E poi, dopo che tu sei stata tutta la mattina a rabbrividire sul divano, per mettere insieme un esercizio un po’ stimolante di Geografia fatto con foto, quiz cartografici, curiosità in video, e sei andata a scuola, e nella pausa pranzo hai mangiato un pezzetto di focaccia in piedi mentre appendevi i fogli con la suddivisione in gruppi per lavorare su queste teste di piombo di III A che non studiano, e poi hai fatto lezione nel solito clima di casino, coi soliti interventi puerili, con le solite frasi che ormai ti escono a cantilena, con le solite domande in mente (“Sono io che non sono più capace? Cos’ALTRO potrei fare per farli lavorare? Ce la faranno mai ad arrivare alle superiori con una preparazione che non mi faccia passare per una poveretta?”)…
…bussano delicatamente, la porta si apre e in tutta la gloria dei suoi magnifici vent’anni compare Bel Ragazzo, col suo sorriso di sempre.
La classe si rilassa e parlotta a un volume normale, qualche ragazzina iperventila (“Bel Ragazzo” in effetti non è più un soprannome adatto a descrivere cotanto ventenne) e tu vieni proiettata al 2009. Quando a una terza di ragazzi né più né meno come gli altri, ma enormemente partecipi, raccontavi della Normale di Pisa e vedevi degli occhi brillare. Quando Giovane Lupo, Elfetto Femminista e Enfant Terrible si scontravano sui diritti dei gay. Quando le cose che non si potevano dire a voce si capivano a sguardi.
E a questo marcantonio dal sorriso dolce racconti che classi come la sua non ne fanno più, che ti mancano uno per uno tutti, che sei felice di vederlo. E di colpo sei lì che te ne esci con “ho grandi novità, sai, adesso abbiamo una figlia, una ragazza in affido, abita con noi esattamente da ieri sera, sono molto contenta”. Solo dopo ti accorgi che è la prima persona cui lo hai detto, qui a scuola.
Poi c’è l’intervallo, e una ragazzina dell’altra classe sviene, e tu stai lì a tenerle la mano, mentre la collega di Fisica le tiene su le gambe, e Bel Ragazzo sta lì con voi ad aspettare che la crisi passi, e il Cinghiale di II A sta lì anche lui a chiacchierare del più e del meno, invece di rientrare in classe a fare compito di Geometria.
Vai via, nella luce di un pomeriggio tiepido, sentendoti un po’ persa nel tuo presente così emozionante, un po’ travolta dal flusso di cose che potresti dire, se ne avessi l’occasione, a qualcuno di cui ti fidi, un po’ fortunata perchè alla tua età puoi permetterti di fidarti di ragazzi di vent’anni, e molto intenerita dal fatto che questi ragazzi di vent’anni, con cui hai passato una terza media irripetibile, vengano ancora da te a far due parole, quando hanno un po’ di tempo.
martedì 8 ottobre 2013
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1 commento:
Bellissimo :) ...e un grande in bocca al lupo per questa nuova avventura...
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