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mercoledì 19 febbraio 2014

Renoir, pronunciato R'nuàr

Metti una domenica che per qualche ora si scorda di piovere. Che fai tu, dopo settimane di fango, scarpe bagnate, capelli gonfi, cieli nuvolosi? La risposta è ovvia. Ti infili in un museo.

Ma poi il gelato lo mangi sulle panchine in Piazza San Carlo.

E intanto si forma una bolla di serenità primordiale, che tutte quante (stanche di problemi in famiglia, di grane lavorative, di questioni economiche, di scorni con le istituzioni... una però più che altro stressata dai compiti in classe di geometria) ci eravamo meritate davvero.

Così, benedette da quest'aura di pace, la Tipa scavalca con passo marziale la lunghissima coda fuori della GAM, brandendo i biglietti da lei ingegneristicamente stampati in precedenza. Sfoggia un sorriso incredibilmente rilassato che non le vedevo da tempo.

Nipotina afferra l'audioguida, si cala le cuffie sulle orecchie, e proprio mentre io penso "che peccato però, i bambini distratti dai giochini sul touch screen quando c'è tutta questa bellezza da assorbire, ai miei tempi etc etc", mi fornisce con puntualità delle informazioni sul quadro che sto guardando. E pronuncia "R'nuàr", non Renuàr, con una finezza fonetica da lasciarmi in mutande. Ah no ecco, infatti, sì, ai miei tempi, dicevo, ma quando una bambina è intelligente è intelligente, anche con l'audioguida coi giochini in mano.

Cavallino si concede una giornata di lettura in treno, vetrine in centro, arte e chiacchiere con le amiche. La vedo poco, perchè chiacchiera soprattutto con la Tipa mentre io mi sparo i portici per mano con Nipotina che deve raccontarmi molte cose.

Io, Castagna, che di pittura capisco solo il Beato Angelico e gli Impressionisti, divento scema davanti ad alcuni quadri strepitosi di cui peraltro non conoscevo l'esistenza. E mi godo la manina fredda della Nipotina stretta nella mia mentre camminiamo, e le risate e le facce serene delle amiche.

Frattanto, Occhipervinca è sulle piste di rally su ghiaccio con l'Orsetto di Montagna, il Ferrarista è al museo dell'Automobile con Coccodrillo, e l'Uomo allo stadio a praticare il culto domenicale.

La vita sempre così dovrebbe essere.

Poi viene un acquazzone della malora, ma ormai la nostra bolla di quiete ce la siamo presa, siamo contente dei quadri, del sole, del gelato, della fila davanti ai bagni del museo, dei semafori, delle panchine, del fatto che con Nipotina prossima ai dieci anni possiamo inaugurare la fase "noi ragazze andiamo a...". Mancava la mia, di ragazza, quella scura e refrattaria alle novità, che sono sicura avrebbe voltato gli occhi al soffitto all'idea di passare la domenica a una mostra di pittura, però poi si sarebbe incantata davanti agli stessi quadri che piacevano a me.



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