Cominciato il periodo veramente duro della terza media. Manca meno di un mese alla fine della scuola, maneggio la penna rossa come un guerriero giapponese la sua katana, non ho orari, tutte le supplenze in terza il Gigante le dà a me, la seconda viaggia a colpi brevi e secchi di frusta perchè non ho tempo da perdere.
Sembra un videogame in cui, da un giorno all'altro, bisogna completare un livello (interrogarne sei di una cosa, quattro di un'altra, dare il tema di recupero da fare a uno, correggere le ricerche agli altri) e ci sono diversi gradi di difficoltà e ostacoli: oggi quello di Ginnastica ne porta via cinque per le gare di atletica, domani quella di inglese me ne chiede in prestito tre per finire un lavoro, in mezzo io stessa, a strattoni, devo finire i progetti, e tra parentesi anche scrivere le relazioni.
Era intuitivo che, in un'annata del genere, con la terza più sgangherata che abbia mai portato all'esame e la BN che mi scava la fossa sotto, dovessi avere come commissario d'esame quello che è universalmente noto in tutta la provincia per essere il preside più stronzo di tutti...
Excursus sui presidi.
Tralascio le donne. I soprannomi che spettano alle mie dirigenti scolastiche dal 2002 a oggi sono: la Fascista, il Mastino e la Cretina. E non glieli ho dati io! (Del resto, voi una col busto di Mussolini in ufficio come la chiamereste: la Bolscevica?)
Invece con alcuni degli uomini (lo Svampito, la Salma, Bell'Uomo, Il Mio Preside, e il marito della Compagna Collega, detto Topolinia, che ho frequentato solo in sede di commissione d'esame) mi sono trovata bene, o anche benissimo. Lo Svampito, pur essendo l'uomo più distratto del pianeta, è una persona gradevole, è il preside dell'Uomo da sei anni e ci conosciamo ormai bene. La Salma era innocuo, e poi poveretto oggi è una salma nel senso tecnico del termine, absit iniuria verbis, era un po' come lavorare con Mike Bongiorno... antiiiiiiicoooooo... In effetti era molto anziano, dato che nella privata si lavora fino a centosette anni (immagino percependo pensione statale E stipendio come "consulente didattico").
Cogli altri tre mi sono trovata splendidamente bene e ci facciamo molte feste quando ci incontriamo (con Topolinia ci si vede in manifestazione antiGelmini, o quando viene a prendere la moglie).
Bell'Uomo, oggi un giovane nonno, in passato era sicuramente, oltre che bello, innamorato follemente del suo lavoro, ed era il tipo di collega con cui avrei stretto un sodalizio professionale e quasi sicuramente anche un matrimonio. In effetti era anche l'unico preside che, a mia conoscenza, prima di fare il dirigente facesse il prof di lettere, e ha per l'appunto sposato una collega. Ci stimiamo moltissimo reciprocamente.
Con Il Mio Preside, la storia d'amore professionalmente parlando è proprio scoppiata, vado letteralmente pazza per lui, e lui mi vuole bene. Mi ha fatto passare un anno in cui ho lavorato il triplo del solito, con mille responsabilità, ma mi ha gratificato enormemente a tutti i livelli, persino a quello economico (in pratica, alla fine del culo che mi ero fatta, ha calcolato le ore di lavoro e mi ha pagato una cifra da funzione obiettivo, che mi ero largamente guadagnata ma non mi ero mai sognata di chiedergli; del resto lui era uno di quei dirigenti che vedono le reali necessità della scuola, tra cui docenti fissi, posti di lavoro, lavoro svolto con cura, strutture decenti, servizi alle famiglie, e spendono i soldi prima per quelle e poi per le cazzate di rappresentanza). Lui invece insegnava matematica, era pieno di tutti i vizi, per cui lo vedevi sempre con caffè sigaretta cicchetto e un piatto di qualcosa di grassissimo davanti, ed è l'uomo più adorabile che abbia mai incontrato. La sua scuola era la sua famiglia: tra colleghi dicevamo "devo andare da papà a chiedergli di cambiarmi le ore di martedì col collega" e lui stesso diceva della sua inseparabile segretaria in capo: "la mamma adesso trova una soluzione, chiedete a lei".
A un certo punto dell'anno, oltre al papà, alla mamma, allo zio Ferro, allo zio Gianni e allo zio Davide (i tre decani della sede di Cocconato) ero stata ufficialmente adottata anche io in quanto "cugina di Montiglio".
Sembrano cretinate, ma l'aria che si respirava su quei picchi inaccessibili della provincia di Asti era questa, e scaldava il cuore.
Ultimamente sto riflettendo sul fatto che se non mi danno la mia cattedra potrei chiedere l'assegnazione provvisoria da loro per quest'anno, che è l'ultimo prima che Il Mio Preside vada in pensione.
Bene, ovviamente di tutta questa gente l'unico che mi becco quest'anno è il terrore della provincia, quello scorretto, ducetto e bastardo inside, quello che ha fatto registrare un tasso incredibile di richieste di trasferimento da una scuola centralissima di Asti anche in tempi di penuria di lavoro.
E che le donne le concepisce solo come oggetti da letto o da compatire in quanto inferiori.
Io non ci ho mai lavorato e cercherò di essere molto neutrale nell'avvicinarlo, ma se è vero un decimo di quel che ho saputo di lui non credo proprio che andremo d'accordo. Il collega di Religione sostiene che a mettermi in una stanza con questo tizio si ottiene una rissa degna di essere ricordata. io spero di no, ho già abbastanza grane.
Bene. Ho un residuo di bronchitella, il Bisolvon che bevo a litri mi fa fare dei sogni intensi, colorati e sereni, le gaggìe sono in fiore e ci stanno facendo impazzire gli ormoni con un soave profumo di miele, mi son fatta cinque volte lo shampoo, oggi devo solo ascoltare perchè viene la ginecologa e parla lei, l'Uomo va a farsi una due giorni nel verde all'Oasi WWF dietro casa, coi ragazzi della sua terza e il collega di Scienze, e io vado avanti con la mia B.I.C.
E sono certa che ci sarà ancora molto da raccontare, anche se manca poco...
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