Pulpite. In due denti vicini, contemporaneamente.
Ora, voi lo sapete che a me non piacciono molto quei blog che riportano estesamente questioni di salute, dello scrivente o dei figli del medesimo, così come non frequento volentieri quelle persone che usano narrare al malcapitato prossimo i loro parti, le loro vomitate e/o i loro interventi chirurgici.
Quindi dirò solo una cosa, con la quale apro e chiudo il discorso salute di questa settimana. La Compagna Collega, vedendomi girare in sala prof, tutta pallida, occhio cerchiato che neanche sotto maturità e gesti irrigiditi dal dolore, si è fatta dire cos'avevo. E ha commentato: "Oddio, che cosa tremenda. Io ho fatto quattro figli senza epidurale, ma non c'è paragone col mal di denti."
Ecco come sto da lunedì scorso.
Nel frattempo, muovendomi come in una bolla di sofferenza, alleviata qua e là da un antinfiammatorio che per quattro o cinque ore rendeva l'esistenza quasi sopportabile, ho interrogato. Ho spiegato. Ho corretto. Ho consegnato compiti. Ho sgridato. Ho fatto complimenti per i lavori svolti bene. Ho controllato diari. Ho raccolto autorizzazioni. Ho portato l'Arcangelo Nero in presidenza con una nota sul registro. Ho assistito per la terza volta alla refezione di settanta creature urlanti. Ho saltato pasto per la terza volta (non ce la farò mai a mangiare a mensa, a tavola con la Bestia Nera e la Bionda Svampita, devo farmi rimettere al più presto sul tempo normale.) Ho asciugato lacrime. Ho insegnato italiano a Muy Lejos. Ho ripassato gli appunti di un corso sulla dislessia per Tesoro Diafano, che è rientrata a scuola con la certificazione di DSA. Ho cercato di insistere con Fiona l'Orchetta, che ha il sostegno, perchè si sforzasse di lavorare un po' a casa. Ho prodotto un calendario prove per la II C da qui a gennaio. Ho fatto amicizia con la nuova collega di sostegno, un'elegante e simpatica ragazza che di mestiere più che la prof fa la pianista, ma che in classe è una piovra, è in ogni punto dell'aula a seguire chiunque, vede tutto, nota tutto, conosce tutti ed è stata con noi solo poche ore. Insomma, insieme al Dolce Cowboy*, cioè l'altro collega di sostegno che lavora con me sulla prima, è la cosa più bella che mi sia accaduta quest'anno.
[ *Dolce Cowboy è il collega di sostegno che tutte vorreste. E' un uomo magro, essenziale, con dolci occhi grigi, vestito perennemente in jeans, t-shirt bianca e camicia a quadretti o comunque sportiva, è gentile con tutti, parla a voce bassa, sorride e ride volentieri, si dà da fare. Più di così, c'è solo che sia anche single, etero e assomigli a Johnny Depp. Invece lui è mediamente piacevole come aspetto fisico, coniugato con una maestra che è anche simpatica, e riesce a essere carino e amichevole senza dare l'idea del marpione. Il che, ai fini lavorativi, è molto meglio che avere Johnny Depp seduto sull'angolo della cattedra con... beh, lo sguardo di Johnny Depp (pausa di due minuti per le colleghe che leggono, cosicchè possano proiettarsi con calma quest'immagine ambientandola nella propria aula). ]
Insomma, ne ho fatte di cose, ma dovessi dire in che ordine, o che cosa ho mangiato ieri sera, o cosa devo fare domani, vi giuro, sto così male che non lo so. Ho dei seri problemi a guidare perchè (come chiosava il mio saggio cugino che mi ha offerto assistenza telefonica quando sbroccavo dal male) in certi momenti ai confini dell'extrasensoriale, la mia anima si disloca, in modo tale da astrarsi completamente dal mio corpo sofferente, per tornarci pochi istanti dopo, con una colonna sonora di gomme che fischiano sull'asfalto e clacson.
Nelle nebbie di tanto stordimento, mi sono venuti a trovare Bimba Stupenda, l'Urlatrice, Maddalena, La Mia Cocca, Enfant Terrible, Fratello Fico di Bel Ragazzo, la Peste, l'Incontenibile, Pasticcino Svizzero... e me ne dimentico degli altri. Ne sono passati dieci o dodici questa settimana. Tra gli altri, un exalunno di tanto tempo fa che non avevo mai più visto dopo la fine delle medie, oggi con patente e barbetta, il quale mi ha portato la lieta novella che il Danno è tornato a scuola regolarmente.
Nei momenti di sdoppiamento astrale riesco anche a sorridere, beandomi di tanta bella gioventù che mi sfila davanti.
venerdì 30 settembre 2011
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3 commenti:
io ti capisco, sì, sì (http://nemoinslumberland.splinder.com/post/25555250/masticherai-con-dolore) e una mia collega mi ha fatto, in quei giorni, lo stesso parallelo con il parto...
coraggio, cara
Oddio, resisti Castagna! Non so se essere rassicurata dal fatto che i dolori del parto sono meno forti del mal di denti ;-)
Beh io al mal di denti sono sopravvissuta con quattro aspirine e un ibuprofene (non di seguito), parecchia meditazione e la riflessologia della mano.
Il problema secondo me è che il dentista non è disposto a spararti un'anestesia trunculare nella faccia prima che tu vada al lavoro, mentre per l'epidurale ci si può accordare prima.
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