Questo distico era l'inizio di alcune telefonate che ci facevamo io e la Tipa, quando ancora il telefono era uno solo, attaccato al muro, su un tavolinetto antico, nell'INGRESSO di casa dei miei. La privacy? Niet. La bolletta, e il parental control, altro che firewall: papà. Menomale che i miei stavano via parecchio.
Dunque, adesso mi lamento.
Punto uno: la tendinite fa male. Fa MALE.
Tipo che, la prossima volta che racconterò di Gano di Maganza squartato dai cavalli, mi verranno i brividi, perché questa era solo una spalla, e sono quasi svenuta dal dolore due volte in questa settimana.
Punto due: non solo il fisico duole. Essere tirata su e sdraiata dal marito perché da sola non riesci, fa male. Essere spogliata, lavata e rivestita dalla figlia perché da sola non riesci, fa male. Far fare a tua madre il facchino portabagagli e tutti i letti di casa perché tu non riesci, fa male. Mangiare fette di pane tostato perché nessuno ha lavato la pentola della pasta e tu non riesci, fa male.
Punto tre: interrompere di colpo quella bella cosa che si stava instaurando di passare le serate a Paesino da Cartolina, io lui la nuova gattina, del cibo cinese e birrina (o champagne, cazzo ce ne, mica possiamo farlo invecchiare come il cognac), fa male.
Punto quattro: che la gattina, non a torto sospetta di essere stata infiocinata durante il breve periodo randagio sui tetti cittadini, decida di abortire, fa male. Fa male vederla raggomitolata stretta addosso a me, che cerca di calmarsi e dormire, dopo viaggi dal veterinario e altre vicende, lei che non si riesce a fotografare perché non sta mai ferma.
Punto cinque: non andare a lavorare, ma sapere di doverci comunque tornare prima delle ferie, fa male.
Punto sei: perdere i contatti telefonici e accorgerti di quanto tempo passa prima che alcune persone ti pensino e ti scrivano, fa male. E fa un po' male anche che continuino a scrivere quelli di cui andava bene aver perso il numero.
Punto sette: dormire su un castello di cuscini a centro letto per dare sostegno e spazio al braccio, quindi senza l'Uomo relegato in camera della Princi, alla notte numero sette fa male.
Punto otto: fare la fasciatura al braccio come imparato da papà, valutare lo stato di salute del gatto come imparato da papà, gestire il dolore fisico come imparato da papà, gestire la famiglia e le grane dovute all'impossibilità di lavorare come imparato da papà, ed essere senza le mani calde di papà, i suoi gesti attenti e il suo sguardo calmo, fa malissimo, fa sanguinare, in questi giorni è stata la cosa peggiore.
Fine lamentazioni. Domani, col braccio al collo, macchine avanti tutta e vi racconto la parte non lamentosa.




1 commento:
In bocca al lupo per tutto! Spero che passi presto e che possano ricominciare le cose belle : )
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