggio 2026
Dodici martedì - Il terzo e il quarto
Nulla da segnalare sul terzo martedì,perché mi sono fermata a casa. Sono tornata tardi da una full immersion nella fuffa burocratica con la prof a cui faccio da tutor, che chiameremo per il momento Boccolidoro, e non avevo più voglia di uscire, punto. Avvistamenti: 0. Stato d'animo: piuttosto sconvolto, a causa dei recenti faticosi contatti umani, soprattutto al corso del Formatore Paraculo.
Sono andata al quarto martedì di corso, sperando che non mi facessero il culo per avere saltato due lezioni su quattro e un intero weekend, che avrebbe dovuto essere utile aggiunta al corso per recuperare le ore di assenza.
A Paesino da Cartolina è esplosa la primavera, sono fiorite tutte le rose in un solo giorno, c'è una merla che fa il nido in giardino e si accanisce a beccare il vetro della finestra, convinta di vedere una merla rivale.
A scuola remiamo per non soccombere. Domani ci aspetta una riunione in cui la Preside Borbonica dovrebbe schiacciare calli, gettare sale nelle ferite, causare dolore, fastidio, irritazione, vera e propria crisi di rabbia con la bava alla bocca, commentando le indicazioni nazionali. Siamo tutti nervosissimi nei confronti di questa riunione: anzi, in realtà, io non sono nervosa, tutto sommato, perché io ormai non mi aspetto più niente di buono e quindi sono preparata ad essere incazzata prima ancora di partire da casa. Gli altri forse verranno ancora parzialmente colti di sorpresa, ma ormai più o meno abbiamo capito tutti che aria tira. Nel frattempo, i rapporti tra colleghi decenti sono decenti, i rapporti tra colleghi rognosi sono rognosi, i rapporti tra colleghi amici sono amichevoli, i rapporti tra colleghi piacioni sono piacioni, i rapporti tra colleghi che si butterebbero nel fuoco per salvarsi a vicenda sono in fiamme.
Ho recuperato un momento bellissimo della settimana, fermandomi a mangiare qualcosa in aula professori il martedì, con Sole di Sicilia che trangugia una barretta tristissima camminando su e giù per la stanza come una tigre in gabbia, la Collega Buona che si porta pranzetti cucinati bene, e l'Orsone che va a comprarsi un panino gigantesco. Si ride, si scherza e soprattutto non ci si mette fretta, consapevoli che la pausa dura troppo poco In realtà per me è una delle ore più lunghe della settimana, perché sto con persone a cui voglio bene. Oggi si scherzava sul fatto che tutti quelli che hanno un'ora di supplenza o lezione in prima B dicono ad alta voce "Vado in prima B" uscendo dalla sala professori, un po' come quelli che vanno a fare le scalate in solitaria, che lasciano detto dove sono perché il loro cadavere sia ritrovato. L'umorismo è di questo tenore.
Al corso di shiatsu eravamo tante stasera, ho sperimentato due nuove partner, mi sa che sono negata io, intanto gli altri per imparare mi trattano, e fa piacere.
Avvistamenti: una volpe, un gatto e, sotto casa, il gatto della vicina che ha cercato di farsi investire. Stato d'animo: non ho più gli attacchi d'ansia. So il motivo. Vorrei non saperlo, ma lo so. Comunque era l'ora.
venerdì 10 aprile 2026
Dodici martedì - Il secondo
Beh. Martedì non sono andata al corso a Paesone Elegante: avevo ovviamente avvisato per tempo, mi spiace aver saltato ma va bene perchè, anche se era ancora vacanza, la situazione era questa:
1) sveglia alle 5.30 per lavaggio pavimenti, doccia, partenza per cantiere dell'Antico Maniero di Famiglia in ristrutturazione a Genova;
1a) rientro via passo di montagna per evitare code in autostrada, caratterizzata a questa stagione da 20 km di corsia unica;
2) gatta terminale;
3) pressione bassissima;
4) guerra imminente;
5) presentazione online di un corso troppo vicina all'orario della lezione di shiatsu;
6) ciclo torrenziale (sì, ciclo. Non bestemmio perchè sono una signora, ma potrei, in effetti.)
Avvistamenti notturni, quindi, no. Da segnalare: ho rischedulato le cose da fare nella settimana, sulla base dei consigli di una influencer australiana che ha l'AD
HD. Seguono dettagli.
giovedì 2 aprile 2026
Dodici martedì - Il primo
L'altro giorno ho fatto i biglietti per l'Acquario di Genova, per tutta la famiglia. Infatti dobbiamo portare il fidanzato BP, mi correggo, il marito BP di mia figlia, e sua madre, a visitare l'Acquario, che non hanno mai visto. Buon peso, al pranzo di compleanno del BP se ne parlava e si sono aggiunti a questa iniziativa anche il mio consuocero e il cognato di mia figlia, e per il pranzo che precederà la visita si è candidata anche la Mater. Mentre facevo il biglietto, ho visto che era possibile fare un abbonamento da 10 ingressi, e per un attimo sono stata tentata, non tanto perché io conti di vedere dieci volte di fila l'Acquario (in realtà, sì. Se vivessi a Genova lo farei), ma perché volevo dare a me stessa una riga di scadenze. Mi ero fatta l'idea che avrei potuto andare 10 volte all'Acquario e, ogni volta, documentare come stavo. Perché, ultimamente, non sono stata bene.
Non sono stata bene né di fisico né di testa. Soprattutto la seconda.
Per il fisico, sto prendendo un sacco di pastiglie, e ricominciando a fare movimento, e cercando di capire come non crollare sotto il peso delle grane gigantesche di Scuola Vintage, delle quali poi parlerò.
Per la testa, invece, devo applicare la mia solita, potentissima, disciplina mentale, la stessa che ho applicato quando venivo bullizzata alle medie, la stessa che ho applicato quando dovevo recuperare dopo l'anoressia, la stessa che ho dovuto applicare in altri momenti della mia vita per non impazzire e per cercare di dare a me stessa un certo tono nella vita sociale, anche se dentro ero a pezzi.
Come dicevo a Grande Pagliaccio, che mi ascolta sempre sfogarmi al telefono, le prossime settimane della mia vita saranno disciplina, autoregolazione, movimento fisico, ripetitività: un notevole tentativo di non mollare, che, in questo periodo, è proprio strettamente legato alle mie condizioni psicologiche, più che a roba che accade al di fuori.
Si dà il caso che, nel frattempo, una delle grandi sacerdotesse di robe stregonesche che io frequento abbia dato inizio ad un corso di shiatsu. Le lezioni si svolgono a Paesone Elegante, che trovasi a circa mezz'ora da Paesino da Cartolina, passando per boschi e colline.
Ho deciso quindi che, anche se il corso si fa la sera di un giorno feriale, avrei partecipato. Questo perché, dopo 4 diplomi, sono finalmente abbastanza convinta di avere un futuro all'interno di una serie di discipline, tra cui lo yoga, che permetteranno alla mia persona di sopravvivere a molte cose brutte, una delle quali potrebbe essere, se va tutto bene, il pensionamento, che è ancora lontano; ma ce ne potrebbero essere molto altre, prima, di ben peggiori.
Quindi mi sono decisa a iscrivermi al corso e così mi sono ritrovata con 12 scadenze, 12 martedì, che mi permetteranno di fare il punto una volta a settimana.
Come dicevo agli amici stasera, mentre partivo, la cosa preoccupante di questo corso non è tanto che finisca alle 22:30 a Paesone Elegante, ma che io poi debba attraversare una delle zone boschive più fuori dal tempo che conosco, per arrivare a Paesino da Cartolina. Ero preoccupata di incontrare lo yeti, il sasquatch, il chupacabras, e tutte quelle bestie che tendenzialmente girano di notte di martedì, dopo una certa ora, quando non passa più nessuno.
Confermo che stanotte, al ritorno, la mia era l'unica macchina che si aggirasse in quei paraggi, però ho visto soltanto una grossa volpe, per questa volta.
Pertanto, primo martedì, avvistamenti: 1, non incredibile.
Primo martedì, stato mentale: oggi abbastanza bene.
La cosa di scrivere una volta a settimana ha come primissimo motore quello della ripetitività e della disciplina, ma il secondo motore è quello di ricominciare a scrivere, cosa che, mi sono detta, devo assolutamente fare. L'ho detto anche alla Fata Bionda, dalla quale sono tornata perché gli attacchi di panico che ho avuto tra dicembre e marzo sono stati talmente potenti che, ho deciso, non ce la potevo fare da sola. Anche se in questi anni ho imparato a navigare in mezzo alle onde alte, e adesso me la cavo piuttosto bene a tenere il timone. Pare che me lo riconoscano pure gli altri, perché ogni 5 minuti c'è qualcuno che viene a sfogarsi di qualcosa che lo ha stressato. Questo comporta che io, a volte, al sabato non tiri fuori la testa da sotto un cuscino per l'intero pomeriggio, perché comunque assorbire tutta questa negatività non è a costo zero. Ultimamente ridevo tanto e chiedevo aiuto poco. Troppo poco.
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