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giovedì 2 agosto 2018

Agosto, aiuto, ardo

Motivi per cui odio l'estate, soprattutto se devo passarla in città* 

1. Non c'è nessun reale motivo per cui io debba passare l'estate in città. Solo paturnie familiari. 
2. D'estate in città puzza tutto. I piatti appena finisci di usarli. Gli scarichi della doccia. La maglietta che ti sei messa due ore fa. La macchina. La spazzatura. Le altre persone. La campagna. Il torrente. Tutto. Che schifo. 
3. Mia madre tende allo sclero. 
4. Io tendo allo sclero.
5. L'Uomo tende allo sclero peggio del solito, anche se per lui il picco è sempre il mese di dicembre. 
6. Le persone guidano male, rallentate, troppo nervose.
7. I gatti perdono pelo ovunque anche tre minuti dopo averli spazzolati.
8. La gente pensa che gli insegnanti non abbiano da fare un cazzo e quindi pretende da te che tu faccia di tutto, sorridendo, con 37 gradi all'ombra e il 107% di umidità. Ah no, calma: quello te lo chiedono anche d'inverno, "tanto mezza giornata sei libera, no?"
9. Tu in effetti sai di dover usare i giorni estivi per toglierti cose che d'inverno non riesci a fare. Quindi ti metti in macchina sotto il sole e vai e vieni per l'Italia (questo, onestamente, da qualche anno, usando tecniche di autodifesa, guardie del corpo e rottweiler ben addestrati a puntare alle arterie, siamo riusciti a ridurlo di parecchio. Comunque ho smesso io e ha cominciato l'Uomo. Non c'è fine al disagio.)
10. Hai mille magnifici programmi di cose che vuoi riuscire a portare a termine, ne cominci otto su dieci, andrà di culo se ne finirai una. 
11. I camionisti in autostrada di giorno feriale, i turisti di giorno festivo.
12. I malati di mente per strada, i capricci dei bambini accaldati, l'isterismo delle madri sfinite. 
13. L'aria condizionata dell'Esselunga, impostata su sette gradi e mezzo quando fuori ce ne sono 36, cosicché la gente batte i denti e viene presa da coliche addominali spasmodiche mentre sceglie la 
verdura. 
14. I negozi e gli uffici dove l'aria condizionata non c'è e bisogna aspettare in fila in stanze soffocanti.
15. La mia reazione viscerale di marcescenza fisica e psicologica a qualsiasi temperatura sopra i 29 gradi. 

*Io odierei l'estate anche se la passassi un hotel 5 stelle superior servita e riverita di tutto punto nel posto più bello del mondo, solo per i punti 3, 4, 5 e 15.**

**Anche eliminando gli scleri di terzi, che sono causa del punto 4, basterebbe il solo punto 15. Io odio il caldo, quindi odio l'estate, le primavere afose e le settimane in cui ottobre pensa di essere luglio. Senza appello. 

Mezzi, strumenti e dispositivi grazie ai quali negli anni scorsi è stato possibile sopravvivere all'estate che, comunque, disgraziatamente non è possibile eliminare

1. Il Polase. Mano santa (ma oltre i 37 gradi non basta).
2. Le tapparelle. Chiuse ermeticamente dopo le 10 di mattina. Riaperte dopo le 10 di sera.
3. Le serie tv. 
4. Il ventilatore, i cubetti di ghiaccio, litri d'acqua, un po' di frutta ma non troppa perché pure quella puzza, d'estate. 
5. I giochi online. Se sono riuscita a tenere sotto controllo il mal di denti con un po' di coins e una piattaforma di giochi a tempo, vuol dire che il mio cervello quando è preso da quelli si isola dal mio corpo, figuriamoci dal mondo esterno. I maestri di meditazione lo fanno chiudendo gli occhi. Io non sono un maestro di meditazione. 
6. Vivere in mutande. 
7. Farsi ogni tanto un bel pianto isterico da sola accucciata dentro la doccia. Poi aprire la doccia e lavare via tutto. 
8. Il calendario che si avvicina lentissimo ma inesorabile all'autunno.
9. Fingere di non avere caldo fuori, ridere scherzare e agitare i lembi del vestitino leggero, mentre conti i minuti che ti separano dal mandare a fare in culo tutti e chiuderti  in casa per mettere in pratica i punti 2,3,5, 6 e 7. 
10. Spegnere il telefono ogni tanto. Sissignore. Arrivo a questi punti di odio per i miei simili. 
11. Quei dieci minuti al mattino in cui apri le finestre e la città non puzza ancora. 
12. Il pensiero che poi quando l'estate finisce ci mette almeno nove mesi a tornare. Ah no, questo era valido fino agli anni Novanta. Ora ce ne mette sei scarsi. Comunque fino a prova contraria a gennaio non fa mai trenta gradi. Da cui il dedicare tempo e energie a sferruzzare sciarpe, guanti e gilet, mentre visualizzo foreste boreali, banchise polari, rifugi di montagna seppelliti dalla neve, castagne arrosto e cani da slitta. 
13. Fare giochi sul pc ambientati in luoghi ricoperti di neve e ghiaccio, dove i nemici da sconfiggere sono gli yeti. Decorare la casa della bestiola online come se fosse autunno e cadessero le foglie. Insomma, scegliersi una vita virtuale in un mondo in cui l'estate non c'è. E passarci più tempo possibile. 

Motivi per cui anche d'estate non si può mollare il colpo, mandare a fare in culo tutti, e nascondersi per settanta giorni consecutivi in una baita isolata a milleottocento metri slm

1. Ho una figlia. 
2. Ho una figlia. 
3. Ho una figlia. Me lo devo ripetere tre volte per non fuggire a gambe levate.
4. Ho un marito. 
5. Ho un marito. Provo a ripetermelo la seconda volta, ma potrebbe non servire, perché magari sono già fuggita alla prima. 
6. A settembre si torna a scuola, quindi non posso andare a cercare lavoro a Edimburgo e non tornare mai più (ma potrei sempre fare un trimestre da consulente esterno in un istituto superiore in Cile, sulle Ande, eh, per carità, e bello in alto, per tenermi impegnata il cervello nel lavoro).
7. Devo fingere di divertirmi e fare cose belle perché gli altri (leggi: la Mater e la commercialista Squalo Con Le Perle) non pensino che posso essere torturata tutta l'estate da impegni di soldi, avvocati, inquilini, etc, perché tanto non faccio niente. 
8. Mi faccio un culo così tutto il santo anno per dimostrare di essere maturata e avere superato me stessa in tante cose, devo solo resistere all'istinto di omicidio-suicidio per quei dieci giorni di agosto (ah no, quello era valido negli anni Novanta, adesso parliamo di sessantacinque giorni di afa mortale sparsi tra maggio e settembre in modo del tutto imprevedibile, quindi non serve nemmeno prenotarsi le ferie) 
9. Ce l'ho fatta in momenti peggiori. Ma questa motivazione sta diventando fioca, perché adesso ne avrei anche un po' le palle piene, di momenti brutti da confrontare con momenti peggiori. 
 

Seguono:
Cose che comunque, poveretta, mi sforzo lo stesso di portare avanti in queste settimane, fingendo di farcela 

Aspettative, più e meno sensate, che coltivo in queste settimane, fingendo di farcela 



2 commenti:

Betty ha detto...

Anch'io odio l'estate

Punto

Betty

gattonero ha detto...

Faccio copia-incolla, stampo e appendo sul calendario di agosto; poi su quello di settembre... e avanti così finché dura la calura.