"E' uscito?"
"E' uscito?"
"E' uscito."
"No? Dove?"
"Guarda dalla finestra."
"E' uscito!"
"E' uscito!"
"E' uscito!"
"E' uscito!"
"E' uscito!"
"E' uscito!"
Il torrente, che correva facendo gobbe tumultuose visibili fin dalla scuola, a metà mattina è comparso nei campi al di là della strada, giallo-marrone, schiumoso.
"Ci mandano a casa?"
"Ci mandano a casa?"
"Ci mandano a casa?"
"Ci mandano a casa?"
"Nooo!!! Facciamo lezione. Buoni."
"Chiudono la scuola?"
"Chiudono la scuola?"
"Chiudono la scuola?"
"Chiudono la scuola?"
"Chiudono la scuola?"
"Chiudono la scuola?"
"NO! Al massimo ci prelevano coi pullmini e facciamo lezione su al castello."
"Al castello?"
"Al castello?"
"Al castello?"
"Sì, al castello, nella sala a piano terra. Già fatto due anni fa."
Ma due anni fa il torrente non era uscito così vicino alla scuola. E sotto quest'acqua incessante, col fango alto quattro dita nel parcheggio, il pensiero non correva ai Giapponesi che devono pian piano ripulire i disastri dello tsunami.
"Al castello!"
"Al castello!"
"Al castello!"
"Piantatela, facciamo lezione."
Sì, noi quando siamo a rischio esondazione veniamo deportati, mediante pullmino giallo, in un maniero del Seicento, ristrutturato da Benedetto Alfieri nel Settecento, su una piazza fortificata del 1290.
Non è un caso che io abbia appena depositato la domanda di trasferimento per essere reintegrata nel mio posto appena la Brava Crista va in pensione.
In compenso, ora devo convincere l'Uomo che NO, stasera noi NON andiamo a teatro in un paese per giungere al quale dobbiamo attraversare il Tanaro e altri due torrenti...
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