sabato 3 novembre 2012
Due modi di dire
L'altro giorno, mentre aspettavo che arrivasse l'Uomo a Genova per andare a festeggiare i 90 della Zia Buona, avevo la tv accesa e c'era Un medico in famiglia, serie che, da quando la conosco, da un lato mi annoia a morte e dall'altro mi fa francamente ridere, soprattutto perchè Banfi è bravo e Lunetta Savino favolosa. Essendoci appunto una scena con Cettina, mi fermo a guardarla e sento dire da un'altra attrice questa frase:
"Chi nasce muro, tutti gli si appoggiano"
Folgorazione: mi ci devo far fare una maglietta, no, un'intera linea di abbigliamento. E devo regalare capi di questa linea a diverse persone che conosco, tra cui mia madre e diverse delle mie migliori amiche, mio marito, il Gigante, alcuni alunni come Winnie Pooh e molti altri, sia maschi che femmine, che ho conosciuto in passato, blogamiche e blogamici sparsi.
Invece ieri sera vedevo con l'Uomo un film sceemo, ma sceemo, scritto maaale, ma maale, dove però, in una scena in cui Jessica Biel doveva partorire e il marito si innervosiva intorno a lei, la ginecologa lo rimetteva al suo posto dicendo che stava violando (o invadendo? o inquinando? non ricordo, ma il concetto era quello) la "zona calma" della moglie.
Altra folgorazione: sono il vostro muro, reggo pesi, porto pacchi, mi spacco, mi sbatto, etc: ma quando devo fare una cosa (partorire era un ottimo esempio. Conoscete qualcosa di più importante o di più urgente? ma anche cose minori richiedono sforzo, concentrazione e serenità) la voglio fare senza che nessuno inquini la mia zona calma.
Se per zona calma intendiamo che prima di andare a farmi venire la gastrite dall'avvocato voglio stare un'ora con il cellulare spento, per pranzare senza interruzioni, riposarmi sul divano pittandomi le unghie, leggere un capitolo di un bel libro, benissimo: dall'avvocato ci sto andando io, no? Vi fa comodo che ci vada al posto di qualcun altro? Quindi dovete solo fingere che il mio appuntamento con l'avvocato cominciasse alle due e non alle tre, e vedrete che trovare il mio cellulare staccato non vi darà così fastidio.
Se per zona calma intendiamo che se devo parlare di numeri lo posso fare solo fino alle sei di sera perchè poi la mia intelligenza logico-matematica scarica le batterie, benissimo: dopo le sei di sera farò altro, non conti. L'ufficio chiude, riaprirà domattina (tra l'altro spesso ben prima delle otto, perchè di mattina presto sono molto più intelligente che al pomeriggio). Domattina, state pur sereni, la pilazza di carte con i numeri da studiare sarà ancora lì. Spesso sogno di trovarci sopra una bella vomitata del gatto e poter buttare tutto nella spazzatura. Ma no.
Se per zona calma intendiamo che ci sono 4 giorni di ferie, ci sono quattro giorni di ferie. E punto. Se crolla la palazzina dove possiedo un appartamento, comunque, prima di arrivare a me devono chiamare i pompieri, le ambulanze, la protezione civile, l'importante è che rispondano loro (che, a differenza di me, fanno i turni). Se crolla la palazzina dove abito io, con me dentro, beh, io sono l'ultima cui devono guardare per sapere cosa fare.
Dico questo perchè stamattina SABATO 3 NOVEMBRE a casa dei miei si è presentato un operaio mandato dall'amministratore per verificare una perdita in cantina. Perdita che noi abbiamo segnalato a partire dall'ANNO DEL SIGNORE 2010, due-mila-dieci, capito? e che ha costretto un inquilino di mia madre a portar via le sue cose danneggiate, a restare senza cantina, e noi a chiamare operai i quali, dopo aver riparato al grosso del danno, ci hanno giustamente fatto notare che lo sgocciolamento continuava e dipendeva da quelli di sopra. Quelli di sopra che sono inquilini di una signora che per mesi e mesi non si è lasciata raggiungere. Non vive a Genova, è anziata, è malata. Okay, ma nessuno le ritira le raccomandate? No. Finalmente dopo mille ricerche e dopo molte raccomandate e richieste si identifica un curatore dei beni, che io chiamo personalmente due settimane fa minacciando lui, la signora proprietaria e l'amministratore del condominio di azione legale.
Detto fatto, l'amministratore manda un uomo per sopralluogo. Uomo che arriva di sabato mattina presto, senza telefonare, durante un ponte. Ora, magari si sa che mi padre è anziano e malato e non va più via per il weekend. Ma è comunque un giorno festivo. Scenari che poteva trovare l'operaio arrivando:
- mia madre che dorme (mai fatto in vita sua di dormire di mattina, ma che ne sai tu di che notti si passano con mio padre malato in casa)
- mia madre che accudisce mio padre da sola perchè è sabato e non c'è la donna (e che ne sai tu che mio padre non ha per ora bisogno d'aiuto per lavarsi)
- mia madre che impasta agnolotti per sedici persone perchè visto che c'è ponte ha invitato i parenti a casa (mai fatti manco gli agnolotti a mano, ma che ne sai tu che non abbia appena cominciato a farli, dato che passa i weekend in casa)
- mia madre e mio padre che intrattengono piacevolmente figli, nuore, generi e nipotini venuti appositamente da altre zone d'Italia / d'Europa / del mondo per passare qualche giorno in famiglia (che ne sai tu, appunto)
- varie.
Questo per dire che se non ci facciamo furbi possiamo anche morire, perchè la gente non se ne pone PIU', di problemi sugli altri. Pensa te se uno che per DUE ANNI ha fatto lo gnorri deve mandarmi l'operaio di sabato, in un ponte festivo, perchè, oh ma che sorpresa, abbiamo finalmente pronunciato la parola avvocato. E gli è andata bene. Perchè se invece di presentarsi sulla porta di mia madre si presentava alla mia, prendevo le numerose tegole che l'amministratore da un anno ha lasciato dove sono cadute, più quelle nuove che sono cadute l'altro giorno, e gliele tiravo dietro, una dopo l'altra.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)



4 commenti:
...e avresti fatto bene.
Probabilmente è un dopolavorista, uno che lavora in nero per l'amministratore.
Ecco perchè è arrivato di sabato, senza preavviso.
Anonimo SQ
Non fosse che hai già troppi pesi da portare, quelle tegole dovresti caricarle in macchina e andargliele a tirare contro i vetri di casa sua e, appena si affaccia a vedere che succede, una in piena fronte.
Amen.
Ciao.
d'ora in poi invece di scrivere "mia madre" che fa tanto vecchia signora possidente ti prego di rinominarmi mavì, così, minuscolo, come mi chiamo io quando ( raramente, appartenendo al clan dei muri) riesco ad essere me stessa. dopo un po' tutti i tuoi blogamici capiranno lo stesso e io sarò meno infelice!
Posta un commento