Qui
ci servono il
Dato
di fatto n. 2
I
RAGAZZI NON LEGGONO PIU'.
e
il
Dato
di fatto n. 3
I
RAGAZZI, IN COMPENSO, SCRIVONO DI NUOVO.
Allora.
Non esiste spendere 27 euro per un testo di cui verranno svolte,
forse, un terzo delle pagine. E malvolentieri.
Evitiamo
di dire che da quando “La biblioteca”, poi “L'altra biblioteca”
e infine “Biblioteca tre” sono state tolte dal commercio la
nostra ora di antologia è andata a farsi benedire, perchè
praticamente tutte le altre antologie non vanno bene.
Evitiamo
di innervosirci citando:
- racconti dell'orrore di dubbio gusto,
- pezzi impossibili da spiegare a una prima, o a metà di una seconda, tipo diari di guerra da Sarajevo,
- la milionesima storia di straniero disadattato o bambina maltrattata,
- Emily Dickinson, Montale, Pessoa, Saba mischiati a poetucoli da strapazzo e/o filastrocche o, peggio, a pezzi di musica pop
- vergognose concessioni a saghe giovanili insulse pur di raccattare qualche consenso. (E magari stessi parlando di Harry Potter, eh. Insulse vuol dire peggio di Harry Potter... sì. A me Harry Potter fa cagare. Tiratemi le pietre. Insultatemi la madre. Pazienza. Non che siano brutti storia e personaggi. Ma è scritto male. Se avete letto Michael Ende, o Philip Pullman, capirete. Non è un fatto di traduzione. E' scritto male. E per perdere i miei restanti fans: a me non piace neanche come scrive Tolkien. Eh. Sono una brutta persona, evidentemente.)
Evitiamo
di lamentarci (ma è ovvio, se si fanno delle antologie piacione) del
fatto che tempo due secondi esce la prima mano: “Io di questo ho
visto il film!!!” (Lo dicono anche dell'Iliade. Perchè hanno visto
quella troiata, nomen omen, con Brad Pitt. In prima non li uccido, mi
limito a spiegare perchè non si può considerare “Troy” un film
tratto dall'Iliade. Se me lo ripetono dopo la fine della prima, li
crocifiggo coi chiodi a sezione quadrata.)
Limitiamoci
a dire quanto è brutto, brutto e cattivo, che di un libro ti si
legga un pezzo. Non l'incipit. Un pezzo a caso. Non si legge così.
Il punto è che, quando i ragazzi (non tutti, ma parecchi) leggevano
a casa, come hobby, citare una parte di un testo poteva eventualmente
suscitare due reazioni positive: ricordare il resto della storia, se
il libro era già stato letto, o far venire voglia di leggerla.
In
compenso, da molti anni ci è stata tolta la meravigliosa, utilissima
ora di narrativa. In cui ascoltavamo i testi, santa Madonna, in
versione integrale: sembra di dire una cosa sconcia, oggi. E
ascoltando ti perdevi, perchè narrativa si faceva il venerdì, da
stanchi, o al pomeriggio, o in una giornata da tre ore di Lettere,
dopo il compito di Storia. Ma la storia andava avanti e i personaggi
erano sempre lì, anche la volta dopo, e recuperavi. E ti abituavi a
un ritmo narrativo, a una voce, a uno stile. Da otto anni ho ripreso
ad avere la passione di leggere io per loro. Ho capito che piace un
casino. Ho capito che con la mia guida ci si ferma a riassumere, a
ripetere, a capire le parole, a fare domande sul contesto, ma
soprattutto ci si gode una lettura bella, con l'intonazione giusta.
E
così io leggo. Faccio comprare in più la prima cantica integrale in
seconda, e i Promessi in terza, senza parti riassunte. Poi per
carità, c'è la classe a cui si legge la peste, quella a cui si
legge la madre di Cecilia, quella a cui si legge la Storia della
colonna infame, ma il testo ce lo devono avere davanti tutti. Verso
la fine dell'anno interrogo dal canto I al canto XXXIV dell'Inferno e
dal primo all'ultimo capitolo di Manzoni. E' che devono abituarsi a
seguire, capire e saper raccontare una storia dall'inizio alla fine.
Stesso motivo per cui faccio, dall'anno scorso, il cineforum.
E
salto l'ora di antologia. Quasi sempre.
E'
quel quasi che richiede di parlare del dato di fatto numero 3. (segue)



1 commento:
Concordo con il principio e pure con i no a quasi tutte le letture citate, ma se mi avessero messo davanti solo quei testi del programma gentiliano e non avessi sostanzialmente mai letto altro prima, oggi credo che avrei giurato odio eterno alla lettura, personalmente.
Li trovo accettabili e molto interessanti solo se vengono decifrati come tecnica letteraria e come opere con forte impronta ideologica, ricondotte a un contesto storico e politico (serio, non la solita banalità patriottica cui li ha ridotti la critica risorgimentale) che invece viene sempre trattato come se stesse fuori e non dentro ogni riga. Se devo badare alla trama, più delle due vittime madre&figlia, mi appassiona la vivandiera di Waterloo.
In compenso sull'antologia delle medie ho scoperto (da sola) le letture e le non letture della mia adolescenza e giovinezza. Le prime non erano italiane non erano cattoliche e non erano cosi' disperatamente convenzionali e piene di buoni sentimenti. Una gabbia, credo rappresentino esattamente tutto quello che ho detestato nella scuola (per poi adorare l'università dove ho scoperto che c'era effettivamente un mondo diverso, prima soltanto intravisto).
P.S.: la traduzione italiana di Tolkien, che ho letto da adulta, è comunque assai criticata, personalmente non sono in grado di apprezzarlo in inglese ma potrebbe effettivamente essere molto diverso.
Posta un commento