Ecco no, io sono molto stupida e incoerente.
Sono stupida, incoerente e sono anche un'assassina, come tutti quelli che dicono di amare gli animali e poi vanno a vedere (o seguono da casa) il Palio.
Che è magnifico e affascinante. Che è una cosa piena di vita e di colore. Che è una rievocazione storica di notevole serietà, fatta di passione e bellezza. Roba che alle prof di storia amanti del Medioevo fa venire l'acquolina in bocca.
Ma da oggi io del Palio mi ricorderò solo che è un gran giro di soldi.
Perchè se il fantino non avesse sforzato per causare la solita partenza falsa, per la quale ovviamente si accordano prima, come si accordano per la qualificazione nelle batterie e per la vittoria stessa, Mamuthones, nervosissimo, non sarebbe stato esattamente sopra il canapo. E che cazzo di fantino sei, che gli tiri le briglie mentre si sbilancia, impedendogli di girare la testa. E anche il mossiere: sei pagato come uno sceicco per stare a guardare che i cavalli siano messi bene, come hai fatto a non accorgerti che dovevi mollare la fune.
Risultato, una capriola mortale che ha ucciso uno splendido animale in perfetta salute: caduto praticamente da fermo, si è spezzato il collo con il peso del suo stesso corpo.
L'urlo di dolore del fantino non rimedia all'errore gravissimo che ha fatto. La velocità dell'intervento del veterinario, che ha risparmiato alla povera bestia ulteriore sofferenza e gli ha abbreviato soprattutto il terrore folle nel ritrovarsi paralizzato, non elimina il fatto che se fai il veterinario nell'ambiente delle gare sei complice di molte, troppe cose che dovrebbero andare contro la tua etica professionale di medico. Il silenzio atterrito del pubblico quando il cavallo non si è rialzato, e le grida, gli insulti, le maledizioni scagliate subito dopo, non rimediano al fatto che loro avevano pagato il biglietto, e altri come me erano davanti alla tv o su internet, a guardare una corsa in cui l'uomo mette a rischio non se stesso, come accade nel motociclismo o nella Formula Uno o in tantissimi altri sport, ma un essere vivente che se ne frega dei soldi, un miracolo di forza e di bellezza che, di suo, sa solo che ama correre.
Spero solo che papà non fosse davanti a un televisore oggi pomeriggio, lui che se la prende con gli organizzatori anche quando, nella sicurezza di una tranquilla sfilata a passo d'uomo, vede un cavallo stanco o innervosito dal rumore. Come tutti quelli che davvero amano gli animali e che nemmeno per un istante mettono in disparte il rispetto per la loro vita, a favore di un interesse umano, sia pure di stampo culturale.
E' una dolorosa lezione, ma è una lezione da imparare. Spero che oltre a me ne facciano tesoro tanti altri.
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2 commenti:
Medioevo 'sta cippa: questo come il Plaio di Siena rientrano nel grande capitolo "invenzione della tradizione"...
hai scritto proprio ciò che penso... con la differenza che io certi "spettacoli" sono anni che non li guardo
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