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sabato 16 gennaio 2021

No. No.

Ha fatto lezione fino alle 10. Ha supervisionato gli operai, che tinteggiavano i corridoi di un magnifico verde chiaro e le aule di un delicato color lilla. Ha parlato con la BN delle cose da fare venerdì  e dell'open school di sabato. Lei gli ha chiesto di metterle a posto un tablet. Gli ha detto che non era urgente, che poteva portarselo a casa e farlo con calma.  Lui ha risposto "lo faccio subito". Un po' più tardi ha preso la sua Ford ed è uscito dal parcheggio.


E poi, a un dato momento della sera, non c'era più. 


Il Gigante non c'era più. 


Il Gigante non verrà più a insegnare musica, risolvere casini, dare scappellotti affettuosi, abbracciare adolescenti in lacrime, tuonare sgridate e fare scherzi a Scuolina Rosa. Il Gigante non sceglierà più, tra gli studentelli accaldati e nervosi, il ragazzo e la ragazza di terza che devono estrarre il numerino per le terne di prove d'esame. Non riceverà più i primini con gli occhioni sgranati, la prima mattina di scuola. Non risponderà più a centinaia di telefonate, sms, mail di docenti e genitori. Non ci manderà più le foto delle sue gigantesche padelle di paella cucinate alla proloco, o delle sue gite in moto. Non farà più i video con le foto delle uscite didattiche, dei gemellaggi e di tutte le manifestazioni. Non farà più il concerto di fine anno con gli alunni del corso pomeridiano. 

Scuolina Rosa è lì, piccola, vuota, come una foglia secca, senza volume. Sembra possa sbriciolarsi da un momento all'altro, o volare via con il primo refolo d'aria. Un'intera comunità, scolastica e non, è sotto choc. Continuo a scambiare messaggi con gente che mi dice che non riesce a respirare, che non riesce a dormire, che ha malesseri fisici. Che crederci è impossibile. I ragazzi hanno detto che nessuno può sostituirlo, e che nessuno deve toccare la sua tastiera e la sua chitarra. I colleghi annaspano cercando di capire come portare avanti un'attività minimamente sensata.  La sua faccia è su tutti i giornali, i biglietti colorati dei ragazzi con le loro parole per lui sono ovunque appesi nella scuola, ma lui non c'è.  Siamo tutti abituati che "quando arriva il Gigante, chiediamo a lui". Ma il Gigante non arriverà. 

Sono corsa su in macchina dopo le mie lezioni. I manifesti con gli orari delle funzioni erano ancora bagnati. Volevo scendere dalla macchina e strapparli. Voglio gridare che la piantino di scherzare e ci dicano dove si è nascosto. Voglio che salti fuori ridendo, una parte di me è ridotta a una bambina piccola che crede al gioco del cucù settete e ha la stessa paura di una bambina che, dietro le mani, non ci sia davvero più nessuno. Più di così per ora non riesco a metabolizzare. 

Scuolina Rosa è morta il 14 gennaio 2021. Qualunque cosa venga dopo, Scuolina Rosa se la porta via lui, in una delle sue grandi mani. 




4 commenti:

Pellegrina ha detto...

I giganti sono indispensabili. Ce ne vuole almeno uno nei nostri dintorni.
Una storia tremenda. Ha avuto un incidente in macchina? Era malato?
Mi dispiace tanto, anche perché ne leggevo le gesta qui sul blog.
Vi abbraccio tutti quanti.

Elena ha detto...

mancherà anche a me, che l'ho conosciuto solo attraverso le tue parole. Non ci voleva proprio, sii forte Castagna...un abbraccio sincero Elena

Anonimo ha detto...

Castagna unlogged:
Ha avuto un infarto. La mattina prima era a scuola, la mattina dopo hanno messo i manifesti con l'orario del funerale. C'è una fetta di provincia sotto choc. Io sono stata al rosario al funerale al cimitero ma ancora non riesco a mettere a fuoco che sia possibile.

Pellegrina ha detto...

Triste. Purtroppo si è impotenti.