Daisypath Friendship tickers
Daisypath Anniversary tickers

mercoledì 24 novembre 2010

Periodi storti di gruppo

Una delle amiche aveva da far operare l'uomo della sua vita - un'altra arrivava a termine di gravidanza tra mille casini - un'altra portava il bimbo piccolo a fare brutti esamacci cattivi per problemi di intolleranza alimentare - un amico aveva la fidanzata incinta in preda a crisi di identità e coliche renali - un cugino aveva problemi di salute e anche quanto a crisi morale non stava benissimo.

Mi ricorda altri periodi immondi della vita in cui un'amica andava via di casa per sempre scappando alle sei di mattina come una profuga - un'altra non mangiava più niente - io stessa non mangiavo abbastanza - un'altra si massacrava in storie avvilenti - un'altra era sola, sempre sola e stava male - un'altra si lasciava con l'uomo - io anche mi lasciavo e mi riprendevo con l'uomo (non con l'Uomo).

E simili.

Molti pomeriggi sulle scale delle Berio o sedute per terra alla Casa dello Studente. O sugli scogli a Boccadasse. O su qualche panchina. A frignare e pensare che era terribile terribile terribile e non vedevamo via d'uscita.

Una famosa crisi isterica di coppia io e la Symo su una panchina di un parco, in lacrime, ed era terribile terribile terribile e non vedevamo via d'uscita.

Una famosa sera in una famosa macchina in cui erano presenti: Donna Popcorn e il suo grizzly, la Frenci e il suo senso di colpa, Castagna e la sua carogna.
E si stava veramente stretti in quella macchina e abbiamo cantato riso pianto imprecato in varie lingue e dialetti, con sovrabbondanza della parola belin a tutto volume, e gridato vaffanculo alle stelle e pensato che era terribile terribile terribile e non vedevamo via d'uscita.

Beh... l'uscita c'era, evidentemente.

Ma minchia se era terribile, sul momento.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sul momento è durissima, ti sembra assolutamente impossibile uscirne e poi...ti svegli un mattino ed è andata, e tu sei praticamente come prima! contenta di aver affrontato la cosa, di averla superata e speri archiviata. Una canzone che adoro dice "me la caverò, proprio come ho sempre fatto, con le gambe ammortizzando il colpo, poi mi rialzerò. ammaccato, non distrutto...basterà una settimana a letto" ecco l'ultima parte la sogno da anni, per il resto...ne ho fatto la mia bandiera.
L'amica che ha finalmente fatto operare l'uomo della sua vita.