Ha attraversato il deserto a piedi.
E' alto, secco e legnoso come un albero bruciato.
Non ha ancora compiuto quindici anni.
Per questo è qui, e non con gli altri. E' il più piccolo del gruppo. E' solo.
Sto guardando un pezzo terribile della storia del XXI secolo, arrivato fino a noi, in un paesino della Valle delle Meraviglie. Non è il primo rifugiato che incontro, ma sicuramente è il più giovane. E il primo con cui avrò a che fare di persona.
Scusate se ve lo dico così come mi viene. Cercate di capire. Lo so che a Lampedusa e in parecchi altri posti lo sapevano da una vita. Ma io lavoro in mezzo alle colline in Piemonte.
La prima cosa che ho pensato guardando Wanaagsan è: DIO, ALLORA ESISTONO VERAMENTE.
Non sono solo un'immagine bidimensionale alla tv. Questo qua è vero. Ce l'ha davvero, la storia addosso. Ed è una storia di cui, anche fosse solo uno, solo lui, con quel buio negli occhi alla sua età, ci dovremmo vergognare tutti.
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1 commento:
porca.
paletta.
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