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mercoledì 17 ottobre 2012

Pocahontas e l'Arcangelo

La mamma di Pocahontas mi avvicina dopo la riunione per l'elezione dei rappresentanti dei genitori.

"Professoressa, volevo chiederle come va mia figlia...". Sguardo teso.
"Bene, come al solito, è una brava studentessa. Anche se devo dire che, quest'anno, è un po' più distratta..."
"Ecco, appunto, sì, volevo dirglielo io..."
"Va beh, sa, crescono, cambiano... per un periodo, ultimamente, aveva anche un fidanzatino..."
"Infatti, ne parlavo con la prof di matematica ora!!! Ah ma io le ho detto subito di levarselo dalla testa eh??? Ma figuriamoci..."
"Eh, sa com'è, è l'età; poi per carità, niente di che, gironzolavano insieme all'intervallo... La collega li ha sgridati perchè una volta li ha visti sbaciucchiarsi, ma a me per esempio non è mai capitato di vedere niente del genere."
"Ma la sua collega ha fatto benissimo, scherziamo?"
"D'accordo, noi li sgridiamo se danno spettacolo, perchè capisce bene che sono 170 ragazzi, se tutti si sbaciucchiassero nei corridoi, allora... Però, a dire il vero, qui a scuola non credo possa succedere niente di male... Spero!"
"Ma vede il problema è che sono dello stesso paese!!!Guardi, sono rimasta malissimo, quest'estate, e anche all'inizio della scuola quando c'erano pochi compiti, la lasciavo uscire, credevo in buona fede di fare bene... quando ho scoperto che si vedevano coi ragazzi, le ho detto ora basta, ora scuola, casa, esci solo il sabato per andare a catechismo, domenica la messa e fine!"
Mi deve essere scappato un fumetto sopra la testa con scritto: "euh!!! Bum!!!" o forse ho mosso un sopracciglio... Fatto sta che la madre si è un po' ricomposta, dicendo:
"Cioè, ora, non è che io voglia proibirle tutto... però, professoressa" (e qui ha ingoiato qualcosa che poteva essere un grosso ragno, e le tremavano le labbra) "E' GIOVANE! E' COSI' GIOVANE! HA DODICI ANNI!!!"

Ho cercato di confortarla: e lo so e lo so, i ragazzi sono diversi da come eravamo noi, che ci arrivavamo più avanti, mio marito mi diceva che a sedici anni lui era ancora un patatone che pensava solo al calcio... questi sono decisamente più svegli (eh sì, in questa terza proprio sì) ma insomma, poi basta che uno ci metta un po' di cervello in quel che fa... basta che abbia chiare due o tre cose base, tanto da fermarsi a farsi due domande (neh, Occhioni?) prima di ficcarsi nei guai... Peraltro cosa possiamo farci, crescono...

Però continuo a sentirmi in testa la voce rotta di questa degna signora che geme: "E' così giovane!"

E oggi, che ho fatto tre ore con la terza, guardavo di sottecchi il fidanzatino di Pocahontas, ovvero l'Arcangelo Occhiviola. Che, obiettivamente, è bellissimo, anche guardato da adulta. E misterioso, con quell'aria seria; e però quest'anno, invece di essere musone e riservato, è ironico, è tutto un gioco di sopracciglia inarcate e facce buffe, come se avesse trovato un suo modo per comunicare con gli adulti di cui prima sfuggiva lo sguardo, ma sempre prendendo le distanze. E mi dicevo: certo che io, a dodici anni, ai ragazzi ci pensavo, eccome. Se uno così avesse deciso di percorrere il corridoio con me, e non parliamo proprio se avesse cercato di baciarmi, mi sarei letteralmente liquefatta. Avrei riso e pianto come una scema, e riempito quaderni interi di cuoricini poesie e frasi cosmiche, poi mi sarei sfondata le orecchie con il Walkman (il Walkman!!!) a sentire cose tipo Careless Whispers di George Michael, la sigla del Tempo delle Mele, Heaven di Bryan Adams, e tutti quei lentazzi impossibili da riascoltare che andavano nel 1988, tra i quali, per motivi a me sconosciuti, eravamo però in grado di mettere anche un'intramontabile Moonlight Shadow e, di lì a pochissimo, Losing My Religion, che non mi direte mica che non è un capolavoro.

Poi ho pensato a Riccardo. Riccardo veniva con me in piscina in campagna. Stavamo ore sullo stesso asciugamano, seduti a gambe incrociate o sdraiati a pancia sotto, a giocare a carte, a compilare giochi sulle riviste, facevamo il bagno, mangiavamo il gelato. Giocavamo a ping pong, a pallavolo. Passavamo ore e ore a dire cose prive del minimo contenuto, dondolando le gambe da una sedia da giardino, sotto i pioppi. A volte con altri, a volte io e lui da soli. Mi trovava carina, e una volta me l'ha detto. Io non ho raccolto. Mi piaceva suo fratello grande, ma così, solo perchè era grande e, obiettivamente, molto bello. In realtà adoravo proprio stare con Riccardo ed era tanto, tanto carino anche lui. Aveva gli occhi come il cioccolato al latte, una voce bellissima, la pelle abbronzata, e mi faceva ridere di pancia. Ogni tanto,giocavamo a chi dei due riusciva a trascinare l'altro sul bordo della piscina e lanciarlo tutto asciutto dentro l'acqua gelata. Se però lui cercava di tirarmi in acqua, magari alzandomi su di peso, e io facevo l'aria atterrita e dicevo a denti stretti "oggi non posso", la sua presa forte diventava immediatamente delicata, mi lasciava subito con espressione rispettosa, e poi, più tardi, mi chiedeva se avevo caldo, mi lasciava il posto all'ombra, si alzava lui per spostare le sdraio o andare a comprare il gelato della merenda.

Chissà cosa vedeva mia madre, guardandoci. Esistono ancora cose così, credo, e io non vorrei sporcarle mettendoci sopra dei pensieri che non c'entrano niente.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Che tenera, Castagna !
Mi hai fatto ripensare a me e mia (allora futura) moglie, sedicenni e diciassettenni, manina a manina etc etc etc.
Io impiegato più di qualche mese a rendermi conto che fosse una donna, in quel senso che fa tanta paura alla tua genitrice.
Eravamo, solamente e semplicemente innamorati, col bisogno di respirare la stessa aria, sempre insieme. bastava guardarsi negli occhi, per sentirsi in paradiso.
Poi è venuto anche il resto, ma ci son voluti anni (erano ben altri tempi !! E forse anche ben altre famiglie !!)

Anonimo SQ