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giovedì 25 luglio 2019

Il terzo gusto della Coppa dei Campioni



E niente, per ora questo 2019 sembra la Coppa dei Campioni, quella mezza cioccolato mezza panna, che a tutt'oggi è un motivo fantastico per rimpiangere le estati degli anni Ottanta.
Mezzo cioccolato mezzo panna, il 2019. I primi sei mesi, veramente,  erano marroni, ma non a causa del cacao.  Da gennaio, comunque, il Bambino Supremo che stava mangiandosi la mia Coppa dei Campioni prendeva  cucchiaiate proprio sulla  riga divisoria tra i due colori, a volte più chiare a volte più scure, e poi a un certo punto probabilmente ha fatto quello che facevamo  tutti, ha iniziato a mescolare i due gusti fino a creare quella favolosa crema che nascondeva il terzo gusto di quel gelato.

La Castagna si sente mangiata a cucchiaiate da questo Infante Goloso cui non frega un cazzo se lei è felice o se medita di morire, se un momento vuole mollare tutto e due ore dopo ride come una ragazzina.


L'unica, direbbe mio padre, è abbozzare. Quindi, comprare la tinta 8.0, diventare un po' più bionda e buttarsi a capofitto in questo marasma, dove tutto è il contrario di tutto.

Scuolina Rosa è casa, è famiglia,  ed è anche il posto da cui andarsene, e scuotendo FORTE la polvere dai sandali.

La Princi è un incubo pieno di zanne rabbiose, una tiranna senza scrupoli, e un uccellino tremante tra le braccia, una stella che brilla pura, in un cielo che io, così faticosamente, cerco di tenere su con la schiena, solo per lei.

Gli uomini sono quella cosa misteriosa che abbiamo rinunciato definitivamente a capire, e forse anche a sopportare, e sono occhi sorridenti che, ora lo vedo anche io, si soffermano in modo lusinghiero e danno una ragione di essere a noi donne ogni volta che notano un vestito, un gesto, un tono di voce.

Le vacanze in città sono una piscina azzurrissima immersa in una valletta verde, la playlist ascoltata a palla guidando sulle colline, e anche un'agonia di sudore, polvere dei lavori sui terrazzi, insetti, bucati infiniti da lavare. Qualche meravigliosa fuga di pochissime, e perciò preziose, ore con lui. E tante tante tante ore da sola.

L'Uomo è un tizio scostante e nervoso che ha troppi impegni e nessun orario, ma anche, ai miei occhi eternamente giovani, un bellissimo ragazzo spettinato che circola mezzo nudo e, quando non stiamo sudando troppo, si lascia accarezzare, e oggi è rientrato, appena uscito dalla porta, per darmi un altro bacio.

Castagna ha fatto qualche foto di se stessa  per capire cosa farne dei capelli, che a forza di piscina erano di 4 colori diversi, e poi è rimasta perplessa di fronte al proprio sguardo indecifrabile, senza riconoscersi, e tutto sommato piacendosi, anche se il pensiero che le è venuto subito dopo è che lei, di una che ha uno sguardo così, francamente non si fiderebbe.

Abbozzare, direbbe papà . Che cosa ne posso se la vita da me ha tirato fuori questo, in fondo. Indietro non si torna, dicono. Quindi, vedere cosa viene dopo. Che poi è un discorso di entropia dell'universo, come il terzo gusto della Coppa dei Campioni.





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