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martedì 17 giugno 2014

"Questa cosa è bellissima"


Non facciamo dei buonismi, non usiamo eufemismi, non cerchiamo di trarne una morale.



Mi sono cacciata in un casino.



E' vero che a casa andava (va) tutto storto, a livello di coppia. Di certo ne ho passate tante con l'Uomo in questi anni e lui crede, e forse anche io credo, ancora, che supereremo anche questa.



E' vero anche che sul serio io non ero in giro a caccia di avventure, né in un periodo di particolare esposizione all'attenzione altrui, come può essere il festival quando, in fin dei conti, esco quattro sere su sette, e vestita carina, e conosco un sacco di gente nuova e interessante che, alle volte, mi trova interessante.



Quindi insomma il tutto è piovuto nella mia vita modello cataclisma. Sei lì che porti avanti una tua qualunque giornata, e arriva lui. Impossibile non notarlo, impossibile contarsi balle su come ti sta guardando. Impossibile andare via e non pensargli. Poi lo sapete com'è, c'è il cellulare, c'è la chat, ci sono i post su Facebook. C'è che a volte non ti vuoi dire di no. Ci sono le amiche che ti dicono che ti meriti di essere felice / una vacanza / un po' di soddisfazione.



Così, di testa e senza rimorsi, ti tuffi.



Ora qua non facciamo finta di esserci redente, per l'amor di Dio e della mia intelligenza, e della vostra. E' stato un attimo non lo rifarei non è successo niente, ma dai, a chi la racconti.



Racconta piuttosto cosa hai capito.



Che sei ancora una creatura della notte. Piena di vitalità, desiderio, passione.

Che puoi non dormire per settimane e essere efficientissima sul lavoro. Che puoi sorridere di gioia a un bambino e accarezzare con lo sguardo tua figlia senza sentirti in colpa.

Che era un vero spreco non essere guardata così da tanti anni, e che nello specchio, anche con la coscienza sporca, ti vedi davvero bene, ora che lui ha posato quegli incredibili occhi di velluto su di te.

Che esiste un qualcosa che non è sesso, non è amore, eppure è irrinunciabile. Un'intimità delle notti in chat, un passare e non passare la linea di confine, uno scoprirsi di cui poi è doloroso fare a meno.

Che il cuore può battere fino a fare un rumore udibile dall'esterno, quando si illumina lo schermo del cellulare mentre guidi nel buio.

Che la bellezza esteriore è un frammento, una scheggia, che tutto quel che desideri in un corpo, il tuo, il suo, è una perfezione che non si ottiene con la palestra, il trucco, gli abiti o i geni, ma con la pioggerella di maggio su una piazza, con il vento tiepido sulla pelle, con i passi lungo un corridoio, con la stanza che sembra cambiare temperatura nell'attimo in cui c'è una pausa nel discorso e gli sguardi che non si vergognano più di percorrere tutto il corpo, il suo, il tuo, avanti e indietro.



L'apoteosi del desiderio.

L'ispirazione di lasciarsi sbocciare sotto il sole.



Porterò con me ogni istante, non so se sarò quella di prima, non capirò mai se ha fatto cominciare lui questa trasformazione col suo primo sorriso, o se io ero già così da tempo e quando è venuto da me quel giorno ha trovato, a sorpresa, una donna diversa da quella che aveva visto le volte precedenti.



Non so cosa ne sarà di me ora. Immagino che dovrò proseguire, in un modo o nell'altro.

Pagherò quel che devo pagare, di sicuro.

Ma non mi racconterò balle sui perchè.



Non potevo, semplicemente non potevo, perdermelo.
 
 

9 commenti:

Murasaki ha detto...

Ooops, sono la prima a commentare?
Vabbé, ci provo. Poche e banali osservazioni.
1) Tutta 'sta fretta di pagare, confesso che non la capisco
2) Sono cose che capitano. E per fortuna che capitano!

E un link anche per te:

https://www.youtube.com/watch?v=VCD4rtcOgHE

Bubi ha detto...

Scusa se nel commento precedente sono stata poco delicata ma ora pure tu dici che "andava (va) tutto storto a livello di coppia" e hai comunque intrapreso un percorso di affido e per giunta particolarmente ostico. Ho l'impressione che in questo tu abbia preteso troppo da te stessa e dall'Uomo ...
Ma io interpreto quello che tu lasci trapelare della tua vita sulle pagine di due blog, solo tu sai poi come stanno le cose.
Solo che speravo in un happy ending, che sei così in gamba tu e ci stava proprio.
Io ti auguro davvero di ricentrare tutto il tuo universo. Perché se non ce la fai tu, con la testa che hai, chi ce la deve fare?

Anonimo ha detto...

Grazie dei complimenti Bubi, e non voglio certo essere noiosa e pignola su un modo di esprimersi, ma guarda che è importante: che significa HAI preteso troppo? perchè non AVETE preteso troppo? credi che fossi sola quando mi sono sposata, che abbia deciso io? che ci sia andata da sola ai colloqui per l'affido?

...e se fosse mio marito, che a un certo punto HA preteso troppo?

Castagna out of logging, e out of parecchie altre cose.

Bubi ha detto...

Hai ragione, suona come dici tu, quel singolare.
L'ho usato perché "conosco" te, non lui e in parte forse anche per quel minimo di retropensiero sul fatto che una donna così carismatica sia il traino in una coppia.
Ad ogni modo ti sia di slancio per affrontare con rinnovato vigore le tue vicende famigliari, il tuo alieno piovuto dal cielo.

Anonimo ha detto...

Sì, cerco di non perdere smalto e andare avanti... anche se vado a ondate di grande dolore, grande slancio, grande confusione, grande rimpianto. Sto cercando di non farmi affossare da quanto si sono complicati i miei sentimenti in un momento già così complesso.

Ma come dicevano le amiche storiche, se era una cosa semplice figurati se mi ci mettevo.

Castagna unlogged

La prof ha detto...

Credo che anche il grande dolore e la grande confusione siano, alla fine, un altro modo di sentirsi molto viva.

Anonimo ha detto...

carissima, commento per la prima volta ma sei una delle prime blogger che ho letto ,ero approdata al tuo blog nel lontanissimo 2010,disperatamente alla ricerca di parole,per capire,perdonare,resistere e all'epoca trovai questo "Mamma Cattiva ha di nuovo fatto strike" lo lessi lo assimilai insieme al tempo e alla dolorosa ammissione che era accaduto a lui ma sarebbe potuto accadere a me e lo superai, poi le cose sono andate come nessuno dei due mai si sarebbe aspettato che andassero ma adesso mi sento di dire che è una cosa bellissima e non c'è nulla da pagare.

Anonimo ha detto...

Un altra prof sfigata che porta la sua sfigata vita nelle aule

Castagna ha detto...

Sì, e che tortura gli studenti perchè è frustrata. Ecco perchè poi crescono dei senza palle che non hanno il coraggio di firmarsi nei commenti ai fatti altrui che, peraltro, nessuno li obbliga a leggere.