La mia famiglia e altri animali
Io invece, come ogni scrittore che si rispetti, e come ogni strega, e come ogni membro della mia famiglia, sono a scrivere, sul divano, con un gatto nero sui piedi.
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| Quasi del tutto nera. Ma non per questo meno malefica |
A proposito di gatti neri. E di gente che scrive e pratica le arti oscure. Sanguedelmiosangue è stato operato, dopo soli sette mesi di angoscia, di un adenoma, che gli hanno estratto dal naso. Quindi potete immaginare dove fosse. Io ho avuto solo due crisi di nervi. Una appena mi è stata riferita la diagnosi, una appena saputo che era in sala operatoria. Sono stata veramente brava. Se calcoliamo che sono due anni e mezzo che il suddetto cugino, forse a causa della merda che letteralmente gli stava crescendo vicino al cervello, ha troncato i rapporti con me. E che io, dopo un certo tot, avevo troppe grane qui per continuare a soffrire anche di quello. Ma non è che non ci pensi. Adesso pare che ci si possano scrivere dei cauti sms in caso di vita o di morte, come dopo la rimozione di un adenoma, e che cazzo. Quindi lo posso dire che questa è una grossa fetta di cose che devo ancora farmi spiegare, che è doloroso, e che quanto sia brutto non parlarsi lo capisco soprattutto dai commenti e dalle rare domande che, con delicatezza da monaco tibetano che prepara un mandala, mi rivolgono ogni tanto mia madre, mia figlia o gli amici. Che mi sottovalutano, data la mia ormai notevolissima capacità di non dare di testa pur essendo in situazioni allucinanti da un pezzo. Comunque, di base, quel che importa è che il pezzo di troppo dell'abbondante cervello di SDMS sia stato rimosso e lui stia bene.
Con la stessa sicumera con cui non muoio di gastrite dietro a certe situazioni, sto attraversando, con mia madre, lo Squalo, il Geometrapiùbravodelmondo, una schiera di avvocati e altri ottimi collaboratori, la vendita dell'unico Bene con la B maiuscola che la mia famiglia mi abbia lasciato in eredità. E che mi costa da anni, in soldi e angosce, quanto un male con la M altrettanto maiuscola. Siamo quasi alla fine e io sono qui che penso a cosa farò o meglio, all'ordine di precedenza delle cose da fare, una volta scambiata quella fucina di disgrazie con un congruo mucchietto di denari. Vorrei tanto poter dire che in cima alla lista sta comprarmi una Fiesta rossa, tutta lucente. O meglio nera. Ma è chiaro che ci sono altre priorità molto più serie. E che la Fiesta, nella mia vita, ci deve passare solo di striscio, poiché essa porta devastazione.
Vorrei anche poter dire che in cima alla lista c'è un bell'appartamento grande per la mia famiglia, ma la famiglia non so se voglia venirci, quindi credo che resteremo nel piccolo e metteremo un po' in ordine qua.
Nel dubbio, ho iniziato a riorganizzare l'ufficio per sbatterci dentro tutte quelle cose che qui non ci stanno più
Frattanto, comunque, abbiamo guadagnato spazio quando la Princi si è tolta dalla testa l'ingombrante massa di treccioline biondo platino con la quale era tornata dalla Spagna. Mi pare non sia l'unico spazio che abbiamo guadagnato, se a colazione l'altro giorno l'Uomo mi dice: "Sarà, ma prima io la sentivo sempre quando rientrava di notte, adesso non mi accorgo più di niente." E io gli dico: "Anch'io dormivo sempre con un orecchio teso, prima. Poi lo guardo e chiedo una precisazione: "Ma dici prima della Spagna?" E lui: "Sì ". Ed è ormai chiaro a tutti che la nostra vita familiare si divide in Prima Della Spagna e Dopo La Spagna. Io sospetto tra l'altro che le conseguenze della Spagna ce le porteremo avanti per moltissimo tempo e potrebbero anche non essere negative, ma forse è prematuro parlarne.
Di sicuro, le premesse erano che la Princi andasse a cacciarsi in un guaio ancora più grosso di quello in cui era a casa, e invece pare che l'unica cosa di imponente che abbia riportato a casa sia la nostalgia per un bellissimo pompiere, laureato e in gamba. Per gli sviluppi staremo a vedere, perché la Castagna ormai ha capito che sugli uomini della figlia non deve fare alcun genere di previsioni, dato che il suo tigresco amor materno la rende inadatta ad essere la suocera di chicchessia, e che spesso il chicchessia portato dalla figlia verso casa è qualcuno dal quale il buon senso consiglia di liberarsi in fretta. Comunque al pompiere carino fuori e intelligente dentro si potrebbe fare un po' di sconto, sì, dai.
La figlia dalla Spagna è tornata sempre molto magra e veramente tanto sbattuta, ma con evidenti risultati in termini di comprensione della vita.
E ora (oggi) mamma Castagna e piccola tigre hanno condiviso un pomeriggio a Torino, che si potrà forse riassumere in una serie di fotogrammi.
La figlia che dice alla madre: "Ti porto in un posto che ti piace" e la fa salire al terzo piano della biblioteca, vista di qua sulla Mole, di là sulla Dora, luce, silenzio, spazio. "Noi studiamo sempre qui" dice. Minchia. Lo stesso punto che avrei scelto io. Questa figlia... questa figlia. ("Una figlia??? UNA FIGLIA!!!", cit., 2013)
Una coccinella sul vetro dell'auto. In novembre. A Torino.
Vanchiglia. Sarà perché ci passa la Dora, quasi con lo stesso suono che ha a Oulx, ma Castagna, che detesta Torino, apprezza Vanchiglia.
"Goodnignt moon" di Shivaree alla radio, in tangenziale.
Lei, la figlia. Lui, il marito al telefono che segue ogni mossa. Forse, distante, anche il pompiere ha saputo della giornata. Lei, la madre, che, a un semaforo di corso Tortona, improvvisamente realizza che sta andando a cercare casa alla figlia, il che significa che la Spagna è finita, ma per parte della settimana la bambina abiterà fuori. Presa dalla trance agonistica e concentrata sull'università, la mamma questo non lo aveva colto. Aveva nebulosamente colto il messaggio dal lato coniugale, "saremo noi due per la maggior parte del tempo". Non aveva colto il fatto di essersi appena riabituata a essere "di nuovo noi tre" e di rischiare di non vedere quasi più il pigiamino rosa aggirarsi per casa alla sera. Si sente, al semaforo di corso Tortona, un suono vischioso. Tipo pugnalata in un organo interno, in alto a sinistra. Cristo, che botta. ("Una figlia??? UNA FIGLIA!!!")
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| Goodnight, moon. |










3 commenti:
La Fiesta rossa:
1) è risaputo che va più veloce
2) le macchine nere sotto il sole si infuocano, ho la prova empirica.
TVB Symo
La conosco quella biblioteca. Molto scenografica, infatti. Peccato che queste strutture moderne, molto fighe a vedersi e apparentemente easy a usarsi, siano, a mio parere, funestate da un costante ronzio dovuto all’aria condizionata perché la moda impone di piombarsi dentro. Ciò che mi ostacola parecchio la concentrazione.
Intendo la moda degli archisemistar che fanno i progetti...
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