Essendo temporaneamente priva di connessione Internet su comoda chiavetta, la Castagna ormai detta i suoi post al telefonino quando viaggia. Questo fa sì che molte volte abbia la testa presa dietro alle sue questioni personali familiari sentimentali genitoriali economiche karmiche eccetera eccetera eccetera. O interrompa la dettatura al blog per ascoltare Bryan Adams (sì, che c'è? Allora? Mica obbligo anche voi. Ho una fase regressiva. Sono fatti miei).
Molto più raramente, la Castagna guidando raccoglie le idee relativamente ai ragazzi, che peraltro quest'anno sono molto molto meglio dell'anno scorso.
L'anno scorso, la Castagna, senza l'Orsone, la Pallida, la Fräulein e un po' di coraggio raccattato faticosamente a yoga, e senza il fatto che per fortuna l'Uomo, nel corso dell'anno, diventasse lentamente più presente, non ce l'avrebbe fatta, sul serio.
La prima erano ventisei scatenati privi di senso e la terza un'altra quasi trentina di anime in pena, intente a farsi sospendere, a fare le prime roventi esperienze sessuali e a mentire in modo sistematico a tutti i professori inclusa lei. E lei sputava sangue.
Ma quest'anno è partito molto peggio, perché la Castagna non ne aveva più voglia, di lavorare coi colleghi che l'anno scorso le hanno fatto cappotto agli scrutini e stilettata nel cuore agli esami.
I nuovi primini, in realtà, sono bellissimi e le vogliono molto bene. Quelli di seconda sono completamente inselvatichiti, privati della loro trimurti di riferimento, e invano qualcuno invoca la Pallida, ella non torna, e neppure l'Orsone. Bisogna tenersi l'Ottocentesca e il Genuino. E una Castagna inferocita che imperversa, e la sua parola in effetti è la sola legge che in quel Far West della seconda B venga ancora rispettata.
La faglia che separa il corridoio A dal B si è ulteriormente allargata e resa profonda, e la Castagna sente che dopo gli ultimi anni ha davvero visto troppe volte le stesse manovre, perciò si muove avvolta nelle fiamme verdastre della Regina Matrigna e non fa mistero di non avere la minima voglia di avere a che fare con alcuni colleghi. Mentre, tutto sommato, cerca di essere decente coi nuovi arrivati. Ma dentro di sé prepara decisioni drastiche e analizza ogni propria mossa, in modo da non trovare nessuno che si frapponga tra lei ed il suo obiettivo, e cioè essere lasciata in pace nel proprio mestiere e, magari, ogni tanto sentirsi pure dire che il suo contributo fa differenza, visto che, a tirare le somme, la fa.
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