Oggi sono esattamente due mesi che abbiamo inserito nella nostra vita la nuova gattina, per gli amici la figlia di Belzebù. Il nostro stato mentale era già noto, ma stavolta abbiamo superato noi stessi, perché mentre noi viviamo ancora in città, con le tre fate ignoranti, la quarta se ne sta lassù a Paesino da Cartolina tutta sola, la regina del castello. L'idea sarebbe quella di abituarla a vivere più fuori che dentro. Diciamo che non avevamo fatto i conti col discorso che deve essere nutrita due volte al giorno, il che inizialmente rappresentava un'ottima scusa per iniziare la giornata con una gita in collina e finirla con una cena in giardino, ma dopo 15 giorni è stato un dramma di famiglia, considerato che io non potevo scendere dal letto. Adesso che io mi sono parzialmente ripresa, non abbiamo più bisogno di mandare su la Mater con la mia macchina, non abbiamo più bisogno di coordinare a fatica una catsitter e l'Uomo, fondamentalmente me la cavo quasi sempre da sola io. Questo significa che, al mattino per le sette e mezza, senza sabato e senza domenica che valgano, io prendo e attraverso la Valle delle Ombre per andare su a Paesino da Cartolina.
Facendo questo vedo cose, per esempio vedo che c'è un signore che da più di una settimana dorme in macchina, in uno slargo di una strada di campagna. Vedo che ci sono dei ragazzi di colore che trasportano enormi boccioni d'acqua sulla schiena, in uno dei paesini che attraverso. Ho scoperto che il mio benzinaio ha due figli, il più grande non aveva tanta voglia di andare al centro estivo e così si è ritrovato a badare al fratellino nello spiazzo delle pompe di benzina, col papà che lo sgridava perché non ci metteva impegno. Dopodiché non l'ho più visto, perché penso che il centro estivo gli sia sembrata l'opzione migliore. Ho scoperto che ci sono delle belle ragazze bionde e castane, col fazzoletto in testa, e dei ragazzi giovanissimi, che al mattino presto raccolgono i fiori di zucca in un campo lungo la statale. Sto vedendo generazioni di volpacchiotti imparare ad attraversare la strada, con quelle zampine affusolate come quelle di un gatto e gli occhi curiosi.
Ormai è più di un anno che la Princi è andata a vivere con il BP, e noi siamo di nuovo da soli. La prostrazione dell'estate scorsa, in me, ha lasciato lo spazio ad una stranissima sensazione di completezza, perché noi due in qualche modo abbiamo ripreso delle cose che avevamo perso da anni, ma da molto prima che arrivasse lei, credo. Per esempio, adesso io devo dormire seduta come un pilota di Formula 1, con sostegni sotto la schiena, la testa ed entrambe le braccia. Uso quindi cinque cuscini di diverse forme, ma, per qualche strano motivo, e nonostante il caldo, non solo nel lettone ci stiamo tutti e due, ma ci diamo molto meno fastidio di prima che mi si bloccasse la spalla. Al mattino mi ritrovo l'Uomo abbarbicato vicino, che si affaccia oltre la barriera di cuscini che mi separa dal resto del pianeta, e in quella posizione non russa ma respira dolcemente. Io mi incanto a guardarlo. I messaggini che ci mandiamo durante la giornata non sono più i messaggini di prima, quelli per controllare dove uno dei due fosse ed evitare di dare fastidio alle rispettive vite, o di avere gran brutte sorprese, ma sono messaggi il cui contenuto fondamentalmente è mirato ad indicarci quand'è che riusciremo a rivederci a casa, metterci in mutande e starcene tranquilli tranquilli per un paio d'ore, io con le mie serie Netflix e lui col suo computer. Vicini.
La casa nuova prende lentissimamente forma, anche lui ha iniziato a portarci dentro degli oggetti o a immaginare di comprarne, naturalmente iniziando da quadri orologi riviste e soprammobili inutili , invece che aiutarmi a montare mobili e scegliere elettrodomestici. Ma in qualche modo questo è un segnale meraviglioso. Dovevo sposare un uomo che avesse le mani per piantare chiodi, segare assi e riparare rubinetti, mi sono presa un poeta, un pensatore, un ghiro in letargo, pazienza.
In questa nuova vita non ci sarà spazio per alcune cose che mi hanno danneggiato. In questa nuova vita io farò meno chilometri e non avrò più solo il braccio sinistro abbronzato, come i camionisti. Imparerò a tinteggiare e a potare e a guardare la luce del tramonto sulle montagne tutte le sere, non solo quando vado in vacanza. Mi mancherà mia figlia e mi preoccuperò per mia madre e mi incazzerò sul lavoro e mi rimprovererò ancora di non saper cucinare con criterio. Ma farò cose che non ho mai fatto prima, e creerò un nuovo piccolo mondo. Datemi tempo, una spalla nuova e il respiro dell'Uomo sul cuscino a fianco. E lo farò.



2 commenti:
Ciao castagna, ti seguo sempre con affetto. Vorrei consigliarti una serie tv che sicuramente non conoscerai e che non piace a nessuno ma che a me sta piacendo molto perché sebbene ci siano grosse differenze culturali mi fa in certo senso sentire a casa. Si chiama OUR BLUES. Sono storie di persone non più giovani ma nemmeno vecchie, che fanno i conti con gli anni che sono passati ed i propri desideri ed aspettative. Un abbraccio
Grazie!!! Castagna
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