La Caramella (che non sa tante cose) afferma che ho il mito dell'Uomo. Che credo in una cosa che non si dà nel mondo reale, l'amore eterno, la persona giusta, l'uomo della vita.
Una volta, l'anno scorso, alla fine di una camminata dove si era a lungo parlato di maschi, dalla durata delle erezioni ai massimi sistemi (la Caramella è la mia Samantha Jones, ma con la testa di Miranda Hobbes...), ho cercato di controbattere: "Ma guarda che il vero amore esiste", e lei imperturbabile: "esistono anche quelle che mangiano senza ingrassare, e dai su Castagna!!!". Ho riso tantissimo.
Mi attanaglia il dubbio che possa avere ragione. Poi però mi guardo intorno e mi dico che no, che ho ragione io, la persona che amerai per tutta la vita la incontri, è che la vita è bastarda e si rovina tutto.
Va beh, vado a fare le medie di storia ai ragazzi, prima di prendere una brutta piega.
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2 commenti:
Le persone che mangiano senza ingrassare esistono, una mia zia ne è un eccellente esempio, accidenti a lei. Pasta molto ben condita TUTTI i giorni, formaggi, dolci se del caso, vino, ZERO attività fisica se non per spostamenti unicamente con mezzi pubblici: una silfide anche in menopausa e gambe molto invidiabili.
Poi purtroppo ha avuto un serio problema di salute che non credo collegato all’alimentazione e da allora deve prendere medicinali che la gonfiano un po’. Ma non fosse per quelli...
Penso sia un po’ lo stesso per l’amore della vita. Coppie vere e longeve esistono, qualcuna ne ho incrociata. Quanto serene non so.
Rare, comunque.
La cosa che non farei è trarne conclusioni né in un senso né nell’altro. Puo’ benissimo capitare di incrociare la persona giusta e che questa persona non decida affatto che per lei sia la stessa cosa o che lo sia per sempre. Le infinite ragioni possono andare da una reale diversità alle esitazioni, alle paure, al bisogno di esibire un partner perfetto in base a chissà quali standard più o meno indotti, alla vanità, all’interesse, a diverse gerarchie date alle stesse cose, ecc. Puo’ anche capitare di non incontrarla mai, c’è chi dice “Io non so cos’è l’amore” e non a vent’anni, chi lo scambia con l’infatuazione ecc.
Quanto a te, il mito del marito ce l’hai di sicuro. Il che non è che sia un male in sé, intendiamoci. Altrimenti non sarebbe amore, almeno finché non sconfinasse nell’autolesionismo. Pero’, sia a causa sua, sia a causa tua non si capisce, ti infili in certi tormenti e ansie che paiono fatti apposta per stravolgerti la vita. Tipo: ti sei innamorata persa di uno che probabilmente ti ha preso perché sposata com’eri parevi fatta apposta per non creargli problemi in una situazione transitoria, e invece paffete quindi spariamo alla svelta. Ma al cuore non si comanda e non si è responsabili dei sentimenti. Ok, dopodiché con un marito parecchio onfaloscopista e tormentato di suo, e probabilmente narciso e alquanto egocentrico, andarglielo a raccontare era forse la peggiore scelta possibile, eppure è proprio quel che non hai potuto evitare, con conseguenti tre anni di tormenti.
Poi ovvio che ci siano troppi pezzi del quadro che non si vedono e alterano la comprensione. Ad esempio perché il marito voleva lasciarti prima della morte di tuo padre facendosi trovare con le valigie pronte? Perché si è lasciato tanto prendere da un’altra subito prima o subito dopo il matrimonio? Ecc. Come interagiscono questi conflitti con il “mito”?
Oh, comunque sei il blog più curioso che legga. Non vedo l’ora di trovare una puntata nell’elenco di lettura!
Auguri.
Molte delle cose che scrivi sono condivisibili Pellegrina: anzi, sia sui concetti generali che sulle conclusioni che trai su di me stavolta difficilmente avrei saputo fare meglio. Ma, per deformazione professionale e per amor di chiarezza, apporto due correzioni... uno: per come sono fatta io, se mi fossi "innamorata persa" di un altro non sarei qui già da tanto tempo, indipendentemente da come fosse andata con l'entità aliena. Egli è appunto alieno e non è entrato, né direttamente entrerà mai, a far parte della mia vita in termini di scelte profonde... anche se la sberla l'ho presa forte, con danni tutto intorno, è noto a chi legge.
Due: non posso dissociarmi purtroppo dalla descrizione della patologia narcisistica di mio marito. Ma di lui qui si vede solo quel che racconto io ed è veramente pochissimo rispetto a quel che ci sarebbe da dire, di lui e di noi. Sia come eravamo che come stiamo diventando.
Grazie del commento e della fedeltà negli anni.
Castagna
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