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mercoledì 2 settembre 2020

Momenti

 Ieri mattina siamo usciti così:

- io, Castagna, in rosa antico e nero, protetta da amuleto di famiglia, cioè la collana che io stessa regalai alla Zia Buona per i suoi 80 anni, direzione: presa di servizio nella nuova scuola; 

- la Princi, in tubino nero e Doc Martens altrettanto nere, con giacca lunga rosa, occhiale scuro, espressione da Mariangela Melato al suo meglio, direzione: il colloquio di lavoro con il responsabile delle assunzioni dell'agenzia immobiliare;

- l'Uomo,  bermuda blu scuro e polo, stavolta azzurro Ischia la polo, gnocco come sempre, direzione: Paesino a Punta dove, era inevitabile, quest'anno lo faranno probabilmente vicepreside.


Ci siamo ritrovati dopo le ore 15, al baretto in piazzetta del mercato che ci ha visti crescere come famiglia, in questa formazione:

- io, Castagna, che ero ripassata da casa, in tubino bianco a fiori rosa, tacco 6 e titolarità appena nata a Scuola Vintage;

- la Princi, coi nervi a pezzi ma contenta, in fermento per l'imminente settimana di prova, dopo aver ben impressionato col suo sorriso fotonico il capo;

- l'Uomo, che stavolta, come ancora mi succede ogni tanto, mi è entrato nel campo visivo da dietro mentre ero immersa nei miei pensieri e per un attimo mi ha fatto fare il classico glitch neuronale "minchia, ma chi è 'sto fico?" ( e mi si deve essere letto in faccia, perché mi ha abbracciata come si prende al volo una che sta per svenire), di ritorno da una riunione con mille grane, ma molto motivato a procedere.


Il caffè io l'ho preso con l'Uomo, che poi è fuggito per altri suoi impegni, è subentrata la Princi col suo groviglio di agitazione, io ad un certo punto ci ho viste sedute lì, a bere caffè con tanta schiuma alla salute dei nostri nuovi inizi, e ho avuto la precisa visione di una donna castana spettinata con le occhiaie, agitatissima, e di una ragazzetta ringhiosa con i capelli rasati da un lato e verdi dall'altro, nello stesso bar, diversi milioni di anni luce fa. 

Io ho ancora le occhiaie e lei ringhia sempre, appena più sommessamente.  Ma intanto qui siamo. Lei al mattino mi ha telefonato tutta tremante per dirmi che l'avevano presa, mentre aspettavo in corridoio che mi chiamasse la segretaria, e, quindi, la prima volta che negli spazi di Scuola Vintage è risuonata la mia voce, era quella di quando la riempio di rallegramenti e complimenti chiamandola amore. Ora però che non ci si abituino, grazie.