La n.1
Con oggi mancano 21 giorni all'attracco. VENTUNO.
SONO POCHISSIMI.
La navigazione nel tempestoso mare dell'istruzione italiana post Covid, che mi aveva causato abbondanti conati di vomito e altri simpatici sintomi di chinetosi, si è molto calmata quando ho deciso di chiedere ufficialmente al vicepreside Faina cosa sarebbe accaduto a Scuola Vintage a settembre. Per fortuna l'ho fatto nella settimana in cui i vicepresidi e i presidi erano stati convocati in comune dal sindaco, per fare il punto sulla situazione degli spazi scolastici, degli orari, degli ingressi eccetera. Il vicepreside mi ha tranquillizzato molto, soprattutto dicendomk che tutte le ore in presenza devono essere svolte in presenza, con lo stesso orario di prima. Quindi, qualunque cosa accada agli orari di ingresso e di uscita ci saranno delle ore di recupero e le materie non verranno toccate o svolte a distanza. Adesso resta da chiedersi se dovremo fare lezione con la mascherina. Sono assolutamente dell'idea di farmi fare un simpatico certificato medico che mi esoneri dal portarla per 6 ore di fila (a volte avere una tiroidite autoimmune fa comodo), ma adesso non fasciamoci la testa prima di esserci di essercela rotta. Nel mio caso, e in quello dell'Uomo, dovrebbero comunque bastare da un lato il test sierologico che dice probabilmente che sono già vaccinata, essendomi ammalata a marzo, dall'altro il distanziamento per proteggere i ragazzi, i colleghi e i collaboratori. (Voglio vedere se io, l'Orsone e il Faina non prendiamo il caffè tutti insieme nella pausa, voglio proprio vedere). Il breve messaggio vocale del vicepreside Faina mi ha talmente tranquillizzato che dopo mi sono rifiutata di leggere qualsiasi emanazione di bozza, di decreto di linee guida o altra cagata proveniente dal governo e dal ministero. Ovviamente farò in modo di aggiornarmi a ridosso del primo collegio docenti, di modo che tutti sappiano subito, dalla prima volta che alzerò la mano o interverrò in una Zoom call, che razza di rompicoglioni si sono messi in casa.
In ogni caso, per il momento a me non resta che guardarmi allo specchio e pensare se voglio lasciarmi crescere i capelli o farmeli lunghi, quando esattamente devo fare la tinta per non avere la ricrescita il giorno dell'inizio delle riunioni ma nemmeno il giorno dell'inizio delle lezioni, e che vestiti devo mettermi/comprarmi/abbinare a nuove scarpe per il mio debutto. Sembrerà frivolo, ma sono 12 anni che non metto piede in un ambiente nuovo e ci tengo.
La n.2
La Fräulein è malata, e io questa cosa la vivo molto male. Siamo in parecchie, colleghe e amiche, a darle una mano, poi c'è suo nipote. Ma le giornate sono lunghe e piene di paura. Per ora ha fatto soltanto visite di controllo in 4 città diverse, non ha ancora iniziato le cure, i fastidi sono ancora pochi e si riescono a fare la maggior parte delle cose che si facevano prima.
Ma le giornate sono comunque lunghe e il clima è di angoscia per il futuro. Ogni volta che la guardo ridere penso: Dio mio, voglio essere da un'altra parte, non voglio essere qui, a pensare quante altre volte potrò sentire questa risata. Poi penso alla Compagna Collega che non ho mai potuto salutare, e mi rendo conto che è una fortuna poterci essere, comunque vada a finire.
La Fräulein è sempre lei. Ridiamo, perdiamo la pazienza, mi raccoglie quando arrivo con le mie avventure sentimentali, ci scambiamo confidenze che ad altri sono vietate, ci prendiamo cura una dell'altra. Mi ripete: "Cerca di riposare, sei stanca." Ed è vero. È un'estate senza pace.



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