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martedì 3 settembre 2019

Distacco e leggerezza

Mi ha scritto alle 3 di notte ma io dormivo. Facciamo progressi. Leggerezza. Non ancora distacco, ma va bene così. 

La collega di francese nuova ha i capelli viola. Interamente viola. Avrà passato i 55 e non pare una volpe, ma è gentile.  Ovviamente diventa Violette,  per noi, e lo rimarrà anche se si colora diversamente. 
Ha anche le unghie, viola. E dei monili interessanti. Fuma, quindi passeremo del tempo insieme,  se non mi fa incazzare. Magari sarà meglio del previsto. Leggerezza viola, mi è rimasto in mente il suo sorriso timido.

Assemblea di condominio. Potenzialmente sanguinosa, ci stanno facendo i terrazzi e la facciata, siamo invasi dalle polveri, stendiamo in casa, fa caldo, ci sono tre diverse squadre di uomini e manco uno carino che ti spunti all'improvviso davanti mentre pranzi, calandosi da un ponteggio. Vado con la Diavolessa e altre due vicine, decidiamo di  muoverci a piedi, ci stipiamo con gli altri nel microstudio della nostra amministratrice, sono presenti 20 proprietari su 24, un record. Nessuno litiga e nessuno grida, alla votazione sulla tinteggiatura siamo d'accordo, tutti. Ho detto tutti. A un'assemblea di condominio. Tanto che quella merda del piano di sotto, che non può più fare il capetto mafioso perché il palazzo si sta riempiendo di famiglie giovani che ragionano con la loro testa, decide di colpo di astenersi,  insieme all'unico condomino che gli ha dato delega.  Gli ridiamo in faccia. Alla fine la tipa chiede chi si nomina come segretario, si alza la Castagna che finora è stata seduta e ha fatto domande con voce flautata e un po' ingenua, dice che lei volentieri fa da segretaria se prima di stampare e firmare il verbale  può leggerlo.  La tipa le cede il posto al pc e lei, con occhio di falco, individua che manca la sola puntualizzazione sui lavori richiesta dall'assemblea,  cioè che siano considerati facciata anche alcuni pezzi interni dei terrazzi e il portico. Detto fatto, consulta i condomini e con le sue perfide unghiette color geranio digita la frase mancante, poi la rilegge, sempre con voce un po' svagata da donna della domenica. Game, set, match. Ovazione della sala. Peraltro, era andata alla riunione con l'idea che se si fossero lanciate sedie e bestemmie lei sarebbe rimasta nel suo dorato alone di buddhismo, pace e sticazzi. Distacco. Le grane sono altre.

Si è deciso per trasformare uno sgabuzzino dell'ufficio in un mini distacco con una sua funzione. Domani Castagna rilegge bene che colori richiede quella zona dell'appartamento in base al feng shui,  poi esce, compra la tinta e i mobili, e si diverte un po'.  Poi compra anche  le sedie nuove per il salotto di casa, ha deciso. Colore. Leggerezza. Novità. Ha mandato un timido messaggio all'Uomo per dirglielo e lui ha risposto che l'idea gli pareva ottima.
Poi, a casa, a tutti e due saltano i nervi di continuo,  tra il caldo, i ponteggi,  il disordine perché la Fata è in vacanza, l'alimentazione senza grassi perché entrambi sono a regime. Per non parlare della Princi, che, essendo a 1200 km di distanza, sembra non esserci ma, appena la si nomina, viene fuori che è presente nei pensieri di entrambi con intensità pari alla solita, solo moltiplicata per il numero dei km tra noi e lei, fratto il numero dei messaggi che manda e rimoltiplicato per i giorni che ancora devono  passare prima che torni. Però la Castagna si ficca  le cuffiette nelle orecchie e ascolta i Radiohead, gli Imagine Dragons, Kim Taylor, Sixto Rodriguez e si calma. Distacco. Dolcezza di allungare un piede e trovare il suo, di respirare sul suo petto, ma distacco.

"Incanto e disperazione" dice la poetessa Wyszlava Szymborska (l'avrò scritto giusto? Sono andata a memoria) per bocca della nuova amica di Castagna,  che merita un  post tutto suo. "Fra distruzione e meraviglia" dice un verso di Ligabue, che alla Castagna garba un monte, come dicevano i toscani presenti al ritiro di yoga. Tra cui un uomo sulla cinquantina molto bello, di professione astrologo, che le ha detto in faccia, davanti a diverse persone, che tra loro due c'era evidente attrazione per il comune ascendente Luna in Gemelli.  E lei non ha fatto una piega, non ha negato,
né si è imbarazzata, né ha sdrammatizzato ridendo, o altro. È stata una parte della conversazione in gruppo come un'altra, e nessuno si è smosso. Tutti adulti, e non più impauriti  dalla vita. Seria, consapevole, rispettosa leggerezza. Bella sensazione. 

Vediamo cosa viene dopo.