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venerdì 6 febbraio 2015

Quando arriva la notte

Il peggiore di tutti è stato il sogno ambientato in montagna. C'è l'Uomo. C'è l'altro. C'è anche Sanguedelmiosangue. C'è un bel sole e siamo proprio in vetta. Non so cosa ci facciamo lì insieme. Ma non è brutto.
Però, in questo sogno, io sono diabetica. E ad un certo punto ci rendiamo conto, tutti contemporaneamente, che non c'è l'insulina.
Non c'è nello zaino, e le città sono lontane. Non ci arriveremo in tempo.
Cugino, marito e amante vanno in agitazione. Si guardano, e mi guardano, consapevoli che è troppo tardi per fare qualcosa.
E io penso: "Beh, ma va bene così, dopotutto, che io levi il disturbo, no?"

Quando ho fatto questo sogno, era l'estate scorsa. Era il picco, in una serie di incubi orribili da cui mi svegliavo piangendo, parlando, gridando.

Ho ripreso a dormire in letto con l'Uomo, e in generale ho ripreso a dormire. Ma ho ancora paura di addormentarmi.

3 commenti:

Murasaki ha detto...

Il mio cuoire sanguina oer te. Ma come, proprio il sonno, che riannoda il filaticcio umano dell'esistenza o come diavolo diceva Macbeth, pure il sonno?
Ci hai un inconscio che andrebbe opreso a chiaffi dall'alba al tramonto e dal tramonto all'alba, e mandato a letto senza cena. Non si fa così, non è giusto!

Castagna ha detto...

Sì ma infatti. Il mio inconscio è la sola persona più stronza del mio conscio, se ci penso attentamente.

Anonimo ha detto...

Però riprendere a dormire nel letto con lui è un bel momento, anche se il dolore da attraversare sarà ancora tanto. Lo so perché ci sono passata. Coraggio sempre!