E così stamattina ore sette e venti sono - in anticipo ridicolo - davanti alla scuola, dove conosco una bimba che sembra (non esagero) la figlia di Giovanna Mezzogiorno (devo pensare a un soprannome per una bambina così bella) e un maschietto piccolo e nero: Calimero, evidentemente. I miei primi nuovi alunni.
Mezz'ora più tardi si è riunito anche il resto della nuova I A (tranne Piccolo Gangster, oggi assente, di cui dovrò parlare diffusamente) e porto in classe una ventina di pulcini abbastanza spaventati.
Nelle successive due ore, per fortuna, non devo asciugare lacrime (anche se ne vedo luccicare alcune) nè reggere fronti (l'anno scorso era andata molto peggio, quanto a emotività della prima settimana) ma solo spiegare con calma le regole della scuola, dettare l'orario, far fare il giro panoramico dell'edificio e rispondere a qualche circostanziata domanda.
Je tombe amoureuse (o I fall in love, in italiano non c'è niente che renda l'idea del cadere a precipizio dentro una cotta) immediatamente di un fanciullino che, si vede subito, mi darà del filo da torcere ma anche un mondo di soddisfazione. Per dire, è quello più sereno nell'intevenire, più egoriferito, più interattivo, tempo tre ore è già stato in segreteria, dalla vicaria, da me di nuovo, etc, per questioni di diario e buoni mensa e lo conoscono già tutti; ed è anche quello che per allungarmi un libro di grammatica ribalta lo zaino e passa dieci minuti inginocchiato per terra, a raccattare tutto quel che ha sparpagliato. Io lo guardo e penso: ecco, questa scena l'ho già vista, ho già capito, questo è uno di quelli fatti su misura per me. Lo chiameremo Atreiu, perchè ha i capelli lunghi e i lineamenti fini e ricorda un po' il ragazzino della Storia infinita.
Il Gigante si fa vedere un momento per fotografare i bambini; poi torna con la stampata delle foto per metterci i nomi; poi torna con il foglio ordinato con foto e nomi stampate al computer. Poi torna la quarta volta, ma stavolta con il collo teso tipo uno che ha appena ingoiato una scolopendra.
"Ahem... una novità per voi, così, fresca di oggi."
E da dietro la sua imponente persona spuntano, precisi uguali a due cuccioli dall'aria impaurita, due bambini, un maschio e una femmina, di pelle olivastra e occhi scurissimi: fratellini provenienti dal Marocco.
Cominceranno domani. Pare che siano in Italia da tre anni. Lei ha il sostegno. Non è chiaro per cosa.
Più tardi io incontro la preside e le faccio, amichevolmente: "Oh... non è che per caso mi devi dire qualcosa???"
Lei ride. Perchè ha culo che io sono una che a) non se la prende b) non si spaventa di un po' di lavoro in più e c) non rifiuterà mai un alunno straniero. Se faceva 'sto scherzo a un altro coordinatore, col piffero che rideva.
Comunque. Tutto bene per stamattina. Domani tre ore. E vediamo.
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1 commento:
Il tuo è il mestiere più bello del mondo.
E comunque Atreiu già lo amo anch'io.
Susibita
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