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martedì 8 aprile 2014

Non ci credo

No, dai, ma non puoi fare uno scherzo così. Che martedì arrivi a scuola e dici che non ti senti bene, e il lunedì dopo sei morta.

Non puoi mollarci così. Noi, tuo marito, i tuoi ragazzi, le tue classi.

Non puoi fare un numero del genere e lasciare la terribile terza andare all'esame senza le tue urla.

Non puoi.

Che cazzo ti è saltato in mente, Compagna Collega?

Avrò detto un milione di volte, quando i colleghi si lamentavano del tuo caratteraccio, che quando fossi andata in pensione tu avrebbero comunque avuto me, che invecchiando sarei diventata uguale identica.
Rompicoglioni uguale. Di sinistra uguale. Senza peli sulla lingua uguale.

Mai più avrei pensato che oggi pomeriggio avrei sentito la mia voce dire in consiglio di classe: "Ci vuole un coordinatore, adesso" e poi il silenzio pesante dei colleghi, mentre tutti guardavamo per terra.

Nè che avrei visto il Malinconelfo alzarsi dal banco, dove era rimasto immobile e senza lacrime per più di un'ora, per andare ad abbracciare Atreiu, che dopo un'ora ancora piangeva. O le mie ragazzine sedute per terra nel bagno, mentre telefonavano ai genitori singhiozzando.

Non avrei pensato di rimanere così senza parole da non sapere nemmeno cosa dire per consolare i miei ragazzi.

Ma si può?

Vi prego, qualcuno mi dica che è uno scherzo. Che non sono veramente rimasta a scuola per nove ore dopo la notizia, perchè avevamo due riunioni e i colloqui con le famiglie. Che domani non devo accompagnare il supplente in macchina. Che posso andare nei boschi a piangere e a prendere a calci qualcosa.










6 commenti:

ellegio ha detto...

Oddio. Mi dispiace.

ilaria ha detto...

è vero: non ci sono parole!

lanoisette ha detto...

occazzo.
un abbraccio.

la povna ha detto...

Un abbraccio forte anche da me. Ammutolita.

Susibita ha detto...

senza parole. mi spiace tanto: per voi, per la sua famiglia, per tutti i suoi ragazzi.

Susibita

Murasaki ha detto...

Non ci sono parole. Un abbraccio.