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lunedì 26 febbraio 2018

Di paranoie, seconde possibilità e buoni propositi

La Castagna ha iniziato il 2018 con alcuni serissimi propositi. Molti, motivati da autolesionismo/capacità infinita di sopportare umiliazioni/ mancanza di alternative, tutta roba che lei, in castagnese, chiama amore/essere diventata una persona migliore/avere fatto una scelta precisa e portarla coraggiosamente avanti. Alcuni dei bestfriendforever di Castagna parlano castagnese, altri no, altri ancora lo stanno studiando. Lei comunque va avanti a testa alta, nonostante il massacro di San Valentino che le ha minato mesi e mesi di progressi nel comportamento alimentare.

Tra i propositi del 2018 c'era il non rimandare più i controlli sulla salute. Anche perchè da dicembre a gennaio si erano fatti avanti alcuni simpatici araldi a suggerire che, nella fisiologia castagnesca, gli ultimi quattro anni sono valsi quanto quaranta. Ogni esame che le è stato fatto, quindi, ha rivelato qualcosa: e la pressione è alta, e il colesterolo è salito, e il seno, e l'utero, e il rene.
Lei l'ha presa con una certa sicumera, battezzando Camilla la cisti nel seno, Klaus il calcolo renale, e aggiungendoli a Timmy Tommy e Jimmy, i tre miomi uterini. Ma si è defecata parecchio sotto, e ha riflettuto amaramente su molti aspetti, tra cui a dire il vero la principale preoccupazione, in caso di notizie molto brutte, era per sua madre (vedi come la vita fa il giro...).
In sei settimane è passata da: “affronterò tutto senza dire niente a nessuno, finchè non sarà assolutamente indispensabile” a “non diciamo cazzate, ho una famiglia e so come usarla in caso di bisogno, ce la faranno ad aiutarmi e starmi vicino”. Così è passata dal mood cimiteriale primo Ottocento (“vedi raspar tra le macerie e i bronchi la derelitta cagna ramingando”.... che, diciamocelo, è l'unico verso di Foscolo veramente BRUTTO) al mood “diamo l'esempio di dignità ed equilibrio e evitiamo di dare al marito e alla figlia la sensazione che a casa si parli solo di salute come tra vecchi”. In mezzo aveva anche tentato la fase Queen, spaziando da “who wants to live forever, when love must die?” a “but my smile still stays on”, se capite cosa intendo(*).Insomma: era morta d'ansia, la prof. Però la scelta di dire le cose alla sua tribù di amici e famiglia è stata vincente. Molto ha gradito, infatti, la fifonazza di Castagna, non dover affrontare tutto da sola, ma passare alcune poco rassicuranti ore di attesa, e il ritiro referti, con l'Uomo al suo fianco. Che riconferma quanto detto sopra in castagnese: va bene tutto, ma con l'Uomo, mentre, senza l'Uomo, non va bene niente.

Però oggi, che era il giorno dello strizzamento tette e dell'ecografia bilaterale, Castagna iperventilava di brutto, anche se cercava di non darlo troppo a vedere. Uscita con in mano un referto che non solo è negativo, scevro di ogni complicanza, ma è addirittura meglio di quello dei fatidici quaranta, è stata colta da un momento di grazia assurdo:

  • adesso non tocco più un fritto un dolce un cioccolatino una sigaretta
  • vi amo tutti e sarò a disposizione di tutti per farvi felici
  • yoga tutti i giorni lo giuro
  • sane abitudini, a me
  • faccio lavare la macchina

...etc etc etc.

Quindi è rientrata e si è fatta una bouffée preoccupante di roba sana, poi mentre, tutta contenta, cercava di non domandarsi per l'ennesima sera come mai l'Uomo rientrasse tardi, o meglio, di non rispondersi alla domanda (**), ha pensato: e metto in ordine il blog.

Per metto in ordine intendeva: non ce la faremo mai a recuperare tutto quello che in questi mesi vi siete persi della mirabolante prima B, né della misteriosa terza B. O della situazione matrimoniale, per la quale un team di esperti sta cercando di tradurre dal castagnese un breve riassunto in centrotrentaquattro volumi.
Ma possiamo portare chiarezza su alcuni punti in generale. Da cui, il prossimo post.

(*) E guardate che io “The show must go on” non la cito MAI, perchè per me è come fare le fotocopie del testamento spirituale di un parente, è una cosa che mi fa stare male, come un affronto al pudore.

(**) Stasera è stato facile, poiché uscendo dall'ospedale l'Uomo ha detto in una stessa frase le parole “U2” “Assago” “terza fila” e “ottobre”. Purtroppo ha anche detto il prezzo di ogni posto in terza fila al concerto. Ma in fondo chi cazzo se ne frega, ha pensato Castagna. Sono gli U2, è la seconda possibilità che mi sta offrendo l'Uomo, non ho un cancro al seno, e poi, poi, lui ha detto a ottobre. Che, pensandoci, mi fa più felice di tutto il resto. Sì, anche di sentir cantare “One” dal vivo. E, pensandoci ora, le sono stati nominati gli U2 e Castagna non ha risentito nelle ossa il caldo rovente del maggio 2014 e in testa le note galeotte di “Where the streets have no name”. Ha solo guardato l'Uomo, pensato che non sa nemmeno se se la merita, lei, una seconda possibilità, e gli ha detto che sì, nel 2009 i biglietti sono stati rivenduti, ma lei è molto cambiata dal 2009. E gli ha sorriso. Pregando gli dei di ogni culto conosciuto nella storia umana che davvero lui gliela desse, una seconda possibilità.