Qualcuno ciondola in classe durante l'intervallo, o mi si appiccica in corridoio. Sanno che sono le ultime ore in cui sarò la loro prof. Lo so anche io, li ho sgridati fino a perdere la voglia di sentire la mia stessa voce, li ho brutalizzati con prove a sorpresa, ho fatto ramanzine di 45 minuti, ho detto di loro che erano regrediti invece di migliorare, li ho minacciati di cose orrende che succederanno alla maggior parte di loro appena metteranno piede alle superiori... e poi gli ho regalato la tripletta di lezioni Freud-Nietzsche, Pascoli-D'Annunzio, Pirandello-Svevo, che con classi intelligenti non fallisce mai, e infatti loro, a me, hanno regalato una decina di ore di attenzione rapita, inesausta, di osservazioni intelligenti, di domande sensate, di commenti entusiasti.
"Prof, ho la pelle d'oca!!!" ha detto Mammina capendo il problema dell'identità in Pirandello. "Oddio, ma è orrendo!!!" ha detto qualcun altro. "Figata!!!" sui lapsus di Freud. L'Albarino mi ha fatto notare che oggi, invece di dire una parola per un'altra, si invia un sms o si condivide una cosa su WhatsApp alla persona sbagliata... e gli ho risposto che è verissimo, e che io sono campionessa nazionale di figuracce fatte così. L'ultima con il Magnifico, e scusate se è poco, io se mi smerdo mi smerdo dalla testa ai piedi, è un talento naturale.
Ho detto loro di chiudere gli occhi, mentre facevo notare come ne "La sera fiesolana" il cielo al tramonto si trasforma nel viso di una donna con grandi occhi scuri. Brad Pitt non li ha riaperti per alcuni minuti. Si sono bevuti "La pioggia nel pineto" (mannaggia, aveva appena smesso di piovere, stavolta), il caso di Miss Lucy, "Rosso Malpelo" integrale, senza saltare una riga (persino quelli della comunità, che di bambini maltrattati ne sanno qualcosa, ma non avevano mai seguito un'ora e un quarto di letteratura senza neanche il testo davanti).
Quest'anno ero talmente concentrata sul sopravvivere, in bilico tra un matrimonio governato da leggi assurde, una famiglia con mille casini, troppe cose da seguire e la costante, testarda ricerca della felicità, che vedevo solo la fine del programma, delle valutazioni, delle burocrazie sempre più devastanti, sia cartacee che elettroniche... e solo una volta finito di interrogare mi sono finalmente goduta questi momenti, in cui all'improvviso una terza che ha cazzeggiato per otto mesi ha recuperato lo smalto, l'acume, la voglia di capire, che caratterizzava lo stesso gruppo classe in seconda.
Ora me li terrei ancora due settimane solo per coccolarli, parlare con loro uno per uno, gestire le loro ansie nel lasciare il nido. Invece parlerò solo con l'Adorabile, perché ne ha bisogno, e con l'Orientale, perché la bocciamo.
Comunque, stanno per arrivare le mie sudate riflessioni sul modo di insegnare le materie, almeno le mie, a quindici anni dalla mia prima classe e dieci anni dal passaggio in ruolo.
Parto mettendo qui i presupposti su cui baso quanto dirò, e intanto vediamo che dite di quelli, poi io proseguo. Non subito, perché ho finito gli scrutini oggi, e sono sfinita. Ma a breve, in questi venti giorni che mi separano dalle ferie, e da un nuovo importante traguardo: insegnare (finalmente!!!) yoga.
Ecco qua:
Dato di fatto n. 1
I RAGAZZI NON FANNO PIU' I COMPITI A
CASA.
Dato di fatto n. 2
I RAGAZZI NON LEGGONO PIU'.
Dato di fatto n. 3
I RAGAZZI, IN COMPENSO, SCRIVONO DI
NUOVO.
Dato di fatto n. 4
I RAGAZZI SANNO ANCORA COME SI STUDIA,
MA NON SONO PIU' CAPACI DI SPIEGARSI A VOCE.
Dato di fatto n. 5
NON E' CON LA LIM, LE SLIDE E LE
PIATTAFORME ONLINE CHE RISOLVEREMO IL PROBLEMA.
Dato di fatto n. 6
I RAGAZZI SONO ANCORA CURIOSI DI COSE
BELLE E DIFFICILI



1 commento:
Buongiorno Castagna,
sono mamma di un ragazzo che si affaccia alla scuola media e queste riflessioni mi sono molto utili.
Davvero non fanno più i compiti? colpa del tempo pieno alle elementari? grazie Roberta
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