Questo è veramente un anno interessante, scolasticamente.
Con una seconda che sembra il circo dei freaks e una terza viscerale, ormonale, tempestosa e bellissima.
É che rispetto al passato ho così POCO tempo per scrivere.
Alcuni rapidi istanti di bellezza però è impossibile negarveli. Come quando il ragazzino arrivato due mesi fa da Bahia vede la neve per la prima volta, a metà di una mattina di lezione. Tutti a coccolarselo e lasciarlo uscire in cortile e sorridergli felici. Il vicepreside, all'uscita, si incarica personalmente di ficcargli la prima manata di neve giù per il colletto. Castagna pensa per la milionesima volta che lei il suo vicepreside lo ama. Il ragazzino è talmente eccitato e sconvolto che non si rende conto che è mercoledì, non giovedì, e lascia partire tutti i pullmini. Poi si impanica rendendosi conto che non ha la mensa e le lezioni pomeridiane, e che nessuno può venirlo a prendere. Dimentica il poco italiano che sa e balbetta in portoghese, per l'agitazione. Castagna deve scendere a Genova sotto la nevicata e sta andando via, il vice chiama la madre del piccolo mulatto e si incarica di portarlo a casa. Castagna parte sotto i fiocchi morbidi e gelidi, pensando al viaggio in macchina tra le colline candide che farà questo ragazzo, e sapendo perfettamente come se la godrà il vice, che sarà testimone dei suoi commenti e dei suoi occhi sgranati.
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