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giovedì 22 luglio 2010

Controllo, sindrome del prelavaggio e cose positive

Diciamo pure che io, per stare serena, dovrei avere sempre tutto, ma proprio tutto, tutto tutto tutto sotto controllo.

Infatti, adesso che la formazione sui monti è la seguente:

- appartamento grande: padre e madre di Castagna, Chicco (gatto della madre di Castagna) e Amélie (gatta del padre di Castagna)
- appartamento piccolo: l'Uomo, Castagna, Bontcho, Daisy, Matilda
- distanza fra gli appartamenti: tre piani (con ascensore), metri quindici di stradina, cinque piani (con ascensore)

...io finalmente sono calma. Calmissima no, perchè Zia Buona è sola a Genova (non sola, con Frau Blucher, la governante che fa nitrire i cavalli quando la nomini), e infatti sto studiando un modo per andarla a trovare, rubando meno tempo possibile al resto della famiglia.
Comunque fa una bella differenza rispetto alla mia solita vita, questo svegliarmi con calma di fianco all'Uomo, andare a piedi giù al parco a fare tai chi o a portare il cane e incontrare mia madre, poi uscire un po' più tardi e dopo cinquanta passi trovare mio padre che legge il giornale al sole...

Così vedo di persona la salute di papà, posso scansare mia madre quando io e lei siamo nervose e vederla in un altro momento che però non sia una settimana dopo, non mi sbatto a correre avanti e indietro, non tolgo tempo a uno per darne all'altro...

E, stasera, posso permettermi il lusso di arrivare a Asti sola, senza cane gatti marito cena da preparare persone da chiamare, e trovare la casa pulita (Fata Romena non è ancora andata in ferie), non invaderla di borse e borsoni e sacchetti della spesa, solo dei documenti che devo consegnare domani per chiedere l'utilizzazione nella mia scuola. Spararmi tre ore di internet senza dividere il pc con nessuno, e soprattutto, soprattutto senza patire il caldo perchè, misteriosamente, la temperatura a valle è diventata sopportabile, persino per una che sei ore fa era in giro per boschi con addosso un pile (un pile!!!).

Che dire? Momenti di serenità che qualche settimana fa mi sarei sognata.

Della montagna ci sarebbe da dire roba bella (il cielo, i boschi, il mitico maestro di tai chi, yoga e altre discipline orientali*), buona (le merende in pasticceria, la carne di bovino allevato in alta montagna, alcune caloricissime, lussuriose ricette tradizionali delle montagne dal versante francese) sana (le camminate, le dormite, l'aria pulita, i bagni di sole) e financo creativa (la maglia, quel che sto scrivendo per passare il tempo quando non riesco a dormire, le letture che faccio, addirittura un minimo tentativo di cucinare).

(* Ora non vi immaginate un venticinquenne seminudo coi capelli lunghi, il fisico di Cristiano Ronaldo e la spiritualità di Gandhi. Brutte arrapate che non siete altro**.
Il nostro Roberto è un maestro che sfoggia un bel corpo tonico di piccola statura, una pettinatura fuori moda da bravo ragazzo anni Cinquanta e fa il prof di lettere, quando non insegna yoga. Insomma è una persona normale, però è veramente magnetico quando fa lezione. Le signore del paesino alpestre lo adorano e io pure. Stamattina, dopo cinquanta minuti di tai chi ci ha fatto mettere seduti in mezzo loto e ci ha dato una goccia di olio essenziale di arancio amaro sulle mani, per annusarlo e rilassarci. Ecco, una cosa così io dovrei farla tutte le mattine prima di andare a lavorare, sarei una persona migliore.)

(** Quanto ad arraparsi, una volta, se sarete state brave, vi descriverò un paio di miei maestri di tennis.)

Certo, continua la compulsione isterica a lavare tutto, di cui ho detto ad alcuni amici via mail (ora che sono nell'appartamento senza lavatrice, i vetri! Ma oggi mi sono infilata nascostamente a casa dei miei mentre erano fuori e ho attivato il ciclo sette con prelavaggio, il mio preferito!!! sentendomi una tossica che finalmente si spara la sua dose...) e i problemi di salute di mio padre, che ho consapevolmente deciso di bandire dal blog e spiegare solo agli intimi, sono sempre lì. Ma vederlo godersi l'aria fresca e il sole a millecinquecento metri come gli altri anni è abbastanza rasserenante. E anche mia madre da quando è arrivata sembra un'altra, decisamente più bella e più in forma. Di diverso dal solito c'è solo questo fatto che, per precauzione, non li lasciamo soli in paese neanche mezza giornata, anche se non siamo sempre dove sono loro due.

Ora che siamo finalmente un po' sistemati, spero di aprire le danze anche per gli amici che vogliono salire a trovarci. Musica e Begliocchi arrivano ai primi d'agosto col bambino. E si spera che Cavallino, al suo rientro dal mare, non sia inghiottita dall'ufficio proprio subito e proprio tutto il giorno.

Ah. Per chi non legge la Stampa, devo scrivere un interventino sulla lettera della Gelmini a una studentessa di Novi Ligure. Ma stasera non mi va di farmi del nervoso.

Devo anche raccontarvi dell'odissea del mio posto di lavoro (ho passato mezza giornata, sul serio mezza, a messaggiarmi con l'Incontenibile che voleva sapere che fine faccio). E accennare alle prospettive dell'anno prossimo per quanto riguarda le ore di lavoro, distribuite come, dove, quando e con chi...
Ma diciamo pure che non c'è fretta. Sono riuscita sul serio, stavolta, a non rovinarmi l'estate in modo eccessivo dietro a questa storia, ma ovviamente ora che i giochi stanno per chiudersi ho un filo di terrore che scorre velenoso in mezzo a un certo qual giustificato flusso di speranza. Ho fatto lezione alla mia classe di ScuolaFica dei Quartieri Alti (quella del 2005/2006) tutta la notte tra ieri e oggi, in sogno. E prevedo altri sogni a tema dopo che, domani, sarò passata a Scuolina Rosa. Dove spero tanto di non incontrare la preside. Farebbe l'effetto di una caccaccia di mosca su una tela bianca immacolata, rispetto alla serenità con cui mi sono mossa ultimamente.

1 commento:

lanoisette ha detto...

uhm... sindorme da lavaggio? vuoi passare da me, che sono in procinto di cominciare le grandi pulizie estive?