"Chi era Calcante?"
Strepitoso non la sa. Gli altri tre arretrano e si accucciano un po' più in là.
"Che diavolo state facendo?"
"...non la sappiamo!!!"
"...state SCAPPANDO?"
Mi guardano, incerti tra il terrore e il riso. Tornano vicini alla cattedra.
"Allora, Calcante?"
"..."
Interpello la classe.
"Calcante?"
"...un Troiano?"
"No!"
"Un re!"
"Un guerriero!"
"Il padre di..."
"Il figlio di..."
"Un dio!"
"...un bell'uomo!"
Mi giro e incenerisco Strepitoso, che tenta come al solito di buttarla sul "sono adorabile, vero?"
Alla mia sinistra, come da uno stato di trance, una voce esala: "Un indovino."
Mi volto. Tutto aggrovigliato, un mucchietto di nervi e ossa che si arrampicano come una pianta folle intorno al banco e sulla cattedra, occhi blu proprio blu, biondo accecante: io stringo le palpebre e l'intera classe si prepara a sentirmi strillare al Missile qualcosa di tremendo. Invece sussurro: "E la sa. Mannaggia."
Lo applaudono. La sa fin troppo spesso. Rompe come una varicella virulenta, ma la sa. Ieri si è autodefinito: "Prof, sono un tossicoindipendente." Dopo che gli avevo chiesto che sostanze allucinogene avesse mangiato per colazione.
Mi adora. Ricambiato.
Qualche giorno fa l'Irresistibile cerca di placarmi, mentre gli ripeto per l'ennesima volta di sedersi, sbattendo lunghe ciglia nere da antilope africana sugli occhioni di cioccolata fondente.
"Ma cosa fai. Non basta farmi gli occhi dolci. Sono immune", lo gelo.
E alla mia sinistra, ecco il Missile Coreano, e dovevate sentire il tono calmo e sicuro da seduttore consumato: "Anche a me?"
Giro il raggio della morte su di lui. Crudelia De Mon + Miranda Priestley + Cersei Lannister, espressione di assoluto disprezzo. Non batte ciglio:
Alain Delon + Marcello Mastroianni + George Clooney.
Apro la bocca. E dico:
"..."
Attende, senza abbassare gli occhi.
"...no, va bene, a te no" mastico a denti stretti, solo perché un vero campione ammette di perdere.
La classe esulta. Il Missile si gira con l'espressione immutata, per lui non è una vittoria, lo sapeva, il disgraziato.
Poi per carità. Esco dalla prima portandomi appesi mille problemi, loro e dei loro genitori.
Però, casi particolari di giovanissimi tombeur de femmes a parte, è una classe dove si sta bene, e si lavora. Oltre che farsi sanguinare le tonsille (non è figurato) e ridere un sacco, si hanno soddisfazioni: prima prova di grammatica, teoria, due sufficienze, ventiquattro insufficienze. Spiego che intendo ripeterla, perché quando va così è l'insegnante che sbaglia qualcosa. Anche così, le lacrime versate dalle povere creature straripano sotto la porta fino a metà corridoio. Correzione della prova fatta in classe, sette giorni di tempo, seconda somministrazione cambiando le domande: due insufficienze, ventiquattro sufficienze, di cui molti sono nove e dieci.
Oggi il Gioiello, interrogato di Letteratura, mi rispiega per filo e per segno come ha fatto Schliemann a trovare il sito di Troia e che il restauro di Cnosso pensato da Evans oggi non si farebbe più, perché non è abbastanza rispettoso della realtà storica.
Il Gioiello è il motivo per cui lì dentro l'asticella è stata messa a un livello preoccupantemente alto. Guardavo i suoi occhi pensosi cercare di non perdere il filo dal fondo dell'aula, in mezzo a una baraonda di note, sgridate, Adhd che si alzano, autistici che canticchiano, Fulminati che cadono dalla sedia, Missili che si agitano, Irresistibili che si stiracchiano in quanto già troppo alti per il banco, ragazzine che perdono il segno e si agitano (devo parlarvi di Pulcino, la sorellina dell'Adorabile licenziato l'anno scorso) e altri fenomeni da baraccone. E ho pensato: "No, questo bambino merita una cosa diversa."
E d'istinto: "Adesso, E., lentamente e scegliendo bene le parole, rispiegami la lezione che ho appena fatto."
Si concentra, prudente e ponderato come uno che deve attraversare un fiume gelato, e lo fa.
"Ti dò il voto, bravo."
Gli altri hanno visto qualcosa nella mia espressione, sono ammutoliti, fiutando l'agone olimpico. "Cos'era questo, prof?" E io li ho visti, che distinguevano la pista di Formula Uno dalla normale strada di campagna.
"Era un esercizio di esposizione orale. Col voto."
"Posso farlo anch'io?"
"Anche io!"
"Io, prof!"
Così adesso loro tornano a casa con le pagine che io ho spiegato, e con quelle da studiare da zero. E prendono voti diversi, sull'interrogazione normale e sull'esposizione orale. Me li figuro che spiegano, sussiegosi, a madri confuse: "No, queste pagine sono per giovedì e le devo studiare da solo".
Abbiamo finito l'Iliade, iniziato l'Odissea e anticipato due cose sull'Eneide. Abbiamo esaminato Cnosso, le foto della grotta di Zeus, imparato i nóstoi dei principali eroi, scoperto che fine ha fatto Aiace Telamonio e dove si trova Ftia, imparato i nomi delle tre Parche, ammirato in silenzio la maschera di Agamennone, descriviamo mossa per mossa la morte di Patroclo, secondo me si bevevano anche lo scudo di Achille e il catalogo delle navi, se non mi fermavo io. Che mi sto tenendo tempo per l'Eneide.
Oggi ho avuto un'amnesia su come si chiamasse la madre di Ulisse, e ho detto loro che vado a rivedermi il nome, perché poi la si incontra in un episodio... che faccio fare solo a classi bravissime.
Il Gioiello, l'Irresistibile, il Rubizzo, la Maestrina e Pulcino hanno sorriso con aria d'intesa.
Non sono mai stanca. È bellissimo.
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4 commenti:
Bellissimo.
M.
Anticlea.
L'Eneide non merita. Perbenismo organico.
Azz... neanch'io avrei saputo chi era Calcante ..... sigh....
L'Eneide è stupenda, anche perché puoi leggere dei versi in latino e far sentire le assonanze. Per esempio i serpenti che escono dal mare per strangolare e dilaniare Laocoonte. Virgilio era un regista, un tecnico della luce e del suono, oltre che un poeta.
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